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Oggi alle 16,15 Polisblog presente a L'Ultima parola backstage

Pubblicato: 11 mar 2011 da Luca Landoni

Commenti dei lettori


Nel pomeriggio di oggi PolisBlog sarà presente al backstage de L’Ultima Parola, il programma di approfondimento politico di Gianluigi Paragone in onda ogni venerdì alle ore 23,30 su Raidue.

Il backstage, che normalmente va in onda sul web dalle ore 16,15 alle 17, oggi sarà anticipato di un’ora, quindi alle ore 15,15. Lo trovate qui e qui. Nei giorni successivi verrà poi riportato sul canale YouTube del programma. Il tema principale della trasmissione - intitolata oggi Pezzi d’Italia - sarà la Costituzione e la riforma della giustizia, oltre naturalmente a tutti gli altri argomenti legati all’attualità politica.

A rappresentare PolisBlog oggi ci sarà il sottoscritto Luca Landoni Sarà possibile interagire tramite la pagina Facebook dell’Ultima parola e twitter.

Seguiteci numerosi.

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3 commenti

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  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    11 mar 2011 - 16:36 - #1
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    Tanto oro quanto pesa (ovvero un tanto al kilo)
    L’intervista di Giuliano Ferrara a Goffredo De Marchis, su Repubblica di ieri, andrebbe studiata nelle scuole di giornalismo perché ha il raro pregio di sintetizzare chi è Ferrara, cos’è la Rai e cos’è diventato il giornalismo italiano. “L’Italia – esordisce Ferrara – è occupata non da B., ma da una mentalità, da una cultura e da un modo di essere delle élite che mi fa venire l’or ticar ia”. La palla del pallone pallista giunge all’indomani degli ultimi dati sulle presenze dei politici nei tg Rai a gennaio: B. ha totalizzato 6 ore e 40 minuti, il doppio di tutti gli altri leader messi insieme. Dev’essere per questo che, da lunedì, avremo Ferrara ogni santo giorno dopo il Tg1: per riequilibrare un po’. De Marchis gli domanda che credibilità può avere un conduttore che è anche consigliere del premier. Ferrara fa l’offeso: “Non sono il consigliere di B. Faccio un giornale, scrivo commenti… se lavorassi per B. il mio nome sarebbe nella lista dei bonifici del ragionier Spinelli”. E qui il giovanotto si sopravvaluta: i bonifici di Spinelli erano per le mignotte, tutte fra l’a l t ro carinissime, mica per ceffi come lui. E poi lui, da B. e famiglia, riceve già tre stipendi: da direttore del Fog l i o , da rubrichista di Panora ma , da editorialista del Giornale (poi ogni tanto arrotonda: ora con la Cia, ora con Tanzi, ora con la diaria di eurodeputato assenteista, ora con quella di ministro e portavoce). Insomma, è un tipo indipendente. De Marchis gli ricorda le riunioni dei giornalisti della ditta a Palazzo Grazioli. E lui barrisce orripilato: “Di che parliamo? Posso andare a pranzo con chi mi pare? Montanelli non andava a pranzo con Spadolini, coi segretari dei partiti? È assolutamente normale per un giornalista andare dal premier”. Certo che è normale, ma a patto che il premier non stipendi il giornalista. Altrimenti, in un paese serio, il giornalista non deve mai occuparsi del premier. Montanelli incontrava Spadolini (suo ex collega e direttore al Corr iere), ma Spadolini non stipendiava Montanelli. Infatti Montanelli criticava spesso Spadolini, mentre Ferrara, quando proprio ha un attacco di temerarietà, scrive che B. ha sbagliato cravatta. Ora annuncia: “Il Cavaliere mi darà mille occasioni per parlare male di lui” (sì, quando sbaglierà i calzini o la tintura del toupet). Ma eccolo commentare i bunga bunga con minorenni: “Sapevamo cosa faceva Gronchi nella sua vita privata? E quello che combinava Merzagora?”. A parte la bruciante attualità di Gronchi e Merzagora, abbiamo come il sospetto che, se i due avessero telefonato in questura per far rilasciare una ladra marocchina minorenne senza documenti che passava le notti con loro, la cosa si sarebbe saputa e avrebbero dovuto dimettersi. Ma per Ferrara il vero “scandalo è sapere di Berlusconi quello che sappiamo”. Osservazione più che comprensibile, per uno che in vita sua ha fatto il picchiatore comunista, la spia della Cia, la trombetta di Craxi e B., ma mai per un solo istante il giornalista. Solo un paese malato può scambiare per giornalista uno che detesta le notizie a tal punto da desiderare che non si vengano a sapere. De Marchis gli domanda del processo Ruby, e lui: “È un processo stregonesco, messo in piedi da pedinatori, giornalisti e magistrati”. Un processo messo in piedi da magistrati e pedinatori: ma siamo matti? Dove andremo a finire, signora mia. Nel ‘93 Ferrara bruciò in tv il bollettino dell’Intendenza di Finanza per l’abbonamento Rai. Poi spiegò di averlo fatto per chiedere le dimissioni dell’allora direttore generale Locatelli, accusato di aver favorito gli affari di sua moglie. Locatelli non aveva condanne, ma per il garantista Ferrara era colpevole lo stesso. Fortuna che gli abbonati non gli diedero retta, altrimenti oggi la Rai non saprebbe come pagargli un milione e mezzo per il nuovo programma. Triste destino, quello di Ferrara. Fonda Il Foglio e non lo compra nessuno. Si candida al Mugello e non lo vota nessuno. Fa Otto e mezzo e non lo guarda nessuno. Però lui insiste. Tanto lo pagano a peso. (di Marco Travaglio su il Fatto di oggi)

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    11 mar 2011 - 17:04 - #2
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    CARO LL FAI QUALCHE DOMANDA SUL MEGACEROTTONE DEL BERLUSKA.

    LE SOLITE MEGALOBERLUSKAZZATE: OVVERO, SOTTO IL CEROTTO NIENTE.
    Da due giorni B. si presenta in pubblico con una vistosa garza sul volto. Ma secondo il suo dentista, dopo l’operazione alla mandibola, il premier non ha alcuna ferita esterna. Gli esperti: “Inutile”. Lunedì scorso il Cavaliere ha subito un intervento di chirurgia maxillo-facciale “durato quattro ore - ha spiegato il suo medico Alberto Zangrillo - necessario dopo l’attentato del dicembre 2009 da parte di Massimo Tartaglia”. Dopo una brevissima degenza, Berlusconi è apparso davanti alle telecamere con un grande cerotto bianco che gli copre tutta la guancia.

  • Vomi™us Maximus

    11 mar 2011 - 22:32 - #3
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    Ancora il clown Chomsky, è duro a morire questo scarrafone.
    Crepa umanoide.