Non sono pochi a fare gli scongiuri perché finalmente anche Silvio Berlusconi si interessa della vicenda FIAT.
Infatti entro la settimana il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi incontrerà l’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne.
La convocazione arriva dopo le dichiarazioni di Marchionne sulla possibile fusione con Chrysler nei prossimi due o tre anni, con il contestuale trasferimento di Fiat negli Stati Uniti e la creazione di quattro centri direzionali: Detroit per l’America Settentrionale, il Brasile per l’America del Sud, l’Italia per l’Europa e uno asiatico per l’Estremo Oriente.
Marchionne, si sa, ha un’altra idea di fare impresa. Che è, come dire, un’altra idea di società. Intanto il manager col maglione vuole fare una Fiat-Chrysler made in Usa perché sarà un società americana, tutta americana, quella che Marchionne ha in mente.
Avrà negli Stati Uniti la sua sede legale, applicherà le leggi di quel Paese”. È quanto si legge in un retroscena di Repubblica, secondo cui “il governo italiano è quasi rassegnato”. “Chi ha avuto modo di parlare in privato con Sacconi - prosegue il giornale - sa che il ministro si è convinto che l’ipotesi americana è molto concreta, quasi scontata”.
Ora il problema per il governo, precisa il giornale, “è ottenere certezze sulle missioni non solo produttive ma anche direzionali e progettuali di Torino. Perché, insomma, stia in Italia l’head-quarter per l’area e il mercato dell’Europa e anche dei paesi emergenti del Nord Africa”.
Aspettando Berlusconi. Terremoto in vista?
gunny
07 feb 2011 - 12:12 - #1speriamo non finisca come la faccenda Alitalia, qui a Malpensa ne stiamo pagando le gravi conseguenze….
help4desk
07 feb 2011 - 12:40 - #2Il put.taniere si mette a far finta di parlare con Marchionne.
L’obiettivo è ormai solo avere una foto ricordo.
Da quanto Marchionne non si è sottoposto come un Colaninno qualsiasi, è stato abbandonato al suo destino (l’esatto opposto di quanto hanno fatto Germania, Francia e USA col settore automobilistico, dove in particolare Obama ha ringraziato personalmente l’AD Fiat). E lui è riuscito a inglobare Chrysler al suo gruppo, diventando ormai più americano che italiano mentre il governo italiano dormiva (con le escort).
Marchionne non ha più bisogno dell’Italia, e il piduista annoiato dalle sue orgie non ha più nulla da offrire o contrattare.
Sarà pura passerella. Adieu, Fiat è ormai Chrysler
petauro
07 feb 2011 - 12:51 - #3Povero vecchio Presidente dell’inchiostro simpatico sulle cartoline zozze,
con tutti i pensieri che ha tra giustizia, baldracche, minorenni, amici mafiosi, sgretolamento della leadership interna, insomma, con tutto questo deve anche occuparsi della Fiat????
E’ un paese antidemocratico che non gli permette di occuparsi di se stesso come dovrebbe. Maledetti italiani sempre nei momenti sbagliati gli rompete la scatole.
Ma non so cosa darei per assistere alle sue riunioni con la gente che quando lo vede si mette la mano davanti alla bocca e ride.
Ormai fa solo videomessaggi come Jakson quando stava cadendo a pezzi.
Buona giornata presidente della tua fine.
pigi
07 feb 2011 - 12:57 - #4Per gli italiani l’importante è che investa, che mantenga in Italia fabbriche, centri di ricerche, progettisti.
D’altro canto è ridicolo pensare che una società che ha la potenzialità per produrre diversi milioni di auto l’anno possa avere tutto in Italia. Speriamo che riescano a favorire il mantenimento di alcuni settori, la ricerca e la progettazione di auto piccole, dei motori diesel.
Anche Finmeccanica ha stabilimenti in diversi paesi, eppure è una fabbrica a capitale pubblico prevalente.
tigre2010
07 feb 2011 - 13:05 - #5Pian pianino marchionne sta spingendo il suo tronchetto della felicità in c.u.l…o agli italiani, prima prendendo in giro gli operai (brutta gente che non vogliono fare accordi ma solo scioperare per vedere le partite in tivù), poi portando via la fiat… e mister.b che fà? Lo invita a palazzo, non sabato (c’era ruby), non domenica (minetti) ma oggi….
help4desk
07 feb 2011 - 13:07 - #6….io speriamo che me la cavo. I soliti italiani a sperare nello stellone mentre Marchionne porterà anche la sede principale negli USA. In Italia resteranno si e no aperti gli stabilimenti, la R&D la stanno già spostando -ADESSO- (hanno appena chiuso il centro training), proprio mentre il capo del governo era “impegnato” con Ruby e il ministero dell’industria è rimasto vacante 4 mesi. E’ proprio vero, la speranza è l’ultimo rifugio degli incapaci.
NB: Fiat è privata mentre Finmeccanica è pubblica (e se non lo fosse sarebbe già fallita)
pigi
07 feb 2011 - 13:37 - #7#6
Finmeccanica è una società quotata in borsa con buoni utili:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/11/04/finmeccanica-calano-utili-nuovi-ordini.html
Forse confondi con l’Alitalia di una volta, altrimenti non si spiega. Comunque ecco il solito link divulgativo su wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Finmeccanica
Anche la Fiat è una società impegnata nel mercato globale, che fa le sue scelte sulla base delle convenienze economiche, non certo sulla base di Ruby.
Meno male che a Mirafiori ha vinto il sì e gli investimenti dovrebbero farsi, ma se avesse vinto il No, rendendoli impossibili, cosa ci poteva fare il governo?
help4desk
07 feb 2011 - 13:48 - #8Finmeccanica in borsa E’ ST. Se togli la sua quota di ST (che è, per fortuna, privata grazie al capitale francese) è solo un’azienda che vive di grandi commesse, per lo più pubbliche.
help4desk
07 feb 2011 - 13:53 - #9E’ ovvio che, visto che il governo e il sindacato hanno dormito per tre anni, a Mirafiori non poteva che vincere il SI. Marchionne è stato lasciato da solo e ha fatto quel che voleva, o meglio, quel che poteva.
Un governo e un sindacato seri avrebbero dovuto porsi il problema Mirafiori (ma anche Termini Imerese, Melfi, Pozzuoli) ANNI FA.
Invece dormivano, o meglio, trom.bavano mentre il Paese affondava.
Così Marchionne l’americano se li è trombati espatriando e trattando l’Italia come un paese off-shore qualsiasi.
E ora fingono pure di svegliarsi…….mentre il Paese non fa che andare ad Arcore…………………………
………………………………….a Putt.ane!
pigi
07 feb 2011 - 14:16 - #10Non capisco i governi cosa dovrebbero fare, in particolare, per la Fiat. Altri incentivi per la rottamazione? E basta, no?
I governi dovrebbero aiutare l’industria in generale, non solo la Fiat, per risolvere le questioni che ci penalizzano nei confronti degli altri paesi: prelievo fiscale, costo dell’energia, adempimenti burocratici…
Dare altri soldi alla Fiat vuol dire toglierli agli altri.
sergione1941
07 feb 2011 - 14:39 - #11XPIGI#10
Quoto convintamente.
help4desk
07 feb 2011 - 18:04 - #12Cosa dovrebbe fare un governo?
Vabbè che siete abituati al Bunga Bunga e al Processo Breve, ma i Governi seri fanno una cosa che si chiama Politica Economica.
Obama ha trattato direttamente con Fiat l’acquisto di Chrysler, permettendone l’acquisizione e le agevolazioni economiche, salariali, organizzative IN ACCORDO COL SINDACATO a determinate condizioni. Che sono state puntualmente rispettate da Fiat, tanto che due settimane fa Marchionne ha festeggiato con Obama in anticipo il raggiungimento dei traguardi per il 2011.
E cosa ha fatto il nostro Nerone? Anzichè andare a parlare con Marchionne è andato da Ruby (o, meglio, si è fatto mandare Ruby a casa come un put.taniere qualsiasi).
Un collega USA oggi mi ha detto: strano paese l’Italia.
Da noi uno che va a put.tane invece che a lavorare viene licenziato.
Da voi, diventa premier
Come dargli torto?