Ilva: si dimette il Cda, i sindacati chiedono il commissariamento

Lunedì Enrico Bondi incontrerà il ministro Zanonato


La settimana nera (l'ennesima) dell'Ilva si conclude con le dimissioni in massa dell'intero consiglio di amministrazione, compresi il presidente Bruno Ferrante e l'amministratore delegato Enrico Bondi, colui che avrebbe dovuto riportare alla normalità le attività dello stabilimento di Taranto. La settimana era iniziata con l'accusa alla famiglia Riva, proprietaria dell'Ilva, di aver truffato lo Stato e portato oltre un miliardo di euro nei paradisi fiscali, ed è proseguita con l'ordinanza di sequestro del Gip di Taranto per 8,1 miliardi dei beni dei Riva come risarcimento per la mancata bonifica ambientale.

Un sequestro che pur colpendo "i beni di pertinenza di Riva Fire e, in via residuale, gli immobili di Ilva che non siano strettamente indispensabili al'esercizio dell'attività produttiva nello stabilimento di Taranto" ha convinto il consiglio di amministrazione dell'industria tarantina a dare le dimissioni, lasciando quindi di fatto la gestione dell'azienda nelle mani degli indagati Riva. Una situazione che mette a rischio la sopravvivenza stessa dell'azienda, tanto che i membri del Cda, contestualmente alle dimissioni, hanno anche annunciato ricorso:

Il provvedimento ha effetti oggettivamente negativi per l'Ilva, i cui beni sono strettamente indispensabili all'attività industriale e per questo tutelati dalla legge 231 del 2012, dichiarata legittima dalla Corte Costituzionale

Intanto però il Cda rimarrà in carica fino alla prossima riunione dei soci, fissata per il prossimo 5 giugno, ma l'appuntamento più imminente è quello fissato per domani, quando il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato incontrerà Enrico Bondi e il governatore della Puglia Nichi Vendola per fare un primo punto della situazione e scongiurare il rischio di un'interruzione della produzione dell'azienda, o peggio la chiusura, che metterebbe a rischio 24.000 posti di lavoro interni e 40.000 complessivi includendo anche l'indotto. Nei prossimi giorni, Zanonato convocherà anche i sindacati.

E proprio dai sindacati arriva un invito perentorio all'esecutivo, quello di prendere in mano la gestione dell'Ilva con un commissario governativo. Il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, è molto chiaro:

È giunta l'ora che il governo si assuma direttamente la responsabilità della gestione dello stabilimento Ilva di Taranto e di tutti gli altri siti del gruppo siderurgico. A questo punto il governo deve assumersi l'onere della continuità produttiva e del risanamento ambientale previsto dall'Aia.

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