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Crisi, Berlusconi e taglio delle tasse: quello di Fini è solo un bluff?

Pubblicato: 05 dic 2010 da Giulio Mattioli

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E’ la domanda che si fanno un po’ tutti da quando è cominciata la crisi: ma Fini ci è o ci fa? Ovvero: crede davvero ad un una nuova destra meno corrotta, più europea e meno populista? Oppure ha occupato quella nicchia elettorale in modo strumentale, solo per detronizzare l’odiato Cavaliere?

Più di un indizio farebbe propendere - ahinoi - per la seconda ipotesi, come avevo già notato su queste pagine discutendo della Legge Bossi-Fini. Le sue recenti dichiarazioni su un possibile taglio delle tasse non fanno che confermare questa impressione. Ieri infatti il Presidente della Camera ha ironizzato sul taglio delle tasse annunciato dal Premier, affermando:

“Se qualcuno pensa che da qui alla fine della legislatura si riesca a ridurre le tasse per le famiglie e per le imprese, quel qualcuno evidentemente crede a Babbo Natale. È impossibile fare un taglio del genere. Serietà vorrebbe che su questo si dicesse la verità, perché governare significa assumere delle priorità. Non si prende in giro la gente dicendo che facendo tutto e poi registrare che abbiamo uno dei carichi fiscali più alti in Europa»

Peccato che, solo qualche mese fa lo stesso Fini polemizzasse con Bossi dicendo:

“Perdere tempo a discutere di una cosa che non esiste (la Padania) ci mette fuori strada rispetto al problema vero: come permettere al motore economico dell’Italia di essere competitivo e vincente nell’economia globalizzata. E quindi meno tasse, meno burocrazia, meno lacci e lacciuoli. Queste sono le esigenze reali del Nord. Non sventolare una bandiera verde”

E ancora prima, nello scorso aprile, Bocchino dichiarava:

«(Fini) chiede di tornare alle proposte del `94: meno tasse e meno spesa pubblica. Propone una politica attenta al Sud che non significhi assistenzialismo, ma sviluppo e infrastrutture. Pone il problema delle riforme economico-sociali»

E’ vero che la politica di Berlusconi in questi ultimi 16 anni è stata questa: annunciare tagli delle tasse ad ogni pié sospinto, senza metterli mai in pratica. Tuttavia quella che propone Fini non è per il momento un’alternativa molto più seria: criticare il governo perchè non taglia le tasse, ma anche quando annuncia di volerlo fare.

Da chi in questi mesi ha promesso con insistenza “più politica e meno propaganda“, sarebbe lecito aspettarsi di più.

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6 commenti

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  • Profilo di pozzecco4

    pozzecco4

    05 dic 2010 - 15:49 - #1
    -3 punti
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    Cosche in Emilia ma la Sinistra finge di non vedere

    Queste parole amare sono di Enrico Bini il presidente della camera di commercio di Reggio Emilia, che per un decennio ha cercato di convincere tutti dalla società civile alla politica alla magistratura che l’Emilia non era immune dalle Mafie.

    Hanno cercato di farlo passare per un fissato per qualcuno che andava a caccia di copertine di notorietà.

    Per fino il suo stesso partito, i Ds, gli dicevano che era impossibile quello che lui diceva perché l’Emilia sapeva produrre da se gli anticorpi per allontanare le Mafie.

    A Coviolo pochi giorni fa hanno sparato ad un imprenditore edile calabrese, Vito Lombardo, un agguato che somiglia tanto a quelli mafiosi fatto da un altro imprenditore calabrese originario di Cutro, Cotrone.

    Nelle stesse ore prendeva fuoco un salone d’auto a Rubiera, altro fatto in odor di mafia.

    Il prefetto Antonella De Miro ha negato il certificato antimafia a 12 aziende : 3 della famiglia Vasapolo, vicino alla famiglia Arena sponsor Di Girolamo; c’è anche la ditta Todaro che ha ricevuto appalti da Enia, la grande municipalizzata formata da 45 comuni del reggiano più Parma e Piacenza, cresciuta ancora di più con l’ingresso di Genova e Torino.

    A Fabbrico la magistratura ha sequestrato negozi e appartamenti alla famiglia Amato clan di camorra, a Nonantola hanno trovato un quartier generale dei casalesi, a Brescello hanno minacciato di morte la segretaria della Lega Nord.

    La Direzione Antimafia ha spiegato che Reggio è un salvadanaio per l’ndrangheta, e le cosche sono operative a Bologna, Modena e Reggio Emilia e stanno cercando di allargare il loro raggio d’azione.

    Bini ha cominciato ad avere sentore delle Mafie una decina di anni fa, quando era in corso la costruzione del tratto ferroviaria dell’Alta Velocità in Emilia, lui era alla Transcopp, azienda della lega delle cooperative, trasportavano sabbia e ghiaia per la linea Bologna-Milano. Ma ad un certo punto cominciammo a perdere un appalto dietro l’altro.

    Perdevano gli appalti perché erano arrivate ditte che sparavano prezzi impossibile arrivando ad applicare il 50% di ribassi, poi lo stesso accadde con il settore delle bonifiche dei terreni inquinati di Modena, Sassuolo e Reggio Emilia.

    Bini comincio a sentir odor di Mafia, divenuto presidente degli artigiani e vicepresidente dell’associazione trasportatori sentiva e gli venivano raccontati molti di questi casi, lui li segnalava all’opinione pubblica, alla politica, alla magistratura ma nessuno dava peso alla faccenda.

    Tiravano in ballo la storia degli “anticorpi”, nessuno era disposto a dire che c’era la Mafia arrivarono addirittura a dire che forse queste ditte si organizzavano meglio delle nostre e per questo offrivano condizioni migliori.

    Dopo i trasporti, i settori inquinati sono diventati il commercio e le costruzioni.

    Quando c’era il boom edilizio solo le ditte in odor di Mafia erano sul territorio ad acquistare terreni per edificare, ora ci sono 7mila appartamenti invenduti, ma quelle ditte resistono alla crisi come niente fosse.

    Bini pensa che la politica non ha fatto da spalla alle Mafie ma sicuro ha sottovalutato il problema, i politici non si trovavano davanti gente con lupara e coppola ma davanti a manager, personaggi eleganti e cordiali.

    Gente sempre pronta a finanziare le pro loco, sponsorizzare le squadre di calcio, a dare contributi per le mostre.

    Bini qualche segnale di cambiamento lo vede e se lo augura.

    fonte cartacea : il fatto quotidiano

  • Profilo di pozzecco4

    pozzecco4

    05 dic 2010 - 15:53 - #2
    -1 punto
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    COERENZA e FINI non stanno bene insieme… è appoggiato dalla sinistra solo per il suo antiberlusconismo, altrimenti se ne fregherebbero pure loro di un tale voltagabbana… ma si sa per la loro crociata, tirerebbero su UN MEGA MINESTRONE di ALLEANZE pur di andare al governo…lo han fatto già 2 volte…

    Bocchino: “Berlusconi è un genio!” (aprile 2010)
    Il Fazioso | 3 dicembre 2010

    Bocchino: Berlusconi è un genio! (aprile 2010)

    Siamo ad aprile 2010, poco dopo la vittoria del centrodestra alle regionali, quelle per cui non si spese nemmeno un minuto Fini perchè il suo ruolo istituzionale non lo consentiva…

    Ed ecco come il suo fido Bocchino si esprimeva

    È un genio, ha dimostrato di essere il maggior interprete del sentimento comune degli italiani. Solo un forte impegno berlusconiano poteva determinare il risultato ottenuto

    Quindi lo zerbino finiano esultava quando invece già in quel periodo Fini organizzava il nuovo partito e sperava vivamente, smentito fortunatamente, nella sconfitta alle regionali.

    A proposito del Pdl interveniva in questo modo

    Sono contrario alla drammatizzazione del dibattito nel Pdl. Non c’è nessuna emergenza. E vengo da una scuola in cui squadra che vince non si cambia . Mi pare che le urne abbiamo premiato questa classe dirigente.

    Sempre nella stessa intervista lodava la Lega e si diceva iper favorevole alla riforma della giustizia.

    E poi qualcuno dice che i finiani esprimono una nuova politica intelligente e soprattutto coerente…

  • Profilo di pozzecco4

    pozzecco4

    05 dic 2010 - 15:58 - #3
    -1 punto
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    Poi c’è da ricordare che FINI e CASINI hanno votato l’attuale legge elettorale… la sinistra con DIPIETRO; RUTELLI, VENDOLA e company hanno avuto 2 ANNI di tempo per cambiarla…eppure non l’hanno fatto… ciarlano ciarlano, ma a fin dei conti gli va ben a tutti questa legge elettorale… Con questa legge elettorale hanno mandato fuori dal parlamento tutte le estreme sinsitre facendo un favore al PD, hanno aumentato come non mai le poltrone all’IDV… Casini si è ritrovato come unico terzo polo, al di fuori delle due coalizioni…. figurarsi se la vogliono cambiare veramente… se non l’han fatto quando potevano, figurarsi in un governo tecnico….

  • Profilo di pigi

    pigi

    05 dic 2010 - 18:05 - #4
    -1 punto
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    Cercare qualche principio in cui Fini e i suoi sono coerenti è come cercare un ago in un pagliaio, dopo tante prese di posizione poi cambiate nel contrario, a partire dall’ultima fiducia, trasformata in sfiducia poco dopo.
    Avevo dato una chiave di lettura inconfessata: il federalismo fiscale, che farebbe perdere importanza alla pletorica burocrazia della capitale, bacino elettorale e clientelare. Qualcosa da impedire.
    Questa interpretazione è avvallata dalla convergenza dei tre, Fini, Casini e Rutelli. Cosa hanno in comune? Si direbbe niente, c’è destra, sinistra, centro, clericali e laici, tranne una cosa: provengono da quell parti.

  • Profilo di rico

    rico

    05 dic 2010 - 18:10 - #5
    1 punto
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    Sono tutti uguali!

    L’importanza di chiamarsi Mastella
    Accusato di concussione, associazione a delinquere, truffa e peculato l’ex ministro del centrosinistra, ora eurodeputato del centrodestra, viene salvato dalla Casta. Il Senato unito, meno l’Idv, ha detto no.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/23/ricordate-il-processo-a-clemente-mastella-e/78318/

    E poi vi domandate perchè la gente vota M5S!!!

  • Profilo di josif

    josif

    06 dic 2010 - 14:48 - #6
    -1 punto
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    Pozzecco @4

    Vogliano fare il governo tecnico per permettere ai loro padroni di oltre atlantico di mangiarsi chi veramente sta facendo la politica estera italiana. l’ENI!

    Tutto il resto sono chiacchiere per i beoti di “sinistra”