
Dopo la manifestazione di sabato al Palasharp con le presenze di Eco,Saviano e Zagrebelsky a chiedere a gran voce le dimissioni di Berlusconi, è da qualche giorno che il Fatto Quotidiano con a capo Paolo Flores D’Arcais ha iniziato una campagna per convincere Saviano a diventare leader di una coalizione che sconfigga Berlusconi e i suoi alle prossime elezioni politiche.
Scrive Flores D’Arcais in un editoriale sul Fatto di oggi:
Caro Roberto, ho riascoltato su Internet il tuo intervento al Palasharp, dove hai scandito, fra le ovazioni, che “non ha senso avere le mani pulite, se si tengono in tasca”. Un invito a impegnarsi direttamente in politica, visto che hai concluso con un “è molto facile star lontani dall’agone e sentirsi puri”. Come darti torto?
Viviamo in una democrazia parlamentare (anche se ridotta in macerie da un regime di “populismo proprietario”, che conosce solo la libertà mannara dei prepotenti e delle cricche), e dunque non c’è protesta, movimento di massa, iniziativa popolare, indignazione e rivolta morale, che possa porre fine al cupo “quasi ventennio” arcoriano se non si prolunga in un coerente esito elettorale.
L’idea Saviano ingolosisce parecchio, per il fatto che viene visto come uomo dal nome altisonante, con una reputazione convincente, senza macchia e bipartisan, un nome nuovo, abituato al confronto politico massmediatico per il quale non sarebbe quasi necessario fare campagna elettorale vista l’altissima visibilità, in crescita continua dopo Vieni via con me.
Effettivamente l’idea di Flores D’Arcais pare vincente, almeno a livello numerico. Una figura che recuperi i voti persi dal Pd a sinistra e coinvolga gli elettori di destra stufi del regnante di Arcore. Conclude il giornalista, dopo una lunga digressione sui bisogni concreti e morali del paese:
Tu sai perfettamente che nei prossimi mesi, ma potrebbe essere anche nelle prossime settimane, si giocherà il futuro dell’Italia almeno per una generazione. Tra chi vuole realizzare la Costituzione democratica e chi la vuole distruggere, la partita è infatti a somma zero. Berlusconi, se vince, non farà prigionieri, e dell’edificio della democrazia nata dalla Resistenza non lascerà una sola pietra. Vogliamo agire di conseguenza?
L’appello sembra forte e con un suo perché, ma un dubbio resta: Saviano nasce come giornalista e cresce come scrittore, ora anche prestato alla televisione. Siamo sicuri non sia cosa buona e giusta resti a fare quello che sa far meglio senza lasciarsi coinvolgere in epici slanci risorgimentali dai dubbi esiti? Voi che ne pensate?
sandokan71
09 feb 2011 - 14:17 - #1…non scherziamo.
screech87
09 feb 2011 - 14:24 - #2…sicuramente meglio questa di notizia che la rinascita del PCI di qualche giorno fà! -_-”
threepwood
09 feb 2011 - 14:28 - #3non serve a niente cambiare il tetto a una casa senza fondamenta…il Pd pensa solo ai nomi, ma ancora non ha capito che deve pensare ai programmi prima di tutto, e a riavvicinarsi al territorio che continua ad abbandonare…si parla troppo di Berlusconi e sempre meno di progetti per il paese…lo dice un elettore Pd pentito!
pigi
09 feb 2011 - 14:31 - #4Penso che vogliono far governare Berlusconi anche impagliato o imbalsamato.
Saviano quindi avrà il lavoro assicurato, e anche Flores D’Arcais.
Senza Berlusconi cosa farebbero Flores D’Arcais e gli altri antiberlusconiani militanti? Diventerebbero disoccupati.
Quindi fanno in modo da mantenere Berlusconi al governo fino al momento della dipartita e oltre.
zoe57
09 feb 2011 - 14:44 - #5penso che uno scrittore dovrebbe fare lo scrittore. E che dovremmo smettere di giocare alla Repubblica fondata sulle televisioni. Non è possibile scegliere il premier in base a quanto è popolare, altrimenti si fa il gioco del magnaccia di Arcore. L’unico progetto politico serio a sinistra ha un nome e un cognome: Nichi Vendola.
Diegofuckk
09 feb 2011 - 14:47 - #6Saviamo in politica…mi fa solo di marketing
popart
09 feb 2011 - 15:02 - #7non conta il capo ma i programmi.
la sinistra non sa da che parte iniziare…
nchomsky
09 feb 2011 - 15:13 - #8Roberto, se non ora quando?
Caro Roberto, ho riascoltato su Internet il tuo intervento al Palasharp, dove hai scandito, fra le ovazioni, che “non ha senso avere le mani pulite, se si tengono in tasca”. Un invito a impegnarsi direttamente in politica, visto che hai concluso con un “è molto facile star lontani dall’agone e sentirsi puri”. Come darti torto? Viviamo in una democrazia parlamentare (anche se ridotta in macerie da un regime di “populismo proprietario”, che conosce solo la libertà mannara dei prepotenti e delle cricche), e dunque non c’è protesta, movimento di massa, iniziativa popolare, indignazione e rivolta morale, che possa porre fine al cupo “quasi ventennio” arcoriano se non si prolunga in un coerente esito elettorale.
Il Palasharp si chiamava nove anni fa Palavobis, e allora furono quindicimila cittadini dentro e trentamila fuori a manifestare la stessa indignazione e volontà di democrazia, rispondendo al “resistere, resistere, resistere!” di Francesco Saverio Borrelli. Molti di quei cittadini probabilmente erano ad applaudire il tuo “sogno di un altro paese”. E nei nove anni trascorsi, assieme a tante altre centinaia di migliaia di concittadini, hanno riempito piazza San Giovanni e il quartiere limitrofo almeno tre volte, e piazza Navona, e piazza del Popolo, per non parlare delle tante lotte contro le mafie, che spesso hanno visto protagonisti i più giovani. O le lotte sindacali e operaie, quelle dei precari, e infine il movimento degli studenti.
Nessun paese occidentale vede da anni una tale imponente e inesausta mobilitazione di massa della società civile. Eppure il regime di Berlusconi ha potuto proseguire nella sua opera di demolizione della Costituzione repubblicana. Perché nei rapporti di forza politici, che hanno nel Parlamento il pallottoliere dove si tirano le somme, quella straordinaria mobilitazione non ha trovato rappresentanza, e neppure voce. A chi ti rivolgevi, perciò, col tuo accorato e inoppugnabile monito? Alle centinaia di migliaia di tuoi e miei concittadini che con la generosità della passione civile hanno continuato a scendere in piazza ma non hanno ancora trovato la pazienza e la forza di dar vita a liste elettorali che li rappresentassero? Immagino che intanto tu ti indirizzassi a chi, in tutti questi anni, troppe volte ha preferito restare a casa, a lucidare il suo “particulare” e infiocchettarlo con schifate esortazioni a non “fare il gioco di Berlusconi”, come se non fosse proprio il rifiuto ad accettare l’invito alla piazza che gli “estremisti” e “girotondini” e “viola” rivolgevano loro, a facilitare la putinizzazione dell’Italia. Le gerarchie del Pd, in primo luogo, se non vogliamo avvitarci in quelle ipocrisie che tu, citando Gobetti e Camus, evidentemente consideri nefaste. Ma anche taluni che hanno preso la parola al Palasharp – sempre se vogliamo prendere sul serio la lezione di Gobetti e Camus – e che per anni hanno rifiutato di contaminarsi, in nome dell’unità e del realismo, ça va sans dire, con quel giustizialismo cui di fatto devono oggi riconoscere la sola descrizione tempestiva e puntuale del potere berlusconiano.
Proprio perché, caro Roberto, “è venuto il tempo di pensare a ciò che siamo e ciò che vogliamo”, per ripetere la frase con cui hai chiuso il tuo intervento, e proprio perché avevi richiamato, pochi secondi prima, la “rivoluzione a cui Monicelli faceva riferimento”, bisognerà pur sostanziarla di proposte concrete quella “priorità dell’unità” che hai martellato come imprescindibile e che è sempre nei voti di tutti, ma poi si scontra con le tentazioni all’accomodamento col regime, deprimente spettacolo cui troppe volte i cittadini hanno dovuto assistere (di cui l’inciucio ha costituito solo il degradante diapason) e a cagione del quale in tre/quattro milioni circa, nel volgere di due o tre anni, sono passati dal voto per il Pd al ritiro in un personale e angosciato aventino del non voto.
Tu sai bene che sul recupero di questi non-voti si giocherà il risultato delle prossime imminenti elezioni. Se non ci sarà, Berlusconi grazie alla legge “Porcata” avrà una maggioranza in Parlamento con cui fare strame in sei mesi di ogni articolo della Costituzione, addomesticare con nuove nomine la suprema Corte, e dopo un paio d’anni salire trionfalmente al Quirinale.
Poiché immagino che il minimo di “quel che siamo e vogliamo” sia sventare questo incubo, non possiamo restare nel generico, caro Roberto. Concretamente: pensi che sia credibile recuperare una parte cospicua di quei milioni di giustificatissimi “disertori” del centrosinistra senza che nell’alleanza unitaria siano presenti una o più liste di società civile, formate da cittadini senza appartenenze di partito? Tutte le ricerche demoscopiche rispondono di no, ma è comunque necessario che tu prenda posizione, poiché svicolare da un tale decisivo interrogativo somiglierebbe troppo a quel “facile star lontani dall’agone e sentirsi puri” che hai giustamente stigmatizzato. La “Porcata” ha infatti un solo pregio: dentro un’alleanza nessun voto finisce disperso. Nel 2006 con Prodi si presentarono anche una lista di pensionati e una lista di consumatori, insieme presero meno dell’1%, che incrementò il peso delle altre liste della coalizione. Anzi, en passant: se per il Senato fossero state accettate le “liste civiche regionali” pronte per quasi tutte le regioni, accreditate nei sondaggi a seconda delle zone tra un 2% e un 12%, Prodi si sarebbe trovato in entrambe le Camere con una larga maggioranza e senza dover trattare con i Mastella e altri padri della patria di analoga risma. Ma D’Alema Veltroni e Rutelli dissero di no, Prodi, si piegò, il seguito lo sappiamo.
Sei pronto a usare tutta la tua influenza presso i partiti della sinistra, perché tanto scempio non si ripeta? Perché accettino con pari dignità nell’alleanza tutte le liste di società civile, comprese quelle che scioccamente vengono gratificate di “giustizialismo” e di “girotondismo”?
E con quali punti qualificanti pensi si debba concretare nella comunicazione verso gli elettori quel positivo “cosa vogliamo” che giustamente consideri all’ordine del giorno? Ad esempio, l’abrogazione di tutte le leggi ad personam? La “implementazione” della già esistente (dal 1957!) legge sul conflitto di interessi, per la quale basterebbe una modifica minima? L’introduzione della legislazione statunitense in tema di falsa testimonianza e ostruzione di giustizia, oltre che di falso in bilancio? La restituzione dell’etere al pluralismo, oggi negato dall’appropriazione indebita berlusconiana? Il ripristino e la radicalizzazione delle leggi di contrasto degli omicidi bianchi?
La lotta contro la piaga del precariato endemico, che già alcune leggi del centrosinistra avevano propiziato? Una legge sulla democrazia in fabbrica, per cui siano gli operai ad avere l’ultima parola sul contratto, che segnerà la vita loro, non quella di eventuali corrivi cacicchi sindacali? Sai bene, caro Roberto, che sarebbe facile continuare, secondo una logica assai semplice, che consiste nel prendere sul serio la nostra bellissima Costituzione e cercare di realizzarla nei suoi valori. Tra i quali, l’idea (art. 49) che i partiti sono uno strumento attraverso cui i cittadini si occupano della Cosa pubblica, non un viatico di affarismo e di privilegi. Saresti d’accordo con leggi che riportino a dimensioni tollerabili il potere della Casta (se distruggerlo sembra troppo “sanculotto”, mentre dovrebbe essere ovvio, perché privilegio e democrazia formano un ossimoro): non più di due mandati da parlamentare (c’è già nello statuto del Pd! Ma poi c’è il codicillo delle eccezioni…) dopodiché si torna al proprio lavoro nella società civile, ad esempio? Mi fermo qui.
Tu sai perfettamente che nei prossimi mesi, ma potrebbe essere anche nelle prossime settimane, si giocherà il futuro dell’Italia almeno per una generazione. Tra chi vuole realizzare la Costituzione democratica e chi la vuole distruggere, la partita è infatti a somma zero. Berlusconi, se vince, non farà prigionieri, e dell’edificio della democrazia nata dalla Resistenza non lascerà una sola pietra. Vogliamo agire di conseguenza?
maquandomai
09 feb 2011 - 15:28 - #9parliamo di programmi. In tanti criticano il movimento 5 stelle solo perché nato dalle manifestazioni di grillo, ma in quanti hanno letto il manifesto?
Perché quelle cariatidi del pd non sono in grado di copiare qualcosa di buono quando ce l’hanno davanti? Perché vogliono fare sempre la figura dei primi della classe per poi essere ultimi ogni volta?
avorio
09 feb 2011 - 15:33 - #10Che palle quelli che dicono “se se ne va B. questi del Fatto-Repubblica-l’Unità ecc non avranno niente da dire, lo vogliono tenere la…”.
Ci sarà SEMPRE qualcosa di marcio di cui parlare, ci sarà SEMPRE qualcuno al governo da criticare. Perchè un uomo non fa un paese, e se Saviano dovesse pure diventare presidente del consiglio, resterebbero milioni di sottosottosotto segretari, cancellieri, burocrati, geometri del catasto e chissà quanti ancora pronti a vendere il proprio micropotere per un tozzo di pane. E’ il modo di pensare italiano, e per questo B. rappresenta troppa Italia, e per questo la nazione non credo si possa salvare, nemmeno nel caso peggiore di declassamento uscita dall’Europa e chissà cos’altro.
L’Italia è rinata dopo la guerra, ed è morta lentamente, in un agonia da cui non sa - e non vuole - uscire.
PS: Saviano eletto presidente del consiglio finirebbe in un sacco nero il giorno stesso del giuramento. Maledizione.
stef500f
09 feb 2011 - 15:34 - #11Saviano…che grande moralizzatore…oohhhh…
Preferirei Il più ultimamente sincero Pannella (per dire un nome che fa scalpore) a questo pseudo paladino del nulla.
quest’essere è asservito ai politici mafiosi come dell’utri è asservito per la mafia alla politica.
inoltre è un filo israeliano che, per uno che parla di stragi “mafiose” non è proprio il massimo…
e per finire..raccontare appogiando la bugia del risorgimento in un programma televisivo cosi visto e stravisto non mi sembra il massimo per un meridionale colto come questo pseudo giornalista.
sergione1941
09 feb 2011 - 16:46 - #12XScreech87
Ma ci si può confrontare con uno che scrive solo insulti? Dai, ignoralo.
sergione1941
09 feb 2011 - 17:18 - #13“non ha senso avere le mani pulite, se si tengono in tasca”.
A chi si riferiva Saviano? Il prof. D’Arcais interpreta.
Posso sbagliare, ma non credo che Saviano abbia voglia di ” salire” in politica.
ciuppalabega
09 feb 2011 - 17:20 - #14no thanks
sergione1941
09 feb 2011 - 19:41 - #15x stef500f#11
Hai scritto delle cose pesanti. Posso suggerirti di documentarle?
Insultare è troppo facile, senza citare fatti, dati o documenti, soprattutto quando si è protetti dall’anonimato.
valter29
09 feb 2011 - 20:09 - #16Eccoti lì! L’avevo detto che quel che interessa è il seggiolone con circa 20.000 euro al mese tra stipendio e orpelli vari. Però che le sinistre non abbiano niente di meglio è un pò deludente.
abarth252
09 feb 2011 - 20:21 - #17a parte che Saviano con la politica non c’entra nulla (e più volte ha rifiutato)…ma lui no e il trota si?
screech87
09 feb 2011 - 20:21 - #18non usciranno mai cose documentate…c’è chi le notizie le cerca…se le legge con spirtito critico e poi trae le sue conclusioni. Poi c’è chi invece scrive per sentito dire e con lo spirito da tifoseria/hooligan della domenica pomeriggio spara certe c*zzate astronomiche.
Un pò di logica…RAGIONIAMO PER ASSURDO: facciamo finta che Saviano abbia legami con la malavita(sempre ragionando per ASSURDO)…qualcuno mi può spiegare quale interesse aveva la camorra di far pubblicare un libro così scomodo, quale GOMORRA, pieno di fatti, nomi e dettagli che hanno portato ad arresti e sequestri in tutto il paese? Perchè poi gli stessi mafiosi lo vorrebbero morto se la sua figura ha tutta una funzione particolare e quindi necessaria per il proliferare della malavita in politica? E quale sarebbe nel dettaglio tale funzione? -_-”
LA SMETTIAMO DI VANEGGIARE PER CORTESIA?!
http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Mangano
Se “mangano era un eroe”(cit. Dell’Utri poi ripresa da Berlusconi), costui (Saviano) chi sarebbe?
http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Saviano
Prima di sparare min*iate per favore documentatevi e levatevi dalla vostra beneamata ignoranza(che non è un insulto ma la condizione di quelli che appunto non si acculturano riguardo un argomento/fatto)!
screech87
09 feb 2011 - 20:41 - #19Conoscendo il personaggio potrebbe essere l’unico rimedio contro il populismo Berlusconiano…d’altro canto ad ognuno il suo lavoro: Saviano è un grande oratore, un grande scrittore ma non so se avrebbe le stesse eccezionali capacità nel confrontarsi con i molteplici problemi del paese.
Potrebbe dare sicuramernte un valido contributo ai ministeri di giustizia ed istruzione…ma il suo ruolo si circoscriverebbe alla sola funzione di consulente.
ps:quoto alla grande l’ultima frase di Avorio…da premier sarebbe troppo esposto…già ultimamente passa troppo tempo in giro…
sirio60
10 feb 2011 - 03:03 - #20Da persona intelligente quale è, mi sembra che gareggi con un cavallo in una corsa di asini.
Non lo vedo assolutamente come politico.
Mi sembra l’ennesima meteora ( Moretti con i suoi giratondini ).
popart
10 feb 2011 - 07:53 - #21la prossima volta capitan ventosa?
ah ah ah!
giaserg
10 feb 2011 - 12:13 - #22Saviano è un personaggio straordinario, purtroppo sempre meno bipartisan, ma non si può dopo berlusconi avere un premier eletto in base solo alla popolarità, un nuovo Silvio
serve uno competente e basta con la palle di tagliare tagliare tagliare, la spesa pubblica, e mandare a casa i parassiti, fregandosene del consenso, Tremonti o Bortolussi del pd o qualcuno del genere, il mio sogno è Oscar Giannino!
Dopo di che Saviano in futuro avrà le sue chance, non gli manca niente
abarth252
10 feb 2011 - 12:20 - #23@21 pure capitan ventosa è meglio del trota…