
Se escludiamo il nostro Premier miliardario e pochi altri fortunati imprenditori, l’Italia appare come un Paese in preda alla povertà più nera. Almeno stando al sito del Dipartimento delle Finanze, dove sono stati pubblicati i dati sulle dichiarazioni dei redditi 2009 (relative al 2008) e da cui emerge un quadro nerissimo per i lavoratori italiani.
10 milioni gli italiani non devono versare allo Stato neppure un euro di Irpef, avendo un reddito molto basso o detrazioni tali da annullare ogni tassa. 31 milioni di contribuenti (il 74% del totale) pagano un’imposta netta media di 4.701 euro all’anno. Il 50% dei contribuenti italiani dichiara non oltre 15.000 euro annui e circa due terzi non percepiscono più di 20.000 euro. Solo l’1% dei dichiaranti supera i 100 mila euro. Il reddito medio di 31 milioni di famiglie italiane è di 24.600 euro: sono nuclei che comprendono circa 58 milioni di componenti di cui meno di 42 milioni sono percettori di reddito.
Considerato che questi dati si riferiscono ai redditi lordi e che la vasta platea dei dipendenti pubblici (pur con tutti i difetti di cui Brunetta ci aggiorna), non può taroccare più di tanto l’Irpef, la domanda sorge spontanea: siamo una nazione alla fame oppure in troppi si sono dimenticati qualche zero nel compilare la dichiarazione dei redditi?
asterio
12 nov 2010 - 12:05 - #1io opterei per la seconda visto che essendo un semplice dipendente e non potendo quindi io perdere qualche 0 per strada rientro in quel terzo che va oltre i 20keuro…. e ma questo è un paese comunista dove i dipendenti guadagnano di più dei datori di lavoro!!!
nchomsky
12 nov 2010 - 12:09 - #2Lo Sheriffo di Arcore ha trovato un alleato in Tremont Hodd, che ruba ai poveri per dare ai ricchi…
nchomsky
12 nov 2010 - 12:23 - #3“L’Italia non è un paese per ricchi”, vero: infatti sta diventando “un paradiso” per ricchi.
a1
12 nov 2010 - 12:42 - #4ISTAT Brusca frenata del Pil nel terzo trimestre +0,2%
Il confronto con i tre mesi precedenti rivela che la crescita si è dimezzata. Rispetto allo stesso periodo del 2009 l’incremento è stato dell’1% (nel periodo aprile-giugno era dell’1,3%). Bankitalia: nuovo record per il debito a 1.844,8 miliardi, entrate in calo dell’1,8%
Brusca frenata del Pil nel terzo trimestre +0,2%
ROMA - Brusca frenata per il pil. Nel terzo trimestre l’indicatore della ricchezza ha registrato un incremento dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti, quando l’aumento fu dello 0,5% (il più consistente dal 2006, prima della crisi economica), e dell’1% rispetto al terzo trimestre 2009 (nel periodo aprile-giugno si era registrato un +1,3%, record dal 2007).
L’aumento congiunturale del pil - spiega l’Istituto di statistica - è il risultato di un incremento del valore aggiunto dell’industria e dei servizi e di un calo del valore aggiunto dell’agricoltura. Il terzo trimestre del 2010 ha avuto tre giornate lavorative in più rispetto ai tre mesi prima e lo stesso numero di giorni lavorativi di luglio-settembre del 2009.
L’Istat comunica inoltre che la crescita acquisita per il 2010, quella cioè che si verificherebbe se il quarto trimestre dell’anno fosse a crescita zero, è pari all’1%. Un miglioramento rispetto alla stima precedente, collegata al trend dell’economia dopo il secondo trimestre, che indicava +0,9%.
Dalla Germania arriva la notizia che la crescita economica è rallentata un po’ più del previsto nel terzo trimestre, ma rimane solida: il pil è cresciuto su base destagionalizzata dello 0,7%, per una crescita annua del 3,9%. Le ultime stime puntavano su una crescita trimestrale dello 0,8% e annuale del 3,7%.
Nel periodo luglio-settembre rispetto ai tre mesi precedenti il pil è aumentato dello 0,8% nel Regno Unito e dello 0,5% negli Usa. Su base annua, invece, il prodotto interno lordo è cresciuto del 3,1% negli Stati Uniti, del 2,8% in Gran Bretagna.
Sempre oggi, la Banca d’Italia ha reso noto che a settembre il debito delle pubbliche amministrazioni ha segnato un nuovo record a 1.844,8 miliardi a fronte dei 1.842,9 miliardi registrati in agosto. Dai dati contenuti nel Supplemento al Bollettino statistico dedicato alla finanza pubblica, emerge anche che nel periodo gennaio-settembre del 2010 le entrate tributarie sono state pari a 266,077 miliardi di euro, in calo dell’1,8% rispetto ai primi nove mesi del 2009.
(12 novembre 2010)
http://www.repubblica.it/economia/2010/11/12/news/pil_frenata_terzo_trimestre-9026442/?ref=HREA-1
NANO VATTENE!!!!!!!!
ziopaperone
12 nov 2010 - 14:04 - #5se cominciassimo a cacciare qualche milione di statali inutili assunti dalla sinistra per farsi votare staremmo subito meglio.
16db
12 nov 2010 - 16:10 - #6se cominciassimo a mandare a fare in cul* (sul serio però, non solo a parole) questo governo di incapaci di mer*a, staremmo subito meglio.
16db
12 nov 2010 - 16:12 - #7Certo ziopaperone. :D Ci vuole un bello stato di polizia tributaria per voialtri. Ecco la verità. Rastrellamenti e indagini a tappeto della gdf, per i prossimi 5-10 anni!!! E vedrai che a pagare tutti si paga meno. Multe e penale a parte, ovviamente.
gianca54
12 nov 2010 - 17:01 - #816db
per fare quello che chiedi tu ci vorrebbe una classe politica che avesse come unico scopo quello di servire la nazione. Guardando a destra e a sinistra non vedo niente del genere. Per cui rassegnati, destra o sinistra l’evasione fiscale (di destra e di sinistra) ci sarà sempre e noi pagatori di tasse dovremo pagarne sempre di più.
Ma si sa che per gli elettori di sinistra “pagare le tasse è bello”
nchomsky
12 nov 2010 - 17:11 - #95-
Se mandiamo via gli statali messi dalla destra facciamo più posto…e sopratutto risparmiamo di più (Masi e Minzolini in testa)
supercortemaggiore
12 nov 2010 - 22:00 - #10bella questa, rai 3, rainews ecc. possono pontificare 24 ore su 24 contro berlusconi ma minzolini non puo’ difenderlo, questa e’ liberta’ di stampa?