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Il Pd forte in piazza ma debole nella proposta politica

Pubblicato: 11 dic 2010 da Massimo Falcioni

Commenti dei lettori

Oggi il Pd torna in piazza a Roma con il suo popolo (“Saremo – garantisce Pierluigi Bersani -non uno di meno dei due milioni che Berlusconi portò contro Prodi nel dicembre 2006”) per due obiettivi di fondo.

Il primo è un discorso interno al partito, alla sinistra e anche all’area variegata delle opposizioni: il Pd c’è e risponde colpo su colpo a Berlusconi, resta la forza più organizzata, indispensabile per l’alternativa a Berlusconi e alla destra.

Il secondo è un discorso esterno: il Pd prova in piazza ad anticipare la spallata al governo in vista del d-day di martedi prossimo. Tutto bene?

No, perché la forza della piazza non può celare la debolezza della proposta politica del Partito democratico. Bersani non può andare oltre la proposta di un governo di “transizione”.

Un periodo nel quale una maggioranza “larga”, dall’Idv a Fli, farebbe (il condizionale è d’obbligo) riforme come la legge elettorale e misure per l’economia e l’occupazione per poi tornare al voto.

Bersani non pensa che un’alleanza con i finiani possa diventare un cartello elettorale ma, per ora, non ci sono piani B: il Pd lavora solo per sfiduciare il governo e poi tentare un governo di responsabilità nazionale. Se, invece, si andrà a votare, il Pd – dice Bersani - “non ha paura”.

A tre giorni dalla conta di martedì il quadro resta complicato sul piano dei numeri ma forse meno su quello politico: anche se Berlusconi la sfanga con due tre voti di maggioranza, sarà “governicchio”. Idem, se accadrà l’opposto e si farà un esecutivo tecnico senza Pdl e Lega: sempre “governicchio” sarà.

Fortuna che Napolitano c’è! Ma, basterà? Le urne sono sempre più vicine.

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • Cittadino comune

    11 dic 2010 - 12:54 - #1
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    Fatemi solo un piacere,comunque finiscano le “elezioni” quelli che perdono devono sparire dalla camera e non dire……non abbiamo perso ….che non lo dice mai nessun partito,e ricompaiono dalla…finestra e invece di preoccuparsi di un buon governo/opposizione pensano solo a farsi le scarpe

  • Profilo di berbeerre

    berbeerre

    11 dic 2010 - 13:39 - #2
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    Nessuno si è accorto di questa manifestazione. Il PD è nulla.

  • Profilo di ilcapo

    ilcapo

    11 dic 2010 - 14:59 - #3
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    il pd, cos’ e’?

  • Profilo di boh1

    boh1

    11 dic 2010 - 16:04 - #4
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    con berlusconi abbiamo vinto la champions

  • Profilo di oracipensoio

    oracipensoio

    11 dic 2010 - 17:03 - #5
    1 punto
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    Scesi in piazza cantando “Bella Ciao”???’ ma dico, a prescindere dallo schieramento politico di appartanenza, come si può scendere inneggiando a movimenti del passato?
    Dov’è quella ventata di aria fresca ceh molti, moltissimi, vogliono, berlusconiani compresi???
    il PD sarebbe l’alternativa? non li voterò mai anche per questo motivo. concretezza è una parola che nei loro vocabolari non compare?

  • Profilo di Superpyno

    Superpyno

    11 dic 2010 - 21:46 - #6
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    Chi si ricorda il popolo viola? Erano un milione si sono ritrovati in seicento….. Secondo loro non secondo la questura…. Ridicoli.

  • williamson

    12 dic 2010 - 08:40 - #7
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    intanto Bersani ha ammesso che quelli che manifestarono contro il governo Prodi erano davvero 2 milioni

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    12 dic 2010 - 20:13 - #8
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    IL PDL FA’ ANCORA DI PIù: DEBOLE IN PIAZZA E POLITICAMENTE…

    Pdl, la piazza non risponde più, ma Berlusconi punta tutto sulla Casta
    Poca gente ai comizi, disertati anche dal premier. Dopo la compravendita B. è però certo di ottenere la fiducia. E sogna un ripasto con Casini. Fini: “Vuole restare a palazzo Chigi per non farsi processare”

    Nella domenica della grande chiamata, a meno di 24 ore dalla folla raccolta dal Pd in piazza San Giovanni, la risposta non arriva. A galvanizzare le poche centinaia di persone accorse a Milano c’è Ignazio La Russa, che parla di “clima gioioso” ma poi tradisce il nervosismo insultando un contestatore. A Roma il partito sceglie il centro congressi dell’Eur, affidandosi a Maurizio Gasparri. Davanti a un pubblico tutt’altro che caldo, il capogruppo al Senato respinge le accuse di compravendita. Berlusconi doveva intervenire telefonicamente, ma il collegamento salta. Impegni urgenti, dicono da palazzo Chigi. A 36 ore dalla fiducia, c’è da pensare agli indecisi.