Logo Blogo

"Tute blu" sotto il tallone di Federmeccanica e Confindustria

Pubblicato: 20 gen 2011 da il passator cortese

Commenti dei lettori

Ogni giorno ha la sua croce. E i lavoratori metalmeccanici (sì, non c’è solo Ruby e il troiaio della villa di Arcore …) ne sanno qualcosa.

Sull’onda della vicenda FIAT (tutta in alto mare) culminata con il referendum spartiacque pro Marchionne, la Federmeccanica esce allo scoperto (o allo sbaraglio?) rilanciando l’idea del contratto aziendale al posto di quello nazionale.

Questo perché: “Ci vuole flessibilità, bisogna decentrare le relazioni”. Tosto, la Confindustria, per bocca di Emma Mercegaglia, applaude e fa sua la linea di Federmeccanica che vuole dare un colpo di spugna al contratto collettivo. Proposta da sostenere, chiosa la Mercegaglia perchè “di modernizzazione”.

Ovvio che prima si parte con i metalmeccanici e poi, passo dopo passo, si smantella tutto il resto, invadendo tutte le categorie.

Il Governo, anche stavolta, brilla per l’assenza e il ministro (si fa per dire) Sacconi se ne lava le mani perché “Questa è materia delle parti”.

Persino la Cisl sente puzza di bruciato e Raffaele Bonanni prende tempo: “Abbiamo un contratto nazionale che vale ancora due anni: nessuno metta il carro davanti ai buoi”. Campa cavallo.

La Fiom, anche qui isolata, tira su barricate e Maurizio Landini preparando lo sciopero generale delle tute blu del 28 gennaio dice che si vuole: “Un modello inaccettabile, non ci sarebbero più due livelli contrattuali, nazionale e aziendale, ma uno solo, cioà una jungla”. E la Cgil? Lancia frecciate contro padronato e governo, va a rimorchio della sua categoria, ma è incerta sul da fare.

Giuseppe Di Vittorio ragionava diversamente: “Il padronato fa il suo mestiere, dobbiamo sempre chiederci se noi abbiamo fatto bene il nostro”. Sante parole.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (4 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi
8 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Profilo di a1

    a1

    20 gen 2011 - 17:56 - #1
    0 punti
    Up Down

    MADRID. Dal nostro corrispondente
    I giapponesi della Nissan chiedono sacrifici e gli spagnoli rispondono con un “si” massiccio all’appello. Per salvare i 3mila posti di lavoro dello stabilimento di Barcellona gli operai hanno infatti approvato (con un referendum cui ha partecipato oltre il 90% degli occupati e in cui i favorevoli hanno prevalso per oltre il 70% del totale) la proposta di limarsi lo stipendio e di lavorare di più. In cambio Nissan investirà 80 milioni di euro nella catena di montaggio, in modo da produrre un nuovo pick-up

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-01-19/spagna-pioggia-nissan-063818.shtml?uuid=AaVsa00C

    Dalla Fiom solo demagogia, e sono di sinistra, il NANO e la Fiom vanno contro gli interessi del Paese e appunto detto da uno di sinistra fa abbastanza riflettere.

  • Profilo di Kratos999

    Kratos999

    20 gen 2011 - 19:11 - #2
    0 punti
    Up Down

    a1, la questione sta tutta in questa frase: “In cambio Nissan investirà 80 milioni di euro nella catena di montaggio, in modo da produrre un nuovo pick-up”

    Qui invece i nostri “imprenditori” e la nostra classe governante sanno solo piangere miseria e dare la colpa alla produttività dei cattivi operai. Ma di piani a breve, medio, lungo termine per ridare competitività ai nostri prodotti e non dover solo inseguire (al ribasso e perdendo in partenza) la Cina sul piano del costo del lavoro, neanche l’ombra. Andrebbero migliorate le infrastrutture, snellita la burocrazia e eliminato il malaffare, pianificati investimenti nella ricerca e spinta la migrazione verso i prodotti di lusso, noi invece che facciamo? Chiediamo agli operai di accollarsi la “colpa” e gli oneri di questa situazione, e se non accettano…beh che Marchionne vada pure in Canada, dice il nostro Presidente del Consiglio. Proprio una buona strategia per il futuro, non c’è che dire.

  • Profilo di ice

    ice

    20 gen 2011 - 19:41 - #3
    0 punti
    Up Down

    @ #2
    il miliardo che Marchionne investirà a Mirafiori è lo stesso che per accordi con il governo usa deve generare come export la Chrysler
    per cui avremo che con queli miliardo ci compreranno motori e trasmissioni che poi rivenderanno agli usa
    perchè ovviamente trasportate vanti indietro dall’oceano le aut costa ZERO…sia in termini economici che di impatto ambientale

  • Profilo di a1

    a1

    20 gen 2011 - 22:01 - #4
    0 punti
    Up Down

    Kratos999:

    Nissan investe solo 80 milioni, Marchionne ne investe 1 miliardo di cui neanche 1 centesimo lo mette lo stato italiano e ti pare poco, produrranno 2 nuove auto che in teoria vendono più di 1 pick-up.

  • Profilo di popart

    popart

    21 gen 2011 - 06:37 - #5
    0 punti
    Up Down

    o gli operai capiscono di essere in concorrenza con la manodopera nel mondo o le fabbriche se ne andranno tutte via, nessun governo puo’ fermare la globalizzazione.

  • Profilo di popart

    popart

    21 gen 2011 - 06:38 - #6
    -1 punto
    Up Down

    3 vengono prodotti modelli costosi per cui il trasporto incide poco sul prezzo…

  • Profilo di ice

    ice

    21 gen 2011 - 09:18 - #7
    1 punto
    Up Down

    @ #6
    il trasporto insiste poco, invece il costo della manodopera era discriminante!?!?!?
    Il costo della manodopera sulla gamma media Fiat (non sulle Maserati) incide per il 7%
    Anche che tu lo abbassi di un 30%, si tratta del 2,5% del valore del pordotto finito
    Che parlando di suv di gamma alta diventa ancora meno
    Vi rendete conto che Marchionne ha preso in giro i lavori italiani tutti, creando un precedente che mina i diritti strorici dei lavoratori?!?!?!?!
    Tra l’altro raccontando una favoletta:
    il costo del lavoro quando in realtè spenderà di piu in trasporti avanti indietro dagli usa…perchè il suv è tarato porprio per il mercato nord america
    Il miliardo investito (che in realtà sono gli stessi soldi che deve far figurare di “esportare” alla Chrysler e che invece si passerà tra Chryrsler e Fiat)

  • jkaaksak

    21 gen 2011 - 10:19 - #8
    0 punti
    Up Down

    Il mercato è sovrano nell’automotive. Solo il mercato deciderà chi avrà successo e tutto questo parte dai dipendenti di ogni livello che compongono un’azienda. Mi pare che i tempi, i programmi, le strategie ed il comflitto sociale creatosi non portino nulla a favore di Fiat.