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Fiat e legittimo impedimento: la due giorni di fuoco di Berlusconi

Pubblicato: 13 gen 2011 da Luca Landoni

Commenti dei lettori


Se venisse bocciata l’intesa raggiunta tra la Fiat e i sindacati, «le imprese e gli imprenditori avrebbero buone motivazioni per spostarsi in altri Paesi». Queste le esatte parole del Premier Silvio Berlusconi ieri a Berlino; parole che, inutile dirlo, hanno scatentato una ridda di polemiche.

Polemiche faziose e anche un po’ penose, che come al solito virano più verso l’odio politico e personale verso il leader del centrodestra invece che pensare al bene del paese. In parole povere, esattamente l’opposto di ciò che sostiene Pier Luigi Bersani, quando parla di parole vergognose e dice «Berlusconi non se ne accorge perché è un miliardario ma noi paghiamo a lui uno stipendio che gli sembrerà misero per occuparsi dell’Italia e fare gli interessi del Paese e non per fare andare via le aziende».

Ma le aziende vanno via proprio se viene votato il no al referendum; dove vive il presunto leader del centrosinistra? Su Marte? Per tacere delle dichiarazioni della pseudo-guerrigliera capo-Cgil Susanna Camusso, «Non conosco nessun presidente del Consiglio che si augura che se ne vada il più grande gruppo industriale dal Paese. Se questa è la sua idea del Paese, è meglio che il premier se ne vada».

Ma chi se lo augura? Nessuno, credo, e tantomeno Berlusconi. Anche qui si vede bene come la Camusso abbia aperto bocca giusto per tenersi buona la Fiom, dato che alla Cgil non resta molto altro da quando Epifani l’ha schierata compatta sul fronte del massimalismo. Un sindacato d’altri tempi, costretto a rilasciare dichiarazioni d’altri tempi.

Questo per chiudere il discorso Fiat. Ma c’è un altro snodo che condiziona lo scenario politico, ed è la decisione della Consulta sul legittimo impedimento, prevista per oggi. Sebbene il Berlusca sfoggi indifferenza, sa bene che l’opinione vincolante della Corte Costituzionale determinerà inevitabilmente il corso degli eventi prossimi futuri.

Come andrà a finire? Escluso un pronunciamento a favore della norma, il meglio che possa accadere dal punto di vista del Cavaliere è un sì condizionato, con relativa elencaizone dei casi ammessi e non. Ma onestamente, appare più probabile un no secco e ciao. Lo vedremo nel pomeriggio.

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13 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di ice

    ice

    13 gen 2011 - 11:14 - #1
    1 punto
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    cito Berlusconi:
    Se venisse bocciata l’intesa raggiunta tra la Fiat e i sindacati, «le imprese e gli imprenditori avrebbero buone motivazioni per spostarsi in altri Paesi»
    .
    visto che Berlusconi si vende tanto come imprenditore…..significa che se ne andrebbe pure lui?
    dubito visto gli insuccessi del suo gruppo editoriale all’estero

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    13 gen 2011 - 12:14 - #2
    0 punti
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    adesso basta!!!

    DEVONO SCEGLIERE: ANDARE A VOTARE O CONTINUARE.

    l’italia non può stare nell’incertezza soprattutto in questo periodo storico dominato dalla speculazione

  • Profilo di winner

    winner

    13 gen 2011 - 13:43 - #3
    0 punti
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    berlusconi ha ragione, nessuno obbliga fiat a rimanere in italia, votare no per due cavilli e’ da mentecatti…

  • Profilo di sirio60

    sirio60

    13 gen 2011 - 13:52 - #4
    0 punti
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    Mi ritengo un Italiano doc.
    Ieri speravo che Alitalia restasse agli Italiani.
    Oggi spero che Fiat resti in Italia.
    Domani mi auguro che lo scenario politico cambi a favore dei lavoratori.
    Credo che Marchionne stia facendo ( con la situazione attuale ) un cambiamento inevitabile.

  • Profilo di borgotorto

    borgotorto

    13 gen 2011 - 16:05 - #5
    0 punti
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    Certo che quando e’ in discussione lavoratori dipendenti studenti precari,la posizione del presidente del Consiglio non abbisogna di manifestarsi la conosciamo in anticipo

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    13 gen 2011 - 16:39 - #6
    0 punti
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    L’anziano clown:

    Che chiamiamo convenzionalmente premier è volato
    a Berlino, non alla ricerca di un giudice, ma
    per spiegare alla cancelliera Merkel, che non
    ci dormiva la notte, di essere “totalmente
    indif ferente” alla sentenza della Consulta sul
    legittimo impedimento perché i suoi processi sono
    “ridicoli, su fatti per i quali ho avuto modo di
    garantire che sono inesistenti, giurando sui miei figli
    e nipoti” e quando lui garantisce e giura sui figli e i
    nipoti è inutile insistere: gli si crede sulla parola.
    Insomma “la sentenza della Corte, qualunque sia,
    non comporta alcun pericolo per la stabilità di
    gover no”. Una volta tanto, senza volerlo, B. ha detto
    la verità. Non perché i suoi processi siano basati sul
    nulla (Mills, per dirne una, è stato già dichiarato
    colpevole dalla Cassazione di essere stato corrotto
    da B.). Ma perché almeno quelli attualmente
    pendenti sono destinati alla prescrizione: se, com’è
    probabile, la Consulta li scongelasse bocciando
    anche solo parzialmente lo scudo, ripartirebbero
    tutti e tre daccapo. E riposerebbero in pace. Nel
    caso Mediaset (frode fiscale) tutti e tre i giudici sono
    stati trasferiti altrove. Nel caso Mills-B. (corruzione
    giudiziaria), la presidente del Tribunale è passata
    alla Corte d’appello e c’è poco più di un anno per
    celebrare primo, secondo e terzo grado. Nel caso
    Mediatrade (appropriazione indebita e frode
    fiscale), ancora in udienza preliminare, il gup è
    passato al tribunale dibattimentale, dunque andrà
    a n ch ’esso sostituito e la prescrizione scatta nel
    2015. In più B., anche col legittimo impedimento
    semplice (quello previsto dal Codice di procedura),
    avrà mille scuse e cavilli per dimostrare o inventare
    impegni di governo e mandare in fumo quasi tutte
    le udienze. In ogni caso non rischia la galera, e
    nemmeno la condanna. Tutto l’allarme creato
    intorno alla stabilità del governo, alle sorti della
    nazione e ai destini dell’Umanità nel caso in cui i
    processi riprendessero è una truffa piuttosto
    dozzinale e lo capirebbero tutti, se in Italia esistesse
    l’informazione. L’esigenza di “consentire al
    presidente del Consiglio e ai ministri il sereno
    svolgimento delle funzioni” sbandierata dalla legge
    sul legittimo impedimento, attorno a cui i giudici
    costituzionali stanno spaccando il capello in
    quattro alla ricerca di tragicomici “c o m p ro m e s s i ” e
    “mediazioni”, è la bufala del secolo. Da 17 anni B.
    convive serenamente con le sue indagini e i suoi
    processi, come se non esistessero, e l’opposizione
    pure (a parte Di Pietro e pochi altri). E allora perché
    tutta questa drammatizzazione? Per vari motivi,
    l’uno più inconfessabile dell’altro. 1) Per
    terrorizzare i giudici della Consulta, caricandoli di
    responsabilità politico-istituzionali inesistenti e
    paventando cataclismi di pura fantasia. 2) Per una
    questione di principio: la concezione mafiosa del
    potere che B. spande a piene mani dal 1994 – ch i
    ha il potere si giudica da solo – deve entrare a viva
    forza nella Costituzione al posto di quel maledetto
    articolo 3 che si ostina a proclamare tutti i cittadini
    uguali di fronte alla legge. 3) Ciò che spaventa B.
    non sono i processi attuali, ma quelli futuri che
    potrebbero scaturire dalle indagini sulle trattative
    Stato-mafia e sui mandanti occulti delle stragi del
    1993 (nessuno lo ricorda, ma il presidente del
    Consiglio è indagato per strage a Firenze con
    Dell’Utri) e da altre inchieste che noi ancora non
    conosciamo ma lui – conoscendosi – già prevede,
    per reati così gravi da non prevedere prescrizione
    né arresti domiciliari. 4) Il referendum Di Pietro pro
    o contro il legittimo impedimento, siccome la legge
    riguarda una sola persona, diventerebbe un
    referendum pro o contro B. E, agganciato alle
    amministrative di primavera, rischierebbe di
    raggiungere il quorum. I cittadini sono tutti uguali
    di fronte alla legge o uno più uguale degli altri? Per
    la prima volta nella sua carriera, il Cainano dovrà
    presentarsi agli elettori e dire finalmente la verità:
    “Votatemi, se no mi arrestano”. (di Marco Travaglio
    su “Il Fatto”)

  • Profilo di sergione1941

    sergione1941

    13 gen 2011 - 17:44 - #7
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    Leggendo il commento precedente, contenente l’editoriale di Travaglio, mi sono convinto che la Corte Costituzionale abrogherà la legge in questione.
    A quel punto Berlusconi avrà STRAVINTO! Eviterà un pericolosissimo referendum e i processi, come spiegato da Travaglio si avvieranno mogi, mogi alla prescrizione.
    Ecco perchè ieri il Cav. ha dichiarato che del giudizio della Corte non gliene frega niente. E una volta ancora non sapremo se il nostro premier è INNOCENTE O COLPEVOLE. Complimenti Italiani!

  • Profilo di sergione1941

    sergione1941

    13 gen 2011 - 17:50 - #8
    0 punti
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    X SIRIO60
    Sono, in linea di massima, d’accordo. Peccato per i toni ricattatori di Marchionne, fanno sorgere dei dubbi sulla libertà di espressione nel referendum odierno.

  • Profilo di sergione1941

    sergione1941

    13 gen 2011 - 17:59 - #9
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    In questo momento sto ascoltando che la Consulta ha parzialmente bocciato la legge in oggetto. Vediamo che succede.

  • Profilo di toga_rossa

    toga_rossa

    13 gen 2011 - 18:09 - #10
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    In questo momento non cambia nulla……….resta pero’ da verificare che succedera’ al referendum che se verra’ calendarizzato dall’attuale maggioranza si terra’ di sicuro il 15 agosto o il 25 dicembre….:) viva la democrazia del putt@ni3r3 :)

  • Profilo di toga_rossa

    toga_rossa

    13 gen 2011 - 18:15 - #11
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    Landoni scrive: Per tacere delle dichiarazioni della pseudo-guerrigliera capo-Cgil Susanna Camusso, «Non conosco nessun presidente del Consiglio che si augura che se ne vada il più grande gruppo industriale dal Paese. Se questa è la sua idea del Paese, è meglio che il premier se ne vada».

    Landoni secondo te chi paga lo stipendio al capo del governo Italiano?….RILEGGITI LA COSTITUZIONE E MODERA I TERMINI IGNORANTE

  • Profilo di sergione1941

    sergione1941

    13 gen 2011 - 18:48 - #12
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    XTOGAROSSA
    Mi pare di aver capito che il referendum,in questocaso, deve tornare in Cassazione. Ma posso sbagliare.
    Sull’eventuale calendarizzazione, mancando quest’anno di ponti significativi, a me andrebbe bene anche Pasqua e Pasquetta!!!!!!

  • Profilo di toga_rossa

    toga_rossa

    13 gen 2011 - 19:03 - #13
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    il referendum si fara’ solo con seggi presenti sul rosa sul bianco ma facendo l’estiva a novembre :)