Pierluigi Bersani, si sa, è persona seria, misurata, senza fronzoli, un piacentino dai tratti tirati dai cucuzzi di Bettola, paese incastonato nella valle del Nure.
E’, di fatto, un bolognese d’adozione, un po’ atipico, cui le battute alla Peppone stonano perché prive del calore di quel sindaco “apostolo” del vangelo del comunismo dal “volto umano”.
Battute per di più velate dalla cappa del fallimento di quell’ideologia cui Pierluigi ha dedicato decenni del suo percorso umano e politico. Battute sempre da interpretare, per quel tocco di pruderia intellettuale, memore della superiorità dei ragazzi forgiati alle Frattocchie e di una laurea in filosofia con 110 e lode di cui, giustamente, il segretario del Pd ne va fiero.
Orbene, alle “Invasioni barbariche” di Daria Bignardi, l’ex ministro delle “lenzuolate” solo annunciate, cambia passo e tono, tentando di rinnovare la propria immagine un po’ incartapecorita di funzionario dei telegrafi di prima generazione.
Con D’Alema spocchioso, Veltroni incarognito, Renzi rottamatore sempre fra i piedi, Bersani avrà pensato: “Dato che ci sono, invece di dirne una, ne dico tre tutte in una volta”. Non di barzellette, per carità, chè già ci pensa il premier.
Così Bersani il morigerato (sigaro toscano a parte), cambia parte e insegue il Cavaliere nell’esercizio accattivante ma impervio degli spot.
Sono tre annunci. Primo: “ Ho l’esperienza da premier, sono pronto per candidarmi”. Secondo: “Se si va alle elezioni, il Pd è certo della vittoria. Vinciamo noi alla grande”. Terzo: “Scrivo un libro per Laterza. Ho qualche idea per il Paese e le tiro fuori”. Tutto legittimo, ci mancherebbe.
Sul primo punto pesano il flop come ministro e le esperienze di governo (Prodi) fallimentari. Sul secondo pesano le incognite di un Pd senza identità, progetto e alleanze, sempre in mezzo al guado e sempre diviso. Sul terzo punto non possiamo che fare i migliori auguri a Bersani e magari, sulla spinta del successo della prima opera, si cimenti in una seconda fatica cercando di spiegarci meglio cosa è successo del comunismo prima e del post comunismo poi, passando per le bandiere del Pci-Pds-Ds-Pd.
Inoltre, se proprio covava qualche buona idea per il Paese, che bisogno c’era di aspettare tanto, poteva anche tirarla fuori nei suoi tanti discorsi di questi anni. Tant’è.
Se questo è il Bersani “new style”, il Cavaliere (che annuncia “siamo allo scontro finale: chi vince prende tutto”) ha un motivo in più per dormire su due guanciali. Bersani vuole prendere il largo e guadagnare nuovi lidi, ma così rischia di affogare in un bicchier d’acqua.
pigi
22 gen 2011 - 12:10 - #1Non mi pare che l’esperienza di Bersani come ministro sia stata fallimentare: alcune liberalizzazioni sono state positive.
Per esempio, la liberalizzazione dei medicinali senza ricetta ha portato ad una diminuzione dei prezzi e ad un’aumento dell’occupazione.
Altre cose, come l’abolizione delle tariffe professionali minime, sono sotto assedio da parte degli ordini professionali e dei politici di questo parlamento, ma sono controriforme molto impopolari.
Certo, se poi vediamo la recente presa di posizione sulla Fiat cascano le braccia.
Allora enunciamo una massima: ogni schieramento politico tende a liberalizzare i settori che votano prevalentemente gli avversari.
edivad75
22 gen 2011 - 12:26 - #2Falcioni la sua ignoranza politica è imbarazzante, premesso che non ho mai votato PD, le “lenzuolate” più che annunciate sono state fatte, le ricordo la portabilità dei mutui, la rivoluzione assicurativa “decreto Bersani” e le diverse liberalizzazioni fatte.
Con la miserrima maggioranza che il governo Prodi aveva, Bersani è riuscito a fare le più importanti riforme in ottica liberista degli ultimi 20 anni. Ora vorrei chiedere a polisblog con quale criterio scelgano gli opinionisti, perchè a giudicare dalla conoscenza di taluni rispetto alle materie di cui scrivono, ho la sensazione che ci si basi su criteri che poco hanno a che fare con la professionalità
mattia77
22 gen 2011 - 14:00 - #3Non sono mai d’accordo con falcioni ma che bersani sia stato un ministro mediocre, lo dimostrano le liberalizzazioni non fatte.
Superpyno
22 gen 2011 - 14:22 - #4Bersani? Chi è Bersani?
Fuori i mafiosi
22 gen 2011 - 14:34 - #5Seeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeette anni per Cuffaro, e vai con i cannoli
SmoQ
22 gen 2011 - 16:50 - #6Bersani è stato il ministro più amato dagli elettori di destra e alcuni commenti qui lo dimostrano (per quel che vale). Deve giusto conquistare l’elettorato di sx…e che ci vuole?
libellula2
22 gen 2011 - 18:09 - #7Da questo Pd ( che Bersani rappresenta essendone il segretario) l’Italia attendeva un’ opposizione forte che fosse stata in grado di incalzare l’esecutivo preparandosi a succedergli. Invece ancora una volta, si può soltanto attendere che esso maturi una riflessione sul cosa fare e sul come farlo.
caaritto73
22 gen 2011 - 18:10 - #8Bersani:”il premier passa le sue giornate a spiegare le sue nottate”
:-)