Quanto guadagna Beppe Grillo con il blog?

Qualche decina di migliaia di euro o 10 milioni? In molti hanno provato a calcolare i ricavi del blog del Movimento 5 Stelle, ma sarebbe più semplice se venissero forniti i dati da chi di dovere.

Aggiornamento 12.10. Ecco quanto scrive lo staff del blog a riguardo:

"Il Blog è nato nel 2005. A differenza della maggior parte dei prodotti editoriali italiani televisivi o cartacei non ha mai utilizzato fondi pubblici. Negli ultimi anni la sua gestione è stata sempre in perdita. Nel 2012 i costi erano diventati insostenibili e fu inserita per questo, verso metà anno, la pubblicità, ma non per tutte le categorie, per evitare di chiuderlo. Nel 2011 Casaleggio Associati (CA) ha chiuso in passivo di 57.800 euro con un fatturato di circa 1.400.000 euro. Le perdite del blog sono state sempre coperte da CA. I bilanci di CA depositati alla Camera di Commercio di Milano sono peraltro disponibili a qualunque giornalista interessato ai suoi mirabolanti guadagni." Lo staff di Beppe Grillo

I ricavi del blog di Beppe Grillo

La questione è riemersa dopo il servizio di Report, ma è da un bel po' di tempo che ci si pone la domanda: quanti ricavi entrano nelle tasche di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio grazie al blog beppegrillo.it, uno dei siti più visitati al mondo che fa anche da "sede" del Movimento 5 Stelle? Una domanda che continua a circolare solo ed esclusivamente perché chi il blog lo gestisce si continua a rifiutare di rispondere.

Sulla questione ci sono pareri diversi e in particolare circolano tre versioni. Proviamo a dare conto di tutte e tre. La prima è quella riportata oggi dal Fatto Quotidiano e fornita dagli stessi parlamentari pentastellati informati della materia e che bazzicano dalle parti della Casaleggio Associati:

Per avere qualche cifra, assolutamente non ufficiale, bisogna rivolgersi a Massimo Artini, deputato M5S, informatico di professione, di casa negli uffici della Casaleggio associati. “I guadagni da banner sono risibili, coprono solo i costi di gestione del sito”, sostiene Artini, che precisa di fare calcoli sulla base di un ragionamento logico-statistico. “Se il blog ha 100 mila visualizzazioni nei momenti di picco, il tasso che misura l’efficacia della pubblicità, il click-through rate, è dello 0,5% e ogni clic è pagato intorno a un centesimo, gli introiti non vanno oltre i 2/3 mila euro al mese”.

Cifre che sono decisamente inferiori ai calcoli più accurati fatti dal blogger Davide Casati. Che, innanzitutto, fa una precisazione: i guadagni del blog derivano sì dalle pubblicità AdSense di Google (le scritte che compaiono tra un post e l'altro in quasi tutti i blog), ma anche dalla partnership di beppegrillo.it con Amazon. Ed essendoci uno stretto legame tra il blog di Grillo, Casaleggio Associati e l'editoria (che cura il sito di Chiarelettere e di Cado in Piedi ed è editore con la casa editrice Adagio Ebook) è evidente che la cosa non può essere questione irrilevante.

La vendita di ebook e libri (ultimamente sempre più spesso prodotti dalla Adagio Ebook della Casaleggio Associati) tramite la partnership con Amazon permette di ricevere il 10% del prezzo di copertina di ogni libro e lettore ebook venduto a utenti che provengano dal blog. Siccome molti degli ebook sono prodotti dalla stessa Casaleggio Associati, il guadagno spesso è doppio. Per verificare l'importanza di questa partnership, basta visitare il blog di Grillo e verificare i banner di Amazon e la pubblcità dei libri di Adagio. Impossibile, però, fare stime dei guadagni.

Si possono invece fare i conti per quanto riguarda AdSense. E nel farlo il blogger Casati parte da un presupposto abbastanza inquietante: nel momento in cui ci si iscrive al blog di Grillo, si accetta che i propri dati vengano utilizzati a fini commerciali e pubblicitari dalla Casaleggio Associati. Che essendo un'azienda di marketing, saprà sicuramente come far fruttare tutto questo materiale sensibile, alla stessa stregua in cui Facebook utilizza le informazioni che noi stessi gli forniamo.

Passiamo ai numeri: nel mese di febbraio (quello delle elezioni), il blog di Grillo ha avuto page views che sono andate dai 2 ai 5 milioni (sempre al giorno). Le pubblicità di AdSense pagano a Grillo il massimo corrispettivo: 1,65 euro ogni volta che qualcuno ci clicca sopra, cosa che succede in media una volta ogni mille utenti. I dati sono difficili da calcolare, ma sembra che si tratti di un business che solo attraverso le pubblicità produce un paio di milioni di euro all'anno (da notare che vengono conteggiate come visite al blog di Grillo anche quelle che del sito del Movimento 5 Stelle, che ne è una parte). Ben più, quindi, delle spese necessarie "al solo mantenimento del blog", come dicono i pentastellati da Grillo in giù.

Infine ci sono i calcoli fatti da Il Sole 24 Ore e riportati anche da SoldiBlog, che sono i più "gonfiati".

“Un calcolo a spanne – spiega a Il Sole 24 Ore un esperto analista del settore – può esser condotto guardando il ricavo medio per pagina offerto da Google AdSense. Che equivale a 5 euro ogni mille pagine visitate”. “Beppegrillo.it non è in Audiweb e non ci sono altri strumenti che consentano di verificare in modo puntuale il volume di traffico. Ma usando Alexa è possibile stimare che il traffico del sito sia di un milione, un milione e mezzo di pagine al giorno. Per cui si può affermare che i ricavi oscillino tra i 5 e i 10 milioni di euro all’anno. Certamente un merito per Grillo e Casaleggio, che hanno saputo tirare su il blog. Anche se credo che non ci siano solo i banner di Google AdSense. Motivo che porta a pensare che questi calcoli siano in difetto”.

Ma quindi, qualche decina di migliaia di euro? Un milione di euro? Dieci milioni di euro? E poi: questi soldi vanno anche al Movimento 5 Stelle? «I proventi degli introiti pubblicitari del blog di Beppe Grillo non sono utilizzati per finanziare il MoVimento 5 Stelle. Il M5S si finanzia con il lavoro e le piccole donazioni volontarie degli attivisti di tutta Italia», ha spiegato il leader del MoVimento.

In più, il blog di Grillo aumenta drasticamente i ricavi durante la campagna elettorale, perché aumentano le visite. Potrebbe essere una ragione per cui Grillo non ha interesse a mettere in piedi un governo stabile? Solo un sospetto, ma un politico che fa della trasparenza la sua ragion d'essere dovrebbe essere al di sopra di ogni sospetto.

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