
La buriana per il Governo Berlusconi non è affatto passata, come si evince dalle ultime parole dell’alleato leghista; è semplicemente rimandata. Ma a quando? Stando alle dichiarazioni di Calderoli tutto si deciderà entro gennaio.
Spunta infatti una data chiave: il 17, giorno del parere della commissione riguardo al federalismo municipale, cuore della riforma federalista complessiva.
“Lì si vedrà se c’è un Parlamento che vuole davvero realizzare le riforme e proseguire su quella strada o viceversa un Parlamento che guarda ancora agli interessi di bottega e quindi tanto vale andare al voto il prima possibile”.
Così il Ministro della Semplificazione, che chiosa aggiungendo la data più probabile per il voto anticipato: il 27 marzo, dato che “È chiaro che non basta una semplice maggioranza numerica risicata: per fare le riforme necessitano numeri forti”.
Il federalismo municipale è il complesso di norme altrimenti detto autonomia fiscale dei comuni, atto a restituire un’entrata ai municipi soprattutto sul fronte immobiliare. Eccone la sintesi fatta dal Sole24ore.
winner
03 gen 2011 - 10:02 - #1solita cantilena della sinistra, tanto se si vota si rivince, state pure a nanna.
pigi
03 gen 2011 - 12:13 - #2C’è qualche cosa che non va.
Giusto che le case paghino una tassa per i servizi comunali, non si capisce perché debba esserci tutta questa differenza tra prima casa e le altre. Il servizi comuni, strade, illuminazione pubblica, giardini, pulizia… sono gli stessi sia per le prime che per le seconde case.
In questo modo si arricchiscono a dismisura i comuni che hanno nel territorio villaggi turistici. Teniamo conto che la suddivisione delle aree comunali risale a periodi dove non c’erano questi problemi, avvenendo spesso a casaccio, cosicché comuni vicini si troveranno ad avere enormi differenze di entrate.
Questo è anche un incentivo a dare facilmente permessi per costruire seconde case, e magari negare quelli per le prime, che non pagano tasse ma costano di più al comune perché abitate tutto l’anno.
Federalismo sballato.
a1
03 gen 2011 - 12:57 - #3Tegola della Corte dei Conti su Masi:”Restituisca alla Rai 700mila euro”
La richiesta della Procura generale dopo l’esposto del consigliere Rizzo Nervo: ingiustificate le maxi buonuscite all’ex conduttrice Tg1 Buttiglione (935mila euro) e all’ex direttore di Radiorai Del Bosco (700mila euro)
Tegola della Corte dei Conti su Masi “Restituisca alla Rai 700mila euro” Mauro Masi
ROMA - Comincia male il 2011per il direttore generale della Rai Mauro Masi. La Corte dei Conti gli contesta di aver procurato un danno erariale alla Rai, l’azienda che dirige e che ha i conti in rosso. La Corte quantifica il danno in 680mila euro, che il dg Rai dovrebbe pagare di tasca propria per gli “esborsi ingiustificati” a carico dell’azienda legati alla cessazione del rapporto di lavoro dell’ex conduttrice del Tg1 Angela Buttiglione e Marcello Del Bosco (direttore di Radiorai fino all’agosto 2009). Cifre record per dei pre-pensionati: 935 mila euro per la Buttiglione (sarebbe andata comunque in pensione nel 2010) e 700mila euro per Del Bosco. Il vice procuratore generale Massimo Di Stefano a dicembre ha depositato gli atti dell’istruttoria e chiesto la condanna del dg Rai.
L’udienza è fissata per il 7 aprile. Masi dovrà difendersi dall’accusa di aver pagato con soldi pubblici un discutibile “patto di non concorrenza e obbligo di riservatezza della durata di due anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro”. Alla Buttiglione oltre all’incentivo (515mila euro) sono stati dati 420mila euro per astenersi da attività concorrenti alla Rai dopo il licenziamento; per Marcello Del Bosco allo scivolo (435 mila euro) si sono aggiunti 260 mila euro, sempre per un patto di non concorrenza.
La Corte dei Conti si è messa in moto dopo gli esposti del consigliere Antonino Rizzo Nervo (area Pd), evidenziando gli “strani casi” della Buttiglione (direttore della testata giornalistica
regionale Rai fino all’ottobre 2009) e di Del Bosco. La Corte nel censurare l’esborso “ingiustificato” praticato da Masi ricorda che “la decisione del Cda Rai di rimuovere i due giornalisti, senza decidere una ricollocazione adeguata al tipo di incarichi rivestiti in precedenza, implica di per sé l’insussistenza del timore che essi intraprendessero attività concorrenti in grado di danneggiare l’azienda”. Immotivato quindi l’esborso di ulteriori 680mila euro da parte del servizio pubblico per un “patto di non concorrenza”. Sul tema degli sprechi Rai, la magistratura contabile ha passato ai raggi X anche i casi di dirigenti Rai “cessati” da precedenti incarichi e “rimasti privi di collocazione” o “ricollocati con ritardo, continuando peraltro a percepire lo stipendio”. Si parla delle vicende del direttore di RaiTre Paolo Ruffini e dell’ex dg Rai Claudio Cappon. Ruffini era rimasto senza incarico dal 25 novembre 2009, intraprendendo un contenzioso giudiziario con l’azienda, e la Corte segnala un “ulteriore danno erariale pari alla retribuzione corrisposta al dirigente durante il periodo in cui era rimasto senza incarico”. Il magistrato Massimo Di Stefano ricorda che un “ulteriore danno erariale deriva dalla mancata ricollocazione del dottor Claudio Cappon”, ex direttore generale Rai. Masi, pur di allontanare dirigenti sgraditi, ha insomma prodotto cause di lavoro costose e votate al fallimento. Paolo Ruffini è stato reintegrato alla guida di RaiTre il 20 luglio 2010 da un giudice del lavoro. Claudio Cappon è stato nominato ad di NewCo Rai International.
(03 gennaio 2011)
http://www.repubblica.it/politica/2011/01/03/news/masi_corte_conti-10800323/
osvaldox
03 gen 2011 - 15:58 - #4la Lega è l’unica che fa gli interessi del Nord e non dei meridionali e non venitemi a dire ”la Lega fa gli interessi suoi e non quelli del Nord” perchè sono comunque soldi tolti ai meridionali ed è già qualcosa
fabiop
03 gen 2011 - 19:28 - #5Ma V. non scrive più su polisblog?
ventoacqua
03 gen 2011 - 19:53 - #6#4 Ed io che ero rimasto al “La Repubblica è una e indivisibile” della Costituzione…..
sirio60
03 gen 2011 - 20:29 - #7@ a1
Il merito, la professionalità, l’impegno, la serietà, sono tutti requisiti che è giusto retribuire, ma quando faccio i confronti ( Sig. Rossi metalmeccanico 1200 euro al mese, il Sig. Bianchi artigiano 1300 euro almese e cosi via) con polititi, industriali, persone di spettacolo, calciatori, …………, mi cadono i cogl..ni.
La Corte dei Conti farà il suo percorso, Masi si difenderà, come andrà a finire NON ME NE PUO FREGARE UN C…… , è il sistema che va cambiato.
GIUSTA LA MERITOCRAZIA, MA PER TUTTO ESISTE UN LIMITE DI DECENZA.
winner
03 gen 2011 - 20:48 - #8no, il libero mercato paga quanto gli conviene, fate voi i calciatori, gli industriali ecc. se siete cosi’ bravi…
Mauriziosat,9
04 gen 2011 - 01:17 - #9questi sinistri …..stanno sempre a lagnarsi di essere dei perdenti ….
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cari sinistri , se siete dei perdenti sfigati è solo colpa vostra ….e delle vostre scelte .
sirio60
04 gen 2011 - 02:13 - #10@ winner
Sì, il libero mercato paga quanto gli conviene, altrimenti non si chiamerebbe libero mercato.
Ma chi è che decide il QUANTO????
In un mio post recente dicevo:
” Se un lavoratore non rende viene licenziati ( come è giusto che sia ), I Signori Manager che svendono, smembrano, rovinano, fanno chiudere le nostre aziende, hanno sempre delle ricompense da capogiro. E’ ora che anche loro paghino i guai commessi “.
Lo stesso discorso potrebbe essere fatto anche per gli industriali, politici, uomini di spettacolo…………..
Sia ben inteso sono nettamente a favore della MERITOCRAZIA, ma anche per punire gli alti livelli, quando non assolvono il loro compito, o ancor peggio mandano in fallimento l’azienda.
winner
04 gen 2011 - 08:05 - #11Sono affari degli azionisti o dei titolari, evidentemente non sempre i manager sono i reali responsabili, credete che in caso di dolo non risponderebbero?
il babbuino
04 gen 2011 - 10:02 - #12Secondo me ci vorrebbe in parlamento una ruota tipo “ok il prezzo è giusto” con tutti i parlamentari che gridano “CEN-TO,CEN-TO,CEN-TO”.Chi realizza il punteggio più alto ha la maggioranza.
Penso che tutto questo potrebbe ridare una bella boccata d’ossigeno alla Democrazia.