
I quotidiani stranieri continuano a non perdere di vista lo scandalo Berlusconi - Ruby - Bunga Bunga che sta infiammando la cronaca politica italiana, come abbiamo visto nelle ultime puntate della rassegna stampa estera di polisblog.
L’autorevole The Economist ad esempio, si è concentrato su una prima, grande differenza tra l’Italia e il resto del mondo:
La soluzione a questa crisi che si potrebbe suggerire nella maggior parte degli altri paesi è stata categoricamente esclusa dal Presidente del Consiglio il 18 gennaio. “Rassegnare le dimissioni?”, ha chiesto i giornalisti, “siete matti?” Ancora una volta sembra determinato a non affrontare le critiche che avrebbero convinto personaggi pubblici più normali al ritiro, magari in un monastero.
Questo è il settimo scandalo sessuale in cui è stato coinvolto personalmente Berlusconi. Ma, come dimostrato dai precedenti, i meccanismi che guidano i politici altrove in realtà non si applicano in Italia, o almeno non per Berlusconi. La maggior parte dei leader politici degli altri paesi sono convinti, dai loro stessi seguaci e “per il bene del partito” ad andarsene prima che tutte le accuse arrivino in tribunale. Ma da quando, nel 2005, una legge elettorale introdotta dal precedente governo Berlusconi, ha reso i parlamentari italiani interamente dipendenti per la rielezione dal loro leader, che decide dove collocare i candidati delle liste di partito, questo tipo di ribellioni sono quasi impossibili da organizzare. Ciò è particolarmente vero nel Popolo della Libertà (PdL), movimento fondato dal Presidente del Consiglio, molti dei cui deputati devono la loro carriera politica a Berlusconi. (..) Restano due grossi questioni dovuti a questa situazione incerta. Uno è che il governo, che non ha potuto fare molto negli ultimi due anni a causa del suo leader più volte distratto dai problemi che egli stesso ha creato, resterà inerte per i mesi a venire, incurante dei problemi economici dell’Italia. Il secondo rischio, forse maggiore, che è stato suggerito da Berlusconi questa settimana, è che egli potrebbe chiedere un nuovo mandato per annientare l’indipendenza del potere giudiziario in un’elezione che potrebbe minacciare le fondamenta, vecchie di 150 anni, del suo paese. Povera Italia.
In Francia L’Express ha ripercorso le tappe principali della vicenda, in un articolo titolato ironicamente “Rubygate: Berlusconi Urbi et orgies“:
Per far sì che quei guastafeste della polizia la rilasciassero, Berlusconi aveva inizialmente spiegato loro, che si trattava della “nipote di Mubarak”, il presidente egiziano. “Si, ed io sono la regina Nefertiti”, ha ribattuto ironicamente una p.m. di Milano. La battuta non sarebbe che l’ennesimo episodio di avventure a metà strada tra il Satyricon su megaschermo ed un film di second’ordine se ne esistessero oggi, alla procura, 389 pagine di atti ed intercettazioni telefoniche vietate ai minori di 16 anni. Al centro di tutte queste finezze, una giovane partecipante riferisce, in uno sprazzo di lucidità, un interrogativo che tutti si pongono: a forza di passare le sue notti “a toccare il culo alle ragazze davanti a tutti, mi chiedo come faccia il giorno dopo a lavorare”. L’Europa è sbalordita, il debito pubblico italiano ha raggiunto il 118% del PIL, i giovani sono disperati e Silvio ama le donne. Almeno con lui, non ci si annoia mai nel grande cabaret che governa l’Italia da 15 anni, mescolando con noncuranza l’esibizione del privato e la bassa concezione della donna e della politica, entrambe comprabili. Duemila italiane, indignate, hanno firmato una petizione per spiegare a Berlusconi, che grida al complotto, che tutte le donne del paese non sono delle puttane. A parte ciò, il “sexgate” non cambia nulla, per il momento, per quanto riguarda il voto. Secondo un recente sondaggio, la metà del paese (49%) pensa che il presidente debba dare le dimissioni, l’altra metà (il 45%), no. Perchè?
In un fondo su El Pais Almudena Grandes ha puntato sulle grandi citazioni:
“L’Italia è un Paese ridicolo e sinistro”. Nel settembre 1975 (..) Pier Paolo Pasolini scrisse queste parole. (..) 35 anni dopo, Berlusconi incarna la visione pasoliniana della realtà con tanta maestria, come se stesse interpretando il ruolo principale nell’opera postuma dell’artista. I capelli tinti ed il viso coperto di trucco, le sue disperate ostentazioni giovanili di seduttore senile battono ogni giorno i suoi record di indecenza, senza che molti dei suoi concittadini trovino motivi per smettere di celebrare le sue pagliacciate. Non voglio essere sgradevole, ma Berlusconi mi sembra più sinistro che ridicolo. Per provare che i sociologi degli anni settanta avevano ragione quando avvertivano che la società italiana anticipava l’evoluzione del resto del continente, basta contemplare le maschere della principessa del popolo e la sua corte di enormità. Sotto c’è una faccia brutta e volgare che nessuno vuol vedere. È la magia della televisione. Quando la triviale rappresentazione del cannibalismo smetterà di essere un ameno passatempo da godersi in famiglia, allora forse le sue stelle si saranno trasferite nei seggi del Governo e ci sarà qualcuno che dirà che è pura democrazia. Conviene prepararsi al peggio, leggete Pasolini.
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09 feb 2011 - 15:01 - #1lo scandalo e’ l’ uso golpista dei pm di parte.
nchomsky
09 feb 2011 - 15:06 - #2Ci sarà da divertirsi tra un mese alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Cioè di uno Stato che, ammesso che sia mai esistito, è defunto da un pezzo. Ci sarà da pagare il biglietto per vedere le massime cariche e soprattutto scariche magnificare le virtù civiche di Cavour, Mazzini, Garibaldi, Gioberti e altri poveri ingenui che dedicarono la vita a un ideale oggi finito nelle mani che sappiamo. Sarà avvincente soprattutto ascoltare la prolusione di B. dal titolo “Cavour, il senso dello Stato e io modestamente lo nacqui”. Infatti l’altro giorno al vertice Ue non ha detto una parola di politica estera. Anzi no, una cosa l’ha detta: “Qui ci occupiamo dell’Egitto, ma c’è un altro Paese sull’orlo della catastrofe: l’Italia, dove i giudici vogliono processarmi”. Pare che la Merkel stesse chiamando l’ambulanza. Al Centocinquantenario non potrà mancare, magari per la rievocazione delle cinque giornate di Milano, il prefetto Gian Valerio Lombardi (già noto per l’immortale frase: “A Milano e in Lombardia la mafia non esiste”): quello che si mette sull’attenti quando Marysthell Polanco, la pupa del narcotrafficante Carlos Ramirez appena arrestato con 12 chili di coca e condannato a 8 anni, lo chiama sulla linea privata (il numero l’ha avuto da Palazzo Grazioli), gli dice di essere amica del premier e dunque pretende permesso di soggiorno e cittadinanza italiana. E lui che fa? Le dice di mettersi in fila alla questura con tutti gli altri? No, la riceve due volte nel suo ufficio e, siccome a Milano parcheggiare è un sogno, la fa entrare con l’auto nel cortile del Palazzo del governo, magari accanto alle volanti che hanno arrestato il narcofidanzato. Alla fine, fantozzianamente, il servitore dello Stato si raccomanda con la pupa del gangster (Carlos, non Silvio): “Mi saluti il presidente quando lo vede”. La selezione dei prefetti della Repubblica dev’essere severissima, se si pensa alle gesta di Carlo Ferrigno, già questore di Torino e poi prefetto di Napoli, direttore centrale dell’Ucigos e commissario anti-racket. Quando Maria Makdoum, 20 anni, danzatrice del ventre, si stufa di studiare e vuol saltare la fila per andare in tv, ci pensa lui: il superprefetto chiama Lele Mora (chi non ha il numero di Lele Mora?) e affida la ragazza nelle sue sapienti mani, poi l’accompagna a Palazzo Grazioli. E ci dev’essere qualche giovin Ferrigno anche alla Questura di Milano, se è vero che Ruby fu rilasciata in tutta fretta dai funzionari che poi omisero di annotare nelle relazioni ufficiali la telefonata del premier. Pure alla Consulta la selezione dev’e s s e re draconiana, se si pensa che riuscì a diventarne presidente persino Antonio Baldassarre, ora imputato per aggiotaggio per essersi inventato con documenti falsi una inesistente cordata per Alitalia: per dire in che mani era, fino a qualche anno fa, la Consulta. Sempre per la serie “servitori dello Stato”, si segnala l’a s s e s s o re regionale al Territorio della Lombardia, il leghista Daniele Belotti, indagato con altri 103 ultrà dell’Atalanta accusati di pesanti violenze dentro gli stadi e fuori. È la famosa tolleranza zero del ministro Maroni (chissà se il Belotti aveva la tessera del tifoso). Lo sgovernatore Formigoni, già comprensibilmente orgoglioso di aver portato al Pirellone la nota statista Nicole Minetti, aggiunge un’altra perla alla sua collezione di servitori dello Stato. Ma si può fare di meglio, come dimostra il viavai chez B. di Ghedinilongopecorellalfano per vedere come usare governo e Parlamento per abolire l’ennesimo processo al premier. All’uscita, coi pantaloni strappati in corrispondenza delle ginocchia, questi servitori dello Stato biascicano che “la Procura viola la Costituzione”. Parola dei maggiori produttori di leggi incostituzionali della storia dell’umanità. Forse, in vista del Centocinquantenario, è il caso di provvedere a una riformina linguistica: i servitori dello Stato c’e ra n o quando c’era lo Stato; oggi ci sono i servitori. (di Marco Travaglio su Il Fatto)
popart
09 feb 2011 - 15:39 - #3che noia, solita propaganda inutile…
boh1
09 feb 2011 - 16:35 - #4sì invece le tue solite frasette tutte uguali su ogni post sono proprio stimolanti..
sergione1941
09 feb 2011 - 16:37 - #5Già, tutte invenzioni……Anche il discorso, fuori tema, a Bruxelles.
Sempre sulle osservazioni che i panni sporchi vanno lavati in casa propria!
nchomsky
09 feb 2011 - 16:50 - #6NOI ITALIANI SIAMO TUTTI “RICCHI”:
«Abbiamo un debito pubblico elevato ma dei cittadini che sono ricchi». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, parlando a Palazzo Chigi al termine del Cdm che ha varato il piano per la crescita.
«Non abbiamo aumentato il debito pubblico - ha sottolineato - e abbiamo dimostrato di poterlo sostenere. Abbiamo compiuto un passo importante quando nel consiglio dei capi di Stato e di governo europei siamo riusciti a fare accettare un nuovo principio, quello che nella valutazione del benessere di un paese si aggiungesse anche il risparmio e la finanza privata. Questo ci porta a essere in Europa al secondo posto per solidità del sistema economico, appena staccati dalla Germania perché abbiamo un debito pubblico elevato ma dei cittadini che sono ricchi».
help4desk
09 feb 2011 - 17:28 - #7I panni sporchi si lavavano in casa propria nell’Ottocento e forse nemmeno allora.
Ora facciamo parte dell’Europa, e se siamo un cadavere che affonda l’Euro, loro hanno tutto il diritto di espellerci e mandarci sanzioni economiche se pensano che ne sia il caso. Tu tratteresti questioni riservate a livello giudiziario, politico e economico ad un premier a casa del quale passano 20 troje al giorno, non perquisite, e si portano via il tutto con registrazioni e telefonino con Corona che poi rivende il tutto tramite la Mafia?
sergione1941
09 feb 2011 - 18:18 - #8La domanda era per me? Da tempo sostengo che Berlusconi è un gran furbone, simpatico e affascinante per taluni, ma non certo intelligente. Gli ultimi fatti lo dimostrano: con i suoi mezzi, io nei suoi panni , i ca77i mie me li sarei fatti meglio!
sergione1941
09 feb 2011 - 18:32 - #9Questi bruttissimi fatti di cronaca, Avetrana, Yara, queste gemelline sparite, sembrano dei casi appropriati per distogliere l’italiani da argomenti più impotanti. Vengono strumentalizzati in questo senso? Sono troppo maligno?
help4desk
09 feb 2011 - 19:02 - #10La realtà supera l’immaginazione.
“Per perseguitare Berlusconi vengono spesi soldi dei contribuenti che potrebbero essere usati per trovare Yara”: parole di Mariastella Gelmini, ministro (ben noto per gli ottimi risultati negli “orali”), e sciacallo capo
luna8
09 feb 2011 - 19:32 - #11I berlusconiani accecati dall’amore per B. risponderebbero che questi giornali stranieri o sono di sinistra o sono manipolati dalla sinistra italiana, tutto falso insomma, B. vittima di una persecuzione giudiziaria senza precedenti. B. non si dimetterà mai ed io non credo che alle elezioni gli italiani lo bocceranno, se cadrà sarà per mano della magistratura che ha delle prove evidenti della sua disonestà, ma , forse, anche stavolta troverà un escamotage… In ogni caso continuo a sperare che gli italiani aprano gli occhi.
sergione1941
09 feb 2011 - 20:04 - #12Giuliano Ferrara terrà una manifestazione pro Cav. nel teatro Dal Verme.
Sarà una coincidenza?
help4desk
09 feb 2011 - 21:47 - #13Sono alla canna del gas.
Ora tirano fuori il nuovo decreto legge contro le intercettazioni.
Ne hanno combinate così tante che si potrebbe andare avanti fino al 2020, quindi cercano di cancellare tutto. Per legge.
help4desk
09 feb 2011 - 21:48 - #14I giudici chiedono rinvio a giudizio di Berlusconi in nome della Legge.
Silvio: “Ma è legale questa cosa qui?”
popart
10 feb 2011 - 00:17 - #15sarete corrosi dal vostro odio.
help4desk
10 feb 2011 - 00:38 - #16Odio? Nooo, quello lo lascio per altri soggetti: nel caso del tuo badrone si chiama senso morale cara la mia mezza pippa
sergione1941
10 feb 2011 - 00:40 - #17Porta a Porta- E. Letta- Romani - richiesta di giudizio di B. dai Pm di Milano. Poco fa.
Romani, di fatto, ammette che se il fatto fosse investito il Tribunale dei ministri, la camera voterà l’autorizzazione, Che non ha mai autorizzato niente. Invoca la sovranità del parlamento, ” dimenticando” l’assevimento della maggioranza al potere berlusconiano Letta questo non può dirlo, ma lo dico io!
sergione1941
10 feb 2011 - 00:49 - #18Errata corrige: ” Non voterà l’autorizzazione”
Contemporeamente Romani sta dicendo che gli italiani non parlano più al telefono per paura di essere intercettati! Cavolate! Qualcuno che frequenta questo blog ha paura di essere intercettato mentre litiga con la moglie?
help4desk
10 feb 2011 - 01:12 - #19hahah! pagliacci.
Per le intercettazioni serve almeno la firma di un giudice (habeas corpus)
Invece la polizia può scrutare impunemente in tutti gli account facebook (facebook ha rilasciato le chiavi) SENZA un mandato. E in tal caso non è prevista la firma del giudice, la polizia fa quel che vuole. E figurati se il partitu-du-pilo di berlusconi protesta.
La polizia la controllano, i giudici (ancora) no.
popart
10 feb 2011 - 07:51 - #20deve creare frustrazione dover ricorrere ai pm di parte che tutti vedono illegali perche’ la propria ideologia e’ fallita, il proprio partito non ha idee, leaders, programmi, la gente non non gli crede.
ma come si fa ad essere nel 2011 di sinistra?
arrendetevi all’ evidenza, siete al fallimento…
help4desk
10 feb 2011 - 09:44 - #21appunto, pippone, catalogare una persona libera come di “sinistra” è una gran stron.zata
Sei tu che non ci arrivi perchè nel tuo unico neurone vive l’equazione BERLUSCA=BUONO=DESTRA
I nostri cervelli sono un pò più complessi, lo noti dai ragionamenti che toccano cose astratte come la giustizia (nota invenzione di Stalin).
Quindi rassegnati, non è colpa tua, per come sei fatto puoi solo tifare quella roba lì
coraggio_il_meglio_e_passato
10 feb 2011 - 11:53 - #22@popart:
spegni il disco mantrico che c’hai in testa e ricomincia a pensare.. oddio, diciamola semplice. usa il neurone che hai intesta..
la destra capitalista sta fallendo da due anni = da quando è cominciata ’sta crisi che voi state ancora rinnegando.
non fallisce una parte politica, casomai chi continua a credere a ’sto vecchietto viagradipendente a cui vorreste dare la figlia se nn la moglie purchè paghi..