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Ore 12 - A Berlusconi e a Bersani il "muro contro muro" fa bene. E porta voti

Pubblicato: 09 mar 2011 da Massimo Falcioni

Commenti dei lettori

altroIl “muro contro muro” paga. L’ha voluto e lo vuole Silvio Berlusconi che, così, resiste anche in questi tempi di bufera e tiene coi denti anche nei sondaggi. Non l’ha voluto ma lo vuole anche Pier Luigi Bersani, che finalmente vede il Pd schiodarsi nei sondaggi, oggi sopra il 27%, tetto mai raggiunto dall’attuale segretario.

Cambia il vento? No: piaccia o non piaccia, gli italiani si preparano, tirando su barricate, all’appuntamento del voto di metà maggio, voto amministrativo ma dal carattere fortemente politico. Non solo perché le urne riguardano importanti città del Paese ma, soprattutto, perché segnano col lapis rosso o blu la gestione del Cavaliere e del suo governo.

Ecco perché gli italiani si preparano a schierarsi, come sempre, fra “berlusconiani” e “antiberlusconiani”. Chi ci guadagna?

Soprattutto Berlusconi (e il Pdl). ma anche Bersani (e il Pd): con il primo stanno gli italiani che, pur delusi e incerti, temono il cambiamento e il ritorno della sinistra al potere. Con il secondo stanno gli italiani che, pur “nemici” del Cavaliere e scontenti del Pd, vogliono andare “oltre”, concentrando il voto di protesta sul partito di Bersani.

In questa logica resta poco spazio per chi non è nè Pdl nè Pd. Anche per la Lega (per la prima volta in calo di almeno un punto) e per il Terzo Polo (causa le permanenti incertezze politico-programmatiche e di leadership). Solo briciole per tutti gli altri, Idv e Sel compresi.

Tutto qui? Sì, con il Paese oramai in fondo al pozzo, quasi … prosciugato. Italiani avvisati ma sordi. Forse oramai talmente privi di “risorse” e così rinunciatari, pronti a pagare il conto. Come e più di prima. Cornuti e mazziati?

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2 commenti

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  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    09 mar 2011 - 15:09 - #1
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    A stò punto aridatece Gelli:
    Chi si rivede, Marco Boato. L’ex lottatore continuo, intervistato dal R i fo r m i s t a , rivendica la primogenitura della controriforma della Giustizia minacciata dal duo Cainano & Al Fano. Lui non ci trova “alcunché di scandaloso” e ricorda che, a parte lo sganciamento della Polizia giudiziaria dal pm (idea di Violante, subito copiata da Al Fano), è tutta copiata dalla sua bozza del 1998 per la Bicamerale D’Alema: separazione delle carriere e dei Csm, azione penale a discrezione di governo e Parlamento, procedimenti disciplinari ai magistrati tolti al Csm e affidati a un plotone d’esecuzione di nomina politica. Ma Boato è un po’ ingeneroso con Licio Gelli, che nel suo “Piano di rinascita d e m o c ra t i c a ” aveva precorso i tempi con trent’anni d’anticipo. Infatti il Venerabile, quando destra e sinistra votarono la bozza Boato, reclamò il copyright. L’obiettivo della casta, anzi della cosca, è dunque a un passo dall’essere raggiunto: le indagini le farà direttamente il governo, che poi scriverà anche le sentenze. Non solo quelle penali, ma anche civili e contabili. Pare brutto lasciarle fare ai giudici. L’altroier i per esempio ha raccolto critiche a destra ma anche a sinistra (si fa per dire: il solito R i fo r m i s t a ) il verdetto del Tribunale del lavoro di Roma che ha confermato il reintegro di Tiziana Ferrario al Tg1: Minzolingua non l’aveva allontanata per “effettive esigenze or ganizzative” (come racconta lui), ma per “una volontà ritorsiva al fine di sanzionare il dissenso manifestato dalla giornalista nei confronti della linea editoriale del direttore”. Il Riformatorio, che quando c’è da dire una scempiaggine è sempre in prima fila, scrive che “la sentenza priva della sua autorità la direzione del Tg1 e stabilisce chi e quando dovrà condurre il telegiornale”, dunque “non ci piace un tribunale che ordina a Minzolini chi deve mettersi dietro la scrivania o davanti alla telecamera”. A questi giuristi per caso sfugge che nessun tribunale ha mai preteso di decidere i conduttori del Tg1: è che discriminare lavoratori e lavoratrici per le loro idee politiche è (ancora per poco) vietato dalla legge. Concetto troppo elevato anche per Fabrizio Cicchitto (tessera P2 2232): “Ormai la Rai, come tante altre istituzioni e aziende italiane, è commissariata dalla magistratura che decide a suo arbitrio gli organigrammi interni”. Raro concentrare così tante fesserie in così poche parole. A parte il fatto che non si capisce quali sarebbero le aziende e le istituzioni “commissariate dalla magistratura”, Cicchitto ce l’ha pure con la Corte dei conti che ha condannato l’ex ministro Siniscalco, i cinque ex consiglieri Rai del centrodestra e l’ex capufficio legale Esposito a risarcire 11 milioni di danni all’azienda per la nomina a direttore generale del berlusconiano Alfredo Meocci nel 2005. Meocci era incompatibile perché era stato per sette anni, fino al giorno prima, commissario dell’Agcom (che vigila sulla Rai). E la legge sulle Authority (481/1995) vieta “per almeno 4 anni” a chi ne ha fatto parte di “intrattenere rapporti di collaborazione, consulenza o impiego con le imprese operanti nel settore di competenza”. Pesanti sanzioni sia per l’ex commissario che la viola (“tra i 50 e i 500 milioni di lire”), sia per l’azienda che lo assume (“par i allo 0,5% del fatturato, da 200 milioni a 200 miliardi di l i re ”), sia per gli amministratori che se ne rendono responsabili. Molti giornali, il collegio sindacale Rai e i consiglieri d’opposizione lo dissero. Ma Siniscalco e i consiglieri Urbani, Malgieri, Bianchi Clerici, Petroni e Staderini nominarono ugualmente Meocci, su ordine di B. Tanto, pensavano, siamo assicurati. Poi però l’assicurazione rifiutò di coprirli, visto che sapevano benissimo di violare la legge. Ora la Corte dei conti presenta il conto: “Colpa grave… comportamento sommamente lesivo di ogni regola di prudente e buon governo della cosa pubblica”. Cicchitto però non gradisce che i giudici applichino la legge. Facciamo così: d’ora in poi le sentenze le scrive Gelli. Al confronto, era una persona seria. (di Marco Travaglio su Il Fatto di oggi)

  • Profilo di borgotorto

    borgotorto

    10 mar 2011 - 22:08 - #2
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    Resta solo di chiedere asilo politico.Le ambasciate straniere sono ormai allertate.Amen