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Tutti liberi i fermati della manifestazione di Roma. Ritorno agli anni 70, impunità compresa

Pubblicato: 17 dic 2010 da Luca Landoni

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Su ventitré, ventidue liberati e uno agli arresti domiciliari. Questa la scioccante decisione del Tribunale di Roma in merito ai ragazzi fermati dopo i violenti scontri del 14 davanti al Parlamento. Una decisione che segna la sconfitta dello stato di diritto, ma non solo. Rappresenta una chiara umiliazione per tutta la gente che lavora e che martedì ha dovuto assistere impotente al gioco alla guerriglia di una banda di teppisti che certa stampa si ostina ancora a definire come “studenti”.

Ma quali studenti e studenti. Chi studia può anche andare in piazza a manifestare, com’è perfettamente lecito, ma certo non tira bombe carta, non piccona sampietrini dall’arredo urbano per scagliarli contro la polizia, non incendia furgoni blindati, non spacca vetrine, non distrugge le automobili parcheggiate di povera gente che non c’entrava nulla.

E d’altronde se i volti dei leader della protesta sono quelli che abbiamo visto ieri sera di Annozero, dove hanno ottenuto una clamorosa e interminabile tribuna nonostante l’inutile opposizione di La Russa, tutto si spiega da sè.

Idee costruttive: nessuna. L’obiettivo è contestare punto. E che poi non si trattasse di questi gran studenti lo si capiva dal linguaggio, che sembrava tratto dalle riuscitissime imitazioni di Carlo Verdone del giovane di sinistra che ha ingoiato il tomo del perfetto rivoluzionario. Sì, prima di tornare a casa a cena da mammà. Dai loro cuginetti degli anni 70 potevano almeno prendere un po’ di capacità espressiva, ma ormai siamo nel terzo millennio, e pure l’italiano in quanto lingua se n’è andato a ramengo.

Inutilmente Casini - che pure ha votato contro una riforma che questi fantomatici studenti non hanno mai letto, pur contestandola - ha cercato da loro una parola contro la violenza di piazza. Niente. Pur non dicendolo mai apertamente e dimostrando così la loro vigliaccheria - altro punto di distanza dal movimento dei 70 e anche dalla Pantera anni 80 - questi pseudo-rivoluzionari figli della società dei consumi la approvano.

Il concetto pro-violenza in sintesi (pur non espresso chiaramente) è il seguente: la colpa è della politica che ci ha spinto a tanto perché non ci ha voluto ascoltare. Ma ascoltare chi? Quattro ragazzotti che nemmeno sanno di cosa stiamo parlando? Che non conoscono il concetto di meritocrazia (qui sì come i loro cugini dei seventies)? Che si oppongono a chi per la prima volta pur nell’ambito di una legge perfettibile tenta almeno di limitare gli sprechi della scuola italiana e la tara del baronato accademico?

L’opposizione alla Riforma c’è già ed è ben rappresentata in Parlamento. Se non ha avuto la meglio è perché è minoritaria, il che in democrazia significa che gli italiani la vogliono per maggioranza. La violenza non cambierà le cose, nè aiuterà a farsi ascoltare, anzi. Cedere al concetto di violenza sarebbe gravissimo e a maggior ragione chi la pratica va isolato anziché ascoltato.

E poi non lamentiamoci se qualche poliziotto isolato ha tirato una manganellata. Mi sembra il minimo che in una situazione di pericolo come quella subita dal finanziere della famoso foto con la pistola sia volata almeno qualche manganellata. È già un miracolo che non sia uscito fuori un altro Giuliani.

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20 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di fabiop

    fabiop

    17 dic 2010 - 10:53 - #1
    -1 punto
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    Il garantismo solo quando si tratta del berlusca o dei suoi complici eh? :-)
    Landoni, mi mostri un filmato dove si vede uno dei ragazzi fermati, mentre sta commettendo un illecito? No perchè siete tutti così sicuri che fossero teppisti…
    Come al solito, finisce sempre nello stesso modo: manifestazioni, scontri, violenze, poi non viene arrestato praticamente nessuno. A voler essere maliziosi mi viene da pensare alle parole di quell’escremento umano di COSSIGA, che appoggiava l’uso di poliziotti infiltrati facinorosi, in modo da delegittimare l’intera protesta perchè diventa odiata da tutta la popolazione. E, già che ci siamo, le manganellate possono volare più facilmente.
    Ovvio che poi… chi vuoi arrestare, gli stessi poliziotti infiltrati? Certo che no… ed ecco che finisce come sempre… praticamente nessuno paga, nessuno finisce in carcere. L’unica cosa che si può fare è fermare nel mucchio, a muzzo, qualche ragazzo da portare in caserma e da sbandierare ai giornali come “in stato di fermo”… salvo poi doverlo scarcerare per evidenti mancanze di prove.
    Anzi, già che ci siamo diventa un efficiente strumento di attacco alla magistratura, rea di premiare i teppisti. Ma guarda un po’ questi giudici cattivi che godono nel vedere le città distrutte.
    Un’ultima cosa. Qui dentro qualcuno conosce il codice penale? Sapete che lo stato di fermo e le altre misure cautelari sono regolamentate? Sapete che se non c’è pericolo di reiterazione e tutta una serie di altre cose, per la LEGGE, una persona ha il DIRITTO di non stare in carcere fino alla condanna (eventuale)? Avete mai letto le “istruzioni” per uccidere la propria moglie senza farsi un giorno di carcere (libro “toghe rotte”)?
    Questo è quello che la nostra legge prevede. Non vi piace? Bene, non piace neanche a me. La soluzione? Cambiare le leggi. Ma i berluscones preferiscono attaccare i magistrati oppure mettere mano al codice penale per… diminuire termini di prescrizioni, bloccare processi, depenalizzare ecc.

    Parole di Cossiga:
    «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito. Gli universitari, invece, lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
    Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano»

  • Profilo di emanuele777

    emanuele777

    17 dic 2010 - 10:58 - #2
    -2 punti
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    quoto il suggerimento di cossiga

  • libraweb

    17 dic 2010 - 11:14 - #3
    0 punti
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    Buongiorno,

    non so chi è l’autore di questi articolo, ma in qualità di studentessa (e nel mio caso anche di giovane lavoratrice) mi sento offesa. Dissocio da chi spacciandosi per studente abbia generato la violenza che si è mostrata nei telegiornali e vissuta nel centro di Roma, ma vi garantisco che una protesta come quella attuale, ad una riforma che non fa che incrementare l’analfabetismo tanto caro a La Russa, non si vedeva da anni, e anzi, io stessa in qualità di studentessa universitaria mi sono commossa per la partecipazione sentita da tutti in questo evento. Ma come già si sa, quella maggioranza che ha permesso alla riforma di “passare”, è composta da gente senza scrupoli che ormai non pensa più al paese - nemmeno lontanamente! - ma solo a restare al potere, seguendo ciecamente un leader che lascia idetro di sé terra bruciata.
    Credo che una rivolta come questa sia da ricordare nella storia, e ancora di più perché pure i ragazzi delle scuole superiori, che oggi si decrive come viziati, immaturi, incapaci di una partecipazione nella vita sociale e politica del paese, hanno invece dimostrato di essere non solo ben preparati - avendo letto la legge molto bene e avendola anche commentata all’interno delle scuole occupate, coi compagni - ma anche ben agguerriti, organizzati e consapevoli delle conseguenze di questa riforma.

    Questa è una delle poche volte che mi sento davvero orgogliosa di essere italiana, e di essere anch’io, nel mio piccolo, sostenitrice dell’istruzione e della cultura, assieme ad altri giovani italiani che condividono con me questa necessità.

    Chiara S.

  • Andycop

    17 dic 2010 - 11:14 - #4
    2 punti
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    da poliziotto dico una cosa:
    1- la violenza non è mai tollerabile ed ammissibile da chichessia. Gli studenti ad Annozero hanno fatto una figuraccia a non prendere le distanze dalla violenza di alcuni (o molti) di loro. Bocciati su tutta la linea. Sentirli parlare nel politichese delle Università, senza un briciolo di umanità, di autocritica verso la violenza è una cosa davvero inquietante. Le idee sono sacrosante, la violenza no.
    2- che la difesa dei poliziotti la faccia l’on. Ignazio La Russa è un’aberrazione nell’aberrazione, visto che La Russa (e altri ministri, a partire da Brunetta) sono due anni e mezzo che insultano la Polizia: La Russa è stato protagonista di frasi del tipo “la Polizia è come la 500 e i Carabinieri come le Ferrari” solo perchè noi possiamo protestare e manifestare il nostro dissenso (nei nostri giorni liberi) mentre ai carabinieri non è consentito. Giusto l’altro giorno, a tutte le sigle sindacali della Polizia (che rappresentano il 70% dei poliziotti) davanti a Montecitorio, assieme per protestare contro il collasso della Polizia (non c’è proprio più nulla, dalle auto alle divise, passando per la benzina…) La Russa ci ha definiti”comunisti”: chi etichetta, disprezza.
    Brunetta a varie riprese ci ha dato dagli sfaticati, fannulloni, panzoni… proprio lui, esempio di virtute. E non dimentichiamoci che l’idea di sicurezza di questa governo si chiamano in vari stadi “ronde” o “esercito nelle città”. Le ronde promosse e reclamizzate addirittura da chi Polizia e Carabinieri dovrebbe osannarli, il ministro dell’interno, il leghista Roberto Maroni, sono stati dei flop clamorosi… La sicurezza è un giocattolo pericoloso per trasformarlo in un gingillo su cui fare le proprie battaglie politiche: non è di destra, nè di sinistra: è di tutti, a prescindere dal colore del partito. Anche sbandierare i latitanti catturati come propri: uno scempio del lavoro dei servitori dello Stato. La Lega, che si è riunita al Pirellone sabato scorso rivendicando 7000 mafiosi arrestati da quando è al governo, ha fatto atto di profonda ingiustizia e disinformazione, perchè proprio da quando è al governo che alle promesse non sono mai subentrati i fatti. Le varie norme approvate sono state non a favore dell’arresto dei latitanti, ma al limite ad intaccare i loro patrimoni (salvo poi rimangiarsi tutto nella penultima modifica normativa…).
    Per fortuna che in un paese così corrotto (mi dispiace, ma chi vota per non arrestare un mafioso condannato, un possibile mafioso e un possibile camorrista che siedono in Parlamento per doveri di partito… non può più presentarsi con la faccia pulita) ci sono ancora istituzioni sane, come le forze dell’ordine e la magistratura.
    Luca, ma quanto verrà a costare il Federalismo alla Lega, se per ottenerlo ha dovuto salvare arrestandi, catturandi, mafiosi, camorristi, ndranghetani, corrotti, corruttori, votando insieme a loro?
    L’intero paese non avrebbe guadagnato di più, se avesse investito sulla legalità? Se avesse vietato che gli interessi dei privati arrivassero in Parlamento (ma c’è un solo parlamentare che da lassù non stia cercando di non fare i propri interessi?), se non avesse approvato decine di leggi a favore dei furbi (lo scudo fiscale rimane la legge più ignobile di un paese civile, e l’ha votata pure la Lega), se invece di togliere alla magistratura (risorse, personale, non assumendo più nessuno, facendo in modo che collassasse… chissà perchè?) investisse su di essa?
    Figurati i politici denunciano apertamente che i processi durano anni e anni, ma di fatto solo coloro che hanno reso la magistratura inservibile.
    Vabbè… per concludere: gli studenti che hanno messo a ferro e fuoco Roma sono teppisti che meritano il massimo della pena. Ma di certo la morale non la possono fare questi politici che ci governano in questo modo.

  • Profilo di pigi

    pigi

    17 dic 2010 - 11:18 - #5
    -1 punto
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    E bravo Cossiga, erano altri tempi.
    Se oggi i poliziotti toccano un capello dei teppistelli, i magistrati li inquisiscono, li processano e li condannano. Perdono il lavoro. devono pagare i danni; insomma, sono rovinati.
    Immaginate se dovessero mandarli all’ospedale: li farebbero marcire in galera.
    Alla fine tutto ritorna a bomba: con una magistratura ormai antagonista del modo di produrre di una società avanzata, non si va molto avanti.
    E badate bene, questi se ne infischiano del consenso popolare. A Genova la grande maggioranza era con i poliziotti contro i teppisti. Risultato: poliziotti condannati e rovinati, teppisti che possono continuare impunemente.

  • Profilo di panoramix

    panoramix

    17 dic 2010 - 11:18 - #6
    1 punto
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    E’ stato un episodio indecente, ma ancor peggio vedere che tale comportamento sia stato giustificato dai più. Preciso che a me non piace la gente che ci rappresenta, sia di sinistra che di destra, ma per un senso di rispetto verso chi lavora non potrei tollerare che qualcuno bruci automobili, demolisca negozi e banche ecc ecc Questa si chiama delinquenza e andrebbe punita. Ma a quanto pare…

  • Profilo di asterio

    asterio

    17 dic 2010 - 11:18 - #7
    1 punto
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    Andycop, che dire, quoto, sottoscrivo e ti firmo tutto quello che hai detto qui sopra (non una riga in più ne una in meno, ma quanto hai scritto qua sopra dovrebbe trovare posto nella bibbia del vivere civile)

  • Profilo di pass

    pass

    17 dic 2010 - 11:49 - #8
    0 punti
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    Ah Landò, ma guarda che la scarcerazione significa che non saranno sottoposti a misura cautelare, mica che sono liberi. Subiranno comunque un processo, per direttissima.
    Per quanto riguarda l’accusa di disfattismo e nessuna proposta, gli studenti un’altra riforma l’hanno congegnata eccome, c’è su wikisaperi e su altrariforma.it, basta leggerla (quando tornerà online), nel frattempo ti cito un mio pezzo dove l’avevo sintetizzata.
    Diritto allo studio:
    1. Una legge quadro nazionale sul diritto allo studio, che stabilisca i livelli essenziali delle prestazioni erogati dalle Regioni e in particolare l’entità minima garantita delle borse di studio.
    2. Copertura totale delle borse di studio, mediante uno specifico fondo statale erogato alle Regioni di almeno 321 milioni di euro, comprendenti il reintegro dei tagli contenuti nella legge di stabilità 2011. In questo modo si metterebbe fine all’assurdità degli “idonei non benificiari”, studenti alle quali è riconosciuto il diritto alla borsa di studio ma che, di fatto, non la ricevono.
    3. Dopo aver raggiunto la copertura totale delle borse di studio, è necessario un ampliamento degli idonei, estendendo i criteri di reddito sulla base dei quali viene assegnata la borsa di studio.
    4. Istituire convenzioni sui trasporti per gli studenti per rendere gratuiti da subito i trasporti urbani nelle aree municipali universitarie, senza distinzione tra residenti e non residenti, e per ridurre al 50% il costo dei trasporti extraurbani in tutte le regioni per i pendolari, per poi arrivare gradualmente alla gratuità totale della tratta casa-università entro 4 anni.
    5. Abolizione del prestito d’onore e di ogni forma di sostegno al diritto allo studio che preveda l’indebitamento degli studenti. In particolare in questo contesto di carenza di finanziamenti sul diritto allo studio riteniamo che l’incentivazione del merito vada perseguita con opportunità di formazione di qualità e non con “mance” e erogazioni monetarie.
    6. Incremento delle risorse per le borse part-time di collaborazione presso le università italiane (150 ore). Le borse vanno assegnate secondo i criteri con cui vengono erogate le borse di studio, e va definito un livello minimo nazionale della retribuzione oraria, pari alla media delle retribuzioni attuali. In nessun caso le 150 ore vanno utilizzate per svolgere le mansioni del personale tecnico-amministrativo.
    7. Istituzione di una “borsa preventiva” di carattere nazionale, erogata agli studenti iscritti all’ultimo anno della scuola superiore per favorire la loro libera scelta, indipendentemente dalla regione nella quale lo studente scegliesse di studiare.
    8. Istituzione di organi di controllo da parte degli studenti per la qualità delle mense e dei servizi agli studenti.
    9. Nessuna esternalizzazione ai privati dei servizi per il diritto allo studio.
    10. Carta di cittadinanza studentesca per l’accesso gratuito ai contenuti culturali.
    11. Piano pluriennale di finanziamento straordinario per l’edilizia universitaria, che finanzi la realizzazione, tramite il recupero di determinate aree urbane, di nuove case dello studente e di alloggi pubblici a canone concordato. Servono inoltre iniziative, come lo sportello casa gestito da Università e Comune, in grado di favorire la lotta al sommerso. Possibilità di requisire gli allloggi sfitti.
    12. Borse Erasmus: aumento dell’integrazione ministeriale della quota erogata e concessione di una parte della borsa al momento della partenza. Va inoltre prevista una differenziazione a seconda del costo della vita del paese di destinazione.
    Partecipazione democratica di tutte le componenti universitarie

    1. Autogoverno dell’università: nessun esterno può comporre gli organi di governo dell’ateneo. Siano essi enti locali o privati non possono far parte di alcun organo deliberativo, in particolare del Consiglio di Amministrazione.
    2. Chiara definizione del ruolo degli organi: il consigli di amministrazione deve gestire il bilancio sulla base degli indirizzi politici del Senato Accademico, a cui devono essere forniti tutti gli elementi per decidere liberamente.
    3. Trasparenza e pubblicazioni in tempi rapidi degli atti.
    4. Introduzione di una rappresentanza di tutte le componenti universitarie negli organi collegiali, senza andare a discapito della componente studentesca.
    5. Elezione diretta di tutti gli organi collegiali per la parte della rappresentanza studentesca.
    6. Il mandato dei rappresentanti degli studenti deve essere al massimo di durata biennale per consentire agli studenti di esprimersi e di valutare puntualmente il loro operato.
    7. Presenza obbligatoria degli studenti all’interno dei nuclei di valutazione (modifica alla legge 370/99). Non possiamo accettare che la valutazione della didattica e dei servizi dei nostri atenei venga effettuata senza la componente studentesca.
    8. Riconoscimento di specifiche competenze ai rappresentanti degli studenti, simili a quelle delle RSU dei lavoratori e comprendenti il controllo sulla qualità dei servizi e la possibilità di esprimere un parere vincolante sui temi che riguardano più direttamente gli studenti.
    9. Radicale riforma dei Consigli degli Studenti, oggi pressoché inutili e fonte di burocratizzazione e corruzione. Non devono poter gestire i fondi per le attività studentesche e devono servire principalmente da occasione di confronto tra i rappresentanti nei consigli di facoltà e quelli negli organi centrali.
    10. Istituzione di assemblee di facoltà periodiche ufficiali con sospensione delle lezioni, per favorire un rapporto diretto tra gli studenti e i loro rappresentanti.
    11. Introduzione di istituti di democrazia diretta come il referendum studentesco: una forma di consultazione che possa essere promossa dalla stessa Università nelle sue varie articolazioni (centrali e periferiche), dai rappresentanti degli studenti e dagli studenti stessi mediante la raccolta di un determinato numero di firme. Le consultazioni saranno possibili su temi inerenti la didattica, l’organizzazione dell’ateneo, delle facoltà e dei singoli corsi, sul diritto allo studio e su ogni tema che coinvolge la vita universitaria. Obbligo da parte degli organi collegiali di discutere le proposte sottoscritte da un certo numero di studenti e di rispondere tempestivamente in forma scritta.
    12. Adozione dello Statuto dei diritti delle studentesse e degli studenti e del Codice deontologico che normi le incompatibilità nell’assunzione di familiari e i limiti di mandato su tutte le cariche.
    13. Allargamento dell’elettorato attivo per il rettore a tutti gli studenti (con voto ponderato).
    14. Accorpamento di dipartimenti e facoltà su criteri scientifici e didattici.
    15. Radicale riforma dalla rappresentanza studentesca nazionale, oggi del tutto inefficace, secondo i seguenti criteri:
    - Abolizione del CNSU e creazione della conferenza nazionale studenti–MIUR. In tale conferenza saranno presenti 1, 2 o 3 rappresentanti degli studenti per ogni ateneo, a seconda del numero di iscritti, eletti direttamente dagli studenti nelle normali elezioni d’ateneo con un apposito incarico oppure selezionati tra i più votati nei Senati Accademici. L’attuale budget per i gettoni di presenza del CNSU sarebbe assolutamente sufficiente a coprire i costi della conferenza.
    - Possibilità da parte della conferenza studenti-MIUR di convocare referendum studenteschi nazionali.
    - Audizione obbligatoria di membri della conferenza nelle commissioni parlamentari e ministeriali quando si parla di università.
    - Istituzione di un organo previsto dalla 390/91: la Consulta nazionale del DSU, con competenze in merito alla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni e una consistente rappresentanza studentesca.

    Adeguato finanziamento

    1.Abrogazione dei tagli previsti dalla L.133/08.
    2.Piano straordinario di investimenti che porti in tre anni l’investimento in formazione, università e ricerca al 5,7% del PIL (costo: 18 miliardi di euro, in media, all’anno) e in particolare il finanziamento di università e ricerca da 8 672 a 12 907 dollari per studente (media Ocse).* Ripartizione equa dell’FFO sulla base dei costi effettivi. Integrazione automatica dell’FFO in base all’inflazione e agli scatti stipendiali.
    3.Controllo dei bilanci degli atenei per evitare il dissesto finanziario. No alla ripartizione di quote di FFO su base di criteri premiali e punitivi, il cui unico risultato è aggravare le situazioni di deficit. Monitoraggio efficace da parte del governo e interventi mirati anche in deroga all’autonomia per impedire operazioni potenzialmente pericolose per la stabilità economica di un ateneo.
    4.No alla penalizzazione economica degli atenei per criteri quali il numero di studenti che si inseriscono nel mercato del lavoro e per il numero di fuoricorso.
    Contribuzione studentesca equa

    1.Rispetto della soglia del 20% come quota di bilancio coperta dalla contribuzione studentesca in rapporto al FFO reale. Restituzione agli studenti dei fondi prelevati in eccesso dagli atenei che negli ultimi anni hanno sforato questo limite tramite servizi agli studenti. Imposizione di sanzioni agli atenei che hanno sforato nell’ultimo anno la soglia del 20%.
    2.Riforma del sistema di tassazione studentesca tramite la rimodulazione delle fasce sulla base di criteri di maggiore equità e progressività, con l’obiettivo minimo di rendere omogeneo il prelievo sugli studenti e le loro famiglie, creando sistemi di tassazione a fasce ampie o con l’utilizzo di coefficenti specifici che incidano in misura minore sulle fasce di reddito più basse e in misura maggiore su quelle più alte.
    3.Un aumento delle lotta all’evasione ed elusione fiscale, aumentando i controlli sulle dichiarazioni ISEE e arrivando a esaminare la totalità delle dichiarazioni. Firmare ove non esistano convenzioni tra l’univeristà e la guardia di finanza, perché chi evade le tasse ruba la borsa di studio a un altro studente.
    4.Eliminare le sanzioni nei confronti degli studenti fuori corso, che non devono subire degli aumenti della contribuzione studentesca in seguito alla loro mancata laurea nei termini previsti dalla durata legale del loro corso di studio. Il merito si incentiva con maggiori opportunità, non lucrando sulla pelle di chi resta un po’ indietro.
    5.Riduzione dei contributi studenteschi per le famiglie con più di un figlio contemporaneamente iscritto all’università, calcolata sulla base del numero dei figli e delle condizioni economiche della famiglia. 6.Uno specifico sistema di contribuzione per gli studenti a tempo parziale, che sia basato sulla riduzione di una quota percentuale fissa (tra il 25 e il 50%) del contributo che lo studente pagherebbe a parità di condizione economica se fosse iscritto a tempo pieno.
    7. Specifiche misure anti-crisi e di sostegno alle famiglie in difficoltà che vedono modificarsi della propria condizione economica in misura rilevante rispetto all’anno precedente su cui si basa la dichiarazione ISEE. Richiediamo l’istituzione in ogni ateneo di un fondo specifico integrativo che possa contribuire alla copertura delle tasse universitarie di quelle famiglie che vedono ridursi le proprie entrate da un anno all’altro in misura sostanziale.

    Dottorato

    1.La valorizzazione del dottorato ai fini della partecipazione ai concorsi pubblici e dell’inserimento nelle imprese private.

    2.La copertura totale con borsa di studio di tutti i dottorati di ricerca.

    3.La regolamentazione del ruolo dei dottorandi nella didattica, che dev’essere limitato a quanto necessario per la loro formazione, senza diventare uno sfruttamento da parte dei docenti.

    Precariato

    1.Un unico contratto pre-ruolo, che goda di diritti precisi e garanzie per il futuro.
    2.Una vera tenure track, con un accantonamento delle risorse che permetta la programmazione a lungo termine e il passaggio in ruolo dei precari che abbiano raggiunto determinati obiettivi di ricerca.

    Docenza
    1.L’introduzione di un ruolo unico della docenza, che riconosca a tutti pari diritti, e doveri didattici e gestionali commisurati al livello di carriera raggiunto.
    2.La distinzione tra reclutamento e carriera. Il primo avviene tramite concorso, la seconda dipende dalla valutazione di ricerca e didattica.
    3.Modalità di accesso al ruolo basate sula trasparenza e sulla valutazione, che rendano maggiormente accessibile la carriera universitaria anche a chi sta fuori dal mainstream e allo stesso tempo promuovano la compatibilità con i gruppi di ricerca attivi.
    4.Un investimento sistematico sugli ingressi in ruolo (con lo scopo di portare il rapporto studenti-docenti almeno alla media europea) e sulle progressioni di carriera (onde motivare gli studiosi più meritevoli), frutto di una pianificazione a lungo termine tale da garantire sicurezze ai giovani studiosi più motivati e una promozione della qualità del patrimonio intellettuale del paese.
    5.L’impegno didattico dei docenti dev’essere preso in considerazione ai fini della loro progressione di carriera, e la valutazione deve tener conto dei pareri degli studenti.
    6.Il riconoscimento contrattuale e didattico del ruolo dei Lettori CEL

    Ricerca
    1.Strumenti di valutazione in grado di integrare e pesare metodologie diverse, in grado di tener conto della complessità e dell’eterogeneità del lavoro di ricerca.
    2.Prelazione delle case editrici di ateneo, dove presenti, nella pubblicazione dei lavori di ricerca dei docenti.

    Detto questo, le barbarie di martedì non sono per me concepibili.

  • Profilo di bimbobravo73

    bimbobravo73

    17 dic 2010 - 12:32 - #9
    1 punto
    Up Down

    Per par condicio anche La Russa resta libero……

    Buahhhahahahahahahahahahahaahah

  • Profilo di pass

    pass

    17 dic 2010 - 12:38 - #10
    1 punto
    Up Down

    Ma guardate che i teppisti sono liberi… per ora.
    Subiranno normale processo.

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    17 dic 2010 - 17:01 - #11
    1 punto
    Up Down

    Caro LL fai “PENA”:
    Questi ragazzi specie quelli violenti dovrebbero sentirsi in colpa se a aentenziare contro di loro sono il ministro della difesa ex picchiatore fascista che scendeva in piazza insieme aa altri armati di pistole e bombe a mano e che hanno provocato vari morti tra cui anche poliziotti o magari il ministro degli interni che è stato condannato in via definitiva per resistenza e lesioni contro un poliziotto e che fa parte di un partito che si è votato una legge per scansare l’accusa di costituzione di banda armata?
    Io sono contro tutte le violenze, ma per farlo non cito come fai te, gente peggio di chi voglio criticare…

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    17 dic 2010 - 17:04 - #12
    0 punti
    Up Down

    Male che vada i fermati liberati faranno parte del governo che avremo fra 30anni…proprio come ora.

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    17 dic 2010 - 17:10 - #13
    0 punti
    Up Down

    PS Caro LL

    La Pantera era un movimento studentesco nato nel ‘90, e lo dico da testimone diretto…

  • Profilo di fabiop

    fabiop

    17 dic 2010 - 17:38 - #14
    0 punti
    Up Down

    che strano, ricordavo ci fosse qualche commento in più
    ne ricordavo anche qualcuno scritto da 16db

  • Profilo di gustavo-lapassera-al-catasto

    gustavo-lapassera-al-catasto

    17 dic 2010 - 17:42 - #15
    2 punti
    Up Down

    Liberi un par di palle, tra poche ore avranno il processo per direttissima…
    Ennesimo articolo parziale e superficiale del buon Lando che per tirare acqua al suo mulino fa intendere anche cose non vere…

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    17 dic 2010 - 18:02 - #16
    4 punti
    Up Down

    16-
    COSENTINO CHE GIRA LIBERO DOPO UNA RICHIESTA D’ARRESTO PER COSE BEN PIù GRAVI INVECE “E’ COSA BUONA E GIUSTA”…

  • Profilo di luca-landoni

    luca-landoni

    17 dic 2010 - 19:48 - #17
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    la pantera nasce nell’89 muore nel 90

  • Profilo di half-red

    half-red

    17 dic 2010 - 21:17 - #18
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  • Profilo di caligola

    caligola

    18 dic 2010 - 14:16 - #19
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    ahah divertente che landoni cancelli i commenti che lo criticano invece di rispondervi… tipica mentalità aperta del buon giornalista ;) Perché invece non rispondere alle critiche mosse, come il fatto che questo articolo non prenda in considerazione i fatti giudiziari ma sia basato solo sulla conoscenza del risultato di tali fatti: la scarcerazione, e risulti una commistione di idee proprie quantomeno criticabili…?

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    18 dic 2010 - 19:15 - #20
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    17-
    Non proprio essendo nata nell’anno accademico 90/91 e rimane in vita fino a circa il 92/93, e sicuramente non è definibile come un movimento degli anni ‘80 ma decisamente come tipico dei ‘90