
La riforma della giustizia presentata ieri dal Guardasigilli Alfano, è stata definita “epocale” da Berlusconi. Si tratta in effetti di una ristrutturazione complessa e a tutto campo. Cercheremo di spiegarla punto per punto, in modo che i lettori possano farsi un’idea e giudicarla il più possibile lontano da preclusioni ideologiche.
Prima però sarà bene specificare che l’intera architettura della riforma non è retroattiva, dunque non si applica a tutti i processi in corso, compresi quelli di Berlusconi. Insomma, non è una riforma ad personam.
Il punto cardine della riforma è la separazione delle carriere. Di questa urgenza si sente parlare da tempo, ma soprattutto a chi non sia addentro alle problematiche tecniche di settore, la cosa potrebbe sembrare trascurabile o comunque di scarsa rilevanza. Vediamo allora quali siano i motivi che spingono in questa direzione.
Il sistema attualmente in vigore fa sì che tra il giudice e i pubblici ministeri viga una consuetudine e spesso anche un’amicizia, data da comuni frequentazioni e interessi. Tutto questo non riguarda direttamente i processi, ma in più occasioni si è visto come li possa anche influenzare. Un esempio si ebbe proprio all’epoca di Mani Pulite, quando gli avvocati della difesa si trovarono i posizione di netta inferiorità di fronte all’asse Ghitti (gip), Davigo, Colombo e Di Pietro (pm).
È pur vero che un gruppo di lavoro unito, anche tra gip e pm, può portare a risultati maggiori, ma non è più possibile sbilanciare in questo modo i rapporti tra le parti, e quindi ben venga la separazione. Per ottenere questo risultato, che prevede due Csm distinti (su questo torneremo in seguito) è prevista la modifica dell’articolo 104 della Costituzione, che cambierà così:
“I magistrati si distinguono in giudici e pubblici ministeri. La legge assicura la separazione delle carriere”. “I giudici costituiscono un ordine autonomoe indipendente da ogni potere e soggetto solo alla legge”.
Quanto ai pm: “L’ufficio del pm è organizzato secondo le norme dell’ordinamento giudiziario che ne assicurano l’autonomia e l’indipendenza”.
n3kr0s
11 mar 2011 - 14:17 - #1Per fortuna che per attentare alla costituzione serve un procedimento speciale per cui berly queste xazzate non vedrà mai realizzarle . Soprattutto l’azione penale d’ufficio è eccessivamente pericoloso toglierla e limitarsi ai casi previsti dal decreto del ministero . Non voglio un Italia così ……
ll3mo
11 mar 2011 - 14:26 - #2Non è vero che i pm rimarranno indipendenti, verranno sottoposti al controllo del ministero dell’interno, cioè del governo. Quindi nessuna persona “scomoda” verrà più indagata.
Ma ci vogliamo chiedere perchè questo punto era nel programma della P2? Ci vogliamo chiedere perchè Berlusconi lo sta mettendo in atto come buona parte del resto del programma?
aldebaran85
11 mar 2011 - 15:12 - #3quale è il problema? la lunghezza dei processi
con questa “riforma” i processi diventano brevi? NO si dimezzano le prescrizioni
prescrizione del reato significa assoluzione? NO
in un paese dove le imprese più importanti sono le mafie e la corruzione questa riforma serve per dare la definitiva mazzata alla giustizia
mi spiegate a che serve il doppio CSM? già chi è nelle corti superiori riceve uno stipendio altissimo … adesso si vogliono raddoppiare i posti e quindi lo stipendio con annessa pensione
GRAZIE BERLUSCONES!!! che brutta italia
Up ORIGINALE
11 mar 2011 - 16:04 - #4Censurato il mio messaggio complimenti per la democrazia Landoni!!!!!!!!!
nchomsky
11 mar 2011 - 16:27 - #5Caro LL per favore non “spiegarci” cose di cui non capisci chiaramente “niente”… oltretutto dal punto di vista del finto non Berlusconiano di destra che guarda le cose con distacco.
Up ORIGINALE
11 mar 2011 - 16:42 - #6Landoni la verità sull’operazione del tuo capo ti da fastidio mi sa…..da quando qua dopo l’operazione alla mascella si ha un cerotto sulla guancia!!!!!!!!Sei un Coniglio!!!!!!!!!
nchomsky
11 mar 2011 - 17:01 - #77-
IL MITE E FINE “LATINISTA” HA TUTTO IL MIO APPOGGIO…
pigi
11 mar 2011 - 17:32 - #8Non è solo consuetudine o amicizia, è proprio un do ut des, che deriva dall’essere nello stesso ruolo.
Si immagini un poliziotto che vede un suo collega che maltratta un delinquente. In generale farà di tutto per minimizzare, difficilmente lo denuncerà. Piuttosto dirà che non ha visto niente.
Così nelle indagini: un PM che ha ottenuto un arresto sconsiderato, difficilmente sarà sconfessato dai giudici. Preferiranno processare il malcapitato, magari imbastendo un processo lumaca che si concluderà con una prescrizione pur di non prosciogliere.
Perché devono inimicarsi un collega PM che potrebbe fargliela pagare? Meglio rovinare un innocente.
nchomsky
11 mar 2011 - 17:56 - #910-
METTENDO TUTTO IN MANO AI POLITICI (SOPRATUTTO AGLI ATTUALI POLITICI DI GOVERNO E NON) CREDI DI RISOLVERE I PERICOLI CHE DENUNCI? NON CREDO PROPRIO, ANZI…
Vomi™us Maximus
11 mar 2011 - 22:34 - #10Ma come ancora a cancellare i commenti Landoni, e lasci che questa latrina di chomsky ti pigli per il derecio.
Un qualcosina di fulminante può sempre capitare a chiunque, anche e soprattutto alle bambine appena nate.
TizGT
12 mar 2011 - 17:54 - #11La terzietà del giudice è un sacrosanto diritto che dovrebbe interessare a tutti, anche agli antiberlusconiani. Stavolta sembra non si tratta finalmente di una legge ad personam, essendo non retroattiva, quindi veramente non capisco l’opposizione totale che arriva da certi ambienti (anche sotto forma del solito “benaltrismo”: i veri problemi sono sempre altri e intanto non si cambia niente).
E’ solo in Italia che quello che nel resto del mondo è “l’avvocato dello stato”, cioè la controparte della difesa (il pm), da noi assume addirittura il rango di “magistratura” (inquirente), con una confusione anche terminologica assurda. La magistratura deve essere totalmee indipendente e libera, soggetta solo alla legge, ma la magistratura sono i giudici giudicanti, non i poliziotti o gli avvocati dello stato!