
La sfida del 15 e 16 maggio, a Bologna, sarà sicuramente molto partecipata. Ancora non sappiamo quanti elettori andranno al voto per rinnovare il Consiglio comunale, ma pare che la scelta dei candidati a sindaco sia piuttosto ampia…. Sarebbero addirittura 10 i nomi che i bolognesi troveranno sulla scheda per le elezioni comunali.
Virginio Merola, vincitore delle primarie e candidato ufficiale del centrosinistra, è pronto e procede con la campagna elettorale. Giuliano Cazzola vorrebbe essere candidato dal Pdl, ma pare che gli ordini di Arcore siano di dare spazio alla Lega nord, con Manes Bernardini.
Ci sarà poi Daniele Corticelli, a capo di una lista civica che si rifà ai tempi di Giorgio Guazzaloca così come Stefano Aldrovandi anche lui con una lista civica. Altra lista civica per Angelo Maria Carcano, che sarebbe sponsorizzato da Luigi Angeletti della Uil. Massimo Bugari sarà della partita con la maglia della Lista a 5 stelle di Beppe Grillo.
Ad una situazione evidentemente non abbastanza complicata si aggiunge l’ipotesi della presentazione di due liste civiche al posto dei partiti maggiori, sulle schede quindi non ci sarebbero i loghi di Pd e Pdl ma quelli delle liste civiche create per l’occasione. Per fortuna non voto a Bologna…
Via | Italia Oggi - Corriere della sera
Foto | Flickr
sirio60
06 mar 2011 - 02:46 - #1Quando il paese chiama il politico risponde e per il bene del paese, sono tutti disposti a farsi in dieci e a lottare, per un forte senso del dovere!!! ops.. della poltrona.
aldebaran85
06 mar 2011 - 09:20 - #2paganini si chiama democrazia … tanto per ricordarlo
nchomsky
06 mar 2011 - 12:00 - #3 (nascondi)Senza parole
Dall’inchiesta della Procura di Napoli sulla cosiddetta P4 si apprende che il direttore generale della Rai non solo decide di licenziare Michele Santoro (reo di aver difeso Ann o ze ro ), ma si fa pure redigere l’atto da Luigi Bisignani, personaggio dai vasti e misteriosi poteri. Tali che a lui ricorre perfino il capo dei servizi segreti per farsi accompagnare dal presidente del Copasir Massimo D’Alema. A L’Aquila otto studenti vengono privati della borsa di studio e cacciati dalla caserma adibita a Casa dello Studente per aver fumato, pensate, qualche sigaretta contravvenendo al regolamento interno. Sanzione che porta la firma di uno degli undici imputati nel procedimento penale per il crollo dell’altra Casa dello Studente, che alla prima scossa di terremoto venne giù travolgendo e uccidendo sette ragazzi e il custode. Qual è il legame tra queste due notizie è presto detto. Non hanno suscitato reazione alcuna. Nessun telegiornale le ha riprese. Nessun parlamentare di destra, di centro o di sinistra (a parte Vendola) le ha citate nel quotidiano pollaio delle dichiarazioni (per lo più inutili). Niente. Silenzio assoluto. Passi per il caso P4. Di logge e lobby dedite a trame affaristiche, e in qualche caso eversive, di burattinai riveriti da ministri, generali e grand commis questo felice Paese ne ha conosciuti tanti. E tanti ne conoscerà ancora se non verrà sanata (e non si vede come nell’era del berlusconismo arrembante) la fragilità congenita delle nostre istituzioni esposte alle scorrerie di bande e di clan. Nel caso in oggetto la magistratura accerterà l’esistenza o meno di reati. Che poi eccellenze e autorità sentano il bisogno di umiliarsi al cospetto di personaggi dalla assai opaca identità, visti i tempi, non può sorprendere più di tanto. Ma che dire dell’indifferenza per quanto accaduto a L’Aquila? Che un signore accusato di reati gravissimi possa, con un tratto di penna, e per un’infrazione minima, cancellare il presente e forse anche il futuro di otto giovani, lascia sgomenti. Che razza di Paese è un Paese che sopporta tutto ciò senza un gesto nè una parola? (di Antonio Padellaro su Il Fatto di oggi)
sergione1941
06 mar 2011 - 12:03 - #4Con l’approssimarsi delle elezioni si moltiplicano i “colpi bassi” tra le parti che si scoperchiano alternativamente gli affarucci: Roma: parentopoli= affittopoli, Milano:
compagna di Pisapia= figlio della Moratti. A me sta più che bene! Magari affiorassero tutti gli sporchi affari di questa classe politica, potrebbe essere l’inizio di un vero ricambio generazionale e di una seria moralizzazione. E’ un sogno, forse.
nchomsky
06 mar 2011 - 12:04 - #5 (nascondi)BOLOGNA CHIAMA MINZO-RAI
Tre settimane fa l’ex sindaco di Bologna, Flavio Delbono, ha patteggiato 19 mesi di reclusione per peculato e truffa: quand’era vicepresidente della Regione Emilia Romagna aveva usato la carta di credito d’ufficio per qualche ameno viaggetto all’estero con la sua segretaria-fidanzata, facendo pagare il conto di circa 20 mila euro ai contribuenti. Qualche giorno prima, il direttore generale della Rai, Mauro Masi, ha stabilito che il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, ha tenuto un comportamento impeccabile spendendo in 14 mesi circa 86 mila euro con la carta di credito aziendale per pranzi, cene e viaggi all’estero, da solo o in compagnia di un’amica, anche quando risultava in ferie o presente a Saxa Rubra: tutto in conto agli abbonati. Non la pensa così la Procura della Corte dei conti del Lazio, che ha aperto un’inchiesta su Minzolini per danno erariale. Infatti non sembra, ma la Rai è un ente pubblico, controllato dal Tesoro. Curiosamente però non risultano iniziative dalla Procura di Roma, sebbene la Cassazione abbia più volte stabilito che i dirigenti Rai (compresi i direttori di rete e tg) sono incaricati di pubblico servizio: dunque, se intascano indebitamente denaro dell’azienda, rispondono di peculato esattamente come i pubblici ufficiali. Si dirà: forse la Procura di Roma è più tollerante in materia di peculato di quella di Bologna? Impossibile sostenerlo: a Roma l’ex portavoce finiano Salvatore Sottile è stato condannato in primo grado a 8 mesi per peculato per aver fatto prelevare Elisabetta Gregoraci con l’auto blu della Farnesina. Ma non basta. Dal sito della Corte dei conti apprendiamo un’altra storia esemplare: quella dell’avvocato A. P., dirigente dell’ente pubblico Enea (Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente), condannato dalla giustizia penale per peculato e da quella contabile per danno erariale perché “u t i l i z z ava indebitamente la carta di credito aziendale al fine di sostenere spese personali non pertinenti all’incar ico ricoperto (acquisti di abbigliamento, carburante, generi alimentari, ecc.), per un importo pari a 96.405,53”. E chi l’ha denunciato? La sua stessa azienda, l’Enea. Che gli aveva assegnato la carta di credito per le trasferte lavorative, mentre lui la usava anche “per regolare spese di natura strettamente privata… abbigliamento, gioielleria, farmaci, derrate alimentari, intrattenimento, nonché spese di alloggio e ristorazione assolutamente inconferenti con missioni di servizio”. Tipo 137 cene da 300 euro a botta all’Ostharia Pizzeria Bocaletto di Roma, “per un importo pari a 42.368,70”; tipo l’iscrizione al Circolo sportivo di Montecitorio; tipo lo shopping al supermercato Pim o al Gs di Anguillara, tipo soggiorni all’hotel Corte dei Principi Anguillara, e così via. Carriera (giustamente) finita. Ora facciamo un giochino, tipo “trova l’er rore”. Cos’hanno in comune A. P. e Minzolingua? Tre cose: entrambi lavorano in una società pubblica, sono incaricati di pubblico servizio e sono accusati di abuso della carta di credito aziendale per spese private (uno per 96 mila euro, l’altro “solo” per 86). E che differenza c’è fra A. P. e il direttorissimo Minzolingua? Tre cose. A. P. s’è visto ritirare la carta di credito dall’Enea, che l’ha licenziato e denunciato alla giustizia contabile e penale: in sede contabile è stato condannato a risarcire l’Enea per 96 mila e rotti euro; in penale, dopo l’indagine della Procura di Roma, ha patteggiato 2 anni di reclusione per peculato. Minzolini, invece, è più che mai al suo posto, anzi da quel pulpito cristallino dà lezioni di correttezza agli altri; la Rai si guarda bene dal licenziarlo e dal denunciarlo (come chiede di fare il consigliere Nino Rizzo Nervo), anzi l’ha già assolto. E la Procura di Roma non risulta aver aperto alcuna indagine. Eppure, dinanzi a una notizia di reato, l’azione penale sarebbe obbligatoria. Ma queste toghe rosse sono proprio dappertutto. (di Marco Travaglio su Il Fatto di oggi)
nchomsky
06 mar 2011 - 12:09 - #6 (nascondi)A Milano studenti in piazza contro Berlusconi:
Alcuni gli han dato del pu77aniere, altri del p0rc0, altri del colluso mafioso. Altri invece l’hanno insultato.
(www.danieleluttazzi.it)
nchomsky
06 mar 2011 - 12:20 - #7 (nascondi)La Lega festeggia in perfetto stile Pdl i 25 anni di vita a Bergamo:
Nessun dito medio alzato né slogan contro Roma ladrona. Abbandonati prati e paesi spersi tra i monti, il Carroccio festeggia nella fiera di Bergamo con una cena. Per la prima volta tutti seduti e ben ordinati ai tavoli. Hostess, palco con conduttrice e leader “protetti” dagli uomini della sicurezza
Tavoli con soli posti assegnati e ingresso concesso solo su prenotazione. Niente cori né bandiere, il Carroccio si riunisce a Bergamo e abbandona prati e paesi sperduti. Bossi sveglia l’orgoglio padano: “Noi non ci siamo arricchiti”.
nchomsky
06 mar 2011 - 12:25 - #8 (nascondi)IL MENU’ SETTIMANALE DEL PREMIER:
http://www.vauro.net/store/vauro060311.html
dani83
06 mar 2011 - 13:33 - #9 (nascondi)chiediti come mai poz99999 manifestano sempre!!!credi che non abbiamo niente da fare o forse un motivo c’è!!!!
lavorare e proprio quello uno dei motivi che si protesta il lavoro manca e i nostri politici (tutti ) perdono tempo!
feric
06 mar 2011 - 14:11 - #10cioè? fatemi capire questa boiata dell’assenza dei due partiti sostituiti da civiche?? Bha…non penso proprio che sarà così..
nchomsky
06 mar 2011 - 14:40 - #11 (nascondi)Senza parole:
Dall’inchiesta della Procura di Napoli sulla cosiddetta P4 si apprende che il direttore generale della Rai non solo decide di licenziare Michele Santoro (reo di aver difeso Anno zero), ma si fa pure redigere l’atto da Luigi Bisignani, personaggio dai vasti e misteriosi poteri. Tali che a lui ricorre perfino il capo dei servizi segreti per farsi accompagnare dal presidente del Copasir Massimo D’Alema. A L’Aquila otto studenti vengono privati della borsa di studio e cacciati dalla caserma adibita a Casa dello Studente per aver fumato, pensate, qualche sigaretta contravvenendo al regolamento interno. Sanzione che porta la firma di uno degli undici imputati nel procedimento penale per il crollo dell’altra Casa dello Studente, che alla prima scossa di terremoto venne giù travolgendo e uccidendo sette ragazzi e il custode. Qual è il legame tra queste due notizie è presto detto. Non hanno suscitato reazione alcuna. Nessun telegiornale le ha riprese. Nessun parlamentare di destra, di centro o di sinistra (a parte Vendola) le ha citate nel quotidiano pollaio delle dichiarazioni (per lo più inutili). Niente. Silenzio assoluto. Passi per il caso P4. Di logge e lobby dedite a trame affaristiche, e in qualche caso eversive, di burattinai riveriti da ministri, generali e grand commis questo felice Paese ne ha conosciuti tanti. E tanti ne conoscerà ancora se non verrà sanata (e non si vede come nell’era del berlusconismo arrembante) la fragilità congenita delle nostre istituzioni esposte alle scorrerie di bande e di clan. Nel caso in oggetto la magistratura accerterà l’esistenza o meno di reati. Che poi eccellenze e autorità sentano il bisogno di umiliarsi al cospetto di personaggi dalla assai opaca identità, visti i tempi, non può sorprendere più di tanto. Ma che dire dell’indifferenza per quanto accaduto a L’Aquila? Che un signore accusato di reati gravissimi possa, con un tratto di penna, e per un’infrazione minima, cancellare il presente e forse anche il futuro di otto giovani, lascia sgomenti. Che razza di Paese è un Paese che sopporta tutto ciò senza un gesto nè una parola? (di Antonio Padellaro su Il Fatto di oggi)
nchomsky
06 mar 2011 - 14:41 - #12 (nascondi)BOLOGNA CHIAMA ROMA MINZO-RAI
Tre settimane fa l’ex sindaco di Bologna, Flavio Delbono, ha patteggiato 19 mesi di reclusione per peculato e truffa: quand’era vicepresidente della Regione Emilia Romagna aveva usato la carta di credito d’ufficio per qualche ameno viaggetto all’estero con la sua segretaria-fidanzata, facendo pagare il conto di circa 20 mila euro ai contribuenti. Qualche giorno prima, il direttore generale della Rai, Mauro Masi, ha stabilito che il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, ha tenuto un comportamento impeccabile spendendo in 14 mesi circa 86 mila euro con la carta di credito aziendale per pranzi, cene e viaggi all’estero, da solo o in compagnia di un’amica, anche quando risultava in ferie o presente a Saxa Rubra: tutto in conto agli abbonati. Non la pensa così la Procura della Corte dei conti del Lazio, che ha aperto un’inchiesta su Minzolini per danno erariale. Infatti non sembra, ma la Rai è un ente pubblico, controllato dal Tesoro. Curiosamente però non risultano iniziative dalla Procura di Roma, sebbene la Cassazione abbia più volte stabilito che i dirigenti Rai (compresi i direttori di rete e tg) sono incaricati di pubblico servizio: dunque, se intascano indebitamente denaro dell’azienda, rispondono di peculato esattamente come i pubblici ufficiali. Si dirà: forse la Procura di Roma è più tollerante in materia di peculato di quella di Bologna? Impossibile sostenerlo: a Roma l’ex portavoce finiano Salvatore Sottile è stato condannato in primo grado a 8 mesi per peculato per aver fatto prelevare Elisabetta Gregoraci con l’auto blu della Farnesina. Ma non basta. Dal sito della Corte dei conti apprendiamo un’altra storia esemplare: quella dell’avvocato A. P., dirigente dell’ente pubblico Enea (Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente), condannato dalla giustizia penale per peculato e da quella contabile per danno erariale perché “u t i l i z z ava indebitamente la carta di credito aziendale al fine di sostenere spese personali non pertinenti all’incar ico ricoperto (acquisti di abbigliamento, carburante, generi alimentari, ecc.), per un importo pari a 96.405,53”. E chi l’ha denunciato? La sua stessa azienda, l’Enea. Che gli aveva assegnato la carta di credito per le trasferte lavorative, mentre lui la usava anche “per regolare spese di natura strettamente privata… abbigliamento, gioielleria, farmaci, derrate alimentari, intrattenimento, nonché spese di alloggio e ristorazione assolutamente inconferenti con missioni di servizio”. Tipo 137 cene da 300 euro a botta all’Ostharia Pizzeria Bocaletto di Roma, “per un importo pari a 42.368,70”; tipo l’iscrizione al Circolo sportivo di Montecitorio; tipo lo shopping al supermercato Pim o al Gs di Anguillara, tipo soggiorni all’hotel Corte dei Principi Anguillara, e così via. Carriera (giustamente) finita. Ora facciamo un giochino, tipo “trova l’er rore”. Cos’hanno in comune A. P. e Minzolingua? Tre cose: entrambi lavorano in una società pubblica, sono incaricati di pubblico servizio e sono accusati di abuso della carta di credito aziendale per spese private (uno per 96 mila euro, l’altro “solo” per 86). E che differenza c’è fra A. P. e il direttorissimo Minzolingua? Tre cose. A. P. s’è visto ritirare la carta di credito dall’Enea, che l’ha licenziato e denunciato alla giustizia contabile e penale: in sede contabile è stato condannato a risarcire l’Enea per 96 mila e rotti euro; in penale, dopo l’indagine della Procura di Roma, ha patteggiato 2 anni di reclusione per peculato. Minzolini, invece, è più che mai al suo posto, anzi da quel pulpito cristallino dà lezioni di correttezza agli altri; la Rai si guarda bene dal licenziarlo e dal denunciarlo (come chiede di fare il consigliere Nino Rizzo Nervo), anzi l’ha già assolto. E la Procura di Roma non risulta aver aperto alcuna indagine. Eppure, dinanzi a una notizia di reato, l’azione penale sarebbe obbligatoria. Ma queste toghe rosse sono proprio dappertutto. (di Marco Travaglio su Il Fatto di oggi)
nchomsky
06 mar 2011 - 14:42 - #13 (nascondi)A Milano studenti in piazza contro Berlusconi:
Alcuni gli han dato del pu77aniere, altri del p0rc0, altri del colluso mafioso. Altri invece l’hanno insultato.
(www.danieleluttazzi.it)
La Lega festeggia in perfetto stile Pdl i 25 anni di vita a Bergamo:
Nessun dito medio alzato né slogan contro Roma ladrona. Abbandonati prati e paesi spersi tra i monti, il Carroccio festeggia nella fiera di Bergamo con una cena. Per la prima volta tutti seduti e ben ordinati ai tavoli. Hostess, palco con conduttrice e leader “protetti” dagli uomini della sicurezza
Tavoli con soli posti assegnati e ingresso concesso solo su prenotazione. Niente cori né bandiere, il Carroccio si riunisce a Bergamo e abbandona prati e paesi sperduti. Bossi sveglia l’orgoglio padano: “Noi non ci siamo arricchiti”.
IL MENU’ SETTIMANALE DEL PREMIER:
http://www.vauro.net/store/vauro060311.html
sergione1941
06 mar 2011 - 14:45 - #14 (nascondi)Ricompare FRANCO FRANCHETTI scompaiono i commenti!
nchomsky
06 mar 2011 - 14:46 - #15 (nascondi)12-
Ormai la mia Naja è finita da un pezzo.
Oltretutto (a parte i primi mesi di CAR) quale UC ero io che dispensavo LE PUNIZIONI.
A te un pò di naja di quella vera avrebbe fatto bene…ma ormai.
sergione1941
06 mar 2011 - 14:54 - #16 (nascondi)Pure contro la costituzione! Ma questi si fanno dei film da soli. Ma come si fa a scrivere certe baggianate. Per giunta in grassetto in barba alla netiquette.
sirio60
06 mar 2011 - 14:55 - #17 (nascondi)Rivoglio la possibilità di votare, che mi è stata tolta ( antidemocraticamente ) pechè il mio Karma è negativo.
Non me ne frega nulla del Karma, voglio poter manifestare il mio disappunto a nchomsky con qualche meno.
Alla direzione di questo blog:
Curiosità, perchè il Karma di nchomsky pur ricevendo una caterva di meno è sempre invariato??????
E’ forse perchè cercate di contrastare una situazione certamente poco seria???
Ma se cosi è, perchè non vi comportate nello stesso modo con tutti????
fabiopbannato
06 mar 2011 - 14:58 - #18@20 sirio60
e perché è permesso ad un utente di possedere 10 nick quando il regolamento prevede il ban?
fabiopbannato
06 mar 2011 - 15:09 - #19@23
appunto, credo tu abbia ragione
sirio60
06 mar 2011 - 15:11 - #20x nchomscky
Che abbiamo idee contrastanti mi sembra ovvio, che lo voglia manifestare con qualche meno è puerile ( piccola soddisfazione ), che susciti in te questa volgarità, mi sembra veramente una esagerazione.
La mia voleva semplicemente essere una contestazione ironica.
fabiopbannato
06 mar 2011 - 15:26 - #21Sirio la verità è che in italia tutto funziona così. Le regole scritte non servono a nulla perché l’andazzo generale è che vengono disattese un po’ da tutti… poi ogni tanto qualcuno si sveglia e vuole farle rispettare (solo alcune e solo in parte), ed ecco che si banna qualche account, si cancella qualche commento, mentre altri account e commenti che meriterebbero provvedimenti vengono lasciati lì dove sono… naturalmente è un’ingiustizia e non c’è bisogno che ne spieghi il motivo. Inoltre sottolineo il fatto che nessuno si degna di spiegarti perché il tuo commento è stato rimosso o il tuo account bannato.
sergione1941
06 mar 2011 - 15:43 - #22 (nascondi)XNChomksi
#19
Sirio ha ragione, non sendiamo nelle volgarità e rispettiamo le opinioni altrui.
Invitiamo invece, tutti, a manifestare il loro dissenso argomentando. Troppo facile non essere d’accordo senza plausibili ragionamenti. Troppo facile criticare Travaglio, perche è questo il contendere, senza demolire le sue affermazioni con fatti veramente riscontrabili.
stefano1966
06 mar 2011 - 15:44 - #23@ nchomsky 5
“Tre settimane fa l’ex sindaco di Bologna, Flavio Delbono, ha patteggiato 19 mesi di reclusione per peculato e truffa: quand’era vicepresidente della Regione Emilia Romagna aveva usato la carta di credito d’ufficio per qualche ameno viaggetto all’estero con la sua segretaria-fidanzata, facendo pagare il conto di circa 20 mila euro ai contribuenti”.
Bravo,infatti la notizia “ufficiale” che venne fuori è proprio questa,che si “prese per se” circa 20-22 mila eurini.
Peccato che ne habbia dovuti risarcire 50 mila per patteggiare….i conti non tornano.
Tornando ad oggi.
Il partito evidentemente non da più le certezze di una volta.
Se l’Hera è “costretta” a far scendere in campo il suo ex a.d. significa che vuole che i suoi interessi in zona siano più “rispettati”.
Io non sono bolognese quindi non voterò,ma visto che tra pochissimi anni (2012 ha chiesto la presidente provinciale Draghetti)sarò cittadino bolognese in quanto la città metropolitana farà si che la mia città diventi una sorta di quartiere periferico di bologna,pur essendo leghista,voterei il candidato del M5S.
Pensando positivo,se uno del M5S diventasse sindaco di bologna ora è come se diventasse sindaco anche della mia città.
nchomsky
06 mar 2011 - 18:07 - #24 (nascondi)25-
La vicenda Minzolini che metto a raffronto la tralasci? se lo fai non hai capito il mio post..
nchomsky
06 mar 2011 - 19:21 - #25 (nascondi)UNIONE PATACCARI ITALIANI:
IL 27 DICEMBRE 2010 È UNA DATA CHE RESTERÀ NEGLI ANNALI DEL GIORNALISMO. QUEL GIORNO “LIBERO” ESCE CON UN SOBRIO TITOLO A TUTTA PRIMA PAGINA: “FINI È FALLITO”. SEGUE EDITORIALE DEL DIRETTORE MAURIZIO BELPIETRO: «GIRANO STRANE STORIE A PROPOSITO DI FINI. NON SO SE ABBIANO FONDAMENTO, SE SI TRATTI DI INVENZIONI O PEGGIO DI TRAPPOLE PER TRARCI IN INGANNO. SE HO DECISO DI RIFERIRLE È PERCHÉ ALCUNE PERSONE DI CUI HO ACCERTATO IDENTITÀ E PROFESSIONE SI SONO RIVOLTE A ME ASSICURANDOMI LA VERIDICITÀ DI QUANTO RACCONTATO… Toccherà ad altri accertare i fatti». I “fatti”, come li chiama lui, sarebbero due. Primo: «Ad Andria c’è chi vorrebbe colpire Fini in una delle sue prossime visite e per questo si sarebbe rivolto a un manovale della criminalità locale, promettendogli 200 mila euro» con «l’impegno di far ricadere la colpa sul presidente del Consiglio… L’operazione punterebbe al ferimento di Fini… in primavera, in prossimità delle elezioni, così da condizionarne l’esito». Il lettore immagina che Belpietro abbia svolto qualche verifica, prima di sbattere in prima pagina una notizia tanto grave. Invece no: «Vero? Falso? Non lo so. Chi mi ha spifferato il piano non pareva matto… in cambio dell’informazione non mi ha chiesto nulla, se non di liberarsi la coscienza ». Nel codice deontologico belpietresco, basta che uno non sembri matto e non chieda soldi, e tutto quel che racconta va in prima pagina. Secondo “fatto”: una prostituta emiliana, ovviamente sana di mente e senza scopo di lucro, gli ha raccontato «con una serie di particolari piccanti» di avere svolto «prestazioni» per «un tizio uguale in tutto e per tutto a Fini… in cambio di 100 mila euro in contanti». Anche qui il watchdog bresciano dà una lezione di giornalismo investigativo: «Mitomane? Ricattatrice? Altro? Boh! Perché mi sono deciso a scrivere delle due vicende? Perché se sono vere c’è di che preoccuparsi… Se invece è tutto falso, attentato e pu77ana, c’è da domandarsi perché le storie spuntano in prossimità dello scontro finale tra Fini e il capo del governo». Belpietro è «pronto ad aggiungere qualche altro particolare al magistrato». Infatti le Procure di Milano, Bari e Roma aprono tre inchieste. Fini querela “Libero” e dimostra di non avere in agenda visite ad Andria per il prossimo mezzo secolo. Belpietro finge stupore: «Ho fatto uno scoop, non potevo andare dal magistrato sennò mi leggevo la notizia su qualche altro giornale. Ma ho fatto un piacere a Fini, dovrebbe ringraziarmi ». E ribatte alle critiche dei finiani sparando altri titoloni roboanti: «Invece di ringraziarci i falliti ci attaccano», «I falliti ci vogliono uccidere», «L’armata rossa dei giornalisti finiani spara su Belpietro». Per qualche giorno stampa e tv non parlano d’altro, proprio mentre stanno per chiudersi le indagini su due faccende piuttosto imbarazzanti per Belpietro e Berlusconi: il caso Ruby e il misterioso attentato che il caposcorta del direttore di “Libero” dice di avere sventato. Interrogato a Milano, il giornalista che doveva dire tutto ai pm tace il nome della fonte pugliese, che comunque viene identificata: è un imprenditore di Andria che vota centrodestra. Quanto alla escort, diventa una celebrità, rilascia interviste, millanta tre incontri a pagamento con Fini, ma non porta alcuna prova. Si scopre pure che un tizio ha chiamato il portavoce di Fini per minacciare l’uscita di video compromettenti e offrirsi per levarli dal mercato. Peccato che sia tutto falso: i due vengono indagati per estorsione e la squillo anche per diffamazione. Pure l’attentato a Fini si rivela una patacca: l’imprenditore pugliese confessa che se l’è inventato lui per dimostrare com’è facile rifilare bufale a certi giornali. Missione compiuta. Peccato che sia un reato: almeno per il pm Armando Spataro, che chiede di condannare lui e il direttore di “Libero” con decreto penale per procurato allarme e trasmette gli atti all’Ordine dei giornalisti per valutare la deontologia di Belpietro. Che però è in una botte di ferro: il suo informatore era non solo sano di mente, ma affidabilissimo. Infatti, per spacciare la patacca a botta sicura, si era rivolto proprio a lui.
aldebaran85
06 mar 2011 - 19:44 - #26stefano bologna potrebbe benissimo diventare la prima città in mano al M5S
per queste cose bologna è sempre avanti rispetto alle altre città italiane (vedi i glossatori)
aldebaran85
06 mar 2011 - 19:47 - #27nchomsky che trucchetto?
stefano1966
06 mar 2011 - 19:49 - #28@ nchomsky
Il senso l’ho capito.
E’ che per quel seguo il tg1 io potrei dire “minzolini chi?”.
Per i miei gusti il minzo potrebbe esser fatto secco ,giornalisticamente parlando,stasera,manco aspettando domani.
Ma non è che anche gli altri tg rai esaltino la professione….
Tu pensa che quest’anno all’atto del pagamento del furto canone rai,ho pensato alla serata di Benigni,per consolarmi.
stefano1966
06 mar 2011 - 19:50 - #29alde
Giuro che se bologna va “in mano” ai cittadini del M5S,pur essendo astemio,mi ubriaco.
sergione1941
06 mar 2011 - 23:45 - #30Giappone: si dimette un ministro per una donazione.
http://www.corriere.it/esteri/11_marzo_06/dimissioni-ministro-esteri-giapponese_a7e8fb46-47db-11e0-9c0b-cba0d8eea70e.shtml
Dopo i Tedeschi anche i Giapponesi sono diventati strani.
sirio60
07 mar 2011 - 01:58 - #31L’Italia o gli italiani di oggi??????????
Per un’amministrazione che non vuole o non sa applicare le regole.
Per noi tutti che ci battiamo per la difesa dell’informazione e proviamo indignazione quando questo diritto viene calpestato.
Per noi tutti che ci permettiamo di criticare il comportamento della nostra classe dirigente, per poi cadere nelle più banali e volgari provocazioni.
CHIEDO IL RIPRISTINO DELLE REGOLE E DEL RISPETTO
iphone
07 mar 2011 - 02:06 - #32C’è chi rimane al potere cercando di provare che in realtà “Ruby non era minorenne” e chi invece, in altri paesi, si dimette per questo:
http://www.ilquotidianoitaliano.it/esteri/2011/03/news/giappone-ministro-si-dimette-per-una-donazione-di-2mila-euro-64819.html
Non chiedo tanto… mi basterebbe solo un decimo della coerenza di questo ministro in ogni politico italiano. Sarebbe già un buon punto di partenza.
sirio60
07 mar 2011 - 02:13 - #33x iphone
La stessa notizia è stata riportata da sergione ( #30 ), con una cifra totalmente diversa. Poco importa resta il gesto d’altri tempi e d’altri paesi.
iphone
07 mar 2011 - 11:42 - #34non me ne ero neanche accorto della segnalazione di sergio.
io ti dico quello che mi arriva alle orecchie, essendo mia moglie giapponese.
posso dirti che siamo entrambi esseri umani, ma con una soglia di sopportazione totalmente diversa.
sergione1941
07 mar 2011 - 18:11 - #35#33 #34
Entrambi ci siamo riferiti ad un articolo di due giornali diversi.
In entrambi i casi si tratta di una cifra ridicola.
Il fatto importante è il comportamento dell’uomo politico, comportamento di una correttezza assolutamenre sconosciuta dai nostri parlamentari.
Ma forse la colpa non è nemmeno la loro: la colpa è la nostra che li perdoniamo.
sirio60
07 mar 2011 - 19:59 - #36x nchomsky
Non prendertela!!!!
Ma il tuo Karma è congelato sullo zero?????
Non rispondere col solito “Toscanismo”!!!!