La convention di Firenze, quella dei cosiddetti Rottamatori, ha subito la concorrenza mediatica dell‘assemblea di Futuro e libertà a Perugia e della riunione nazionale di segretari dei circoli del Pd, a Roma. Ma quanto è avvenuto nel weekend a Firenze potrebbe rappresentare un segnale piuttosto interessante per il Partito democratico, soprattutto in vista di eventuali elezioni anticipate.
Da Firenze, dove nei due giorni dell’incontro sarebbero transitate ben 5 mila persone interessate a rinnovare il partito, Matteo Renzi e Pippo Civati hanno lanciato un messaggio piuttosto forte alla dirigenza del Pd: “Ci rimettiamo in gioco senza pretendere posti, senza rivendicare spazi, senza invocare protezioni ma senza chiedere ad altri ciò che ci prenderemo da soli”.
Sembra l’inizio di un assedio al Palazzo, sempre più precariamente tenuto vertici del Pd, a cui Renzi e Civati intimano: Litighiamo quando c’è da litigare sulle cose vere, non dopo che abbiamo vinto le elezioni altrimenti rischiamo di fare la fine dell’Unione. La politica italiana merita di più del bunga bunga e delle società offshore. Siamo una generazione cresciuta a pane e tangentopoli, erano gli anni degli arresti e delle manette. Oggi siamo in un’epoca altrettanto difficile per il degrado che certi politici esprimono.
gustavo-lapassera-al-catasto
08 nov 2010 - 14:34 - #1Sacrosanto la rivendicazione che fanno, il ricambio generazionale serve non solo al PD ma a tutta la classe politica, ma se fosse per me Renzi si potrebbe anche dare fuoco, o più semplicemente andare a fare dell’altro…
Civati non lo conosco.
marchettone73
08 nov 2010 - 14:49 - #2E così, «senza pretendere posti, senza rivendicare spazi, senza invocare protezione», come si legge nella Carta di Firenze, si inizia a lavorare per un’Italia «più bella», da sostituire a quella «di questi ultimi giorni meschini, alla politica dei cuori tristi, al degrado di una solitudine autoreferenziale ». Questo è il tempo, «un tempo prezioso, bellissimo, inquietante», per invertire la rotta. Come? Metà Parlamento a metà prezzo, inun Paese che sta dalla parte dei promettenti e non dei conoscenti; che permette
le unioni civili, come nei Paesi civili; che preferisce la banda larga al Ponte sullo Stretto; che dice no al consumodi suolo e sì al diritto di suolo e di cittadinanza.Che passa dall’immobile al mobile, contro le rendite; che dà la possibilità di scaricare tutto e di
scaricare tutti; che garantisce lavoro meno incerto e sussidio più sicuro. Che abbassa il debito pubblico, «la nostra pesante eredità» e sostituisce la «divisione con la visione», il «cinismo con il civismo». Non con i musi lunghi e un linguaggio che nessuno ascolta più, ma «con la leggerezza di chi sa che il mondo non gira intorno al proprio ombelico e con la serietà di chi è capace anche di sorridere ». Per lasciarsi alle spalle, aggiunge Civati, questa Italia, «un’adolescente senile come il suo premier, un premier che ha una vera e propria guida Michelin dei dittatori a andare a trovare, forse immaginando che il nostro Paese possa diventare il Berlusconistan». Alla Leopolda Berlusconi si è citato poco durante gl interventi.A questa gente interessa soprattutto una cosa: tornare a vincere, portare il Pd dritto a Palazzo Chigi e farcelo restare cinque anni. Con facce nuove, però. Per questo, avvertono, vigileranno «sul rispetto della norma statutaria che prevede l’uscita di scena dopo il terzo mandato per i parlamentari e sulle primarie di circolo per la scelta dei candidati alle elezioni».
L’unico “nuovo che avanza” da prendere in considerazione è questo.
rief
08 nov 2010 - 14:54 - #3Ascoltare Civati parlare è veramente bello, sembra quasi rappresentare un partito (vero). Bersani, ma vai a casa e vergognati per il resto dei tuoi giorni!
#1
Ecco bravo, dare fuoco a Renzi è la dimostrazione di quello che sei.
gustavo-lapassera-al-catasto
08 nov 2010 - 15:02 - #4Ecco, i giochini di parole di Renzi (immobile >mobile incerto> sicuro)oltre che di una banalità sconcertante (domanda:quale partito formato da gente, non dico seria, ma almeno con un minimo di raziocinio non vorrebbe abbassare il debito?) riportati da marchettone sono a dir poco irritanti.
Sembra stia parlando a degli i m b e c il li…
gustavo-lapassera-al-catasto
08 nov 2010 - 15:05 - #5@3
Spiegami una cosa, visto che ti sta tanto simpatico Renzi, TU elettore, sei PRO o contro gli inceneritori?
marchettone73
08 nov 2010 - 15:14 - #6@Gustavo
E pensa un’pò come siamo messi.
Tutti quei discorsi banali,se confrontati con la nostra classe politica attuale,diventano di spessore.
Eh?!
Come mai,se sono così scontati,non li attua nessuno?
Te lo dico io:
Perché al governo ci sono degli emeriti pezzi di merda.
rief
08 nov 2010 - 15:47 - #7#5
Usando la maiuscola ti credi furbo? IO elettore (cittadino) sono contro gli inceneritori, ma prima di crogiolarti nel discorso “ecco, hai visto” lasciami dire due cose:
1) Essere contrario ad un’idea non significa che non lo voterei: se mi propone 10 idee e il problema sono solo gli inceneritori…beh, la sai una novità? Almeno lui propone qualcosa.
2) Essere contrario ad un’idea non significa che gli darei fuoco. Non darei fuoco manco a Berlusconi se per questo, o D’Alema che sicuramente è peggio di Renzi. La differenza è che qualcosa mi dice che con Renzi si può parlare e discutere, con gli altri due la storia ha già abbondamente dimostrato che non si può.
In due giornate, i giovani del PD hanno fatto proposte interessanti, alcune le condivido e altre no. Ma hanno fatto PROPOSTE (maiuscolo, che sembra più serio) e espresso IDEE (maiuscolo anche qui, visto?). Su tanti argomenti, a cominciare dalla ricerca fino ai diritti di ogni cittadino passando per tante altre cose. E a giudicare da come li applaudivano direi che il pubblico era daccordo.
gustavo-lapassera-al-catasto
08 nov 2010 - 15:57 - #8“Perché al governo ci sono degli emeriti pezzi di me rd a.”
Con me stai sfondando una portafinestra aperta.
Un politico in onore alla chiarezza di cui tutti si riempiono la bocca dovrebbe spiegare anche il come, altrimenti è puro populismo fatto e finito…
rief
08 nov 2010 - 16:04 - #9#8
Sono daccordo sul fatto che i giovani del PD devono creare un programma per dimostrare di non essere falsi o incoerenti, ma intanto il problema secondo me è levarci dalle scatole D’Alema e amici vari. Io non sono del PD, ma il fatto di avere qualcosa di nuovo non riciclato dalla prima repubblica a capo del principale partito di sinistra potrebbe essere un buon colpo per tutta la politica italiana.
Poi è possibilissimo che anche Renzi sia un populista,fannullone, corruttore, inciuciato e via dicendo. Ma siamo sicuri di volerlo bruciare ancora prima di aver visto cosa può fare?
marchettone73
08 nov 2010 - 16:13 - #10@gustavo
Diamogliene la possibilità,gli tocca :D
Ma su fugadapolis non ci vieni mai?
gustavo-lapassera-al-catasto
08 nov 2010 - 16:27 - #11Premesso che ora non ho più molto tempo per rispondere:
“Essere contrario ad un’idea non significa che non lo voterei: se mi propone 10 idee e il problema sono solo gli inceneritori…beh, la sai una novità? Almeno lui propone qualcosa.”
Evviva chi ha ancora sani principi.
Io, semplicemente la penso in modo diverso e mai darei il mio voto ad un partito pro inceneritori.
“Essere contrario ad un’idea non significa che gli darei fuoco”
E chi ha mai scritto questo?
Bah..
“Ma hanno fatto PROPOSTE e espresso IDEE Su tanti argomenti”
Qualunque politico ha proposte ed idee, giuste o sbagliate che siano.
Anche Giovanardi fa PROPOSTE e ha IDEE..Financo il salumeiere del mio paese ha IDEE e fa PROPOSTE.
“E a giudicare da come li applaudivano direi che il pubblico era daccordo”
Il più applaudito in italia è berlusconi , cosa facciamo diamo il voto a lui?
gustavo-lapassera-al-catasto
08 nov 2010 - 16:33 - #12“Ma su fugadapolis non ci vieni mai?”
Un giorno magari, giusto per ritrovare quel cuminista di Albertone
:)
ziopaperone
08 nov 2010 - 21:24 - #13la sinistra non esiste piu’.
veronton
08 nov 2010 - 21:27 - #14Perché non rottamare il Pd ? Per quanto riguarda renzi mi sembra più vecchio di napolitano … Se cambiare significa campare i vecchi con gente come lui meglio i vecchi almeno tra un po’ schiatteranno …
pozzecco3
08 nov 2010 - 23:27 - #15Il silenzio dei media sul Veneto alluvionato
by And-L
Il silenzio mediatico che avvolge il Veneto e la sua disgrazia è decisamente eloquente. Ma è anche un silenzio che costringe a riflettere e impone alla mente di chi lo percepisce un bilancio sullo stato delle cose in questo Paese. Dal canto delle persone che in questi giorni hanno subito il dramma non ci sono né piagnistei, né sceneggiate di dubbio gusto.
C’è invece mezzo milione di alluvionati in oltre 130 comuni, qualche morto, diversi feriti, strade bloccate dal fango, imprese che probabilmente non riapriranno mai più, intere comunità costrette in ginocchio e piegate di fronte ai capricci della natura e migliaia di persone che hanno visto la propria casa o il proprio negozio inghiottiti dalle acque torbide. Tutto questo però non è abbastanza per un minimo di attenzione.
E i giornali, salvo qualche eccezione, che cosa fanno? Parlano di bunga bunga, di escort, dei consueti rifiuti di Napoli, di elezioni anticipate, di Fini che dopo 15 anni scopre di non apprezzare più Berlusconi, di Pompei che cade a pezzi, e propongono ai lettori il consueto campionario di fatti più o meno interessanti, ma non spendono che poche righe per il dramma che i veneti stanno vivendo sulla loro pelle in queste ore.
Fa eccezione qualche anima nobile che non è rimasta insensibile alla tragedia. Silenzio si diceva, o al massimo qualche dato numerico per dovere di cronaca. In televisione non ci sono scene di donne che si stracciano le vesti o che piangono per strada maledicendo lo Stato, mancano le urla scomposte, assente quell’esibizionismo a cui siamo tristemente abituati e che costituisce un boccone appetitoso per programmi televisivi di ogni sorta.
Là, nel Veneto, il vecchio adagio “piove? Governo ladro” non vale. O forse più semplicemente – dati i loro guai – non hanno il tempo materiale per la pantomima all’italiana. E così capita che la tragedia si ammanti di un velo di fredda indifferenza perché mediaticamente “non tira”.
Non sono scattate le maratone televisive della solidarietà, niente appelli al pubblico per mandare l’euro dal telefonino, nessuna conduttrice che si commuove a comando mentre intervista il povero disgraziato di turno; nulla di nulla. Per certi versi è meglio così.
Però se da un lato l’indifferenza è migliore della finta pietà, dall’altro emerge con chiarezza la diversità di trattamento che intercorre fra una tragedia che avviene nel Nord e una che colpisce il resto d’Italia. Inutile citare gli esempi, la lista sarebbe addirittura imbarazzante.
Qualcuno, in qualche modo, sembra pure contento perché il dramma gli fornisce il pretesto giusto per polemizzare con l’attuale amministrazione regionale sulla gestione delle opere idrauliche. Piove? Regione ladra. Altri probabilmente pensano che – sotto sotto – se la sono anche meritata.
Quel Veneto dipinto a tinte fosche per biechi fini politici, un’intera popolazione venduta all’opinione pubblica come egoista e poco solidale, che ha avuto persino l’imperdonabile colpa di eleggere a furor di popolo un Governatore leghista. Si, se la sono certamente meritata e ben gli sta.
In effetti è vero: il Nordest se l’è proprio cercata. Dopotutto siamo nel Paese dove la logica del ricatto rumoroso vince sul merito, dove per essere ascoltati dai politici e dai talk show occorre far baccano, occupare stabili, fare la manifestazione, o magari – perché no – organizzare una bella guerriglia urbana per non assumersi la responsabilità di smaltire la propria monnezza.
E poco importa se quello stesso pattume, in ultima istanza, se lo prende l’inceneritore di Padova, naturalmente senza lamentele. E’ chiaro che l’atteggiamento di chi si rimbocca le maniche in silenzio e inizia, nell’indifferenza generale, a spalare il fango affondando piedi e mani nella melma è decisamente fuori luogo, poco consono, addirittura inefficace. Come dire? Non è un comportamento molto italiano.
Fa fatto bene la società civile veneta – sdegnata dall’indifferenza dimostrata dai media – a invocare lo sciopero fiscale. Il Veneto in termini monetari ha dato tanto, forse troppo, e adesso si ritrova con l’acqua alla gola, in senso letterale, e un pugno di mosche in mano.
Come ha fatto bene il Governatore Zaia, nella sua lettera su Libero, a mettere l’accento sull’incongruenza di chi si riempie la bocca di patriottismo e di unità nazionale e poi fa spallucce se – per una volta – è il Nord ad avere bisogno di aiuto. In una nazione vera e degna di questo nome non ci sono patriottismo e solidarietà a “regioni alterne”.
A questo punto mi chiedo dove siano finiti oggi i tricolori nella Vicenza o nella Padova devastata dal fango. Che se li sia portati via la corrente? Dato le contingenze, non ci si deve lamentare poi se ci sono pezzi di Paese che se ne andrebbero volentieri per i fatti propri.