L’ex “enfant prodige” del Pd, Dario Franceschini, chiarisce meglio di Pier Luigi Bersani lo status di un partito con poche idee ma confuse.
“L’importante – chiosa l’ex segretario – è far cadere Berlusconi. Eliminata l’anomalia, sarà possibile anche un governo di centrodestra con un’altra persona, con il Pd sempre all’opposizione”. Capito?
Sarebbe questa la linea di attacco di fronte alla bufera giudiziaria che batte sul capo del Cavaliere e ai rischi che corre la democrazia in Italia? Il Partito democratico getta la maschera e si scopre per quello che è: senza linea politica, senza leadership, senza spina dorsale e pelo sullo stomaco.
E’ un partito che … “propone” le elezioni anticipate ma non le vuole perché teme una debacle che lo cancellerebbe, mandando a caso l’intero gruppo dirigente. Franceschini, poi, rivendica la primogenità della “alleanza costituente”, cioè una ammucchiata contro il Cavaliere, per chiudere con un colpo di spugna (elettorale) il berlusconismo.
Ma è una linea davvero fattibile, con il Pd diviso e ondivago (addirittura inseguendo persino la Lega), con Fli sbriciolato, con l’Udc “indisponibile”, con la sinistra di traverso o assente?
La verità è che né il Pd né le opposizioni sono oggi in grado di aprire una crisi in Parlamento e una crisi nel Paese. Insomma, non pare proprio che sia pronta un’alternativa credibile (politica e di governo) a Berlusconi e alla sua maggioranza (di nuovo in crescita). In questo quadro, le manifestazioni di piazza “spontanee” rischiano l’assuefazione sociale e il boomerang politico.
A proposito, dov’è il Terzo Polo nato nel vernissage di Todi 20 giorni fa? Paradossale o sconcertante, il premier, invece di piegarsi e indebolirsi, si rafforza proprio nel momento in cui i suoi “nemici” già godevano certi dell’estrema unzione.
Se Fini continua a perdere pezzi e il Terzo Polo perde appeal e cala nei consensi, Berlusconi (certo di vincere anche al Senato) risfodera subito l’arma delle urne: a quel punto nessuno può più fermarlo. Anche per la corsa verso il Quirinale.
asterio
18 feb 2011 - 13:04 - #1Se davvero succedesse questo, neppure Benigni riuscirebbe a farmi far pace con il resto degli italiani, perché se qualcuno vuol fare del male a tutti gli altri e tu non riesci ad impedirglielo, l’unica cosa che puoi fare è cercare di evitare di farti beccare tra gli altri……
popart
18 feb 2011 - 13:07 - #2fini e’ un uomo umiliato ormai.
Il Saccente
18 feb 2011 - 13:46 - #3Fini è un fallito umano e professionale.
L’hjo idolatrato per 10 anni, in 6 esi ha perso la fiducia di TUTTI, degl iex di AN, e anche degli attuali di FLI.
Per non patrlare della sua discutibilissima nuova famiglia,e non parlo della casa di Montecarlo ecc…ma proprio della moglie,personagglio MOLTO discuribile e di sicuro non alla sua altezza.
Giorgio Almirante si rigira nella tomba. A Gianfrà; hai ucciso la fiamma per non ricavarci na mazza. Fallito e perdente e finto moralizzzatore divorziato.
Vorrebbe fare il moralizzatore ed invece sei il primo dei DIVORZIATI.
Pozzecco!!!!
18 feb 2011 - 14:29 - #4Fini colio in quale in 40 anni di politica non ha concluso una mazza.. ha distrutto 3 partiti… msi, an e fli… e ancora non si ritira…
nchomsky
18 feb 2011 - 14:57 - #5RANE BOLLITE:
Nel film Una scomoda verità Al Gore racconta un apologo: “Se una rana si tuffa in una pentola d’acqua bollente, salta subito fuori perché avverte il pericolo. Ma se si tuffa in una pentola d’acqua tiepida, che viene portata lentamente a ebollizione, non si muove affatto, rimane lì anche se la temperatura continua a salire. E alla fine muore bollita, se qualcuno non la salva. Il nostro sistema nervoso collettivo è come quello della rana: serve una scossa improvvisa perché ci rendiamo conto del pericolo. Se invece ci sembra graduale, anche se arriva velocemente, restiamo seduti senza reagire”. Difficile illustrare meglio l’assuefazione che narcotizza gli italiani. Due anni fa si scopre che Marrazzo era ricattato da tre carabinieri che l’avevano filmato illegalmente nell’alloggio del trans Natalì durante un festino con cocaina. Il Corr iere, in un editoriale di Pigi Battista, scrive giustamente: “Un governatore sotto ricatto è politicamente dimezzato e azzoppato, impossibilitato a svolgere… le funzioni che vanno ben al di là delle sue privatissime vicende. Le istituzioni devono essere messe al riparo da ogni sospetto e interferenza. Marrazzo deve valutare se fare un passo indietro non sia l’unico gesto pieno di dignità”. Ora che sotto ricatto (oltreché sotto processo) c’è B., il Corr iere si guarda bene dallo scrivere che “un premier sotto ricatto è politicamente dimezzato e azzoppato, impossibilitato a svolgere le sue funzioni” e dunque B. “deve valutare se fare un passo indietro”. Anzi Sergio Romano, con l’ar ia di chi sta facendo una birichinata, scrive che B. deve “accettare il giudizio” e, se lo fa, “darà una prova di cora ggio”. Cioè: quel che fanno ogni giorno migliaia di cittadini rinviati a giudizio, se lo fa B. diventa un atto temerario. Anche perché B. è perseguitato: la concussione è “un reato minore”, “uno dei meno perseguiti della politica italiana” (forse perché non tutti i politici chiamano le questure per far rilasciare prostitute minorenni marocchine fermate per furto). E il processo deriva non da due reati, ma da “un pericoloso cortocircuito tra politica e magistratura, un nodo che risale a Mani Pulite e non siamo ancora riusciti a sciogliere”. Ergo, diversamente da Marrazzo, che se ne doveva andare sebbene non indagato, l’imputato B. deve resistere perché “nessuno, se non in presenza di sentenza definitiva, può impedirgli di restare a Palazzo Chigi… La politica non si fa nei palazzi di giustizia, ma nei parlamenti e nei seggi elettorali”. Questi liberali alle cozze sono talmente assuefatti al peggio da non notare nemmeno le vergogne che ogni giorno passano sotto i loro occhi. L’ultima è lo scandalo Alfano denunciato oggi dal Fatto a pag. 2: il caso pietoso di un presunto ministro della Giustizia che ogni due per tre annuncia mirabolanti “rifor me or ganiche” peraltro mai viste, mentre si son viste due leggi bocciate dalla Consulta perché incostituzionali (lodo Alfano e legittimo impedimento) e altre disperse nei meandri parlamentari (intercettazioni, processo breve, separazione delle carriere e altre porcate). In compenso questa fronte inutilmente spaziosa entra ed esce da casa B. (le rare volte in cui è libera da escort e minorenni) per discutere dei processi a B. con gli avvocati di B., come un viceghedini qualsiasi. L’8 febbraio scorso, per esempio (vedi i l fa t t o q u o t i d i a n o . i t ), B. riceve a Palazzo Grazioli i suoi legali Ghedini, Longo e Pecorella, ma pure Alfano. Che, già che c’è, si porta dietro la capufficio legislativo, Augusta Iannini, giudice e consorte di Vespa. La signora non gradisce che si rammenti di chi è moglie e ci scrive piccata: “Mi pare doveroso raggiungere il ministro quanto e dove lui ritiene”. Anche quando non si discute delle leggi sulla giustizia, ma dei processi al premier? Le impietose riprese del Fatto documentano poi, il mercoledì seguente, che la Iannini sale a palazzo ben prima di Alfano e ci rimane anche dopo l’uscita di Berlusconi, quando nell’edificio rimane solo il fratello Paolo. Che fa, spegne anche le luci? (di Marco Travaglio su Il Fatto di oggi)
rubik
18 feb 2011 - 14:58 - #6pessimismo… fastidio… sconforto…
Cosa dovrebbe fare un italiano che si trova IMPOTENTE di fronte alla desolazione che ha toccato tutti i campi (politica, società, educazione, economia, ecc…) nel proprio Paese?
Ditemelo voi.
mattia77
18 feb 2011 - 15:19 - #7E’ incredibile dalema è riuscito dopo il pd a far fuori anche fini.
A questo punto è ovvio dalema è berlusconi travestito.
berbeerre
18 feb 2011 - 17:05 - #8Vai Silvio!!!
mauri,9
18 feb 2011 - 17:25 - #9grande silvio ………ve la mette nel cvletto a tutti …..minorenni o no ……okkio sinistri .
sergione1941
18 feb 2011 - 17:28 - #10Il mercato del vacche.
La storia parlamentare italiana è infarcita di schifosi che passano da uno schieramento all’altro.
In questi giorni la transumanza è arrivata a dei livelli intollerabili, praticata con arroganza e indifferenza all’immagine personale e del Parlamento stesso.
La colpa maggiore è della (porcata) legge elettorale. I nostri “senatori e deputati” non rispondono agli elettori come prescrive la Costituzione, ma al nominatore che ha consentito la loro elezione. E’ palese in quale schieramento questa situazione è maggiormente presente. Ecco perchè si cerca sempre di evitare il voto segreto, il controllo delle camera deve essere totale. Ordinati e disciplinati alla linea del partito! Alla faccia degli elettori!
sergione1941
18 feb 2011 - 17:39 - #11Nella legge “mille proroghe” è stato approvato, ancora una volta, un emendamento che cancella tutti gli abusi delle affissioni elettorali. I parlamentari del Partito Radicale sono stati gli unici a votare contro. Il segretario Staderini ha calcolato che dal ‘98 a oggi è di circa un miliardo e mezzo il mancato incasso dello Stato.
Buffoni loro e chi li difende!