Enrico Letta al Congresso della Cisl: "Se non c'è il lavoro, il paese non si salva"

Raffaele Bonanni ha suggerito la ricetta per uscire dalla crisi.

Al congresso della Cisl, il premier Enrico Letta ha ribadito la principale priorità del suo governo ossia arginare la piaga della disoccupazione, soprattutto quella giovanile, il più presto possibile. Definire allarmante lo slogan del presidente del consiglio significa utilizzare un eufemismo:

Se non c'è il lavoro, il Paese non si salva.

Enrico Letta ha dichiarato che occorre mettere il lavoro "al centro di tutte le politiche del paese". Rivolgendosi alla Cisl, invece, Letta ha voluto sottolineare l'importanza del ruolo del sindacato:

Il ruolo del sindacato e della Cisl sarà decisivo e fondamentale e troverete in noi non solo un interlocutore ma un riferimento per camminare insieme nella logica di autonomia, ognuno nel suo campo. Mi aspetto un sindacato inflessibile che sia in grado di ricordare ogni minuto la centralità del lavoro.

Riguardo il prossimo consiglio europeo, che si terrà a Roma venerdì 14 giugno, Letta ha ribadito che il lavoro sarà l'argomento cardine:

Venerdì nell'incontro a Roma cercheremo con Germania Francia e Spagna di definire un'agenda sul lavoro, non solo parole, servono fatti e serve un messaggio ampio e collettivo. Il tema chiave del prossimo consiglio europeo ed è per me grandissima soddisfazione il messaggio che daremo da Roma. Dobbiamo dare risposte calde ai cittadini e ai loro problemi.

L'emergenza disoccupazione è stata sottolineata anche dalle parole del segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che ha esposto la sua ricetta:

La situazione economica e sociale è al limite del collasso. Occorre una svolta. L’obiettivo è uno choc fiscale finalmente positivo. Bisogna ridurre le tasse sui redditi da lavoro e pensione. Ma anche alle imprese che investono e assumono i giovani e i disoccupati. Dobbiamo farlo subito per dare una spinta forte all'economia ed ai consumi. Lo diciamo al presidente del Consiglio Letta e ai partiti che lo sostengono. E gli diciamo anche che occorre introdurre un nuovo assegno familiare e il credito di imposta per gli incapienti.

Bonanni ha anche suggerito da dove possono provenire le risorse necessarie:

Le risorse possono venire dalle flessibilità che l'Unione europea deve concederci, dal risparmio sugli interessi con la discesa dello spread e dalla riduzione delle troppe agevolazioni fiscali e detrazioni senza alcuna finalità sociale. Si devono anche tassare di più i grandi patrimoni immobiliari e finanziari. E dobbiamo vendere il patrimonio del demanio pubblico.

Foto | © Getty Images

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