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Scelti dai lettori: lo scioglimento di una sola Camera e l'elasticità delle regole democratiche

Pubblicato: 19 nov 2010 da V.

Commenti dei lettori

scelti lettori italiani berlu sogno

Eccoci qui, venerdì è il giorno della rubrica che decidete voi lettori: e noi qui siamo, a cercare di accontentarvi. Tra i suggerimenti che ci sono arrivati mercoledì, mi sono parsi interessanti sia quelli di giangius che di white. Quest’ultimo, chiede:

cosa succede se si scioglie solo una camera? le elezioni non verranno più fatte contemporaneamente come inizialmente prevedeva la costituzione?

Inquadriamo la situazione: lo scorso weekend, durante una convention del PdL e dei più accesi supporter berlusconiani - svoltasi a Milano al Teatro Nuovo - il cav. telefona e spiega che si potrebbe sciogliere una sola Camera, e andare a votare solo per quella. Eh? Possibile: bizzarro, inusuale, assurdo, ma possibile sì, Luca lo ha spiegato qualche giorno fa.

Ma è un altro il punto su cui concentrarci in questo caso: la consueta elasticità delle regole cui il berlusconismo ha abituato un Paese…

tmazzo di carte berlusconi

Una delle cifre stilistiche cui Silvio Berlusconi ha abituato il suo elettorato - e tutto il Paese - è soprattutto negli ultimi anni, l’elasticità con cui interpretare le regole costituzionali. E’ bene ricordare che anche i materiali elastici, quando tesi troppo, tendono a rompersi. Non riprendono più la forma iniziale, si spezzano.

Ma forse SB considera la Costituzione più come un materiale duttile, metallico: e tenta di arrivare sempre a un nuovo punto di snervamento - così lo si chiama in fisica, se avete qualche parente che ha fatto lavori manuali vi dirà che “S’è stancato” il metallo che si spezza dopo essere stato piegato troppe volte.

Le regole della convivenza civile, nello stato della fiction che Carlo Freccero ha splendidamente descritto su FF, sono opinabili, evitabili, discutibili, modificabili a piacimento. Perché a costruire il consenso elettorale poi, è una narrazione, una fiction, che prende il sopravvento sulla realtà.

E’ questo l’incantesimo dal quale l’Italia dovrebbe svegliarsi, qui sotto un breve estratto dell’intervista di Freccero:

In questi ultimi vent’anni Berlusconi ha dominato l’agenda dei media e la vita politica del paese. Ha promesso agli italiani felicità, ricchezza, prosperità. Tutte cose di cui oggi in Italia non c’è traccia. Il paese va incontro da anni ad un impoverimento progressivo, ma non riesce ad immaginare un’alternativa a Berlusconi. Questo è frutto della sua abilità di comunicazione. Berlusconi comunica con il suo elettorato non facendo ricorso a dati oggettivi reali, non ad una logica stringente, ma piuttosto secondo una continua e permanente narrazione. La felicità di cui si è fatto garante è una felicità virtuale, una rappresentazione, una fiction. Ma nella società della comunicazione solo la fiction sembra avere consistenza reale. Come un prestigiatore riesce a far credere al paese che la sua personale fortuna può essere condivisa da tutti o, più semplicemente che avere successo, diventare vip, è preferibile a un normale lavoro da metalmeccanico. Viviamo nel precariato ma aspiriamo al lusso. Applicando un’analisi realistica alla realtà avremmo maggiori certezze, ma dovremmo ridimensionare i nostri sogni. Parafrasando Mussolini potremmo dire che è meglio un giorno da velina che cento giorni da operaia

In questa situazione, dominando il consenso con una narrazione irreale, c’è un problema: le regole di un Paese, che si chiamano Costituzione, diritto penale, diritto civile, tacendo del buonsenso che dovrebbe animare ogni attimo della vita di un Primo Ministro. Tutti lacci, tutti nodi, catene, mai troppo amati dall’attuale premier.

Ma è la regola, l’obbligo in sé a non avere motivo di esistere nella narrazione berlusconiana: la fantasia deve stare al Potere, la regola non deve ingabbiarla.

Silvio Berlusconi è l’unico ad avere capito e applicato perfettamente quel motto del ‘68, puntualmente disatteso dalla sinistra e dal centro sinistra negli ultimi decenni: e ha vinto. Peccato che il sogno resti sogno.

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di white

    white

    19 nov 2010 - 12:55 - #1
    0 punti
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    mi sa che manca la risposta -.-

  • Profilo di vpolis

    vpolis

    19 nov 2010 - 13:39 - #2
    0 punti
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    Ciao White,
    sì è vero, devia un po’ dal tuo suggerimento ma a quello - ovvero alla prospettiva di sciogliere una sola delle camere - aveva già risposto Luca, tutto qui, tornarci sopra mi sembrava un po’ un doppione. Mentre era interessante notare l’elasticità con cui SB prende le regole e gli obblighi costituzionali. Mi spiace che si sia generato questo equivoco, a presto

  • Mauriziosat,,9

    19 nov 2010 - 15:49 - #3
    -1 punto
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    poveri sinistrelli …………….
    .
    SE FINI , usa l’elasticità delle regole per fare i comodi suoi ….tutto va bene .
    se berlusconi usa l’elasticità …per i suoi ….di comodi ……E’ UN’ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA.
    .
    SIETE RIDICOLI ……
    di fatto si puo’ sciogliere una sola camera …..le regole lo prevedono ed è già stato fatto.

  • Profilo di white

    white

    22 nov 2010 - 11:21 - #4
    0 punti
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    mai stato fatto. semplicemente un tempo la costituzione era diversa