Quanti Matteo Renzi occorrono per “rottamare” Massimo D’Alema? Evidentemente “baffino” se ne sbatte del sindaco (del Pd) di Firenze che vuole spedirlo a casa perché è un … vecchio “arnese” della politica.
L’ex premier, oggi presidente pro tempore del Copasir, non perde occasione per intervenire sull’attualità politica e gettera le basi per un suo futuro “pesante”.
Il lider Maximo non solo prova a tessere una nuova alleanza con il vecchio amico-nemico Veltroni per fare da regista negli affari interni del Pd, ma torna a battere il ferro sulla “questione” incandescente di Berlusconi.
Stamattina, ai microfoni di CNRmedia, D’Alema torna sul conflitto d’interessi del premier. “Su questo nodo nevralgico – carica D’Alema - c’è bisogno di una legge: io ci ho lavorato da presidente del Consiglio, ci fu un testo approvato alla Camera, ottima base per ripartire con il prossimo governo”.
Poi torna a rassicurare su Mediaset: “Non vogliamo distruggere una azienda che è una risorsa del paese” e va all’attacco del premier: “Berlusconi non ha vinto perché mancava una (pur necessaria) legge sul conflitto d’interessi. E’ al potere grazie alla scelta fatta dagli italiani, che però sono stati illusi. Basta pensare alla promessa del milione di posti di lavoro in più. Dopo dieci anni ce ne sono 700 mila in meno. Gli italiani si sentono sedotti e abbandonati. Il Cavaliere ha fallito su tutto,non ha fatto niente di quanto aveva promesso: è giunto alla fine e va mandato a casa”.
Chi rottama Berlusconi?
rief
30 nov 2010 - 17:36 - #1Parla tanto di italiani delusi da Berlusconi, quando probabilmente sono altrettanti quelli che ha deluso lui e la classe dirigente del PD. E parla di conflitto di interessi lo str**zo, proprio lui che non ha mai fatto niente (quando ci è andata bene) per evitare questi 15 anni di monopolio totale.
arvedui
30 nov 2010 - 17:47 - #2Finchè ci sarà in giro gente come d’alema berlusconi può stare tranquillo, e noi dobbiamo preuccuparci seriamente…
fc77
30 nov 2010 - 17:56 - #3l’unico deluso e abbandonato è lui,ancora non ha trovato il modo di salvare un altra volta il suo amato silvio.
berbeerre
30 nov 2010 - 18:04 - #4Massimo, sei forte!
pigi
30 nov 2010 - 18:44 - #5La prima promessa del milione di posti di lavoro è del 1994, a dire il vero. Ecco l’andamento del tasso di disoccupazione:
http://borsa-finanza.myblog.it/archive/2010/06/03/tasso-disoccupazione-confronto-andamento-italia-europa-2010.html.
Guardando il grafico si vede che nel 1994 il tasso di disoccupazione era il 10,5% ora è l’8,6%. Ma né il merito né il demerito si può attribuire ad un solo governo, visto che si sono succeduti governi di centro-sinistra o centro-destra.
Il minimo della disoccupazione si raggiunse nell’aprila 2007 (governo Prodi), e da allora, prima con Prodi, poi con Berlusconi, c’è stata una crescita sino ai dati attuali.
Il calo della disoccupazione fu dovuto all’introduzione di forme di lavoro più flessibili, i famosi CO.CO.CO., che sono stati i primi a fare le spese della crisi economica. Ma ciascuno tragga le conclusioni che più convengono alla propria parte politica.
mattia77
30 nov 2010 - 19:02 - #6Ma quando ci abbandonera’ anche dalema?
lorenz sloggato
30 nov 2010 - 19:05 - #7E riecco la matematica che e’ un opinione
La DISOCCUPAZIONE non conta un benemerito nulla, per confrontare i posti di lavoro
Per calcolare posti in piu’ o in meno va guardato il tasso di OCCUPAZIONE
E per fare una analisi seria va visto anche il tasso di SOTTOOCCUPAZIONE
Se in Italia il 30% e passa sono INATTIVI e’ ovvio che la DISOCCUPAZIONE e’ bassa, perche’ si calcola SOLO SUL TASSO DEGLI ATTIVI
Signore fai che la matematica diventi un bene di uso comune!
nchomsky
30 nov 2010 - 19:21 - #8Berlusconi dovrebbe fare un monumento a D’Alema, gli ha salvato le chiappe (date ormai per perse) varie volte.
aldebaran85
30 nov 2010 - 20:20 - #9D’ALEMA E COMPAGNIA DEVONO STAR FERMI, IMMOBILI,ZITTI, NON RESPIRARE, NON FARE NIENTE … altrimenti rischiamo di lasciar silvio sulla poltrona
ilcapo
30 nov 2010 - 20:21 - #10quanto vi illudete!
Platanick6787
30 nov 2010 - 21:35 - #11Spazio a Rienzi. non è una cartezza ma almeno una speranza GIOVANE. A casa tutti i vecchiacci che da decenni si macchiano di inutilità e incapacità!
Platanick6787
30 nov 2010 - 21:35 - #12Spazio a Renzi. non è una certezza ma almeno una speranza GIOVANE. A casa tutti i vecchiacci che da decenni si macchiano di inutilità e incapacità!
pigi
01 dic 2010 - 00:26 - #13#7 se la mettiamo su questo punto, anche il milione di posti di lavoro in più, cioè quelli promessi da Berlusconi, non c’entra un bel niente con il tasso di occupazione.
Si possono benissimo creare un milione di posti di lavoro in più e nello stesso tempo il tasso di occupazione diminuisce, perché aumenta il numero delle persone in età lavorativa in modo più veloce dei posti di lavoro creati.
Signore, liberaci dagli azzeccagarbugli.
lorenz zloggato
01 dic 2010 - 08:15 - #14Esatto, Pigi,
ora comini a usare le bbasi del mestiere
Ora, se in grado di reperire informazioni sull’andamento percentuale e in valore assoluto ella partecipazione al lavoro in Italia dal 1994 a oggi? Io si, ma non ti suggerisco come.
Prova, rimarrai stupito dal risultato
pigi
01 dic 2010 - 09:30 - #15La serie ininterrotta non ho avuto il tempo di trovarla. Questo è il foglio dal 1994 al 2003
http://www.istat.it/lavoro/lavret/forzedilavoro/Ric05-05/Orario_Occupazione.xls
i dati più recenti, sempre sul sito istat, sono questi:
Questo è quello dal 2005 al 2009
http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/forzelav/20091217_00/seriestoriche20091217.xls
Chi volesse può ricostruirlo da questa pagina:
http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/forzelav/
Se guardiamo gli occupati, nel 1994 erano 20.299.000 al secondo semestre 2010 erano 22.915.000
Secondo queste cifre il milione di posti di lavoro in più, dal 1994 ad oggi sono stati abbondantemente superati, ma anche a partire dal 2001 (erano 21.771.000).
Quindi Berlusconi avrebbe mantenenuto la promessa? Meglio non dirlo troppo forte altrimenti ci crede anche lui.
Ci sarebbe da chiedersi perché tutti i capi di stato invece di parlare di occupati e tasso di occupazione parlano di disoccupati e tasso di disoccupazione.
Il motivo è che le persone per vivere non è detto che abbiano bisogno di lavorare: possono essere pensionati, possono avere una rendita finanziaria, possono essere proprietari di case e affittarle oppure venderle, possono sposarsi chi ha un reddito sufficiente per tutta la famiglia.
In effetti il dato più rilevante per misurare il disagio sociale è quello che ho citato io: il tasso di disoccupazione. Chi cerca lavoro, generalmente, ne ha bisogno.
lorenz zloggato
01 dic 2010 - 13:18 - #16Ora va meglio. Alcuni appunti
1- chi cerca lavoro ne ha bisogno? Dipende. C’e’ una percentuale di inattivi che e’ sotto la voce “scoraggiati” che andrebbe contata come disoccupata, non come inattiva
2- sul valore assoluto incide la crescita della popolazione attiva. Una facile battuta potrebbe essere che “tutti i posti di lavoro creati dal 1994 ad oggi sono occupati da immigrati”
3- dal 1994 a oggi (e dal 2001 a oggi) ha governato anche il CSX. E posso ragionevolmente pensare che gran parte di quei posti creati siano stati creati quando era il CSX al potere
4- la qualita’ dell’occupazione e’ in crollo verticale. C’e’ un tipico parametro, chiamato “sottocupazione” che andrebbe contato
5- Se sei in Cassa Integrazione a zero ore sei di fatto disoccupato, ma risulti occupato, questo falsa le metriche nei tempi di crisi
Poi, ovvio, che vista la qualita’ del dibattito in Italia, oltre che al numeretto della disoccupazione non ci arriva nessuno