Palazzo Chigi, Enrico Letta risponde a Herman Van Rompuy: "La UE deve risolvere il problema della disoccupazione"

Il premier ha risposto ad una lettera scritta dal presidente del Consiglio Europeo.

Durante la giornata di oggi, a Palazzo Chigi, si è svolto una vertice tra il premier Enrico Letta, il vice-premier Angelino Alfano e il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni. L'incontro è servito per fare il punto della situazione riguardo i conti pubblici e decidere gli eventuali provvedimenti in vista della probabile chiusura della procedura UE per deficit eccessivo.

Rispondendo ad una lettera scritta da Herman Van Rompuy, Letta ha avvertito il presidente del Consiglio Europeo riguardo i rischi di una mancata soluzione, da parte dell'UE, al problema della disoccupazione. Queste sono state le principali dichiarazioni del premier a riguardo:

La lotta alla disoccupazione giovanile rappresenta la sfida prioritaria, per l'Italia e per l'Europa. Gli ultimi dati dimostrano che il problema ha raggiunto livelli allarmanti praticamente in tutti gli Stati membri. Sono stati fatti passi importanti ma non sufficienti. Vi sono diversi fronti su cui dobbiamo e possiamo fare di più. Se l'UE non è capace di intervenire per risolvere la disoccupazione, finirà per alimentare sentimenti di frustrazione e risentimento, con il rischio di movimenti populisti ed antieuropei.

L'appuntamento è previsto per il prossimo mese, precisamente 27 e 28 giugno, in occasione di un vertice nel quale la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, sarà il punto cardine.

Nella lunga lettera, Enrico Letta ha elencato i punti nei quali l'Unione Europea può intervenire:

Occorre stimolare la creazione di un vero mercato del lavoro europeo, rimuovendo le barriere che ancora impediscono la fluidità della libera circolazione dei lavoratori, anche mediante nuove iniziative legislative da parte della Commissione, rafforzare il sistema EURES e migliorare il coordinamento tra i servizi pubblici per l'impiego nazionali. E' necessario investire in uno statuto europeo dell'apprendistato, sulla base di un quadro comune di qualità. Dobbiamo inoltre mobilitare tutte le fonti di finanziamento possibili a livello europeo e in particolare accelerare le fasi preparatorie della nuova Iniziativa per l'occupazione giovanile in modo da poter procedere con l'erogazione dei primi finanziamenti già all'inizio del 2014. E' necessario inoltre usare tutto il potenziale del Fondo Sociale Europeo. Il Consiglio europeo dovrebbe dare indicazioni affinché il Fondo possa incentivare la creazione di nuova occupazione per i giovani, anche finanziando tagli agli oneri fiscali e contributivi per le nuove assunzioni. Occorre rafforzare i finanziamenti della BEI per le PMI che creano occupazione giovanile. Dati i limiti del bilancio dell'Unione ulteriori risorse dovranno venire dai bilanci nazionali. E' necessario allora riflettere su come ampliare gli spazi disponibili per le finanze pubbliche nazionali, sfruttando le possibilità offerte dal Patto di Stabilità e di crescita.

Foto | © Getty Images

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