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D'Alema: togliere i servizi segreti dalla scorta di Berlusconi. Per quella Corte basta la polizia

Pubblicato: 20 gen 2011 da paganini

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Le indagini e le intercettazioni che hanno fatto scoppiare il Caso Ruby - Berlusconi iniziano ad avere degli effetti collaterali, oltre allo sputtanamento (scusate il termine) del Bel Paese. Uno di questi riguarda la scorta del presidente del Consiglio: il presidente del Comitato di controllo sui servizi segreti (Copasir), ossia Massimo D’Alema - non fate quelle facce, in qualche modo deve pur passare il tempo - è arrivato alla conclusione che gli angeli custodi di Silvio Berlusconi sono troppi e anche troppo preparati per quell’incarico.

Tutto parte dalla constatazione che intorno alla Corte di Arcore gira un’umanità molto variegata. A ciò va aggiunto che i 70 uomini dell’Aisi (Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna, cioè i servizi segreti) hanno il solo compito di controllare l’esterno delle residenze del premier, dato che all’interno Silvio vuole solo la sua vigilanza privata.

D’Alema, stavolta con qualche ragione, si è dunque chiesto: per quale ragione utilizzare 70 agenti segreti, che costano il doppio di poliziotti e carabinieri, per il solo compito di sorvegliare una recinzione? E lo ha chiesto pure al sottosegretario Gianni Letta, invitato in audizione al Copasir, in attesa che il Principale decida di presentarsi al Comitato.

Foto | Alemaxale
Via | Sole 24 ore

A proposito della scorta di Berlusconi, il quotidiano El País, all’indomani del ferimento del Premier a Milano spiegava: il dispositivo è formato da un pool di carabinieri e guardie del corpo private.

“Ci sono un centinaio di uomini al suo servizio. La maggior parte sono militari, ma il nucleo di fiducia è formato da una quindicina di guardaspalle privati provenienti dalle sue aziende”, spiega un giornalista che segue Berlusconi. “Alcuni hanno lavorato in Mediaset, altri nei supermercati Standa e, comunque, tutti appartengono alla Fininvest. Berlusconi obbliga i servizi segreti a ingaggiarli”.

La scorta funziona come un servizio segreto privato. In alcuni casi, gli uomini di fiducia sono al fianco di Berlusconi da più di 20 anni. “Lavorano con una logica aziendale. Fanno finta di niente quando devono, eseguono quel che decide il capo e non devono rendere conto a nessuno”, indica una fonte di polizia. Alcuni di loro hanno fatto strada. “Il capo della scorta è un uomo di Fininvest”, affermano fonti sindacali.

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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di popart

    popart

    20 gen 2011 - 12:28 - #1
    -1 punto
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    tra un bicchiere e l’ altro di champagne in barca d’ alema spara cose senza senso, si preoccupi dei golpe tentati dai suoi “compagni” di merende…

  • Profilo di toga_rossa

    toga_rossa

    20 gen 2011 - 12:32 - #2
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    …beh dopo che la scorta la ha un CONDANNATO PER MAFIA (Dell”utri)….che ci dobbiamo aspettare

    Ma Scajola non era quello che dava del rompic0g10ni a Marco Biagi sulla scorta? come mai la ha ancora lui?

  • Profilo di toga_rossa

    toga_rossa

    20 gen 2011 - 12:34 - #3
    0 punti
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  • Profilo di toga_rossa

    toga_rossa

    20 gen 2011 - 12:48 - #4
    0 punti
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    fa tristezza pero’ vedere sti berluscojones che si arrampicano sui muri, sbugiardano la chiesa, rinnegano il passato, si annulano la mente pur di difendere il loro padre padrone, il quale li tieni tutti molto ma molto bene per le p@ll3 :)….e vabbeh da dei ricattati che manco sanno opporsi che ci si deve attendere?

  • Profilo di toga_rossa

    toga_rossa

    20 gen 2011 - 12:53 - #5
    0 punti
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    un idiot2 ha scritto: tra un bicchiere e l’ altro di champagne in barca d’ alema spara cose senza senso…..

    vorrei far notare la solita’ capacita’ analitica (nel senso che solo quello sa usare…l’ano) del solito che oramai da anni impazza in questo blog. La discussione e’ improntata su feste festini e festicciuole ad Arcore, ove non si obbietta sul fattodi divertirsi, si obbietta sul fatto che in quelle circostanze pare parrebbe e’ forse anche evidente che qualcuno paga per otenere prestazioni sessuali…….e il nostro Berluscojones che fa? lamenta che d’alema beve champagne dalla barca…vabbeh a me di D’alema frega na mazza, non e’ mai stato e mai sara’ mio leader…ma la contraddizione di sti 4 sfig@t1 che gia’ devono invidiare il capo ora gli tocca pure invidiare gli altri ahahahahahahahaha

  • Profilo di popart

    popart

    20 gen 2011 - 13:26 - #6
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    fallirete ancora una volta combattendo berlusconi con questi mezzi, tanto sarete abituati alla frustrazione della sconfitta eterna…

  • Profilo di ice

    ice

    20 gen 2011 - 14:16 - #7
    0 punti
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    @ popart
    sei un fanatico
    Silvio è il tuo idolo e potresti vivere da barbone, semplicemente godendo delle vitotrie di Berlsuconi
    te ne rendi conto?
    Esattamente come un tifoso di calcio gioisce per le vittorie dell squadra del cuore
    Cosa te ne vien in tasca?

  • Profilo di docreed76

    docreed76

    20 gen 2011 - 14:30 - #8
    0 punti
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    a forza di partecipare ai festini vestito da crocerossina e sopratutto a forza di prendere il Bunga Bunga il cervello si è fritto vero popart?

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    20 gen 2011 - 19:26 - #9
    0 punti
    Up Down

    ’O Stellino ’nnammurato:
    Icortigiani del latrin lover sono alla canna del
    gas: infatti son ridotti a citare ogni due per tre
    gli articoli di Piero Ostellino, aggiungendo che
    trattasi di un commentatore del Corr iere,
    dunque comunista, quindi “non certo tenero”, ergo
    attendibile. In realtà Ostellino, dopo aver trascorso
    la prima metà della vita a incensare Craxi, ha deciso
    di passare la seconda a beatificare B. Ma sempre
    precisando che lui non sta con B., anzi, lui è un
    “l i b e ra l e ” (lo dice di continuo, per convincere
    soprattutto se stesso, anche perché è l’unico a
    crederci). Il guaio è che è innamorato perso e, per
    quanto lo mascheri, non riesce proprio a
    nasconderlo. L’idea di perdere, 18 anni dopo Craxi,
    il suo nuovo spirito guida lo angoscia a tal punto da
    indurlo a scrivere ogni giorno lo stesso articolo in
    sua difesa. Da qualche giorno sostiene che B., per
    carità, deve “difendersi davanti ai magistrati”. Ma
    che, nell’attesa (temiamo vana), i giornali non
    devono scrivere nulla: “La sede in cui verificare le
    accuse contestate non sono i media” e nemmeno
    “l’opinione pubblica” che, nonostante le quotidiane
    illuminazioni ostelliniane, sarebbe “frastornata dalle
    troppe notizie, spesso non sempre controllate”.
    Comprese – immaginiamo – quelle che ogni giorno
    pubblica il suo giornale. E le notizie, si sa, fanno
    male alla salute. Il bello di Ostellino è che,
    qualunque cosa dica, sfugge totalmente ai normali
    criteri della logica. Per cui riesce addirittura a
    sostenere, nello stesso articolo, tre tesi incompatibili
    fra loro. 1) “Di fronte a un’ipotesi di reato –
    soprattutto la prostituzione di una minorenne – è
    legittimo che la magistratura chiami B. a
    risponderne… come ogni altro cittadino”. 2)
    “Monitorare le persone che frequentano le
    abitazioni private” di B. è un “attacco”, una
    “violazione delle libertà individuali”, una
    “mostruosità giuridica e morale”, una “barbar ie”. 3)
    “Alla magistratura è lecito chiedere di restare
    all’interno delle proprie funzioni, che non sono né
    politiche né morali”. Ma benedett’uomo: se un pm
    indaga su un giro di prostituzione, è ovvio che
    intercetti le eventuali prostitute. Non per
    incriminare queste, che non commettono reati, ma
    gli organizzatori e, in caso di minorenni, gli
    utilizzatori finali. E, se lo fa, non svolge funzioni
    politiche o morali, ma penali, visto che la legge
    punisce lo sfruttamento, il favoreggiamento della
    prostituzione e l’utilizzo di quella minorile.
    Accecato da Cupido, ‘O Stellino ‘nnammurato vede
    una grave “violazione della dignità delle donne”: ma
    non da parte di B. e della sua corte di ruffiani,
    papponi e mezzane, bensì da parte dei pm che
    “trasformano in prostitute – dopo averle intercettate
    e perquisite – le ragazze che frequentavano casa
    Berlusconi… la cui colpa è quella di aver fatto,
    eventualmente, uso del proprio corpo”. In fondo
    che male c’è se, “consapevoli di essere sedute sulla
    propria fortuna, ne fanno – diciamo così – par tecipe
    chi può concretarla?”. Wow! Ma questo è dolce stil
    novo! Al pover’uomo sfugge che pagare qualcuno
    perché recluti, istruisca, consegni a domicilio
    ragazze disponibili ad atti sessuali retribuiti, è un
    reato. E queste ragazze sono tecnicamente – in tutto
    il mondo – prostitute, senza bisogno che le toghe
    rosse le “trasfor mino”. E il “par tecipe” è un
    delinquente. Scriviamo queste cose nel massimo
    rispetto del dramma di Ostellino, unico italiano
    rimasto (assieme a Bondi e Scilipoti) a credere a quel
    che racconta B. e a non accorgersi di vivere in un
    Truman Show d ov ’è tutto falso, finto, sceneggiato.
    L’altro giorno rivelava di non essere “mai stato
    invitato da B. in una delle sue abitazioni, tanto meno
    in compagnia di ragazze di bella presenza”. Dunque,
    per dire, non ha mai potuto ricevere nemmeno le
    cravatte con cui il Principale usa congedare
    frettolosamente Sallusti. È il momento di riparare: il
    Cavaliere inviti a Palazzo anche lui, lo renda
    “par tecipe” di qualcosa, anche di seconda mano,
    fosse pure una farfallina d’argento o un bilocale in
    comodato in via Olgettina. Lui rifiuterà: certi
    servizietti li fa gratis. Ma sarà comunque un bel
    gesto.(di Marco Travaglio)