
C’è un’Italia che non si piega. E probabilmente non si spezza. È quella che la nascente Federazione della sinistra (una fusione fredda e per ora mal riuscita tra Prc e Pdci) si propone di incarnare e di rappresentare, avviandosi a consolidare questo “nuovo” progetto politico. L’appuntamento è per il prossimo weekend a Roma, dove si svolgerà il Primo congresso della Federazione.
Le prospettive per la creatura rossa non sono delle più favorevoli. L’unione tra i due partiti comunisti, nati dalla gloriosa storia delle scissioni sotto la falce e martello, non gode di buona salute e le due sigle convivono a malincuore in molti territori. Il processo unitario è stato imposto dai dirigenti nazionali dei due partiti e rappresenta sicuramente una prospettiva inevitabile. Ciononostante il risultato non è stato soddisfacente, come dimostrano i risultati elettorali e i sondaggi che danno al Federazione intorno al 2 per cento.
Questo progetto politico soffre poi, in modo sempre più evidente, della concorrenza a sinistra di Sinistra e libertà, che ha fagocitato alcuni dirigenti del Prc e soprattutto sfrutta un leader credibile e moderno (con tutti i limiti del caso) per macinare consenso. In questo quadro lo spazio per la Federazione è davvero esiguo, anche perché la prospettiva unitaria dovrà inevitabilmente concludersi con il ritorno di tutti i transfughi sotto una stessa bandiera: sempre rossa, ma europea e degna del XXI secolo.
Mauriziosat,,9
19 nov 2010 - 13:25 - #1i comunisti ?…….ma zio Silvio non li aveva spazzati via dalla faccia della terra ?
.
sono peggio dei batteri resistenti agli antibiotici ……………….
pozzecco!!!
19 nov 2010 - 14:31 - #2ahhahahah…manco con gli spray spariscono!!!! il partito più inutile e anacronistico della storia…ancora con quel simbolo patacca…mah…
seal
22 nov 2010 - 22:31 - #3L’Italia che non si piega: sembra tanto slogan della Lega Nord.