
Su Metro di mercoledì Michele Tiraboschi, professore di diritto del lavoro all’Università di Modena e Reggio Emilia ed ex assistente di Biagi, ha sostenuto che bisogna rilanciare la Legge che porta il suo nome, grazie alla quale nel periodo compreso tra il 2003 e il 2008 si sarebbero creati 3 milioni di posti aggiuntivi, facendo calare la disoccupazione dall’11 al 6,5%.
Se i dati sono veri, falsa è la premessa, ossia il fatto che tali numeri siano frutto dell’introduzione della Legge Biagi. Il mondo intero, e in particolare l’Eurozona, ha visto all’inizio del decennio scorso una forte ripresa, caratterizzata dalla creazione di milioni di posti di lavoro, di cui ha (parzialmente) beneficiato anche l’Italia.
Attribuire tale rinnovamento planetario alla Legge Biagi (che come dicevamo in un vecchio post del 2008 era solo un malriuscito calco della Legge Treu del 1997) sembra un po’ un’esagerazione.
Per spiegare meglio questo concetto possiamo ricorrere all’esempio della cicogna: in campagna nascono molti più bambini che in città. In campagna ci sono molte più cicogne che in città. Si potrebbe quindi concludere che siano le cicogne a portare i bambini. In realtà, com’è facile intuire, non esiste una relazione causa-effetto tra i due fenomeni, si tratta di una relazione apparente.
Semplicemente, in campagna è meglio per le cicogne nidificare, perchè trovano un ambiente più accogliente: allo stesso modo per varie ragioni il tasso di natalità nelle aree rurali è più alto che nelle aree urbane.
Nel nostro caso il ragionamento si applica così: nel 2003 viene introdotta la legge Biagi. Dal 2003 in poi si è visto un aumento (modesto peraltro) dell’occupazione. Quindi ciò è merito della Legge Biagi!
In realtà, come abbiamo detto prima, è stato il ciclo economico positivo a livello mondiale che ha portato grandi un generale aumento degli scambi e dell’occupazione, in cui l’Italia è rimasta un po’ al margine.
Giusto invece, come fa Tiraboschi nell’ultima parte dell’intervista puntare il dito sul fatto che non sia stata portata a regime quella riforma degli ammortizzatori sociali che avrebbe dovuto accompagnare la flessibilizzazione del mercato del lavoro. Una lacuna che è tra le cause più importanti della drammatica condizione giovanile odierna.
Si ringrazia Giovanni Abbiati per il contributo all’articolo.
Foto | Flickr.
caligola
04 feb 2011 - 15:32 - #1Invece di buttare tempo scrivendo l’esempio della cicogna, non sarebbe stato meglio dire a grandi linee CHE COSA COMPRENDEVA la riforma Biagi?
Così che ognuno si possa fare una propria idea basata sui fatti e non su quella dell’autore ;)
giulio-polisblog
04 feb 2011 - 15:35 - #2@1:
segui il link che è anche nel testo del post: http://www.polisblog.it/post/219/la-legge-biagi-tanto-rumore-per-nulla
popart
05 feb 2011 - 00:49 - #3facciano i lavori per cui arrivano gli extracomunitari.