Progetto PRISM, scandalo Datagate. Obama: "il Congresso sapeva". L'Ue preoccupata.

E' bufera sull'amministrazione Obama dopo gli scoop sul Programma PRISM: spiati cellulari e i server di società online.

L'Ue "vicenda preoccupante"

Il Commissario europeo per gli affari interni Cecilia Malmstrom si è espressa, a nome dell'Unione, sullo scandalo PRISM Datagate: "

Siamo naturalmente preoccupati per le possibili conseguenze sulla privacy dei cittadini europei, ma è presto per trarre delle conclusioni: contatteremo la nostra controparte per avere ulteriori delucidazioni."

Il Presidente Obama: "Il Congresso sapeva"

19.40 - E' una vera e propria bufera quella che si sta abbattendo in queste ore sull'amministrazione Obama: nel pomeriggio il Washington Post ha pubblicato un articolo in cui si rincara la dose sullo scandalo ribattezzato Datagate: oltre a Verizon, la Nsa e l'Fbi avrebbero controllato anche le utenze di Sprint (55 milioni di utenti) e AT&T (107,3 milioni) e i movimenti delle carte di credito.

Il Presidente Obama, nel pomeriggio, ha risposto ad una domanda di un giornalista spiegando come il Progetto PRISM sia noto al Congresso già dal 2007 anzi dallo stesso Congresso autorizzato più volte con sostegno bipartisan:

"Io e il mio staff diamo una valutazione a questo programma e crediamo che il suo obiettivo sia quello di prevenire il terrorismo: non c'è nulla di segreto ma di riservato. [...] nessuno ha mai ascoltato delle telefonate."

ha detto Obama, spiegando che tale programma è legale, "limitato" e rispetta appieno la Costituzione americana.

James Clapper, direttore della Nsa, ha spiegato che la Sezione 702 del Foreign Intelligence Surveillance Act ha l'unico scopo di acquisire informazioni dall'intelligence straniera, definendo "riprovevole" la divulgazione di questo scandalo da parte dei media.

Uno scandalo che rischia di allargarsi anche oltremanica, il Guardian rivela anche che l’agenzia per la sicurezza elettronica britannica, la Gchq, dal 2010 avrebbe avuto accesso al programma PRISM.

Il New York Times: "abuso di potere"

Aggiornamento 12:40 - Nell'editoriale di oggi, il New York Times, giornale storicamente democratico, usa parole pesantissime nel descrivere e spiegare il nuovo scandalo intelligence sul Programma PRISM. Il quotidiano newyorkese accusa l'amministrazione Obama:

"Vengono usati i soliti luoghi comuni ogni volta che il presidente Obama viene accusato di abuso di potere. [...] queste rassicurazioni non sono mai state convincenti, sopratutto perchè provenienti da un presidente che ha sempre promesso trasparenza e responsabilità."

E' un vero e proprio scandalo quello che sta investendo l'amministrazione Obama in queste ore: dopo lo scoop del Guardian sulle utenze Verizon intercettate dalla Nsa (National Security Agency) e dall'Fbi (Federal Bureau of Investigation) tocca al Washington Post rincarare la dose, svelando quello che qualcuno ha già annunciato come il "watergate democratico": il Programma PRISM.

Secondo il quotidiano americano il controllo delle utenze telefoniche non sarebbe l'unico "abuso di potere" messo in atto in nome della "sicurezza nazionale": il governo Usa avrebbe infatti accesso anche ai server dei giganti del web, Google, Facebook, Aol, Yahoo, Apple, Microsoft, attraverso il Programma PRISM.

Il Programma PRISM sarebbe un segretissimo programma governativo non ufficiale di controllo sociale ai fini di sicurezza nazionale, con il quale l'Fbi avrebbe accesso ai server delle più importanti aziende operanti in rete, compresi i colossi del web; l'accesso diretto ai server dati di Microsoft ed Apple, ma sopratutto dei social network come Facebook, Skype, del gigante Google, in modo da poter letteralmente entrare nelle vite delle persone "osservate" sta scatenando un'ondata di indignazione di immani proporzioni.

Il quotidiano New York Times, tradizionalmente vicino ai democratici, ed al presidente Obama, già al primo scandalo sulle utenze telefoniche Verizon aveva aspramente criticato il presidente e la sua amministrazione

"che ha perso completamente credibilità: si tratta di un abuso di potere che richiede vere spiegazioni ma fino ad oggi il governo ha risposto con le stesse banalità che ha usato ogni volta che il presidente Obama è stato sorpreso a eccedere nell'uso dei suoi poteri."

Parole durissime che certamente domani mattina, le rotative a New York stanno già girando, verranno rimpolpate con questo ennesimo scandalo. Secondo il Washington Post, che ha aperto questo nuovo vaso di Pandora, il programma segreto PRISM sarebbe molto simile a quello, altrettanto controverso, voluto dall'ex presidente George W. Bush dopo l'11 settembre; le aziende per aprire i loro server alle autorità e acquistare l'immunità da azioni legali devono ottenere una direttiva dal procuratore generale e dal direttore nazionale dell'intelligence, non esattamente dunque una trasparenza forzata anche se, come sostenuto anche da Google,

"di tanto in tanto alcuni sostengono che abbiamo creato una porta per il governo nel nostro sistema, ma Google non ha alcuna porta per il governo per accedere ai dati degli utenti."

Apple invece ha negato qualsivoglia coinvolgimento:

"Non siamo a conoscenza di nessun PRISM. Apple non fornisce dati ad alcuna agenzia governativa con modalità di accesso diretto, ma solo ed unicamente dietro l'ordine di un tribunale."

Il governo ha tentato immediatamente di soffiare sul fuoco, ammettendo l'esistenza del Programma PRISM ma spiegando che tale bacino di informazioni cui l'Fbi avrebbe accesso riguarda solo i cittadini non americani o che vivono fuori dagli Stati Uniti, nell'ottica di una tutela completa della sicurezza nazionale da nemici esterni. James Clapper, direttore della Nsa, ha inoltre detto che le inchieste del Guardian e del Washington Post sono

"piene di errori: tutte le informazioni raccolte nell'ambito di questo programma sono tra le informazioni di intelligence più importanti mai raccolte. Sono state usate per proteggere la nostra nazione da una gran quantità di minacce."

La credibilità del presidente Obama che, lo ricordiamo, è anche un Premio Nobel per la Pace, si sta sgretolando sotto la miriade di piccoli e grandi scandali: l'elettorato democratico è sempre più confuso e paragoni come quello dell'Huffington Post, quel G.W. Obama di ieri, non aiutano.

  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO