
Ieri abbiamo visto come in Veneto l’immigrazione sia in crescita e come le industrie soprattutto di sponda asiatica mettano in difficoltà e soppiantino quelle locali, con buona pace degli strilloni leghisti.
C’è però un altra faccia dell’immigrazione in Italia, quella che va per la maggiore, e risente della crisi e della caduta libera del paese Italia e della sua economia.
Difatti, come segnalato ieri dall’Istat, in Italia aumentano povertà e disoccupazione, e questo coinvolge anche “i nuovi italiani”; che nonostante la situazione difficile restano in crescita.
Immagine|Flickr
La popolazione italiana infatti cresce grazie agli immigrati.
I dati Istat dicono che
i cittadini stranieri iscritti nelle anagrafi dei Comuni italiani all’inizio del 2010 sono oltre 4,2 milioni, il 7% del totale dei residenti. Rispetto al 2001 sono piu’ che triplicati, mentre sono aumentati dell’8,8% tra il 2009 e il 2010, un ritmo di crescita meno sostenuto rispetto agli anni passati.
Se affrontato in maniera irresponsabile, il tema dell’immigrazione rischia di diventare il capro espiatorio della crescente crisi che si vive in Italia.
L’arretratezza del paese Italia ha anche un altro lato oscuro che vede coinvolti più che mai gli immigrati: i morti sul lavoro.
Difatti, oltre ad essere un lato debole della società, e per questo essere presi di mira da partiti che fanno dell’odio verso il diverso un proprio cavallo di battaglia elettorale e metodo di consenso, gli stranieri in Italia sono tra le principali vittime delle scarse condizioni di sicurezza in cui si lavora, soprattutto nelle fabbriche.
Come i sette lavoratori morti a Paderno Dugnano a novembre nella fabbrica di smaltimento di rifiuti speciali, di cui cinque provenienti dall’Albania. Secondo i dati Inail, gli incidenti mortali di lavoratori stranieri sono aumentati del 15 per cento negli ultimi cinque anni.
Il triangolo della morte è quello situato tra la Lombardia, l’Emilia Romagna e il Veneto. Per non parlare delle regioni del sud, dove esiste un commercio di mano d’opera straniera basato sull’illegalità, e dove lo schiavismo sembra non essere passato di moda. Basti ricordare Rosarno, e l’inferno vissuto dai lavoratori clandestini, come ben documentato ne “Il sangue verde” di Andrea Segre.
Come detto da Gian Antonio Stella qualche tempo fa:
Gli stranieri non sono troppi solo nelle classifiche di chi commette reati. Sono troppi anche nelle tabelle dei morti sul lavoro.
Amara constatazione di quanto il paese stia tornando indietro, e di come tra le prime vittime di questa arretratezza ci siano i “nuovi italiani”.
Up ORIGINALE
20 gen 2011 - 21:02 - #10 commenti questo fa capire che agli ITAGLIANI LA VERA INFORMAZIONE NON LA VOGLIONO!!!!
spartaus
22 gen 2011 - 19:10 - #2condivido la sostanza dell’articolo. Solo per correttezza: nell’esplosione/incendio all’Eureco di Dugnano Paderno non sono morti 7 lavoratori. Su argomenti di questa natura le informazioni che si diffondono, proprio perché si tratta di eventi drammatici, devono essere corrette e circostanziate, per non dare argomenti a chi, sulle morti bianche, minimizza ascrivendole a fatalità.
Se può essere utile, riporto l’informazione corretta. Dei 7 operai coinvolti nella sciagura i lavoratori morti sono:
Salvatore Catalano (55 anni) deceduto il 18 u.s.
Sergio Scapolan, 63 anni ed Arun Zeqiri, 44 anni, albanese - deceduti pochi giorni dopo la sciagura.
Dei feriti ricoverati a Niguarda, resta il 37enne Leonard Shehu,albanese, le cui condizioni sono gravi ma stabili, pur persistendo la prognosi riservata.
Un saluto
Vladimir