
Ieri abbiamo assistito ad un evento storico -il discorso di un Gheddafi iracondo alla nazione libica (qui il video integrale in italiano)- dalle sfumature quasi grottesche, non fosse il Colonnello il leader di una nazione in cui si sta compiendo un vero e proprio massacro, genocidio, sterminio.
Tralasciando per un attimo le responsabilità evidenti a livello internazionali, con UE, Stati Uniti e Lega Araba a guardare, passiamo ad analizzare le reazioni sul web al discorso folle di Gheddafi, trasmesso in mondovisione.
Tramite Global Voices è stato possibile raccogliere le impressioni degli stessi libici, a cui Gheddafi nel discorso dava dei “pazzi, drogati, terroristi” e chi più ne ha più ne metta. Leggiamo qualche reazione via twitter:
Per esempio Acarvin: “Gheddafi: i giovani sono stati presi di forza dalle famiglie e gli sono stati dati allucinogeni. La punizione colpirà chi glieli ha forniti”. Oppure Kimo79: “Il più grande servizio che Gheddafi sta facendo con il suo discorso spazzatura è quello di unificare sempre di più la rivoluzione in Libia”.
Sono i commenti più svariati possibili, dalla semplice cronaca al commento ironico allo sbeffeggiamento, che non è un atteggiamento leggero e irresponsabile, tutt’altro - è un modo di infondersi coraggio e dire che il dittatore sanguinario non fa più paura.
Come avevamo scritto una settimana fa, i social network fanno rete e permettono anche di dare forza e maturità alla protesta. Vediamo altri commenti:
Edsetiadi ironizza quando il Colonnello prende in mano il suo libro verde:
Questo pazzo sta cominciando a leggere dal suo libro verde: cavoli, si prospetta lunga…
Iandstone rinforza:
Gheddafi delirante. “Dove sono i topi e i roditori?” “Attaccare la stazione di polizia come i topi?” Questo ragazzo ha bisogno di Rentokill.
Artate, per esempio, con ironia evidenzia che il dittatore è solo:
nel riflesso delle lenti di Gheddafi si vede che davanti a lui non c’è nessuno, giusto? …
Ce ne sono moltissimi di commenti e molto significativi: da blakehounshell che constata “incredibile come ora suoni vuota la retorica sull’anti-americanismo”, a Cyrenaican che afferma:
Non abbiamo paura di te, non siamo mai stati il tuo popolo.
Warrenellis -non senza un pizzico di ironia- aggiunge:
Il discorso di Gheddafi sembra ridursi a “Tutti fanno uso di droga tranne me. E inoltre io sono Batman.”
Solo alcuni piccoli esempi per mostrare come, mentre Gheddafi faceva il suo show a reti unificate, in rete era già in atto una vera e propria reazione all’atto di collera del Colonnello, facendo di Twitter in questo caso, uno strumento di contropotere, con un grido forte e chiaro che si è elevato da parte di tutti: il dittatore, con le sue minacce e la sua follia, non fa più paura.
asterio
23 feb 2011 - 14:33 - #1 (nascondi)“Non abbiamo paura di te, non siamo mai stati il tuo popolo.” lo diciamo anche noi in Italia da tempo immemorabile, però il nostro è sempre la, speriamo che loro abbiano più fortuna, anche perché ne hanno più bisogno.
greeder
23 feb 2011 - 15:19 - #2Gheddafi ha vinto! La rivolta de sinistri è fallita , sono tornati tutti a casa a leccassi le ferite. Sinistri siete e sarete sempre dei perdenti. Gheddafi ha reso la Libia un paese moderno e rispettato da tutto il mondo ma voi lo vorreste in mano a islamici e comunisti. Per fortuna il popolo ha detto no, e ha sostenuto Gheddafi.
salinalibera
23 feb 2011 - 15:30 - #3sinistri? ma l’italiano è faticoso da imparare e ricordare? cosa c’entra poi la sinistra in un paese come la libia, è tutto da spiegare….beata ingoranza
nchomsky
23 feb 2011 - 16:14 - #4Beduinieuropei
Non si fa così. Non si fanno le rivoluzioni per cacciare i dittatori senz’avvertire con congruo anticipo il ministro Frattini Dry. Già ha una prontezza di riflessi che il bradipo, al confronto, è una scheggia. Già gli tocca andare per il mondo a prendere pesci in faccia per conto di B., che si scansa sempre all’ultimo momento. Già, a ogni crisi internazionale, gli tocca fuggire su atolli caraibici e rifugi alpini per evitare di prender posizione, non avendone alcuna (gli Usa nei cablo di Wikileaks lo chiamano “il fattorino”). Già è poco ferrato sul Nordafrica, essendo troppo concentrato su St. Lucia e Montecarlo. Ma ora i popoli tunisino, egiziano, libico ecc. stanno francamente esagerando. Lo dicano che lo fanno apposta per screditare questo attaccapanni abbronzato che la stampa chiama “responsabile della diplomazia italiana”, ovviamente a sua insaputa. Il 26 gennaio, sul tiranno egiziano al potere da 30 anni con elezioni truffa e repressioni feroci, dice: “Il governo italiano spera che il presidente Mubarak continui come sempre ha fatto a governare con saggezza e lungimiranza… Non c’è alcuna similitudine con quel che è accaduto in Tunisia”. In quel preciso istante Mubarak capisce che la sua sorte è segnata. E Frattini Dry si lancia al salvamento del suo secondo padrone, Gheddafi, di cui è il cameriere ufficiale: “L’Europa non deve esportare la democrazia. Non sarebbe rispettoso dell’indipendenza del popolo libico” (invece il 10 ottobre diceva: “Por tare democrazia in Afghanistan significa dare sicurezza in Europa… La democrazia si esporta con tutti i mezzi necessar i”). Gheddafi, pur non essendo cristiano, si fa il segno della croce: aveva anche pregato Frattini di non difenderlo mai, piuttosto di attaccarlo se proprio doveva aprire bocca; ma quello niente, ha creduto di fare cosa gradita. Da quel momento anche il Colonnello è spacciato. A Bruxelles si riuniscono i ministri europei: Frattini, essendo un ministro finto e un europeo finto, tenta la fuga nella Terra del Fuoco, ma poi gli tocca andare. E lì, con sua grande sorpresa, scopre che i ministri veri sono tutti contro Gheddafi (pare che, diversamente da B., non abbiano mai fatto il baciamano al Colonnello né preso lezioni di bungabunga). Ma non si dà per vinto: le cronache lo descrivono impegnatissimo in una paziente tessitura col ministro di Malta, l’unico che gli dà retta, in difesa del macellaio tripolino. Vorrebbe infilare nel documento Ue un accenno ai “diritti sovrani della Libia” e un auspicio al “d i a l ogo ” e alla “r iconciliazione” fra gli insorti e il macellaio che li massacra. Una cosetta all’italiana, tipo “abbassare i toni”. Ma l’espressione risulta intraducibile e gli altri fanno notare che legittimerebbe la repressione. Così la proposta Frattini raccoglie l’unanimità: dei dissensi. Lui però non perde il suo proverbiale sorriso-paresi: “Mi riconosco pienamente nella dichiarazione che abbiamo sottoscritto” (c’era pure il caso che si dissociasse da se stesso), anche perché è convinto di aver vinto lui: “Il comunicato parla della necessità di una riconciliazione nazionale”. Purtroppo nel comunicato non c’è traccia della parola “r iconciliazione”. Se l’è inventata lui. O forse una mano pietosa gli ha passato una traduzione sbagliata, per non spettinarlo e non guastargli l’abbronzatura. In un paese normale l’opposizione lo asfalterebbe con una bella mozione di sfiducia. Ma in Italia l’opposizione non può: uno dei suoi leader ha amoreggiato pure lui con Gheddafi, elogiandolo, bivaccando nella sua tenda, ospitandolo alla sua fondazione Beduinieuropei. E chi è questo genio? Max D’Alema, of course. Ancora domenica dichiarava al Sole 24 Ore: “Gheddafi ha ancora un rapporto solido con una parte della società libica e la crisi economica qui non ha colpito come in altri paesi. La Libia ha pochi abitanti e un Pil pro capite elevato”. Soluzioni? “Incora ggiare Gheddafi a fare le riforme”. Ecco: di fronte allo spettro di una Bicamerale anche a Tripoli, il popolo libico ha dato fuoco alle polveri.
(di Marco Travaglio su Il Fatto di oggi)
nchomsky
23 feb 2011 - 16:16 - #56-
Ma gli dai anche “corda”?
boh1
23 feb 2011 - 16:23 - #6dai il commento di greeder è da antologia! ahaha
zoe57
23 feb 2011 - 16:33 - #7#9 è utile sapere con chi abbiamo a che fare
nchomsky
23 feb 2011 - 16:38 - #8Il colonello e il caporale
http://www.vauro.net/store/vauro220211.html
nchomsky
23 feb 2011 - 17:18 - #9Il colonello e il caporale:
http://www.vauro.net/store/vauro220211.html
nchomsky
23 feb 2011 - 17:18 - #10Beduinieuropei
Non si fa così. Non si fanno le rivoluzioni per cacciare i dittatori senz’avvertire con congruo anticipo il ministro Frattini Dry. Già ha una prontezza di riflessi che il bradipo, al confronto, è una scheggia. Già gli tocca andare per il mondo a prendere pesci in faccia per conto di B., che si scansa sempre all’ultimo momento. Già, a ogni crisi internazionale, gli tocca fuggire su atolli caraibici e rifugi alpini per evitare di prender posizione, non avendone alcuna (gli Usa nei cablo di Wikileaks lo chiamano “il fattorino”). Già è poco ferrato sul Nordafrica, essendo troppo concentrato su St. Lucia e Montecarlo. Ma ora i popoli tunisino, egiziano, libico ecc. stanno francamente esagerando. Lo dicano che lo fanno apposta per screditare questo attaccapanni abbronzato che la stampa chiama “responsabile della diplomazia italiana”, ovviamente a sua insaputa. Il 26 gennaio, sul tiranno egiziano al potere da 30 anni con elezioni truffa e repressioni feroci, dice: “Il governo italiano spera che il presidente Mubarak continui come sempre ha fatto a governare con saggezza e lungimiranza… Non c’è alcuna similitudine con quel che è accaduto in Tunisia”. In quel preciso istante Mubarak capisce che la sua sorte è segnata. E Frattini Dry si lancia al salvamento del suo secondo padrone, Gheddafi, di cui è il cameriere ufficiale: “L’Europa non deve esportare la democrazia. Non sarebbe rispettoso dell’indipendenza del popolo libico” (invece il 10 ottobre diceva: “Por tare democrazia in Afghanistan significa dare sicurezza in Europa… La democrazia si esporta con tutti i mezzi necessar i”). Gheddafi, pur non essendo cristiano, si fa il segno della croce: aveva anche pregato Frattini di non difenderlo mai, piuttosto di attaccarlo se proprio doveva aprire bocca; ma quello niente, ha creduto di fare cosa gradita. Da quel momento anche il Colonnello è spacciato. A Bruxelles si riuniscono i ministri europei: Frattini, essendo un ministro finto e un europeo finto, tenta la fuga nella Terra del Fuoco, ma poi gli tocca andare. E lì, con sua grande sorpresa, scopre che i ministri veri sono tutti contro Gheddafi (pare che, diversamente da B., non abbiano mai fatto il baciamano al Colonnello né preso lezioni di bungabunga). Ma non si dà per vinto: le cronache lo descrivono impegnatissimo in una paziente tessitura col ministro di Malta, l’unico che gli dà retta, in difesa del macellaio tripolino. Vorrebbe infilare nel documento Ue un accenno ai “diritti sovrani della Libia” e un auspicio al “d i a l ogo ” e alla “r iconciliazione” fra gli insorti e il macellaio che li massacra. Una cosetta all’italiana, tipo “abbassare i toni”. Ma l’espressione risulta intraducibile e gli altri fanno notare che legittimerebbe la repressione. Così la proposta Frattini raccoglie l’unanimità: dei dissensi. Lui però non perde il suo proverbiale sorriso-paresi: “Mi riconosco pienamente nella dichiarazione che abbiamo sottoscritto” (c’era pure il caso che si dissociasse da se stesso), anche perché è convinto di aver vinto lui: “Il comunicato parla della necessità di una riconciliazione nazionale”. Purtroppo nel comunicato non c’è traccia della parola “r iconciliazione”. Se l’è inventata lui. O forse una mano pietosa gli ha passato una traduzione sbagliata, per non spettinarlo e non guastargli l’abbronzatura. In un paese normale l’opposizione lo asfalterebbe con una bella mozione di sfiducia. Ma in Italia l’opposizione non può: uno dei suoi leader ha amoreggiato pure lui con Gheddafi, elogiandolo, bivaccando nella sua tenda, ospitandolo alla sua fondazione Beduinieuropei. E chi è questo genio? Max D’Alema, of course. Ancora domenica dichiarava al Sole 24 Ore: “Gheddafi ha ancora un rapporto solido con una parte della società libica e la crisi economica qui non ha colpito come in altri paesi. La Libia ha pochi abitanti e un Pil pro capite elevato”. Soluzioni? “Incora ggiare Gheddafi a fare le riforme”. Ecco: di fronte allo spettro di una Bicamerale anche a Tripoli, il popolo libico ha dato fuoco alle polveri.
(di Marco Travaglio su Il Fatto di oggi)
deccccs
23 feb 2011 - 19:55 - #11[Gheddafi ha vinto! La rivolta de sinistri è fallita , sono tornati tutti a casa a leccassi le ferite. Sinistri siete e sarete sempre dei perdenti. Gheddafi ha reso la Libia un paese moderno e rispettato da tutto il mondo ma voi lo vorreste in mano a islamici e comunisti. Per fortuna il popolo ha detto no, e ha sostenuto Gheddafi.]
.
AHHAHAHAHHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAA
AHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHHAHAHAHAAHAHHAAHA
.
no scusate ma è troppo bella……questi paladini della libertà mi fanno morire!
dai, perlomeno limitatevi a commentare i post su berlusconi (che già ce n’è anche troppo)….lì almeno le figure emm’erda le fate per qualcosa…. :D
ma roba de mat….
bl4ckbenny
23 feb 2011 - 20:20 - #12Io sono tendenzialmente socialdemocratico e non mi pare di aver mai voluto ne islamici ne comunisti.
Mah, chissà con che li indottrinano questi…
caaritto73
23 feb 2011 - 23:46 - #13Greeder ma ti droghi?
LeonidaRedivivo
24 feb 2011 - 00:18 - #14nano criminale dalle mani lorde di sangue, verrà anche il tuo turno!!
greeder
24 feb 2011 - 01:35 - #15Caarito73
Siete voi sinistri che vi drogate e vorreste anche legalizzare la droga…. E magari darla anche ai bambini, così tutti sarebbero al vostro livello e vi voterebbero…. Ma per fortunale maggioranza de gli Italiani è contro di voi…
popart
24 feb 2011 - 10:08 - #1614 qui abbiamo un esempio di sinistro perfetto.
insulti, minacce, ma e’ contro berlusconi ed il moderatore di polisblog approva, complimenti.
mi chiedo se vi rendiate conto che il vostro responsabile risponde civilmente e penalmente di queste vergogne…
rico
24 feb 2011 - 11:08 - #17gheddafi sta bombardando le città che non sono più sotto il suo controllo e io mi domando, cosa aspetta l’onu per intervenire? perchè non manda i caschi blu ad aiutare i civili? se l’onu non si affretta ad intervenire sarà al qaeda ad appoggiare la rivolta e a fornire supporto militare, è questo che vogliamo?
i politici sono ancora lì a pensare alle sanzioni da applicare mentre gheddafi fa un genocidio, onu svegliati!
sergione1941
24 feb 2011 - 18:56 - #18XPOPART
Stavolta hai ragione. Mai insultare!