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Alluvione in Veneto: l'inversione delle parti

Pubblicato: 08 nov 2010 da Luca Landoni

Commenti dei lettori


Certo non siamo abituati alla “ricca” Regione Veneto che chiede aiuto allo stato, ma c’è sempre un aprima volta, soprattutto se a metterla in ginocchio è un disastro naturale come quello che si è verificato nelle ultime settimane, con piogge torrenzionali ed esondamenti in ogni dove.

Il Governatore Luca Zaia ha fatto la voce grossa, proponendo la sospensione delle tasse e - ultima iniziativa - il non-pagamento almeno dell’acconto Irpef, in scadenza a breve. Che fare? La Protezione civile ora parla di situazione sotto controllo, ma ciò che è accaduto è un dramma e servono enormi risorse per rimediare.

Si parla di un miliardo di euro di danni, a fronte dei quali lo Stato ha stanziato una ventina di miseri milioni, che a malapena serviranno a coprire le emergenze più immediate. Ecco le esatte parole di Zaia, in procinto di essere nominato commissario straordinario:

”Avremo l’acconto Irpef da versare, a questo punto fermiamolo qui, quanto ci serve? Penso di non essermi sbagliato molto sul miliardo di euro di danni: allora negoziamo con lo Stato questo miliardo di euro, o quello che sarà, e facciamo in modo che i veneti lo versino direttamente alle casse del Commissario dell’alluvione che lo darà ai sindaci’

Non è una questione banale, perché da sempre il nord-est si sente un po’ come la mucca da mungere per tenere in piedi il paese. Ora che per una volta ha bisogno (magari anche solo di trattenere le proprie tasse invece di versarle agli altri) è il momento di dimostrare che le cose non stanno così.

O no?

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34 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di toga_rossa

    toga_rossa

    08 nov 2010 - 13:00 - #1
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    Se magari invece di costruire ad Minchi@m la gente si decidesse a magari dare retta a geologi e a fare seri progetti d’impatto ambientale qualche disatsro in meno……
    Opps scordavo ma il polesine non e’ in veneto? Il vajont non e’ in Veneto?………..andata di qulo che stavolta non ci sono stati morti, altrimenti omioggino quanti piagnistei, fatto salvo poi fare i coretti incitando l’etna o il vesuvio, o cantando inni alla gioia dopo i terremoti in Irpinia……..

  • Profilo di _marco_

    _marco_

    08 nov 2010 - 13:15 - #2
    -1 punto
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    Non il Vajont non è in veneto.
    E’ in quella landa desolata, sconosciuta e in gran parte inesplorata che si chiama Friuli.

  • DDDDdsdsddsds

    08 nov 2010 - 13:35 - #3
    1 punto
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    Colpa di Berlusconi…

  • Profilo di gianca54

    gianca54

    08 nov 2010 - 13:35 - #4
    1 punto
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    Sono d’accordo che troppo spesso le sciagure causate dal maltempo sono da addebitare alla sconsiderata cementizzazione e asflatizzazione del territorio. Su questo “non ci piove”. Il problema, in questo caso del Veneto, è che è stata colpita una zona ad alta concentrazione di imprese, e le imprese creano ricchezza e lavoro.
    Non aiutare subito questo territorio vuole dire perdere ancora in capacità produttiva ed il nostro Paese, oggi, non se lo può assolutamente permettere.

  • Elector

    08 nov 2010 - 13:39 - #5
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    #2

    vallo a dire a chi aveva parenti a Longarone se erano o no in provincia di Belluno, vediamo poi cosa ti rispondono

  • Profilo di edivadavide

    edivadavide

    08 nov 2010 - 14:11 - #6
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    Incredibile! concordo con Landoni..

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    08 nov 2010 - 14:29 - #7
    1 punto
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    ricordiamo a zaia che al governo c’è la lega non prodi

  • Profilo di munky

    munky

    08 nov 2010 - 14:38 - #8
    0 punti
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    A me dispiace per tutti i poveri cristi che sono con il c*lo a terra dopo questa catastrofe, ora staremo a vedere se davvero lo stato c’è per il veneto oppure faranno ciò che hanno comunque già fatto da altre parti un pò più a sud (cioè praticamente nulla, a parte lucrarci sopra). Mi dà amarezza dirlo, credetemi, ma a votare certa gente (e prima di Zaia c’era Galan quindi non è che ci siano scuse) uno alla fine se le cerca.

    E ve lo dice un sardo che si ritrova con centinaia di km di spiagge asfaltate, pastori sul piede di guerra, trasporti mozzati, lavoratori cassaintegrati e chi più ne ha più ne metta.
    Chi dovrebbe fare le cose, cioè i politici, da noi son votati e siamo noi che dobbiamo guardarci allo specchio quando succedono queste cose.

    E badate non faccio un discorso di destra o sinistra, ma solo di persone, valide, che sono decisamente assenti nel nostro parlamento.

  • Profilo di toga_rossa

    toga_rossa

    08 nov 2010 - 15:01 - #9
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    Marco ahemm….Longarone e’ decisamente in veneto senza alcuna ombra di dubbio……..

  • Profilo di _marco_

    _marco_

    08 nov 2010 - 15:05 - #10
    0 punti
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    vajont erto e casso no :)
    ma non stiamo qui a disquisire su chi ha avuto piu tragedie, non è carino.

  • Profilo di toga_rossa

    toga_rossa

    08 nov 2010 - 15:06 - #11
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    VICENZA - “Non è certo questo il momento di commenti o di generiche e scomposte ricerche di capri espiatori, ma di prendere atto che l’evento ha avuto caratteristiche di straordinarietà ed eccezionalità, da cui ne consegue che qui, come in qualsiasi altro posto, per quante opere si possano realizzare e per quante risorse si possano investire, resterà sempre un rischio residuo”.

    E’ questo il commento dell’assessore all’ambiente della Regione del Veneto, Maurizio Conte, ai molti interventi, dichiarazioni e interviste in merito alla grave calamità che ha colpito, nella giornata di ieri, il Veneto e in particolare i territori del vicentino e veronese. “In altri termini, - ha precisato Conte - la sicurezza assoluta nei confronti del rischio idraulico è una chimera, che nessuno dovrebbe permettersi di promettere. Le reti di fognatura bianca, la rete di scolo e di bonifica, i rispettivi impianti di sollevamento, gli argini dei fiumi sono dimensionati per reggere fino a determinate situazioni, oltre non vi è da stupirsi se si entra in crisi”.

    L’assessore ha poi precisato che lo sviluppo urbanistico, che in Veneto come in altre aree del paese si è registrato in questi ultimi decenni, molto spesso non è stato accompagnato da altrettante infrastrutture di supporto in grado di prevenire il rischio idraulico.

    In questo senso la Regione già dal 2002 ha imposto alle amministrazioni locali la verifica di compatibilità idraulica e sempre su questo tema ha invitato le Amministrazioni locali a rispettare, anche se scaduti, i vincoli previsti dai Piani di Assetto Idrogeologico adottati dalle Autorità di Bacino. “Anche se sono scaduti i termini per l’approvazione dei PAI – ha precisato Conte – non sono venute meno le motivazioni dei vincoli, per cui una buona amministrazione ne dovrebbe comunque tener conto e non derogare consentendo di costruire in aree a rischio idraulico” Riferendosi infine ai soccorsi, Conte ha ribadito che “troppo spesso, si ha il vezzo di criticare con superficialità e approssimazione un sistema che, anche in questa situazione estrema, è stato in grado di reagire e fronteggiare l’evento, per quanto umanamente possibile. E di questo voglio ringraziare la Protezione Civile, i Geni Civili, i volontari e quanti si sono prodigati nel portare soccorso. Passata l’emergenza – ha concluso - sarà si compito delle istituzioni verificare i danni, ma soprattutto pianificare gli interventi prioritari per garantire la sicurezza idraulica dei nostri territori con adeguate risorse, che chiederemo con particolare urgenza al Governo centrale”

    03/11/10 11:21Greta Crestani

  • Profilo di toga_rossa

    toga_rossa

    08 nov 2010 - 15:12 - #12
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    Marco, ahemm…Erto e Casso hanno subito un centesimo dei lutti della zona sottostante (bada bene sotto stante malgrado l’onda anomala), ma Erto e Casso erano sulle pendici, non sotto la diga….

  • pozzecco!!!

    08 nov 2010 - 15:36 - #13
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    @7
    ma chi protesta quando i soldi vanno al nord son sempre quelli di centro, di sinistra, comunisti e ora pure Fini, che piuttosto che aiutare una regione con un governatore leghista preferirebbe lasciar sporfondare la regione….

    Poi cmq non aiutare il veneto significa far sprofondare l’Italia, visto che piemonte, lombardia e veneto son le tre maggiori regioni italiani che traianano il paese….

  • Profilo di toga_rossa

    toga_rossa

    08 nov 2010 - 15:53 - #14
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    pozzecco tu noto che di bilanci ne sai meno di un eunuco di donne…….

  • Profilo di edivadavide

    edivadavide

    08 nov 2010 - 16:43 - #15
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    Pozzecco hai sentito qualcuno opporsi al dare soldi al veneto dopo questa tragedia?
    oppure stai parlando a caso?

  • Profilo di toga_rossa

    toga_rossa

    08 nov 2010 - 16:44 - #16
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    sta parlando di come quelli della lega pur di dire roma ladrona lo direbbero a …Calderoli o a Maroni ehehehe

  • Profilo di edivadavide

    edivadavide

    08 nov 2010 - 16:45 - #17
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    Beh sarebbe anche ora che se ne rendessero conto!

  • Profilo di toga_rossa

    toga_rossa

    08 nov 2010 - 16:57 - #18
    0 punti
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    scusa votando lega hanno come dire fatto una dichiarazione di come e’ la loro intelligenza……..:)

  • Profilo di guidonet

    guidonet

    08 nov 2010 - 17:22 - #19
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    Mi limito a dire solo che l’invito rivolto a non pagare le tasse da parte di un politico (benché leghista) è lo specchio della moralità vigente oggi in Parlamento, destra o sinistra che sia. Ed in ogni caso, pur quotando chi parla del Veneto come uno dei tre motori più importanti d’Italia (ma l’altro è l’Emilia Romagna, non certo il Piemonte…) e ritenendo assolutamente doverosa ogni forma di aiuto (purché effettivamente devoluta e non arraffata da qualche politichino ladrone) vorrei solo dire: MA DA QUANDO GLI IMPRENDITORI DEL VENETO PAGANO LE TASSE??????????????

  • ghoooooooooooooooooo

    08 nov 2010 - 17:25 - #20
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    hanno sempre rotto i c0gl10ni per separarsi dall’italia, zaia chiede aiuto con la coda tra le gambe, ora li lascerei affogare nella loro m€rd@

  • SmoQ2

    08 nov 2010 - 17:48 - #21
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    a quanto pare in Veneto oggi si sentono Italiani e non Padani…

  • Profilo di gianca54

    gianca54

    08 nov 2010 - 18:25 - #22
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    @20 e 21

    Complimenti per i post grondanti di intelligenza.

  • Profilo di edivadavide

    edivadavide

    08 nov 2010 - 18:29 - #23
    0 punti
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    @19 20 21 cerchiamo di non Stro..ate tipo “MA DA QUANDO GLI IMPRENDITORI DEL VENETO PAGANO LE TASSE?”
    “hanno sempre rotto i c0gl10ni per separarsi dall’italia, zaia chiede aiuto con la coda tra le gambe, ora li lascerei affogare nella loro m€rd@” “a quanto pare in Veneto oggi si sentono Italiani e non Padani”
    Senza i soldi del veneto ad annegare nella sua m€rd@ sarebbe gente come ghoo, ecc, il modo migliore per dare ragione ai leghisti sono proprio caxxate come queste a cui possono semplicemente rispondere che non chiedono soldi a nessuno gli basta tenersi i loro!
    Onestamente quando qualcuno perde tutto non gli si chiede per chi vota lo si aiuta e basta, anche se gli si imputa di averci messo gente come Borghezio in parlamento (colpa oggettivamente non irrilevante)
    Se poi si deve discutere sugli sprechi, mi sa che prima di andare a bussare a quella dei politici del veneto le porte sono tante

  • ghoooooooooooooooooo

    08 nov 2010 - 18:43 - #24
    0 punti
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    troppo semplice così !! è ora che la gente si prenda le proprie responsabilità
    avete votato silvio ed è giusto che l’italia vada a ” putt@ne ” fanno i grandi uomini e indipendenti leghisti ? allora risolveteveli da soli i problemi

  • Profilo di mirella-ngiulilla

    mirella-ngiulilla

    08 nov 2010 - 20:54 - #25
    0 punti
    Up Down

    chissà se è affondato anche quel muro con la scritta “forza vesuvio”…..
    Roma Ladrona mette a disposizione dei fondi per le emergenze, Zaia può risparmiarsi le sue uscite populiste.
    Poi tra poco è natale gli italiani sono un popolo generoso si puo’ sempre organizzare una raccolta fondi.

  • Profilo di SmoQ

    SmoQ

    08 nov 2010 - 22:07 - #26
    0 punti
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    Bella l’idea di Zaia: invece di versare le tasse e chiedere i soldi per le emergenze, si tengono direttamente i soldi delle tasse. Così si potrà dire Verona Ladrona senza perdere la rima, anzi perfezionandola.

  • Profilo di steffa

    steffa

    08 nov 2010 - 22:10 - #27
    0 punti
    Up Down

    il veneto non chiede nulla a roma, solo di rubare un po’ meno, giusto perchè abbiamo subito danni per 1 miliardo di euro; qui hanno intenzione di darci solo 10-20 milioni dei 70 miliardi che ogni anno il veneto da allo stato italiano per pagarci auto blu, tangenti e cacciabombardieri. Noto gli sprezzanti commenti qui sul blog, chi è contento, chi da la colpa a pesone che purtroppo sono state illuse dalla lega e altri schif0si che parlano di piangiste1. Già che vi stiamo così sulle palle perché non la smettete di spremeci soldi? Veneto libero, e poi vediamo che ca77o fate

  • pozzecco!!!

    08 nov 2010 - 23:25 - #28
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    Il silenzio dei media sul Veneto alluvionato
    by And-L

    Il silenzio mediatico che avvolge il Veneto e la sua disgrazia è decisamente eloquente. Ma è anche un silenzio che costringe a riflettere e impone alla mente di chi lo percepisce un bilancio sullo stato delle cose in questo Paese. Dal canto delle persone che in questi giorni hanno subito il dramma non ci sono né piagnistei, né sceneggiate di dubbio gusto.

    C’è invece mezzo milione di alluvionati in oltre 130 comuni, qualche morto, diversi feriti, strade bloccate dal fango, imprese che probabilmente non riapriranno mai più, intere comunità costrette in ginocchio e piegate di fronte ai capricci della natura e migliaia di persone che hanno visto la propria casa o il proprio negozio inghiottiti dalle acque torbide. Tutto questo però non è abbastanza per un minimo di attenzione.

    E i giornali, salvo qualche eccezione, che cosa fanno? Parlano di bunga bunga, di escort, dei consueti rifiuti di Napoli, di elezioni anticipate, di Fini che dopo 15 anni scopre di non apprezzare più Berlusconi, di Pompei che cade a pezzi, e propongono ai lettori il consueto campionario di fatti più o meno interessanti, ma non spendono che poche righe per il dramma che i veneti stanno vivendo sulla loro pelle in queste ore.

    Fa eccezione qualche anima nobile che non è rimasta insensibile alla tragedia. Silenzio si diceva, o al massimo qualche dato numerico per dovere di cronaca. In televisione non ci sono scene di donne che si stracciano le vesti o che piangono per strada maledicendo lo Stato, mancano le urla scomposte, assente quell’esibizionismo a cui siamo tristemente abituati e che costituisce un boccone appetitoso per programmi televisivi di ogni sorta.

    Là, nel Veneto, il vecchio adagio “piove? Governo ladro” non vale. O forse più semplicemente – dati i loro guai – non hanno il tempo materiale per la pantomima all’italiana. E così capita che la tragedia si ammanti di un velo di fredda indifferenza perché mediaticamente “non tira”.

    Non sono scattate le maratone televisive della solidarietà, niente appelli al pubblico per mandare l’euro dal telefonino, nessuna conduttrice che si commuove a comando mentre intervista il povero disgraziato di turno; nulla di nulla. Per certi versi è meglio così.

    Però se da un lato l’indifferenza è migliore della finta pietà, dall’altro emerge con chiarezza la diversità di trattamento che intercorre fra una tragedia che avviene nel Nord e una che colpisce il resto d’Italia. Inutile citare gli esempi, la lista sarebbe addirittura imbarazzante.

    Qualcuno, in qualche modo, sembra pure contento perché il dramma gli fornisce il pretesto giusto per polemizzare con l’attuale amministrazione regionale sulla gestione delle opere idrauliche. Piove? Regione ladra. Altri probabilmente pensano che – sotto sotto – se la sono anche meritata.

    Quel Veneto dipinto a tinte fosche per biechi fini politici, un’intera popolazione venduta all’opinione pubblica come egoista e poco solidale, che ha avuto persino l’imperdonabile colpa di eleggere a furor di popolo un Governatore leghista. Si, se la sono certamente meritata e ben gli sta.

    In effetti è vero: il Nordest se l’è proprio cercata. Dopotutto siamo nel Paese dove la logica del ricatto rumoroso vince sul merito, dove per essere ascoltati dai politici e dai talk show occorre far baccano, occupare stabili, fare la manifestazione, o magari – perché no – organizzare una bella guerriglia urbana per non assumersi la responsabilità di smaltire la propria monnezza.

    E poco importa se quello stesso pattume, in ultima istanza, se lo prende l’inceneritore di Padova, naturalmente senza lamentele. E’ chiaro che l’atteggiamento di chi si rimbocca le maniche in silenzio e inizia, nell’indifferenza generale, a spalare il fango affondando piedi e mani nella melma è decisamente fuori luogo, poco consono, addirittura inefficace. Come dire? Non è un comportamento molto italiano.

    Fa fatto bene la società civile veneta – sdegnata dall’indifferenza dimostrata dai media – a invocare lo sciopero fiscale. Il Veneto in termini monetari ha dato tanto, forse troppo, e adesso si ritrova con l’acqua alla gola, in senso letterale, e un pugno di mosche in mano.

    Come ha fatto bene il Governatore Zaia, nella sua lettera su Libero, a mettere l’accento sull’incongruenza di chi si riempie la bocca di patriottismo e di unità nazionale e poi fa spallucce se – per una volta – è il Nord ad avere bisogno di aiuto. In una nazione vera e degna di questo nome non ci sono patriottismo e solidarietà a “regioni alterne”.

    A questo punto mi chiedo dove siano finiti oggi i tricolori nella Vicenza o nella Padova devastata dal fango. Che se li sia portati via la corrente? Dato le contingenze, non ci si deve lamentare poi se ci sono pezzi di Paese che se ne andrebbero volentieri per i fatti propri.

  • Profilo di steffa

    steffa

    08 nov 2010 - 23:38 - #29
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    “Non sono scattate le maratone televisive della solidarietà, niente appelli al pubblico per mandare l’euro dal telefonino, nessuna conduttrice che si commuove a comando mentre intervista il povero disgraziato di turno; nulla di nulla. Per certi versi è meglio così”

    appunto, meglio così

    Leggendo i commenti a questo articolo oggi mi rendo conto che è proprio vero: gli italiani sono razzisti

    @19: “da quando gli imprenditori del Veneto pagano le tasse?” da sempre ignorant3 pezzo di m3rda, il Veneto ha tassi di evasione fiscali paragonabili alla Germania, è in altre regioni che l’evasione raggiunge e supera l’80%

  • Famagosta

    09 nov 2010 - 01:52 - #30
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    Ino Nasional del Popolo Veneto
    Juditha triunphans – A. Vivaldi
    Xelebra la Vitoria Veneta soi Turchi in tel l’ano 1716 in tel ‘a piaza de Corfù.

    Na bandiera, na léngoa, na storia
    Le ne dà siviltà, forsa e gloria (e gloria!)
    E ‘l futuro splendor le tien alto
    Del gran pòpolo fiol de San Marco (San Marco!)

    Na nasion, un cor solo, na vóxe
    Cei e veci, toxati e tóxe
    Che ‘ntel cor i conserva ‘l Leon
    No i se ciama mai vinti,
    I fa sù i fondaminti
    De un nóvo doman.

    Ne dà lustro ‘ntel móndo la nostra onestà
    E la voja de far e de dare na man.
    Fen fiorire la tera dai mónti al mar
    Defendémo la paxe e la libartà

    Tuti insieme co un solo cuor
    Tuti insieme na sola Nasion
    Rento el cor conservémo el Leon
    No sarémo mai vinti,
    Fon sù i fondaminti
    De un nóvo doman.

    Viva! Viva! Viva! Libartà!
    Senpre! Senpre! Senpre! Libartà!

    Par tèra, par mar: San Marco! (xe da sigar par tre volte)

  • 16db - sloggato

    09 nov 2010 - 02:36 - #31
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    Attenti voi del centro sud: un conto è voler difendere l’unità di Italia sempre e comunque, un conto è prendere per i fondelli le persone. Ricordo che chi tira la carretta, territorialmente, è l’Italia fino alla Toscana, ed il resto vive amabilmente di rendita, o serve come discarica. Alle prossime elezioni il maggior partito italiano rischia di essere la lega con percentuali bulgare al centro nord. Voglio proprio vedere poi come fate, e se, nel caso peggiore, quei meridionali con voglia di emergere che sono emigrati al nord (e non sono pochi), decidono di rimanere in un territorio che premia il loro valore o tornano al sud a lavorare per tenere in piedi voialtri. Oh, magari vi va bene e tornano a darvi una mano, eh… :)

  • ghoooo

    09 nov 2010 - 10:59 - #32
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    sia maledetto garibaldi e i mille bastardi che lo aiutarono
    nemmeno il culo sapevate pulirvi all’epoca
    http://www.youtube.com/watch?v=2n1YrgujPmM

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    09 nov 2010 - 11:04 - #33
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    Up Down

    CHI è CAUS DEL SUO MAL…

    Un governatore, Galan, che
    ha ricoperto il Veneto di
    cemento ed è stato promosso
    ministro dell’Agricoltura.
    La sua ex-segretaria che
    in pochi anni diventa uno dei più
    grandi imprenditori del mattone,
    maneggiando somme a nove
    zeri con società in Italia e a San
    Marino. E poi esponenti di spicco
    del Pdl che la fanno da padroni
    nel settore delle grandi opere.
    Succede nel Veneto, regno del
    c e n t ro d e s t ra .
    Adesso, però, è arrivata l’alluvio -
    ne. Quando le acque si saranno
    ritirate, oltre ai campi devastati
    potrebbe emergere una storia
    imbarazzante per il Pdl e la Lega,
    che oggi tuona contro Roma e
    Pompei, ma era nella maggioranza
    di Galan.

    “I fenomeni naturali che si sono
    verificati in Veneto rientrano
    nella normalità. È normale che
    in autunno si registrino piogge
    di tali intensità e durata”. Così la
    Società Italiana di Geologia Ambientale.
    Ma allora perché il Veneto
    è diventato un lago? Il governatore
    Luca Zaia non ha dubbi:
    il cemento non c’entra. Chissà,
    forse anche perché il cemento
    è una questione spinosa per la
    sua maggioranza.
    Più d’uno da queste parti solleva
    il dubbio: l’alluvione potrebbe
    essere conseguenza della cementificazione
    selvaggia voluta
    dal centrodestra e soprattutto da
    Giancarlo Galan, il governatore
    “D o ge ”che regnando dal 1995 al
    2010 ha costruito come nessun
    altro. Autostrade, centri commerciali,
    capannoni, paesi nuovi
    di zecca (spesso deserti). In pochi
    anni il paesaggio è stato stravolto.
    I dati del Centro Studi
    dell’Università di Padova confermano
    l’impressione: dal 2001 al
    2006 sono state realizzate abitazioni
    per 788 mila persone,
    quando la popolazione è aumentata
    di 248 mila. Sono state rilasciate
    concessioni per 94 milioni
    di metri cubi di costruzioni,
    l’equivalente di una palazzina alta
    e larga dieci metri e lunga
    1.800 chilometri. Nel solo 2002
    sono stati costruiti 38 milioni di
    metri cubi di capannoni. Ma soprattutto:
    la superficie urbanizzata
    in Veneto è aumentata del
    324% rispetto al 1950 (mentre la
    popolazione è cresciuta del
    32%).
    Perchè l’acqua
    diventa disastro
    INSOMMA, il centrodestra veneto
    ha puntato tutto sul mattone
    con progetti come Veneto City, un
    colosso commerciale da 2 milioni
    di metri cubi, oppure il faraonico
    autodromo di Verona (la Regione
    è nella società realizzatrice) da un
    miliardo di euro. Adesso, però,
    c’è chi tira le somme: il cemento
    ha cancellato centinaia di migliaia
    di ettari di campagna (l’equiva -
    Il ministro Galan. In alto, il Governatore veneto Zaia (FOTO EMBLEMA)
    La Lega porta Berlusconi nel fango
    SOPRALLUOGO DEL PREMIER NELLE ZONE PIÙ COLPITE. AZIENDE IN CRISI, MIGLIAIA DI SFOLLATI, IMMIGRATI IN SOCCORSO DEGLI ITALIANI
    lente di otto campi da pallone al
    giorno). Ha dato un calcio all’agri -
    coltura, una volta perno economico
    e sociale del Veneto.
    Un cambiamento che può aver
    trasformato una forte pioggia in
    un disastro. “La terra lascia penetrare
    l’acqua, mentre il cemento è
    impermeabile e favorisce le alluvioni”,
    spiega Adone Doni, portavoce
    del Cat, Comitato Ambiente
    e Territorio della Riviera del Brenta.
    L’ITALIA CHE AFFONDA
    Così la pioggia rischia di mettere a
    nudo la rete di potere del centrodestra.

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    nchomsky

    09 nov 2010 - 11:07 - #34
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    33-

    SCUSATE L’ERRORE DI “RIVERSAMENTO (DA UN DOC PDF)

    CHI è CAUS DEL SUO MAL…
    Un governatore, Galan, che ha ricoperto il Veneto di cemento ed è stato promosso ministro dell’Agricoltura. La sua ex-segretaria che in pochi anni diventa uno dei più grandi imprenditori del mattone, maneggiando somme a nove zeri con società in Italia e a San Marino. E poi esponenti di spicco del Pdl che la fanno da padroni nel settore delle grandi opere. Succede nel Veneto, regno del c e n t ro d e s t ra . Adesso, però, è arrivata l’alluvio - ne. Quando le acque si saranno ritirate, oltre ai campi devastati potrebbe emergere una storia imbarazzante per il Pdl e la Lega, che oggi tuona contro Roma e Pompei, ma era nella maggioranza di Galan. “I fenomeni naturali che si sono verificati in Veneto rientrano nella normalità. È normale che in autunno si registrino piogge di tali intensità e durata”. Così la Società Italiana di Geologia Ambientale. Ma allora perché il Veneto è diventato un lago? Il governatore Luca Zaia non ha dubbi: il cemento non c’entra. Chissà, forse anche perché il cemento è una questione spinosa per la sua maggioranza. Più d’uno da queste parti solleva il dubbio: l’alluvione potrebbe essere conseguenza della cementificazione selvaggia voluta dal centrodestra e soprattutto da Giancarlo Galan, il governatore “D o ge ”che regnando dal 1995 al 2010 ha costruito come nessun altro. Autostrade, centri commerciali, capannoni, paesi nuovi di zecca (spesso deserti). In pochi anni il paesaggio è stato stravolto. I dati del Centro Studi dell’Università di Padova confermano l’impressione: dal 2001 al 2006 sono state realizzate abitazioni per 788 mila persone, quando la popolazione è aumentata di 248 mila. Sono state rilasciate concessioni per 94 milioni di metri cubi di costruzioni, l’equivalente di una palazzina alta e larga dieci metri e lunga 1.800 chilometri. Nel solo 2002 sono stati costruiti 38 milioni di metri cubi di capannoni. Ma soprattutto: la superficie urbanizzata in Veneto è aumentata del 324% rispetto al 1950 (mentre la popolazione è cresciuta del 32%). Perchè l’acqua diventa disastro INSOMMA, il centrodestra veneto ha puntato tutto sul mattone con progetti come Veneto City, un colosso commerciale da 2 milioni di metri cubi, oppure il faraonico autodromo di Verona (la Regione è nella società realizzatrice) da un miliardo di euro. Adesso, però, c’è chi tira le somme: il cemento ha cancellato centinaia di migliaia di ettari di campagna.