Continua il nostro speciale sulla riforma della giustizia. Dopo esserci occupati della separazione delle carriere e dello sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura, vediamo le nuove norma in materia di responsabilità.
Prima di addentrarci nel nuovo sistema, ricordiamo che già negli anni ottanta gli italiani si erano espressi a stragrande maggioranza in un referendum (radicale) che proponeva che i magistrati fossero responsabili civilmente dei loro errori, proprio come tutti gli altri dipendenti pubblici. L’esito della consultazione fu però bellamente ignorato e tutto rimase così com’è.
Ora invece “i magistrati saranno direttamente responsabili degli atti compiuti in violazione di diritti al pari degli altri funzionari di stato. La legge disciplina la resp. civ dei mag. per i casi di ingiusta detenzione e di altra indebita limitazione della libertà personale. La resp. civ. dei mag. si estende allo Stato”.
Non si tratta, come appare evidente, di un provvedimento punitivo, ma semplicemente di un adeguamento della categoria a tutti gli altri lavoratori pubblici. In altre parole viene sanzionato chi provoca un grave errore, perlopiù doloso, e non certo chi sbaglia in buona fede.
Difficile essere contrari.
nchomsky
13 mar 2011 - 12:37 - #1La riforma della giustizia prevede il principio di responsabilità civile per i magistrati che commettono un errore giudiziario, una sciagura per il nostro sistema processuale. I nostri padri costituenti non introdussero nel ’48 questo principio per tutelare l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati, per permettergli di valutare i casi senza alcuna pressione che potrebbe turbare l’esercizio imparziale della loro funzione. L’introduzione di questo principio rappresenta un’abrogazione implicita dell’obbligatorietà dell’azione penale (art. 112 Cost.) per un motivo molto semplice: quale giudice affronterebbe con tranquillità un processo sapendo che se “sbagliasse” (termine molto relativo visto che due giudici potrebbero interpretare lo stesso caso in due modi completamente differenti) sarebbe soggetto a risarcimento? Come la mettiamo poi nei casi di assoluzione per insufficienza probatoria? Non ci sono prove sufficienti per una condanna che deve essere “al di là di ogni ragionevole dubbio” (art. 533 cpp), ma ci sono delle prove. Anche qui il giudice sarebbe tenuto al risarcimento, nonostante sia stato corretto nel rispetto del principio espresso dall’art. 533 cpp.?
Le vittime di errori giudiziari tra l’altro vengono già risarcite dallo Stato ed è giusto così perché, a differenza di quello che vanno blaterando Alfano e Berlusconi, il pm non è l’avvocato dell’accusa, ma il rappresentante dello Stato in giudizio (infatti il pm può anche chiedere l’assoluzione dell’imputato).
L’inappellabilità delle sentenze di assoluzione, invece, comporta la disparità tra accusa e difesa. Dopo tante puntate nei salotti della politica a raccontare balle sulle minori prerogative della difesa rispetto all’accusa, hanno trovato il modo per farlo davvero, ma naturalmente a parti invertite. Se l’imputato viene condannato, può ricorrere in appello e in Cassazione, della serie “ritenta sarai più fortunato”. Se l’imputato viene assolto, invece, il pm non può fare appello e la sentenza definitiva è quella di assoluzione. Alla faccia della “parità delle armi” e in barba all’articolo 111 della Costituzione che stabilisce, appunto, la parità delle parti a livello processuale.
L’unico lato “positivo” è che la riforma è talmente allucinante da poter confidare in un’immediata pronuncia di incostituzionalità da parte della Corte Costituzionale. Berlusconi ha detto che con questa riforma Mani pulite non ci sarebbe stata, ma inavvertitamente si è dimenticato di spiegare la motivazione. Non ci sarebbero stati i ladri o sarebbero rimasti impuniti?
sergione1941
13 mar 2011 - 12:38 - #2Ripropongo un quesito attinente alla responsabilità civile dei giudici con la speranza che qualcuno mi dica se i miei timori sono fondati oppure sono sciocchezze. Non si può correre il rischio che un Magistrato, per non avere problemi, sopattutto giudicante una persona ricca e potente, assolva troppo facilmente? Ancora, se ammettiamo che può esserci una condanna sbagliata, dobbiamo anche ammettere che può esserci anche una assoluzione sbagliata che manda in fumo l’attesa di giustizia di un terzo e dunque danneggiato. Come applichiamo la responsabilità civile in questi casi? E chi lo decide? Non rischiamo di allungare ancora i tempi della giustizia con un ulteriore procedimento che sarà, sicuramente, alla portata di chi se lo può permettere. E i poveracci se lo prederanno in quel posto. Come al solito!
nchomsky
13 mar 2011 - 12:41 - #3Caro LL continui a parlare come “esperto” al disopra delle parti, di un argomento di cui chiaramente non sai e non capisci una mazza, usando gli stessi argomenti-balla degli in-esperti legislatori del PDL.
aldebaran85
13 mar 2011 - 12:44 - #4#3 concordo
nchomsky
13 mar 2011 - 12:45 - #52-
Come era ovvio il Nano sta creando lo Stato-Paradiso per ricchi, dove se hai tanti (più ne hai meglio stai) soldi tutto ti è permesso anche l’illecito e oltretutto spendendo in proporzione meno del “povero”…
screech87
13 mar 2011 - 12:53 - #6“Non si tratta, come appare evidente, di un provvedimento punitivo, ma semplicemente di un adeguamento della categoria a tutti gli altri lavoratori pubblici. In altre parole viene sanzionato chi provoca un grave errore, perlopiù doloso, e non certo chi sbaglia in buona fede”.
si…e poi c’era la marmotta che confezionava la cioccolata! xD
aldebaran85
13 mar 2011 - 13:02 - #7io l’ho scritto 2000 volte: landoni leggi la costituzione, i codici e non libero, il giornale e compagnai
le fonti per reperire le nozioni sono i codici!!! non i giornalacci estremisti
condorpasa
13 mar 2011 - 14:25 - #8Prima di fare la riforma “epocale”, per risolvere la lentezza dei processi si sarebbe potuto fare, con legge ordinaria ed a costo zero:
1) Accorpamento delle procure in macro tribunali
2) Notifiche via PEC: questo governo ha obbligato noi professionisti a dotarci di PEC, in due anni non l’ho mai potuta usare, allora che si cominci ad usarla con le notifiche agli avvocati per le vicende dei loro clienti
3) Richiesta di anticipo delle spese alla parte che intende adire ricorso ai gradi superiori
Basterebbe questo gia’ a ridurre costi e tempi, ma magari si potrebbe corregere il codice laddove:
4) prevede che il giudizio dei gradi successivi non possa essere “in pejus” rispetto ai gradi precedenti. In questo modo si incentiverebbe l’uso delgi istituti del patteggiamento e del rito abbreviato
Come si vede questi si che sono provvedimenti ispirati al solo buon senso, non mi sembra ci sia ombra di ideologia o di norma ad personam o ad castam, ma solo il pensiero rivolto ad una sana amministrazione e ai bisogni dei cittadini.
Se veramente si fosse in buona fede nel riformare la giustizia, PRIMA andrebbero pensati questi tipi di provvedimenti che penso avrebbero il voto unanime del parlamento e si risolverebbe il tutto in 2 ore.
Dopo aver eliminato una buona fetta di inefficenza materiale, magari, si potrebbe pensare ad una riforma della giustizia.
Stesso dica si per il federalismo: bisogna per forza stravolgere l’assetto della stato per imporre prezzi-standard a tutte le ASL d’italia? Non credo, o sbaglio?
arvedui
13 mar 2011 - 17:31 - #9“Non si tratta, come appare evidente, di un provvedimento punitivo, ma semplicemente di un adeguamento della categoria a tutti gli altri lavoratori pubblici. In altre parole viene sanzionato chi provoca un grave errore, perlopiù doloso, e non certo chi sbaglia in buona fede.
Difficile essere contrari.”
Sbagli di grosso, il difficile è essere favorevoli ad una porcata del genere. Ricordati che i giudici saranno controllati ed eventualmente sanzionati da una giuria di nomina politica: quindi ogni magistrato si troverà di fronte una specie di plotone d’esecuzione. Sarebbe come se un arbitro venisse giudicato per i propri errori da una tribunale composto dagli ultras della squadra che ha subito il torto. Ti sembra normale?
Caro Luca, cerca di studiare meglio queste presunte “riforme” e soprattutto indaga più in profondità piuttosto che fermarti all’apparenza perchè queste “riforme” sono studiate apposta per favorire la casta ma propagandate ad arte come vantaggio per i cittadini, e in molti purtroppo abboccano.
sergione1941
13 mar 2011 - 18:49 - #10XCONDORPASA#8
Assolutamente d’accordo.
La riforma della giustizia dovrebbe avere per priorità la riduzione dei tempi, quella proposta dall’attuale governo non ridurrà i tempi di un solo secondo. Ci sono state molte proposte in questa direzione, cominciando da quelle dell’ANM che erano a costo zero e passando anche a quelle dell’IDV, mai recepite. Berlusconi, Re delle prescrizioni, può volere una giustizia rapida? Suvvia, non facciamoci prendere per i fondelli!
aldebaran85
13 mar 2011 - 18:49 - #11condorpasa condivido al 100% il tuo ragionamento
stefano1966
13 mar 2011 - 19:10 - #12Come ho già detto.
Si può essere a favore o contro al fatto che un qualsiasi di dipendente statale che sbaglia paghi.
E non che paghi lo stato
Magistrati compresi.
Il più è fare capire bene le opposte posizioni ai cittadini.
Visto che un referendum sulla faccenda si è già vinto con l’88% di votanti favorevoli.
In pratica,per correttezza intellettuale,bisognerebbe chiedere ai cittadini “se un magistrato ti sbaglia una sentenza vuoi che paghi il magistrato o vuoi che paghi lo stato al suo posto”.
Sarebbe interessante sapere l’opinione di chi ha cause in atto.
Cioè,l’opinione dei diretti interessati.
Quindi si può essere a favore o contro.
Il Cav si è spiegato piuttosto bene.
Mi aspetto che anche lopposizione si spieghi bene.
Perchè da un no secco ho già sentito vari se e ma.
sergione1941
13 mar 2011 - 19:28 - #13X stefano1966
13 mar 2011 - 18:10 - #12
La responsbilità civile dei Magistrati, in linea strettamente teorica può essere condivisbile, tutti siamo responabili di quello che facciamo o diciamo. Ma ti rimando al mio commento n.2, nel quale mi ( vi) pongo delle domande particolarmente rivolte ai favorevoli. Tu, che ne pensi?
dani83
13 mar 2011 - 21:16 - #14ho una domanda anch’io!!!!!
ma quando un politico sbaglia,paga per il suo errore???mi sembra di no!!!
secondo me andrebbe proposto!!!
stefano1966
13 mar 2011 - 21:32 - #15sergione
Veramente ti ho già risposto l’altro giorno.
Può essere che non mi sia espresso bene.
Che non mi sia fatto capire nella risposta.
Può essere che uno condanni per errore e che assolva per errore.
In entrambi i casi vi è una vittima.
Visti i 3 gradi di giudizio.
Quel che si deve fare si faccia.
Ma a casa mia il povero ha bisogno di una giustizia giusta.
Che paghi se sbaglia.
Il ricco se la cava sempre.
Dani83
Scusa il paragone ma è proprio il concetto inverso.
Già abbiamo una classe dirigente politica che raramente quando sbaglia paga.
E siamo tra gli unici al mondo ad avere una classe dirigente simile.
Appunto per questo motivo sarebbe paradossale che visto che non pagano i politici,per compensare….continuino a non pagare neppure i magistrati.
Evviva la meritocrazia.
Non si dovrebbe andare verso un “chi sbaglia paga”?
Come accade nei paesi “normali”.
sergione1941
13 mar 2011 - 23:01 - #16X stefano1966
13 mar 2011 - 20:32 - #15
“Il ricco se la cava sempre.”
E’ questo il mio timore ed è a quello che non mi rassegnerò mai.
Chi avrà i soldi per un ulteriore ricorso per dimostrare un errore?
Nel’88 la comunicazione ai votanti era acora blanda e superficiale, oggi ci sono molti altri mezzi per evidenziare un problema in tutte le sue sfaccettature.
marcore4
14 mar 2011 - 01:47 - #17Non vedo l ora
cosi sara facile intimidire un giudice o magistrato.
La mafia chiede solo il 20% contro il 43% dello Stato.
popart
14 mar 2011 - 08:07 - #18finalmente si pone un freno alle toghe rosse.