Ha la voce più roca del solito Umberto Bossi, ma “scalcia” forte e chiaro, come al solito. Berlusconi vuole puntellare il governo con altri transfughi finiani ma il Senatur scuote la testa e osserva il fumo del suo sigaro che svanisce: teme che la maggioranza faccia la stessa fine.
Insomma, il leader della Lega, a differenza del premier, non canta vittoria dopo il voto di fiducia preso per i capelli grazie al calciomercato.
Anzi, torna all’antico refrain dell’esigenza del voto anticipato: “Per il Governo l’igiene è andare al voto. Più si aspetta tempo meno la gente capisce”, dice senza giri di parole il leader della Lega, incontrando lo stato maggiore del Carroccio a Vicenza.
“Non vedo nuove alleanze che si stanno costruendo. C’è il rischio di instabilità più che di una stabilità”. Poi l’affondo contro l’Udc, il veto su Casini: “Se fossi Berlusconi - dice - starei attento a portare nel governo l’Udc”, perché “non si può far entrare i nemici, quelli che lo vogliono morto. Non fa un grosso passo in avanti, fa invece un passo indietro”.
Bossi ricorda al premier che quando i centristi erano nel governo “c’era follia, mamma mia… Non riuscivamo a fare niente”.Attorniato da Calderoli, Maroni, Reguzzoni e Zaia, riflette a voce alta. “Se tutte le volte che c’è da votare in Parlamento dobbiamo andare a chiedere per favore, non lo capisco. Chiedere agli altri per favore di votare… No, da due mesi dico che l’unica igiene è andare al voto. Abbiamo fatto passare il tempo, dando l’opportunità agli altri di organizzarsi”.
Gli altri” sono Casini e Fini con il loro Terzo polo. Berlusconi gongola con l’anagramma del proprio nome: “Unico boss virile”. Ma Bossi sembra non gradire e lancia (minacciosi) segnali di fumo. Chi vuole intendere intenda.
pigi
19 dic 2010 - 11:57 - #1Bossi ed i leghisti non hanno tutti i torti.
Nello scorso governo Berlusconi Il CCD-CDU voleva “visibilità”, con Follini. La visibilità si può ottenere in due modi opposti: facendo proposte che raccolgano consensi tra la gente e tra forze politiche, oppure opponendosi alle riforme altrui.
Il CCD-CDU seguì la seconda strada, risultando alla fine una forza conservatrice. Almeno Fini - quello di allora - mise la firma sulla “Bossi-Fini”, ma del CCD-CDU di allora non si ricorda niente.
Le elezioni sono vicine.
valter29
19 dic 2010 - 12:30 - #2Ho paura anch’io che le elezioni siano vicine. Bossi ha ragione. Il tempo logora e al momento non si capisce quale schieramento verrà più logorato. Un conto è recuperare qualche voto e un altro tirar dentro Casini e i suoi che di casini nella precedente occasione ne combinarono assai e che non anscondono la loro avversione per il federalismo. Del resto anche Fini ha combinato la sua parte a cominciare dalla Bossi-Fini. Infatti dopo aver messa la firma si è lanciato in una serie di proposte che vanno in senso opposto e abbiamo visto in questi due ultimi anni i calci che ha tirato ai suoiormai ex alleati.
nchomsky
19 dic 2010 - 12:55 - #3SUPER BERLU BROSS
C’era un tempo in cui B. e i suoi cari dovevano
prima comprarsi i politici per farsi fare le
leggi e poi i giudici perché le interpretassero
nel senso giusto. Da sedici anni a questa
parte risparmiano un sacco di soldi, perché le leggi se
le fanno in casa e, quanto ai giudici, non c’è più
bisogno di comprarli: basta disarmarli e terrorizzarli.
Casomai non bastino, alla bisogna, le facce dei ministri
della Giustizia (tipo Castelli o Al Fano), ci pensano le
P3 e le P4 e, se non bastano neanche quelle, arrivano
gli ispettori, assistiti dalla contraerea di tv e giornali.
Prima o poi questi giudici capiranno come devono
comportarsi per campare sereni: arrestare e
condannare i poveracci, meglio se studenti o
immigrati; rilasciare e assolvere i ricchi e i potenti. Se
proprio non capiscono, c’è sempre il segreto di Stato
(vedi Sismi, Abu Omar, Telecom). Oppure il Csm (vedi
Forleo, De Magistris, Nuzzi, Verasani e Apicella). Le
intercettazioni vanno abolite, almeno quelle fatte dai
giudici. Tanto chi può se le fa da solo. Per esempio
Paolo Berlusconi, il fratello che in azienda ha la delega
di finire nei guai al posto di Silvio. È imputato per
avergli donato il nastro con la telefonata
Fassino-Consorte, mentre Silvio si è salvato dalla
ricettazione perché il file che gli portarono ad Arcore
era solo una copia dell’originale e dalla rivelazione di
segreto perché s’addormentò mentre l’i n t e rc e t t a t o re
Roberto Raffaelli tentava di farglielo ascoltare dal suo
pc, purtroppo impallato (la “nu ova ” Procura di Milano
s’è bevuta tutto). Così il Berluschino, come lo
chiamava Montanelli, stufo di prendere sberle per
conto di quell’altro e di essere quasi sempre assolto
nonostante le piene confessioni che rende ogni volta,
ha deciso di fare finalmente qualcosa in proprio.
Secondo il suo ex socio Fabrizio Favata, Paolo B. chiese
a Raffaelli di intercettare le telefonate della sua ex
fidanzata, Natalia Estrada, che l’aveva appena mollato:
“Andai da Paolo – racconta Favata – e mi dice ‘Natalia
mi ha lasciato’. E io gli dico ‘mi spiace, ma sentire la
Natalia che parla col suo nuovo compagno non mi
sembra ti possa fare bene, comunque, se vuoi, chiedi a
Raffaelli’…”. È consolante comunque sapere che c’è
almeno un Berlusconi favorevole alle intercettazioni:
Paolo. In forma strettamente privata, s’intende. Il suo
Giornale, noto tutore della privacy, ha preferito glissare
sull’imbarazzante notizia. E, per solidarietà, anche tutti
gli altri (tranne il Secolo XIX e il Fatto). Già ci pare di
sapere come finirà il processo per il nastro Unipol:
come quello per le tangenti alla Guardia di finanza, in
cui Paolo confessò di aver fatto tutto lui, poi i giudici
scoprirono che aveva fatto tutto Silvio e assolsero
Paolo, ma poi la Cassazione, spiritosa, scoprì che
mancavano le prove anche per Silvio, così salvò
l’intera famiglia, ma spu77anò Paolo che, ignaro della
propria innocenza, aveva confessato reati mai
commessi (dovette poi patteggiare la pena in un altro
processo, per non sfigurare in casa). Sempre a
proposito di giustizia privata, l’altro giorno la Corte dei
Conti ha condannato Saccà e Marano, i dirigenti Rai
che nel 2002 eseguirono l’editto bulgaro contro
Santoro, a pagare 110 mila euro a testa per il danno
arrecato all’azienda (che, non sembra, ma è pubblica).
Ma non sborseranno nemmeno un euro: la Rai li ha
coperti con l’assicurazione aziendale e pagherà pure
gli avvocati. In fondo, i due avevano solo eseguito un
ordine: l’editto di B., l’utilizzatore finale che non paga
mai il conto. Danneggi la Rai? Paga la Rai (tre volte:
danno, risarcimento e spese legali). Il tutto avviene
sotto lo sguardo di un giudice della Corte dei Conti (un
non vedente, si presume) che partecipa stabilmente ai
Cda Rai. E che finora non ha trovato nulla da ridire su
quella strana assicurazione che accolla all’azienda i
danni che le causano i suoi dirigenti. Poi,
naturalmente, tutti a indignarsi perché qualche
studente inca22ato non rispetta la legge.
Samuel70
19 dic 2010 - 15:26 - #4Abbiamo un presidente del consiglio che dal 1994 ad oggi sta subendo una fase di ric0gli0nimento totale.
Sempre con i soliti chiodi fissi. E’ malato.
berbeerre
19 dic 2010 - 17:45 - #5Dal 1994 anche i sinistri hanno il loro chiodo: eliminare Berlusconi.
sirio60
19 dic 2010 - 21:45 - #6Nel leggere il commento di ( # 3 ) mi sono cadute le oreccie come al soliti.
Sempre la solita musica, non voglio dire che B. è un santo, ma facessero una volta delle proposte CONCRETE.
Ma quando non ci sarà più B. come faranno a campàààààààààààààààà.
sirio60
19 dic 2010 - 22:32 - #7Sempre sul commento di ( # 3 )
In mezzo a tante cazzate, mi è sfuggita l’ultima tua frase “Poi,
naturalmente, tutti a indignarsi perché qualche
studente incazzato non rispetta la legge”.
Se a te quello che è accaduto a Roma è il risultato di una semplice incazzatura di qualche studente, EVITO DI FARE COMMENTI.
Un piccolo suggerimento non perdere il tuo tempo, dedicati ad altro.
winner
19 dic 2010 - 23:43 - #8la sinistra e’ finita.
berbeerre
19 dic 2010 - 23:55 - #9Vai Silvione!!
FANGU'
20 dic 2010 - 01:13 - #10Io non vedo l’ora che crepi………..e sarà sempre troppo tardi….