Africa del Nord, Tunisia: Ban Ki-moon chiede il ritorno alla stabilità “il prima possibile”. Mentre la rivoluzione dei giovani tunisini sembrava arrivata a un punto di svolta e le agenzie di stampa di tutto il mondo battevano la notizia dell’ ingresso nel Governo di unità nazionale di membri dell’opposizione al regime dell’ex dittatore Ben Ali, ieri il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha lasciato trapelare tutta la sua preoccupazione per la stabilità del Paese.
Nel corso di una sua visita ad Abu Dhabi, Ban Ki-moon ha dichiarato ai giornalisti che il nuovo Governo dovrà proteggere i diritti umani e garantire libertà di parola e associazione.
Tuttavia, Ban Ki Moon ha sottolineato la sua preoccupazione per gli scontri che ancora infiammano le strade di Tunisi e che avrebbero visto coinvolti anche sostenitori di Ben Ali.
Il Segretario generale delle Nazioni Unite ha affermato che in questo momento il popolo tunisino deve rafforzare la cultura di moderazione politica e attaccamento alla pace che negli anni ha caratterizzato il Paese. Ban Ki-moon si è inoltre rivolto al nuovo Governo di unità nazionale chiedendo un pronto ripristino dello stato di diritto e il rispetto delle aspirazioni della gente.
Ban Ki Moon ha aggiunto che la Tunisia deve recuperare la propria stabilità il prima possibile, in modo da seguire la strada dello sviluppo e della prosperità.
Le rivolte delle scorse settimane (di cui trovate un riassunto ben fatto sul sito web di Al Jazeera) hanno registrato un bilancio pesantissimo in termini di morti e feriti. Ieri, il nuovo ministro dell’interno Ahmad Friaa ha dichiarato alla tv di Stato che gli scontri delle ultime settimane hanno causato 78 morti e 94 feriti. Tra questi ultimi, molti sono membri delle forze dell’ordine.
Le rivolte hanno anche rappresentato un ingente costo economico per il Paese maghrebino: il danno stimato dal neo Ministro degli interni è di 3 miliardi di dinari (circa un miliardo e mezzo di Euro). Friaa ha riassunto con un slogan semplice, ma di indubbia chiarezza la ricetta del nuovo Governo per uscire dall’attuale crisi: “Sì alla democrazia, sì alla libertà, no al caos”.
Come abbiamo scritto, il Governo di unità nazionale formato ieri dal neo Primo Ministro Mohammed Ghannouchi comprende anche i leader dell’opposizione al regime di Ben Ali e, nelle intenzioni del nuovo Premier, dovrà camminare “verso la democrazia.” Saranno le prossime settimane a dirci se i buoni propositi del nuovo Governo saranno mantenuti. Per il momento non resta che registrare come le proteste dei manifestanti non siano cessate nemmeno oggi. Il nuovo Governo viene infatti additato come una fotocopia del regime precedente e le agenzie di stampa parlano di nuovi scontri per le strade di Tunisi.