
Il tentativo del Giornale di Alessandro Sallusti di sputtanare Ilda Bocassini per depotenziare l’inchiesta contro padron Silvio sembra essersi arenato di fronte ad un grave ostacolo: il codice penale. Pare infatti che le notizie riportate dal Giornale nel pezzo La doppia morale della Bocassini (nel quale si andava a ripescare una vicenda del 1982 per dimostrare la scarsa attendibilità) provenissero da un fascicolo riservato della sezione disciplinare del Csm.
Carte e informazioni segrete (dato che ai tempi le sedute non erano pubbliche) che non potevano essere rese pubbliche ne tanto meno pubblicate sbattute in prima (o seconda) pagina. Per questo i Carabinieri hanno perquisito la casa della giornalista Anna Maria Greco e la redazione romana del quotidiano.
Inoltre sarebbe già stata scoperta la talpa che si sarebbe fatta materialmente carico di trafugare il fascicolo e di inserirlo nella macchina del fango: si tratterebbe del membro laico del Csm Matteo Brigandì, esponente leghista ora indagato per abuso d’ufficio. Questo maldestro attacco contro i giudici sembra essersi trasformato in un bel boomerang per il Giornale, che torna ad apparire come un foglio dedito a ricatti e messaggi intimidatori come ai tempi del dossier Marcegaglia.
tigre2010
01 feb 2011 - 13:52 - #1Niente da fare, gli st.ro.nzi e le str.on.zate prima o poi vengono a galla, è una legge della fisica! Mi vergogno per loro…. anzi no, che vadano a ffff……..
poz99999
01 feb 2011 - 15:58 - #2Si ma i numeri telefonici del Berlusca, e di tutte le persone coninvolte non dovevano rimanere segreti? E lì nesusno ha pagato per la fuga di notizie…. Direi che i prim che si lasciano sfuggire le notizie (sfuggire per modo di dire) son le toghe… Visto che han coperto un magistrato che si faceva un 14enne… e tanti altir loro compagni, peccato che la loro morale non valga per i berlusconiani e leghisti, visto che pure a FINI gli han parato il sedere per la vicenda illegale del cognato… Vabbè… a quanto pare hanno tempo da perdere, nonostante i tempi burocratici siano più lenti del Burundi.. e lo dice la UE… vabbè… Anche quando Castelli ha messo i controlli per la magistratura, son stati tutti smantellati… perchè ne dimostravano l’inefficenza… Un casta quella dei politici, contro un altra casta quella dei magistrati, che ancor una volta sin son fatti carico della politica sinistroide.. dopotutto i primi gossipari sono loro e i loro giornali scribacchini..che parlano solo di scandali sessuali..dal fattaccio a repubblica…
popart
01 feb 2011 - 19:09 - #3pm golpisti, le valanghe di notizie uscite dal tribunale di milano si diffondono illecitamente senza alcuna inchiesta mentre il giornale viene regolarmente indagato.
questa sinistra fa veramente temere per la democrazia.
sirio60
01 feb 2011 - 20:53 - #4# popart
Quoto, ai SX dovrebbe far riflettere.
E poi si parla di bavaglio all’informazione.
frankdj
01 feb 2011 - 20:54 - #5Diciamo questo: un titolo a tutta pagina, la prima per giunta, che allude agli amori della Boccassini (una cosa che ha radici 3 decadi fa) mi fa pensare ad alcune cose:
- Ilda Boccassini, donna: era vietato, per lei, avere amanti?
- questo Giornale si arrampica sugli specchi, non sa in che modo affondare la faccia nello sterco e quindi tenta varie strade, tra cui questa (inconsistente)
- se fossi direttore di un giornale antagonista a questo, mi guarderei bene dal titolare in prima pagina “Le droghe di Feltri” (magari si faceva spinelli a 20 anni) o amenità simili: ne andrebbe della mia credibilità, in un momento storico simile.
- Il Giornale sostiene una coalizione politica che ha avuto il coraggio di definirsi “partito dell’amore”: bieco conflitto di interessi?
In sostanza, da quanto vedo, non c’è molta intelligenza nelle tattiche della parte politica attualmente al governo: dal dito della Santanchè (privo di intelligenza, come altre cose dette e fatte da lei, testimoniate) ai continui richiami della magistratura a Berlusconi (non ha fatto nulla? Si presenti e spieghi. Ma non ne ha il coraggio).
Se uno studente di giornalismo onesto riuscisse a capire questi meccanismi semplicemente osservandoli, e immaginandosi in che mondo entrerà dopo la laurea (sempre che conosca a Peppino che gli offra una prospettiva raccomandata di lavoro), credo che cambierebbe strada.
sergione1941
01 feb 2011 - 22:58 - #6XSIRIO60
La verità va sempre detta tutta, anche quando non ci piace.
Le carte le ha divulgare il parlamento, non i giudici.
L’articolo contro la Boccassini è semplicemente meschino, come quello di pubblicare il numero del telefono di Santoro.Chiara mancanza di argomenti plausibili e di fornire un alibi all’elettorato che non si deve domandare per chi vota. L’ elettorato non deve avere crisi di coscienza!
sirio60
01 feb 2011 - 23:27 - #7Ma non sono documenti secretati?
Chiunque li divulghi,commette un reato, ma non è certamente il problema principale, essendo documenti che in prima battuta sono nelle mani dei giudici, che evidentemente hanno le mani bucate, lasciando cadere solo alcuni documenti scelti a caso!?!?
Perchè non indagano su queste fughe di notizia???
Perchè alcune indagini partono subito, mentre altre osservono tempi Italici???
Forse c’è qualcuno che ha interesse a mantenere un clima così inferocito,
dove tutti noi contribuiamo a fargli da spalla!!!!!!!!!!!
sirio60
02 feb 2011 - 00:22 - #8x sergione1941 ( # 7 )
valter29
02 feb 2011 - 19:05 - #9Accidenti che rapidità nell’infilare Frattini e Brigandì! Mai successo prima! Se Frattini non avesse portato alla Camera i documenti che poi ha passato alla magistratura di cosa sarebbe stato incolpato? Brigandì ha, in sostanza, fatto una fuga di notizie vecchie. E per tutte le fughe di notizie vecchie e nuove com’è che non ci va mai di mezzo nessuno? Per ogni volta che inizia un’indagine vi è un magistrato responsabile degli atti che sono coperti dal segreto istruttorio com’è che nessun PM c’è andato di mezzo a partire da quel 1994 quando il Berlusconi presiedeva un importante convegno internazionale in quel di Napoli e venne a sapere di essere inquisito dalla stampa e dalle televisioni? E’ che ormai da parecchi anni una parte della magistratura urla:”Dagli all’untore!” di manzoniana memoria. Ovviamente in una sola direzione.