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Primarie Milano, Pisapia e l'effetto Vendola: perchè il Pd non impara mai dalle sconfitte

Pubblicato: 16 nov 2010 da davide f.

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Pisapia, come noto, ha vinto le primarie milanesi, una bella occasione per sperimentare modalità più democratiche e anche carpire qualcosa di più su dove va l’elettorato di sinistra. E il Pd, neanche a dirlo, ha perso di nuovo. La cosa fantastica è che sarebbe colpa delle primarie, secondo alcuni cervelloni, e non dei candidati senza senso che il partito propone.

Prendiamo Milano: il partito democratico sceglie Boeri, l’archistar legato alla Moratti dall’Expo e amico di Caltagirone, e lo contrappone a Pisapia, personaggio politico di tutt’altro spessore. Ora, è possibile che il Pd pensi ancora che per vincere ci si debba spostare un po’ alla volta verso destra? O cerchi di imitare malamente il vip pensiero del Pdl, le cui liste sono infarcite di soubrette e mezze star?

I quotidiani l’hanno chiamato effetto Vendola, modalità comunicativa efficace per sottolineare l’appoggio di quello che in tanti a sinistra vorrebbero come candidato premier nel prossimo futuro: la realtà è che Pisapia ha lavorato bene sia sull’opinione pubblica che creando una rete all’interno della società civile milanese che ha lavorato e lavora per riportare entusiasmo in feudo elettorale dove Lega e Pdl dominano e continuano a combinare disastri.

La domanda è sempre la stessa: come è possibile che il Pd non impari nulla dai suoi sbagli? Come fanno imperterriti Bersani e soci a scegliere candidati dall’alto del loro apparato senza badare a quello che succede ‘per strada’? L’impostazione dalemiana della scelta dei candidati per motivi di partito è l’ultima malefatta di una strategia che sta letteralmente portando un partito tra i più grandi d’Europa all’estinzione.

A meno che non si voglia continuare a raccontarsi le favole, e a dire che le mancanze del Pd sono colpa di Grillo, di Di Pietro, dell’antipolitica, di Vendola, etc..che non fanno altro che compiere ciò che il Pd non fa più da tempo: ovvero proporre una narrazione altra della politica e della società rispetto al centro destra (fatto peraltro, che sta succedendo anche a destra con lo scaltro Fini).

Come ha ripetuto il candidato sindaco di Milano Giuliano Pisapia, senza il Pd non si va da nessuna parte, e questo è un dato di fatto: ma gli esponenti del partito dovrebbero smettere di ripetere questo concetto come un mantra, e preoccuparsi di costruire strategie vincenti e concrete, altrimenti sempre di più saranno relegati all’angolo, come imbelli e perdenti.

Non si capisce per esempio come un partito che vuole essere innovativo possa avere una comunicazione così poco efficace, soprattutto sul web. Possibile che con le strutture che ha a disposizione i democratici non riescano in una comunicazione se non efficace perlomeno decente? A maggior ragione in questo periodo, con Berlusconi e il Pdl che ogni giorno offrono assist a ripetizione, del Pd non si sente voce.

Parlano Di Pietro, Grillo, parla Nichi Vendola attraverso le sue fabbriche che in un anno sono state capace di tessere una rete fantastica, ma del Pd non c’è traccia. La questione non è solo lo svecchiamento del partito, ma anche un vero e proprio cambiamento di rotta e di mentalità.

La stessa che dovrebbe portare il Pd a chiudere in pochissimo la resa dei conti a Milano e compattarsi dietro il candidato che i cittadini hanno scelto, ovvero Giuliano Pisapia. Perché vincere a Milano potrebbe essere il segno di una nuova stagione politica e una nuova sinistra, capace di vincere e espugnare nei fatti roccaforti impensabili fino a poco tempo fa.

Le idee, i programmi e il carisma del candidato sono doti molto più importanti dell’ideologia del moderatismo che fino ad oggi ha reso il Pd un soggetto debole perdente e piuttosto noioso.

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di rief

    rief

    16 nov 2010 - 13:37 - #1
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    Non imparano perchè manca meritocrazia, perchè anche se sbagliano sanno che i soldi li prendono comunque per fare niente. In un paese civile gente come D’Alema non si farebbe più vedere per strada. Non mi risulta che in altri paesi, quando un candidato perde nettamente, si fanno problemi a cambiarlo…

    Ma è mai possibile che in questo paese di m***a o voti mafia (ai padani, anche loro sono mafia visto che ci stanno alleati) o voti degli incapaci mangia-pane a tradimento?

  • Profilo di fc77

    fc77

    16 nov 2010 - 13:47 - #2
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    piano piano la vera sinistra ritornerà.

  • antoniovoto

    16 nov 2010 - 13:58 - #3
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    @ rief
    condivido pienamente !!!!!1

  • Profilo di pigi

    pigi

    16 nov 2010 - 14:10 - #4
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    Come si possono vincere le elezioni quando la maggioranza degli elettori vota centro-destra? Risposta: togliendo voti agli avversari, lapalissiano.
    Ora possono togliere voti agli avversari gli urlatori come Grillo o Di Pietro? No, questi vogliono la lotta all’ultimo sangue, ritengono l’avversario un delinquente e chi lo vota un rimbecillito. Chiaro che questi non possono togliere voti a nessuno.
    I voti li può togliere una persona con la testa sulle spalle, un garantista, qualcuno di sinistra, anche molto caratterizzato, ma senza violenza verbale.
    Qualcuno che non minaccia le manette a nessuno, che cerca di vedere le cose da tutti i punti di vista, non solo dal proprio.

  • zoe57

    16 nov 2010 - 15:00 - #5
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    #4 appunto. nichi vendola ha vinto in Puglia, a mio parere una regione di destra, forse più della Milano dove vivo. Tutto questo per dire che è possibile.

  • Profilo di metalsho

    metalsho

    16 nov 2010 - 15:19 - #6
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    @Pigi

    Se la gente pensa che grippo e di pietro siano degli urlatori a sproposito, è solo perché ti Tg di partito sono riusciti a dipingerli così.

    Non vedo cosa ci sia di male a richiedere le manette per chi se le merita, il contrario casomai è peggio.

  • Profilo di pellegrinoerminio

    pellegrinoerminio

    16 nov 2010 - 15:35 - #7
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    adesso è chiaro a tutti spero, il motivo per cui il pd non avanza, la base chiede che si sposti verso la giustizia sociale , denominata come sinistra, a me interessa la sostanza non il lato della strada in cui marcia, del resto anche Bersani ieri ha parlato di questo , ma non deve solo elencarlo e poi allearsi con gli amici dei Moratti o Caltagirone , gente che per natura porta sempre l’acqua al proprio mulino, ma deve unirsi con chi vuole veramente realizzare quello che lui stesso dice altrimenti si comporta come certi sindacati che fingono di difendere gli operai ma che in realtà non fanno che rafforzare i loro sfruttatori . quando capirà questo sarà in grado di lanciare il PD verso grandi traguardi.

  • Darkat

    16 nov 2010 - 21:20 - #8
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    @zoe57: la puglia una regione di destra? ma da quando? io sono pugliese e ti posso assicurare che l’unico posto dove vince la destra è alle comunali(solo alcuni comuni, la minoranza)