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Disoccupazione giovanile in Italia: il piano del governo è una risorsa o una bufala?

Pubblicato: 03 feb 2011 da Giulio Mattioli

Commenti dei lettori


Il nuovo piano di azione per l’occupabilità dei giovani è stato presentato qualche giorno fa dal governo. Se da un lato è un bene che dopo anni di assordante silenzio i ministri competenti (Sacconi, Meloni e Gelmini) si accorgano della tremenda situazione giovanile in Italia (come abbiamo già da tempo riportato, ad esempio qui, qui e qui), dall’altro ci sono punti che lasciano onestamente un po’ perplessi.

Innanzitutto la consueta paternale ministeriale, che si autoassolve dalla situazione invocando “un bagno di umiltà” per i giovani, che lavoce.info ha commentato magistralmente:

L’invito all’umiltà recentemente rivolto ai giovani italiani dal ministro Meloni è ingiusto e ingeneroso, ma anche sbagliato. Perché il limite maggiore del nostro sistema paese è proprio l’incapacità di valorizzare al meglio il capitale umano delle nuove generazioni.

Anche The Daily Week (il giornale online degli italiani nati dopo il 1970 diretto da Mario Adinolfi) ha avuto parole pesanti:

Non è la prima volta che siamo costretti a ricordare al ministro che proprio questa classe dirigente, di cui lui fa parte da qualche decennio, ha riempito la testa di questi “giovani” con parole come “laurea”, “lingue”, “inglese”, “Master”. E’ un po’ troppo comodo rimproverare una generazione di essere troppo preparata per l’attuale mondo del lavoro e nel contempo auto-assolversi da ogni responsabilità

Poi c’è la misura, voluta dal ministro Gelmini, di creare 58 Istituti Tecnici di Eccellenza, per allineare la domanda e l’offerta di lavoro. Che però sembra inefficace per almeno due ordini di motivi.

Innanzitutto perchè forse è meglio allargare i cordoni della borsa per meglio finanziare le centinaia di istituti tecnici già esistenti e attualmente senza fondi (o aggiornarne i programmi, visto che di questo in fondo si tratta) piuttosto che investire in nuovi super-istituti tecnici.

In secondo luogo, per quanto riguarda il lavoro manuale conta molto di più il processo di learning by doing che non l’ottenimento di un super-diploma-tecnico, dal dubbio appeal per le imprese.

Si può anche rilevare una certa contraddizione nel discorso del governo sul lavoro manuale: se, come spesso dichiarato il problema sono i laureati mentre i bistrattati lavori manuali vanno a gonfie vele, non sarebbe meglio finanziare l’occupabilità dei laureati investendo nella ricerca e sviluppo, ambito nel quale il nostro paese si classifica regolarmente agli ultimi posti in Europa?

L’ha spiegato benissimo ancora una volta lavoce.info:

Più che invitare i giovani a guardare in basso, dovremmo aiutarli a puntare in alto e a raggiungere la posizione nella quale le loro doti e capacità possono rendere di più. C’è, del resto, un ampio riconoscimento nel considerare il capitale umano come la risorsa più importante che le economie avanzate possiedono per crescere ed essere competitive in questo secolo. L’Italia è, però, uno degli stati del mondo sviluppato che peggio interpreta questa cruciale sfida, a danno non solo dei giovani, ma delle stesse potenzialità di sviluppo del paese. (..) L’Italia ha di fronte due strade: a) rialzare i livelli di crescita e di sviluppo del paese allineandoli alle potenzialità del capitale umano delle nuove generazioni, oppure b) piegare al ribasso ambizioni e aspettative dei giovani per adeguarle a un’economia rassegnata al declino. L’invito del ministro è coerente con la seconda opzione.

Insomma, tutto sbagliato nel piano del governo? No: alcune misure sono potenzialmente buone (dare informazione ai giovani sui destini occupazionali delle facoltà, incentivi per l’assunzione degli under 35 con figli), ma difficilmente riusciranno incidere in quello che è, da oltre trent’anni, un fenomeno strutturale.

Soprattutto se, come probabile, il suo rifinanziamento verrà lasciato alle annuali decisioni della politica, dove il taglio delle risorse sui giovani sembra essere sempre stato l’ultimo dei problemi.

Si ringrazia Giovanni Abbiati per la collaborazione all’articolo.

Foto | Flickr.

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34 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di popart

    popart

    03 feb 2011 - 08:39 - #1
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    ma quale disoccupazione?
    facciamo arrivare milioni di extracomunitari per fare i lavori che i nostri giovani non vogliono fare, non parliamo di disoccupati ma di viziati che non vogliono fare sacrifici.

  • Profilo di monia

    monia

    03 feb 2011 - 08:47 - #2
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    Sinceramente credo che si tratti ancora una volta solo di parole. Dopo l’ultima riforma universitaria non credo che interessi a nessun esponente di questo governo o di questa classe politica il destino dei giovani laureati. O meglio, forse interessa il destino dei giovani laureati in economia, management e ingegneria, ma le altre facoltà versano in una situazione di abbandono sconsolante. Inoltre vorrei ben capire a cosa dovrebbe servire dare informazioni “sui destini occupazionali delle facoltà”. Già quattro anni fa, quando mi iscrissi all’Università, c’erano percorsi di orientamento, e già allora dicevano: “se ti iscrivi a Lettere farai la fame, ma se vai ad Economia troverai lavoro in tre mesi”. Ditemi che senso ha questo tipo di informazione. Tra dieci anni avremo solo laureati in Ingegneria ed Economia, e nessun iscritto a Facoltà come Lettere, Matematica, Chimica e Fisica, tutto questo perché non c’è più spazio per ragazzi sinceramente interessati alla cultura o alla ricerca.

    Io sono laureata in Lettere in corso e con il massimo dei voti, sto seguendo la magistrale della mia Facoltà, e so bene che l’insegnamento o la carriera universitaria sono due settori ormai preclusi, le case editrici e i giornali versano in situazioni di grande ristrettezza economica e comunque non puntano sui giovani brillanti e laureati in breve tempo, e gli enti pubblici non prendono neanche in considerazione i laureati senza raccomandazione. La situazione era già mal messa quando mi iscrissi quattro anni fa ed è decisamente degenerata in questo lasso di tempo. Ma cosa avrei dovuto fare al tempo, consapevole di tutto questo? Iscrivermi anch’io ad Economia pur non avendo alcun interesse per quel campo? In un paese che dovrebbe puntare tutto sulla sua cultura, sulle sue radici e origini (una delle prime risorse dell’Italia dovrebbe essere il turismo culturale oltre che ambientale, ma come ben sappiamo i beni culturali sono abbandonati a loro stessi - leggasi Pompei) non c’è spazio per laureati in Lettere, in Beni Culturali o in Filosofia (ma in compenso proliferano curricula inutili e inefficaci, che fanno perdere lustro e credibilità alle Facoltà umanistiche).
    Nelle scuole ci sono insegnanti sempre più vecchi e decrepiti incapaci di comunicare con le nuove generazioni o di affrontare le nuove esigenze culturali, o giovani leve altrettanto incapaci perché entrate nelle scuole per mezzo di raccomandazione e senza un’autentica selezione. Quando tra una ventina di anni non riusciremo più a comunicare perché i giovani di oggi non sono più in grado di usare uno strumento basilare qual è la loro lingua, qualcuno dovrà rendersi conto degli errori compiuti in questi anni.
    Nel frattempo io mi prendo i miei bei attestati di lingue e tra un anno e mezzo migro verso paesi civili, dove la cultura e la formazione umanistica hanno ancora un valore nella crescita spirituale, umana e civile del cittadino.

    Grazie Governo Berlusconi.

  • Profilo di monia

    monia

    03 feb 2011 - 08:52 - #3
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    popart, devi perdonarmi, ma dopo anni di studio, in cui mi sono impegnata per prendere la mia laurea e mi sono dedicata anima e corpo a coltivare la mia crescita culturale e umana, non mi esalta l’idea di lavorare in un call center o in una fabbrica, vorrei trovare un lavoro altrettanto dignitoso, ma attinente a ciò in cui sono abilitata. Non metto in dubbio che ci siano tanti studenti incapaci, disinteressati o nulla facenti, ma se esistono è colpa di questa società, che non apre gli occhi ai ragazzi sulle loro effettive abilità e sulla loro predisposizione (sai quanta gente passa gli esami solo perché figlia di, o perché un 18 politico non si nega a nessuno?), e purtroppo la situazione non migliorerà proseguendo di questo passo.

  • Profilo di monia

    monia

    03 feb 2011 - 08:54 - #4
    0 punti
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    Poi vorrei che non si parlasse di sacrifici, perché lasciare la propria città o il proprio paese per poter trovare un lavoro all’altezza delle proprie capacità, mi sembra il più doloroso dei sacrifici.

  • Profilo di popart

    popart

    03 feb 2011 - 09:06 - #5
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    i disoccupati non esistono, esiste gente che non ha voglia di lavorare, basta fare i piagnoni, chiedete ad un imprenditore qualsiasi, non si trova mano d’ opera disposta a fare straordinari, nei fine settimana, i signorini devono uscire con la fidanzata, ma di cosa stiamo parlando?

  • Profilo di popart

    popart

    03 feb 2011 - 09:07 - #6
    -3 punti
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    mancano operai specializzati, infermieri, artigiani…

  • Profilo di ice

    ice

    03 feb 2011 - 09:36 - #7
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    @ popart
    esistono centinaia/migliaia di giovani laureati e non che per realizzarsi sono costretti a emigrare all’estero
    realizzarsi significa diventare imprenditori o intraprendere con successo la strada dei ricercatori o di professioni che in Italia sono ingessate in mano ad ordini professionali che le tramandano esclusivamente di padre in figlio
    Ricercatori formati dalla Univerità pubblica italiana e i cui risultati andranno ad aumentare il patrimonio di brevetti e know-how di paesi stranieri
    Rendendo le loro industrie piu competititive rispetto a quelle italiane
    .
    Secondo te è andando tutti a lavorare i campi e in catena di montaggio che l’Italia potrà compete con India e Cina?
    .
    ma quanto sei ignorante

  • Profilo di SmoQ

    SmoQ

    03 feb 2011 - 09:45 - #8
    1 punto
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    Monia, la tua laurea serve a ben poco se credi che i lobotomizzati possano comprendere un discorso razionale.

  • Profilo di monia

    monia

    03 feb 2011 - 09:45 - #9
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    popart, i disoccupati esistono, io tra un anno e mezzo sarò disoccupata perché non troverò un lavoro adatto alle mie capacità e coerente con i miei studi. La soluzione dovrebbe essere fare l’operaia? Ma anche no, ho studiato e sono brava in quello che faccio. Questo paese non mi vuole sfruttare? Allora vado all’estero.

    Che poi esistano i giovani fannulloni questo è ovvio, ma la colpa non è loro, è dei genitori, i cinquantenni-sessantenni figli del ‘68 ricchi e comodi nelle loro poltrone, che hanno viziato i loro pargoli, dei giovani pieni di sé, vanitosi per una ricchezza che non è la loro, boriosi e convinti che tutto gli sia dovuto. Un padre insegnante universitario, avvocato, ingegnere, medico, non accetterà mai che il figlio faccia l’operaio; e così si innesca un cortocircuito, una cristallizzazione delle classi che porta all’impoverimento e alla deriva culturale, economica e sociale.
    Il problema non è il giovane in sé, il problema sono gli adulti: se gli insegnanti giudicassero i giovani per quello che valgono, se li educassero a una vera etica del lavoro, se li rendessero accorti sulle proprie effettive capacità, se non scendessero a compromessi con i genitori e se i genitori non imponessero i loro desideri ai figli, se si bocciasse di più e se si valorizzassero solo gli elementi validi, a quest’ora avresti più operai e meno nulla facenti, parcheggiati nelle università perché figli di.
    Prima di colpevolizzare i ragazzi, questa generazione di adulti dovrebbe fare un bell’esame di coscienza.

    (Poi abbiamo una classe politica che ci offre modelli davvero edificanti e istruttivi, basti pensare a Bossi Junior, esempio eclatante di come vanno le cose in questo paese, o ai figli dello stesso Berlusconi: a Barbara, laureata in Filosofia, era stato offerto in fretta in fretta un bel posto in Università, mentre la gente comune si fa il mazzo per poter fare ricerca.)

  • Profilo di monia

    monia

    03 feb 2011 - 09:47 - #10
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    SmoQ, è una deformazione dovuta ai miei studi, spero ancora nelle capacità intellettive dell’essere umano medio, prima o poi mi passerà XD

  • Profilo di monia

    monia

    03 feb 2011 - 09:57 - #11
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    Il problema parte tutto dalle scuole e dalle Università.

    Non valorizzi gli studi umanistici e scientifici speculativi? Hai insegnanti sempre meno capaci.
    Hai insegnanti incapaci? Di conseguenza hai studenti impreparati nello studio e nella vita.
    Hai studenti incoscienti e impreparati? Hai cittadini senza una vera etica del lavoro, senza una morale, senza una coscienza critica.
    In definitiva hai l’Italia di oggi (escluse fortuite eccezioni).

    E, se fossimo del tutto onesti, ammetteremmo che il governo Berlusconi ha dato una bella mano affinché questa situazione degenerasse ulteriormente.

  • Profilo di tigre2010

    tigre2010

    03 feb 2011 - 10:26 - #12
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    #1
    Certo che sei def…icie…nte, nel senso che ti manca qualcosa lì, in zucca… distesa sabbiosa, a volte si vedono dei corvi alla ricerca dell’ultimo neurone… perchè non vai a lavorare?

  • Profilo di toga_rossa

    toga_rossa

    03 feb 2011 - 11:13 - #13
    1 punto
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    popart e’ che tu parli dall’alto della tua esperienza……..sei l’unico giovane qui dentro che ha il coraggio di inchinarsi alle istituzioni……..a 90 gradi sei perfetto per le TUE istituzioni

    Ragazzi ha ragione lui che vi sono centinaia di posti di lavoro, soprattutto se sei alta con le t3tt3 e hai meno di 18 anni e vivi vicino a via Olgettina :)

  • Profilo di billy-belial

    billy-belial

    03 feb 2011 - 13:21 - #14
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    Questa è chiaramente una bufala, fra l’altro sempre la stessa, è quella con la quale il “governo” miete voti fra i disoccupati, gli promette il miracolo finale ed intanto addossa la colpa della loro condizione al “governo precedente”, che oramai è diventato una sorta di identità astratta lontana nel tempo, visto che escludendo la risibilmente breve parentesi di Prodi, l’ultimo governo di sinistra risale alla fine degli anni ‘90; questa dietrologia è diventata uno dei cardini dell’attuale esecutivo, quante volte abbiamo sentito parlare delle subdole manovre che D’Alema e “i comunisti” avrebbero messo in pratica per rovinare l’Italia, e rendere impossibile il lavoro di altri governi? È una teoria colplottista al pari di quelle sui rettiliani, con “i comunisti” al posto degli alieni, se non conoscessi tante di quelle persone, diplomate e laureate, che fanno la fame perchè nessuno li assume nemmeno come lavascale, allora potrei anche riderci sopra.
    Per ora mi limito ad imprecare

  • Profilo di popart

    popart

    03 feb 2011 - 14:46 - #15
    0 punti
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    ma ve lo ha ordinato il dottore di laurearvi?
    se servono altre figure avete sbagliato tutto, colpa vostra no?
    io ho studiato architettura ma poi ho lavorato in proprio in altri campi…

  • Profilo di monia

    monia

    03 feb 2011 - 15:01 - #16
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    popart, ma sei serio? Credi davvero che sia colpa mia il fatto che non possa trovare un lavoro nel campo in cui sono più versata e in cui (giustamente!) ho deciso di laurearmi? O sia colpa di un sistema che occupa, in quegli stessi ambiti, gente per nulla preparata e competente? Okay, ha ragione SmoQ, è inutile parlare con i muri. Mi arrendo, abbiamo il governo e la situazione economica e culturale che ci meritiamo.

  • Profilo di monia

    monia

    03 feb 2011 - 15:11 - #17
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    Un’ultima riflessione, con le tue parole hai riconfermato quello che dicevo nel primo post, tra qualche anno avremo solo laureati mediocri in Economia e Ingegneria, tutti gli altri campi di studio verseranno in un totale stato di abbandono e indigenza, le scuole non insegneranno più nulla, i posti culturalmente ed economicamente di rilievo saranno occupati dai figli di, le menti brillanti saranno all’estero o a lavorare, se saranno fortunati, nei call center e nelle fabbriche, se invece avranno sfiga, nei marciapiedi o nelle bancarelle, visto che come dici tu, è giusto che ci adattiamo a quelle che sono le reali possibilità di lavoro che offre il nostro paese, piuttosto di studiare e lavorare per migliorare la situazione o aspirare a qualcosa di meglio.

    Ps.: comunque hai detto una cavolata, le facoltà di farmacia proliferano di iscritti, perché tra le professioni di ambito sanitario è quella che offre maggiori possibilità occupazionali, questo a riprova del fatto che 1. non sai come funziona il mondo universitario, 2. non hai idea a quanti compromessi scendano i giovani italiani pur di lavorare o di fare felici mamma e papà, anche adattarsi a qualcosa per cui non hanno predisposizione o interesse (infatti poi la gente crepa negli ospedali).
    Scusa tanto se non mi sono sottomessa alla logica di sfruttamento e di annullamento della personalità di questo paese e di questo sistema economico, ma come dici tu, non mi lamento, me ne vado all’estero e vi libero della mia ingombrate presenza, che già ha tediato questo paese per ben 22 anni.

  • Profilo di monia

    monia

    03 feb 2011 - 15:12 - #18
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    facoltà di infermieristica,sorry.

  • Profilo di caligola

    caligola

    03 feb 2011 - 15:22 - #19
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    E’ leggendo articoli ma soprattutto commenti come questi che i giovani fanno bene ad andarsene dall’Italia. Un paese morto in mano a corrotti o deficienti come quelli che dicono che bisognerebbe essere “più umili”. Godetevi l’Italia, da me il profondo augurio che possiate precipitare nella miseria più nera e morire nell’ignoranza.

  • Profilo di toga_rossa

    toga_rossa

    03 feb 2011 - 16:12 - #20
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    pop non hai lavorato in altri campi eddai scrivi bene…altri letti, divani ma non campi ehehehe

  • Profilo di sergione1941

    sergione1941

    03 feb 2011 - 18:20 - #21
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    Xmonia
    Hai tutta la mia solidarietà! Ma ti sei rivolgendo ad un provocatore cerebroleso molto noto in questo blog.

  • Profilo di sergione1941

    sergione1941

    03 feb 2011 - 18:20 - #22
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    Xmonia
    Hai tutta la mia solidarietà! Ma ti stai rivolgendo ad un provocatore cerebroleso molto noto in questo blog.

  • Profilo di popart

    popart

    04 feb 2011 - 00:46 - #23
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    nessun disoccupato, solo fannulloni saccenti.

  • Profilo di sirio60

    sirio60

    04 feb 2011 - 01:20 - #24
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    x Monia
    Se hai le palle, resti in Italia e con le idee che hai cerchi di farti strada come qualsiasi lavoratore in qualsiasi ambito.
    E’ finito il tempo del posto facile, sicuro e poco impegnativo.
    Le qualità che dici di avere, fai in modo che siano gli altri a scoprirle, affrontando il mondo del lavoro con un pizzico di umiltà, caparbietà, tenacia,………….
    Certo che così parti già sconfitta.

  • Profilo di sirio60

    sirio60

    04 feb 2011 - 01:28 - #25
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    sempre x Monia
    La riforma dell’università non dico che sia la panacea di tutti i mali, ma certamente sta tentando di cambiare quello che tu hai denunciato ( baroni, figli di,-……. ).
    L’università non è peggiorata con l’avvento di B. è sempre stata così, non sono problemi creati da questo governo.
    Comunque ti faccio tanti auguri.

  • Profilo di sirio60

    sirio60

    04 feb 2011 - 01:46 - #26
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    x sergione 1941
    Come mai hai cambiato foto?
    Sei diventato più grintoso.

  • Profilo di popart

    popart

    04 feb 2011 - 07:34 - #27
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    17 il lavoro si cerca ovunque sia, non vedo il dramma di andare altrove…

  • Profilo di monia

    monia

    04 feb 2011 - 10:17 - #28
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    Ma l’avete letta la riforma che sostenete che affondi baroni e figli di? Mi sa proprio di no.
    E cari signori miei, prima dei trent’anni io vorrei avere una famiglia, dei figli, una casa e una vita FELICE. Non sto qui in Italia a fare lo zerbino di qualcuno fino ai quarant’anni, sotto pagata, sotto stimata, perennemente precaria e con il rischio di non avere nulla tra le mani dopo aver sgobbato per anni e anni (anzi, diciamo la certezza quasi assoluta). Per questo me ne vado dall’Italia, perché non sarò io a sacrificare la mia vita per una causa persa, perché purtroppo esistono persone che la pensano ancora come Popart, sono la maggioranza e se ne vantano.

  • Profilo di monia

    monia

    04 feb 2011 - 10:20 - #29
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    E non parto sconfitta da niente, sconfitto è questo paese, la sua classe politica, coloro che ne venerano le gesta, i cinquantenni-quarantenni di oggi che pretendono sacrifici quando non ne hanno mai fatti (ma solo per i figli degli altri, perché i propri sono sempre più bravi, intelligenti, capaci e meritevoli). Io ho tutta una vita davanti a me, da vivere in un posto migliore nella speranza di fare scelte più coscienziose per i miei figli rispetto a quelle che voi italiani ‘adulti’ avete fatto per i vostri.

  • Profilo di monia

    monia

    04 feb 2011 - 10:31 - #30
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    popart: il dramma nasce quando non trovi un lavoro alla tua altezza, che ti permetta di mettere su una famiglia.
    Mia cugina, laureata in architettura, lavora per un call center, sgobba per 10 ore al giorno (neanche in miniera) e non può mettere su famiglia perché la pagano 1200 euro al mese (sai quanto costa l’affitto di una casa?) e il suo ragazzo è dottorando sempre alla facoltà di architettura, con questa riforma gli è assolutamente preclusa la carriera universitaria a cui ambiva, e dovrà faticare per trovare un altro lavoro (figurarsi se potrà trovarne uno attinente ai suoi studi). Ditemi voi se queste sono le condizioni adatte per vivere in un paese che non ti permette di mettere su casa, di costruirti una famiglia e che ti lega a vita ai tuoi genitori (mia cugina ha 35 anni, mica cavoli).
    Mi sorella è nella stesse identiche condizioni, lavora come telemarketer, ha solo vent’anni (questo perché non c’è voglia di lavorare… ed è già stata licenziata da un call center e da un posto come segretaria, e non per sue inadempienze), lavora dalle 9 di mattina alle 7.30 di sera e la pagano un fisso di 300 euro più i contratti che fa, comunque non supera mai i 1200 euro, sempre col rischio di essere licenziata (è ovviamente in nero). Ora dimmi un poco, come con questi presupposti puoi pensare di comprare una casa o affittarla, come puoi pensare di avere un figlio o di sposarti. Io voglio tutte queste cose per me: voglio darmi al mondo del lavoro, voglio essere valorizzata per le mie abilità e voglio crescere, voglio una casa mia, una mia faglia. Voglio essere felice. Evidentemente vivete in un mondo parallelo rispetto a quello in cui vivo io, perché è chiaro che queste cose qui non mi sarà possibile ottenerle, e non vedo perché io mi debba accontentare.

  • Profilo di monia

    monia

    04 feb 2011 - 10:58 - #31
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    Ah, per chi non lo sapesse:

    A Roma, l’affitto di una stanza (in una casa dove vivi con altre inquiline o inquilini), e solo l’affitto (dunque escluse le spese per le bollette), costa tra i 400 e i 500 euro. Io non so che lavori facciate voi, o da quali famiglie proveniate, ma i miei non hanno abbastanza denaro per potermi mantenere in una città grande (un importante centro culturale), nell’attesa che io faccia carriera o trovi un posto di lavoro adeguatamente pagato e che mi soddisfi (una mia amica sta facendo uno stage per una casa editrice, attualmente non pagata, ma le hanno assicurato che dal prossimo mese l’assumeranno part-time, per 400 euro al mese, non ci paga neanche l’affitto, fortuna che i suoi la possono aiutare).
    Trovo profondamente ingiusto che a vent’anni io debba accantonare tutti i miei sogni perché questo paese è in declino (non per causa mia) e non mi offre nulla. Mi sono laureata e mi sto specializzando nei tempi stabiliti e con la massima velocità proprio perché ho il grande desiderio di lavorare e di non gravare più sui miei poveri genitori, e conosco tantissimi miei coetanei che la pensano esattamente come me e hanno i miei stessi scopi.
    Le persone pigre non sono un’anomalia del sistema di oggi, c’erano anche nel passato, ma sono meno numerose di quello che voi pensiate, molto di più sono quelli che si arrendono a questo stato di cose accontentandosi. Ce ne sono molti/molte altre che ben educati da questa classe politica hanno capito che per fare i soldi basta prostituirsi, fisicamente e intellettualmente, purtroppo non rientro nella categoria dei possibili venduti. E sicuramente esistono quelli che si sentono realizzati, ma sono un esigua minoranza e solitamente provengono già dalla classe abbiente. Viviamo in un paese poco dinamico, con un ricambio generazionale pressoché nullo, e per nulla meritocratico (anche nell’ambito della stessa Università: se aspiri al massimo, devi essere davvero brillante e devi comunque faticare molto per riuscire ad ottenere buoni risultati, perché appena abbassi la guardia, ti affondano).
    Almeno, questo è il paese che vedo e vivo io, poi non so cosa vediate e dove viviate voi.

  • Profilo di sirio60

    sirio60

    04 feb 2011 - 12:57 - #32
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    x monia
    Mi dispiace doverti deludere, ma credo di poter affermare che in questo caso il detto “ tutto mondo è paese “ sia il meglio azzeccato.
    Cosa credi di trovare all’estero comprensione, stima, amore per il prossimo,…………….??????
    Le stesse porcate che ci sono in Italia, le trovi anche altrove.
    Non devi smorzare il tuo entusiasmo per quello che vuoi fare, devi solo avere più pazienza e insisto nel dirti che l’autocommiserazione non aiuta nessuno, devi creare nell’ambito che vuoi seguire le condizioni per far risaltare le tue qualità.
    Piccolo esempio:
    Un conoscente, terminati gli studi ( lavoratore-studente ) con moglie e figlia, si è fatto due anni di tirocinio, a sue spese, per intraprendere un lavoro inerente agli studi fatti e in cui credeva molto, ma totalmente diverso dal lavoro che era costretto a fare per mantenere la sua famiglia. Questo accadeva non con il governo attuale, ma ben 35 anni fa.
    L’impegno, la coerenza, la serietà, sono valori che a lungo andare pagano sempre.
    P.S. Non è da disprezzare anche un pizzico di fortuna, ma tante volte siamo noi a creare le condizioni adatte. Con questo non voglio dire che sia tutto semplice, qualcosa deve cambiare, forse la Gelmini ha iniziato questo cambiamento sempre tanto evocato, ma sempre rimandato.

  • Profilo di monia

    monia

    04 feb 2011 - 13:06 - #33
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    Non credo che negli altri paesi sia tutto più bello, non sono un’illusa o una sciocca, ma sono certa (anche per conoscenze dirette) che in altri paesi europei, come la Germania, la Francia o l’Inghilterra, si dia più valore all’abilità del singolo, che ci sia una maggiore trasparenza e che soprattutto ci sia ancora in giro un po’ di etica e morale, elementi che mancano totalmente in questo paese. E sono dispostissima a fare altri lavori per raggiungere il mio obiettivo, ma non ho ancora il potere della bilocazione, e se un call center mi richiedere di lavorare otto ore al giorno, il tempo per fare quello e l’altro non ce l’ho. Comunque è poco credibile e attendibile riportare l’esempio di un amico che si è realizzato ben 35 anni fa, è un esempio avulso dal contesto attuale e dal mondo lavorativo di oggi.
    In definitiva, il mio impegno, la mia coerenza e la mia serietà le userò altrove, in paesi civili e veramente liberali :)

  • Profilo di sirio60

    sirio60

    04 feb 2011 - 13:22 - #34
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    E’ vero i tempi cambiano, ma le storie sono sempre molto simili e il consiglio di una persona completamente disinteressata, ma con un’esperienza di vita ormai alle spalle, credo che ti debba almeno far riflettere.