
Certo non siamo abituati alla “ricca” Regione Veneto che chiede aiuto allo stato, ma c’è sempre un aprima volta, soprattutto se a metterla in ginocchio è un disastro naturale come quello che si è verificato nelle ultime settimane, con piogge torrenzionali ed esondamenti in ogni dove.
Il Governatore Luca Zaia ha fatto la voce grossa, proponendo la sospensione delle tasse e - ultima iniziativa - il non-pagamento almeno dell’acconto Irpef, in scadenza a breve. Che fare? La Protezione civile ora parla di situazione sotto controllo, ma ciò che è accaduto è un dramma e servono enormi risorse per rimediare.
Si parla di un miliardo di euro di danni, a fronte dei quali lo Stato ha stanziato una ventina di miseri milioni, che a malapena serviranno a coprire le emergenze più immediate. Ecco le esatte parole di Zaia, in procinto di essere nominato commissario straordinario:
”Avremo l’acconto Irpef da versare, a questo punto fermiamolo qui, quanto ci serve? Penso di non essermi sbagliato molto sul miliardo di euro di danni: allora negoziamo con lo Stato questo miliardo di euro, o quello che sarà, e facciamo in modo che i veneti lo versino direttamente alle casse del Commissario dell’alluvione che lo darà ai sindaci’
Non è una questione banale, perché da sempre il nord-est si sente un po’ come la mucca da mungere per tenere in piedi il paese. Ora che per una volta ha bisogno (magari anche solo di trattenere le proprie tasse invece di versarle agli altri) è il momento di dimostrare che le cose non stanno così.
O no?
toga_rossa
08 nov 2010 - 13:00 - #1Se magari invece di costruire ad Minchi@m la gente si decidesse a magari dare retta a geologi e a fare seri progetti d’impatto ambientale qualche disatsro in meno……
Opps scordavo ma il polesine non e’ in veneto? Il vajont non e’ in Veneto?………..andata di qulo che stavolta non ci sono stati morti, altrimenti omioggino quanti piagnistei, fatto salvo poi fare i coretti incitando l’etna o il vesuvio, o cantando inni alla gioia dopo i terremoti in Irpinia……..
_marco_
08 nov 2010 - 13:15 - #2Non il Vajont non è in veneto.
E’ in quella landa desolata, sconosciuta e in gran parte inesplorata che si chiama Friuli.
DDDDdsdsddsds
08 nov 2010 - 13:35 - #3Colpa di Berlusconi…
gianca54
08 nov 2010 - 13:35 - #4Sono d’accordo che troppo spesso le sciagure causate dal maltempo sono da addebitare alla sconsiderata cementizzazione e asflatizzazione del territorio. Su questo “non ci piove”. Il problema, in questo caso del Veneto, è che è stata colpita una zona ad alta concentrazione di imprese, e le imprese creano ricchezza e lavoro.
Non aiutare subito questo territorio vuole dire perdere ancora in capacità produttiva ed il nostro Paese, oggi, non se lo può assolutamente permettere.
Elector
08 nov 2010 - 13:39 - #5#2
vallo a dire a chi aveva parenti a Longarone se erano o no in provincia di Belluno, vediamo poi cosa ti rispondono
edivadavide
08 nov 2010 - 14:11 - #6Incredibile! concordo con Landoni..
aldebaran85
08 nov 2010 - 14:29 - #7ricordiamo a zaia che al governo c’è la lega non prodi
munky
08 nov 2010 - 14:38 - #8A me dispiace per tutti i poveri cristi che sono con il c*lo a terra dopo questa catastrofe, ora staremo a vedere se davvero lo stato c’è per il veneto oppure faranno ciò che hanno comunque già fatto da altre parti un pò più a sud (cioè praticamente nulla, a parte lucrarci sopra). Mi dà amarezza dirlo, credetemi, ma a votare certa gente (e prima di Zaia c’era Galan quindi non è che ci siano scuse) uno alla fine se le cerca.
E ve lo dice un sardo che si ritrova con centinaia di km di spiagge asfaltate, pastori sul piede di guerra, trasporti mozzati, lavoratori cassaintegrati e chi più ne ha più ne metta.
Chi dovrebbe fare le cose, cioè i politici, da noi son votati e siamo noi che dobbiamo guardarci allo specchio quando succedono queste cose.
E badate non faccio un discorso di destra o sinistra, ma solo di persone, valide, che sono decisamente assenti nel nostro parlamento.
toga_rossa
08 nov 2010 - 15:01 - #9Marco ahemm….Longarone e’ decisamente in veneto senza alcuna ombra di dubbio……..
_marco_
08 nov 2010 - 15:05 - #10vajont erto e casso no :)
ma non stiamo qui a disquisire su chi ha avuto piu tragedie, non è carino.
toga_rossa
08 nov 2010 - 15:06 - #11VICENZA - “Non è certo questo il momento di commenti o di generiche e scomposte ricerche di capri espiatori, ma di prendere atto che l’evento ha avuto caratteristiche di straordinarietà ed eccezionalità, da cui ne consegue che qui, come in qualsiasi altro posto, per quante opere si possano realizzare e per quante risorse si possano investire, resterà sempre un rischio residuo”.
E’ questo il commento dell’assessore all’ambiente della Regione del Veneto, Maurizio Conte, ai molti interventi, dichiarazioni e interviste in merito alla grave calamità che ha colpito, nella giornata di ieri, il Veneto e in particolare i territori del vicentino e veronese. “In altri termini, - ha precisato Conte - la sicurezza assoluta nei confronti del rischio idraulico è una chimera, che nessuno dovrebbe permettersi di promettere. Le reti di fognatura bianca, la rete di scolo e di bonifica, i rispettivi impianti di sollevamento, gli argini dei fiumi sono dimensionati per reggere fino a determinate situazioni, oltre non vi è da stupirsi se si entra in crisi”.
L’assessore ha poi precisato che lo sviluppo urbanistico, che in Veneto come in altre aree del paese si è registrato in questi ultimi decenni, molto spesso non è stato accompagnato da altrettante infrastrutture di supporto in grado di prevenire il rischio idraulico.
In questo senso la Regione già dal 2002 ha imposto alle amministrazioni locali la verifica di compatibilità idraulica e sempre su questo tema ha invitato le Amministrazioni locali a rispettare, anche se scaduti, i vincoli previsti dai Piani di Assetto Idrogeologico adottati dalle Autorità di Bacino. “Anche se sono scaduti i termini per l’approvazione dei PAI – ha precisato Conte – non sono venute meno le motivazioni dei vincoli, per cui una buona amministrazione ne dovrebbe comunque tener conto e non derogare consentendo di costruire in aree a rischio idraulico” Riferendosi infine ai soccorsi, Conte ha ribadito che “troppo spesso, si ha il vezzo di criticare con superficialità e approssimazione un sistema che, anche in questa situazione estrema, è stato in grado di reagire e fronteggiare l’evento, per quanto umanamente possibile. E di questo voglio ringraziare la Protezione Civile, i Geni Civili, i volontari e quanti si sono prodigati nel portare soccorso. Passata l’emergenza – ha concluso - sarà si compito delle istituzioni verificare i danni, ma soprattutto pianificare gli interventi prioritari per garantire la sicurezza idraulica dei nostri territori con adeguate risorse, che chiederemo con particolare urgenza al Governo centrale”
03/11/10 11:21Greta Crestani
toga_rossa
08 nov 2010 - 15:12 - #12Marco, ahemm…Erto e Casso hanno subito un centesimo dei lutti della zona sottostante (bada bene sotto stante malgrado l’onda anomala), ma Erto e Casso erano sulle pendici, non sotto la diga….
pozzecco!!!
08 nov 2010 - 15:36 - #13@7
ma chi protesta quando i soldi vanno al nord son sempre quelli di centro, di sinistra, comunisti e ora pure Fini, che piuttosto che aiutare una regione con un governatore leghista preferirebbe lasciar sporfondare la regione….
Poi cmq non aiutare il veneto significa far sprofondare l’Italia, visto che piemonte, lombardia e veneto son le tre maggiori regioni italiani che traianano il paese….
toga_rossa
08 nov 2010 - 15:53 - #14pozzecco tu noto che di bilanci ne sai meno di un eunuco di donne…….
edivadavide
08 nov 2010 - 16:43 - #15Pozzecco hai sentito qualcuno opporsi al dare soldi al veneto dopo questa tragedia?
oppure stai parlando a caso?
toga_rossa
08 nov 2010 - 16:44 - #16sta parlando di come quelli della lega pur di dire roma ladrona lo direbbero a …Calderoli o a Maroni ehehehe
edivadavide
08 nov 2010 - 16:45 - #17Beh sarebbe anche ora che se ne rendessero conto!
toga_rossa
08 nov 2010 - 16:57 - #18scusa votando lega hanno come dire fatto una dichiarazione di come e’ la loro intelligenza……..:)
guidonet
08 nov 2010 - 17:22 - #19Mi limito a dire solo che l’invito rivolto a non pagare le tasse da parte di un politico (benché leghista) è lo specchio della moralità vigente oggi in Parlamento, destra o sinistra che sia. Ed in ogni caso, pur quotando chi parla del Veneto come uno dei tre motori più importanti d’Italia (ma l’altro è l’Emilia Romagna, non certo il Piemonte…) e ritenendo assolutamente doverosa ogni forma di aiuto (purché effettivamente devoluta e non arraffata da qualche politichino ladrone) vorrei solo dire: MA DA QUANDO GLI IMPRENDITORI DEL VENETO PAGANO LE TASSE??????????????
ghoooooooooooooooooo
08 nov 2010 - 17:25 - #20hanno sempre rotto i c0gl10ni per separarsi dall’italia, zaia chiede aiuto con la coda tra le gambe, ora li lascerei affogare nella loro m€rd@
SmoQ2
08 nov 2010 - 17:48 - #21a quanto pare in Veneto oggi si sentono Italiani e non Padani…
gianca54
08 nov 2010 - 18:25 - #22@20 e 21
Complimenti per i post grondanti di intelligenza.
edivadavide
08 nov 2010 - 18:29 - #23@19 20 21 cerchiamo di non Stro..ate tipo “MA DA QUANDO GLI IMPRENDITORI DEL VENETO PAGANO LE TASSE?”
“hanno sempre rotto i c0gl10ni per separarsi dall’italia, zaia chiede aiuto con la coda tra le gambe, ora li lascerei affogare nella loro m€rd@” “a quanto pare in Veneto oggi si sentono Italiani e non Padani”
Senza i soldi del veneto ad annegare nella sua m€rd@ sarebbe gente come ghoo, ecc, il modo migliore per dare ragione ai leghisti sono proprio caxxate come queste a cui possono semplicemente rispondere che non chiedono soldi a nessuno gli basta tenersi i loro!
Onestamente quando qualcuno perde tutto non gli si chiede per chi vota lo si aiuta e basta, anche se gli si imputa di averci messo gente come Borghezio in parlamento (colpa oggettivamente non irrilevante)
Se poi si deve discutere sugli sprechi, mi sa che prima di andare a bussare a quella dei politici del veneto le porte sono tante
ghoooooooooooooooooo
08 nov 2010 - 18:43 - #24troppo semplice così !! è ora che la gente si prenda le proprie responsabilità
avete votato silvio ed è giusto che l’italia vada a ” putt@ne ” fanno i grandi uomini e indipendenti leghisti ? allora risolveteveli da soli i problemi
mirella-ngiulilla
08 nov 2010 - 20:54 - #25chissà se è affondato anche quel muro con la scritta “forza vesuvio”…..
Roma Ladrona mette a disposizione dei fondi per le emergenze, Zaia può risparmiarsi le sue uscite populiste.
Poi tra poco è natale gli italiani sono un popolo generoso si puo’ sempre organizzare una raccolta fondi.
SmoQ
08 nov 2010 - 22:07 - #26Bella l’idea di Zaia: invece di versare le tasse e chiedere i soldi per le emergenze, si tengono direttamente i soldi delle tasse. Così si potrà dire Verona Ladrona senza perdere la rima, anzi perfezionandola.
steffa
08 nov 2010 - 22:10 - #27il veneto non chiede nulla a roma, solo di rubare un po’ meno, giusto perchè abbiamo subito danni per 1 miliardo di euro; qui hanno intenzione di darci solo 10-20 milioni dei 70 miliardi che ogni anno il veneto da allo stato italiano per pagarci auto blu, tangenti e cacciabombardieri. Noto gli sprezzanti commenti qui sul blog, chi è contento, chi da la colpa a pesone che purtroppo sono state illuse dalla lega e altri schif0si che parlano di piangiste1. Già che vi stiamo così sulle palle perché non la smettete di spremeci soldi? Veneto libero, e poi vediamo che ca77o fate
pozzecco!!!
08 nov 2010 - 23:25 - #28Il silenzio dei media sul Veneto alluvionato
by And-L
Il silenzio mediatico che avvolge il Veneto e la sua disgrazia è decisamente eloquente. Ma è anche un silenzio che costringe a riflettere e impone alla mente di chi lo percepisce un bilancio sullo stato delle cose in questo Paese. Dal canto delle persone che in questi giorni hanno subito il dramma non ci sono né piagnistei, né sceneggiate di dubbio gusto.
C’è invece mezzo milione di alluvionati in oltre 130 comuni, qualche morto, diversi feriti, strade bloccate dal fango, imprese che probabilmente non riapriranno mai più, intere comunità costrette in ginocchio e piegate di fronte ai capricci della natura e migliaia di persone che hanno visto la propria casa o il proprio negozio inghiottiti dalle acque torbide. Tutto questo però non è abbastanza per un minimo di attenzione.
E i giornali, salvo qualche eccezione, che cosa fanno? Parlano di bunga bunga, di escort, dei consueti rifiuti di Napoli, di elezioni anticipate, di Fini che dopo 15 anni scopre di non apprezzare più Berlusconi, di Pompei che cade a pezzi, e propongono ai lettori il consueto campionario di fatti più o meno interessanti, ma non spendono che poche righe per il dramma che i veneti stanno vivendo sulla loro pelle in queste ore.
Fa eccezione qualche anima nobile che non è rimasta insensibile alla tragedia. Silenzio si diceva, o al massimo qualche dato numerico per dovere di cronaca. In televisione non ci sono scene di donne che si stracciano le vesti o che piangono per strada maledicendo lo Stato, mancano le urla scomposte, assente quell’esibizionismo a cui siamo tristemente abituati e che costituisce un boccone appetitoso per programmi televisivi di ogni sorta.
Là, nel Veneto, il vecchio adagio “piove? Governo ladro” non vale. O forse più semplicemente – dati i loro guai – non hanno il tempo materiale per la pantomima all’italiana. E così capita che la tragedia si ammanti di un velo di fredda indifferenza perché mediaticamente “non tira”.
Non sono scattate le maratone televisive della solidarietà, niente appelli al pubblico per mandare l’euro dal telefonino, nessuna conduttrice che si commuove a comando mentre intervista il povero disgraziato di turno; nulla di nulla. Per certi versi è meglio così.
Però se da un lato l’indifferenza è migliore della finta pietà, dall’altro emerge con chiarezza la diversità di trattamento che intercorre fra una tragedia che avviene nel Nord e una che colpisce il resto d’Italia. Inutile citare gli esempi, la lista sarebbe addirittura imbarazzante.
Qualcuno, in qualche modo, sembra pure contento perché il dramma gli fornisce il pretesto giusto per polemizzare con l’attuale amministrazione regionale sulla gestione delle opere idrauliche. Piove? Regione ladra. Altri probabilmente pensano che – sotto sotto – se la sono anche meritata.
Quel Veneto dipinto a tinte fosche per biechi fini politici, un’intera popolazione venduta all’opinione pubblica come egoista e poco solidale, che ha avuto persino l’imperdonabile colpa di eleggere a furor di popolo un Governatore leghista. Si, se la sono certamente meritata e ben gli sta.
In effetti è vero: il Nordest se l’è proprio cercata. Dopotutto siamo nel Paese dove la logica del ricatto rumoroso vince sul merito, dove per essere ascoltati dai politici e dai talk show occorre far baccano, occupare stabili, fare la manifestazione, o magari – perché no – organizzare una bella guerriglia urbana per non assumersi la responsabilità di smaltire la propria monnezza.
E poco importa se quello stesso pattume, in ultima istanza, se lo prende l’inceneritore di Padova, naturalmente senza lamentele. E’ chiaro che l’atteggiamento di chi si rimbocca le maniche in silenzio e inizia, nell’indifferenza generale, a spalare il fango affondando piedi e mani nella melma è decisamente fuori luogo, poco consono, addirittura inefficace. Come dire? Non è un comportamento molto italiano.
Fa fatto bene la società civile veneta – sdegnata dall’indifferenza dimostrata dai media – a invocare lo sciopero fiscale. Il Veneto in termini monetari ha dato tanto, forse troppo, e adesso si ritrova con l’acqua alla gola, in senso letterale, e un pugno di mosche in mano.
Come ha fatto bene il Governatore Zaia, nella sua lettera su Libero, a mettere l’accento sull’incongruenza di chi si riempie la bocca di patriottismo e di unità nazionale e poi fa spallucce se – per una volta – è il Nord ad avere bisogno di aiuto. In una nazione vera e degna di questo nome non ci sono patriottismo e solidarietà a “regioni alterne”.
A questo punto mi chiedo dove siano finiti oggi i tricolori nella Vicenza o nella Padova devastata dal fango. Che se li sia portati via la corrente? Dato le contingenze, non ci si deve lamentare poi se ci sono pezzi di Paese che se ne andrebbero volentieri per i fatti propri.
steffa
08 nov 2010 - 23:38 - #29“Non sono scattate le maratone televisive della solidarietà, niente appelli al pubblico per mandare l’euro dal telefonino, nessuna conduttrice che si commuove a comando mentre intervista il povero disgraziato di turno; nulla di nulla. Per certi versi è meglio così”
appunto, meglio così
Leggendo i commenti a questo articolo oggi mi rendo conto che è proprio vero: gli italiani sono razzisti
@19: “da quando gli imprenditori del Veneto pagano le tasse?” da sempre ignorant3 pezzo di m3rda, il Veneto ha tassi di evasione fiscali paragonabili alla Germania, è in altre regioni che l’evasione raggiunge e supera l’80%
Famagosta
09 nov 2010 - 01:52 - #30Ino Nasional del Popolo Veneto
Juditha triunphans – A. Vivaldi
Xelebra la Vitoria Veneta soi Turchi in tel l’ano 1716 in tel ‘a piaza de Corfù.
Na bandiera, na léngoa, na storia
Le ne dà siviltà, forsa e gloria (e gloria!)
E ‘l futuro splendor le tien alto
Del gran pòpolo fiol de San Marco (San Marco!)
Na nasion, un cor solo, na vóxe
Cei e veci, toxati e tóxe
Che ‘ntel cor i conserva ‘l Leon
No i se ciama mai vinti,
I fa sù i fondaminti
De un nóvo doman.
Ne dà lustro ‘ntel móndo la nostra onestà
E la voja de far e de dare na man.
Fen fiorire la tera dai mónti al mar
Defendémo la paxe e la libartà
Tuti insieme co un solo cuor
Tuti insieme na sola Nasion
Rento el cor conservémo el Leon
No sarémo mai vinti,
Fon sù i fondaminti
De un nóvo doman.
Viva! Viva! Viva! Libartà!
Senpre! Senpre! Senpre! Libartà!
Par tèra, par mar: San Marco! (xe da sigar par tre volte)
16db - sloggato
09 nov 2010 - 02:36 - #31Attenti voi del centro sud: un conto è voler difendere l’unità di Italia sempre e comunque, un conto è prendere per i fondelli le persone. Ricordo che chi tira la carretta, territorialmente, è l’Italia fino alla Toscana, ed il resto vive amabilmente di rendita, o serve come discarica. Alle prossime elezioni il maggior partito italiano rischia di essere la lega con percentuali bulgare al centro nord. Voglio proprio vedere poi come fate, e se, nel caso peggiore, quei meridionali con voglia di emergere che sono emigrati al nord (e non sono pochi), decidono di rimanere in un territorio che premia il loro valore o tornano al sud a lavorare per tenere in piedi voialtri. Oh, magari vi va bene e tornano a darvi una mano, eh… :)
ghoooo
09 nov 2010 - 10:59 - #32sia maledetto garibaldi e i mille bastardi che lo aiutarono
nemmeno il culo sapevate pulirvi all’epoca
http://www.youtube.com/watch?v=2n1YrgujPmM
nchomsky
09 nov 2010 - 11:04 - #33CHI è CAUS DEL SUO MAL…
Un governatore, Galan, che
ha ricoperto il Veneto di
cemento ed è stato promosso
ministro dell’Agricoltura.
La sua ex-segretaria che
in pochi anni diventa uno dei più
grandi imprenditori del mattone,
maneggiando somme a nove
zeri con società in Italia e a San
Marino. E poi esponenti di spicco
del Pdl che la fanno da padroni
nel settore delle grandi opere.
Succede nel Veneto, regno del
c e n t ro d e s t ra .
Adesso, però, è arrivata l’alluvio -
ne. Quando le acque si saranno
ritirate, oltre ai campi devastati
potrebbe emergere una storia
imbarazzante per il Pdl e la Lega,
che oggi tuona contro Roma e
Pompei, ma era nella maggioranza
di Galan.
“I fenomeni naturali che si sono
verificati in Veneto rientrano
nella normalità. È normale che
in autunno si registrino piogge
di tali intensità e durata”. Così la
Società Italiana di Geologia Ambientale.
Ma allora perché il Veneto
è diventato un lago? Il governatore
Luca Zaia non ha dubbi:
il cemento non c’entra. Chissà,
forse anche perché il cemento
è una questione spinosa per la
sua maggioranza.
Più d’uno da queste parti solleva
il dubbio: l’alluvione potrebbe
essere conseguenza della cementificazione
selvaggia voluta
dal centrodestra e soprattutto da
Giancarlo Galan, il governatore
“D o ge ”che regnando dal 1995 al
2010 ha costruito come nessun
altro. Autostrade, centri commerciali,
capannoni, paesi nuovi
di zecca (spesso deserti). In pochi
anni il paesaggio è stato stravolto.
I dati del Centro Studi
dell’Università di Padova confermano
l’impressione: dal 2001 al
2006 sono state realizzate abitazioni
per 788 mila persone,
quando la popolazione è aumentata
di 248 mila. Sono state rilasciate
concessioni per 94 milioni
di metri cubi di costruzioni,
l’equivalente di una palazzina alta
e larga dieci metri e lunga
1.800 chilometri. Nel solo 2002
sono stati costruiti 38 milioni di
metri cubi di capannoni. Ma soprattutto:
la superficie urbanizzata
in Veneto è aumentata del
324% rispetto al 1950 (mentre la
popolazione è cresciuta del
32%).
Perchè l’acqua
diventa disastro
INSOMMA, il centrodestra veneto
ha puntato tutto sul mattone
con progetti come Veneto City, un
colosso commerciale da 2 milioni
di metri cubi, oppure il faraonico
autodromo di Verona (la Regione
è nella società realizzatrice) da un
miliardo di euro. Adesso, però,
c’è chi tira le somme: il cemento
ha cancellato centinaia di migliaia
di ettari di campagna (l’equiva -
Il ministro Galan. In alto, il Governatore veneto Zaia (FOTO EMBLEMA)
La Lega porta Berlusconi nel fango
SOPRALLUOGO DEL PREMIER NELLE ZONE PIÙ COLPITE. AZIENDE IN CRISI, MIGLIAIA DI SFOLLATI, IMMIGRATI IN SOCCORSO DEGLI ITALIANI
lente di otto campi da pallone al
giorno). Ha dato un calcio all’agri -
coltura, una volta perno economico
e sociale del Veneto.
Un cambiamento che può aver
trasformato una forte pioggia in
un disastro. “La terra lascia penetrare
l’acqua, mentre il cemento è
impermeabile e favorisce le alluvioni”,
spiega Adone Doni, portavoce
del Cat, Comitato Ambiente
e Territorio della Riviera del Brenta.
L’ITALIA CHE AFFONDA
Così la pioggia rischia di mettere a
nudo la rete di potere del centrodestra.
nchomsky
09 nov 2010 - 11:07 - #3433-
SCUSATE L’ERRORE DI “RIVERSAMENTO (DA UN DOC PDF)
CHI è CAUS DEL SUO MAL…
Un governatore, Galan, che ha ricoperto il Veneto di cemento ed è stato promosso ministro dell’Agricoltura. La sua ex-segretaria che in pochi anni diventa uno dei più grandi imprenditori del mattone, maneggiando somme a nove zeri con società in Italia e a San Marino. E poi esponenti di spicco del Pdl che la fanno da padroni nel settore delle grandi opere. Succede nel Veneto, regno del c e n t ro d e s t ra . Adesso, però, è arrivata l’alluvio - ne. Quando le acque si saranno ritirate, oltre ai campi devastati potrebbe emergere una storia imbarazzante per il Pdl e la Lega, che oggi tuona contro Roma e Pompei, ma era nella maggioranza di Galan. “I fenomeni naturali che si sono verificati in Veneto rientrano nella normalità. È normale che in autunno si registrino piogge di tali intensità e durata”. Così la Società Italiana di Geologia Ambientale. Ma allora perché il Veneto è diventato un lago? Il governatore Luca Zaia non ha dubbi: il cemento non c’entra. Chissà, forse anche perché il cemento è una questione spinosa per la sua maggioranza. Più d’uno da queste parti solleva il dubbio: l’alluvione potrebbe essere conseguenza della cementificazione selvaggia voluta dal centrodestra e soprattutto da Giancarlo Galan, il governatore “D o ge ”che regnando dal 1995 al 2010 ha costruito come nessun altro. Autostrade, centri commerciali, capannoni, paesi nuovi di zecca (spesso deserti). In pochi anni il paesaggio è stato stravolto. I dati del Centro Studi dell’Università di Padova confermano l’impressione: dal 2001 al 2006 sono state realizzate abitazioni per 788 mila persone, quando la popolazione è aumentata di 248 mila. Sono state rilasciate concessioni per 94 milioni di metri cubi di costruzioni, l’equivalente di una palazzina alta e larga dieci metri e lunga 1.800 chilometri. Nel solo 2002 sono stati costruiti 38 milioni di metri cubi di capannoni. Ma soprattutto: la superficie urbanizzata in Veneto è aumentata del 324% rispetto al 1950 (mentre la popolazione è cresciuta del 32%). Perchè l’acqua diventa disastro INSOMMA, il centrodestra veneto ha puntato tutto sul mattone con progetti come Veneto City, un colosso commerciale da 2 milioni di metri cubi, oppure il faraonico autodromo di Verona (la Regione è nella società realizzatrice) da un miliardo di euro. Adesso, però, c’è chi tira le somme: il cemento ha cancellato centinaia di migliaia di ettari di campagna.