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Ore 12 - Giappone nella morsa terremoto-tsunami-nucleare. E l'Italietta osserva il proprio ombelico

Pubblicato: 14 mar 2011 da Massimo Falcioni

Commenti dei lettori

altroForse ha ragione il “rottamatore” Matteo Renzi sindaco di Firenze nel voler “deideologizzare” il terremoto giapponese in relazione alla questione del nucleare.

Però non uno qualsiasi, ma Carlo Rubbia, ha detto sic et simpliciter che: “Non esiste un nucleare sicuro. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali”.

Dichiarazioni inquietanti, se non altro sull’onda della tragedia che ha colpito il Giappone e delle ultime notizie dell’esplosione alla centrale di Fukushima dove è danneggiato il reattore numero 3 dell’impianto con rilascio di radioattività le cui conseguenze che, per ora, nessuno è un grado di prevedere.

Insomma, il mondo è con il fiato sospeso e s’interroga sui benefici e sui rischi del nucleare. Solo le reazioni del nostro Governo sembrano per nulla scalfire le scelte per reintrodurre in Italia il nucleare, decisione presa in Parlamento, è bene ricordarlo, attraverso il ricorso al voto di fiducia.

Il governo italiano dovrebbe decidere di sospendere il progetto nucleare, o almeno di bloccarne l’attuazione fino all’effettuazione del prossimo referendum che punta a cancellare la legge 99/2009, aspettando il responso degli elettori. Ma, come si sa, il buon senso conta meno della logica politica.

La scelta nucleare del governo è stata fatta sostanzialmente su pressione della lobby affaristica italiana ed internazionale che punta sul grande affare nucleare, in spregio all’esito dei referendum del 1987, che con percentuali fino all’80% si pronunciarono per l’uscita dal nucleare. Proprio la tragedia di queste ore del Giappone, deve imporre un ripensamento anche in Italia. Perché?

Al di là dei rischi legati anche alla non risolta questione dello smaltimento delle scorie radioattive (questione numero uno), il nucleare costa troppo. L’Enel ha cercato di dimostrare che il nucleare conviene, ma per farlo ha raccontato balle sui veri costi di costruzione delle nuove centrali. Nel 2009 Enel sosteneva che una nuova centrale Epr sarebbe costata 3 miliardi di euro.

Di fronte all’esplosione dei costi dei prototipi finlandese e francese ha dovuto alzare a 4 miliardi. In realtà il costo reale è ormai 8 miliardi di euro a centrale. Con questi costi non esiste la possibilità di produrre energia elettrica a prezzi inferiori alle fonti attuali, anzi saranno maggiori.

Dubbi anche su una nostra presunta “autonomia” per l’’approvvigionamento energetico. Anche con il nucleare il nostro Paese dovrebbe comunque importare tecnologie e il combustibile che, come il petrolio, è disponibile solo per pochi altri decenni. La verità è una sola legata al “business is business”.

La soluzione dei problemi energetici sta nel risparmio energetico, nelle fonti alternative e rinnovabili, in un nuovo modello di vita e dei consumi. Non per tornare all’epoca del carro tirato dai buoi, ma per avere un futuro che non sia quello del film “The day after”.

Ora, c’è chi dice che dopo il disastro nucleare giapponese non ha più alcun senso che questa maggioranza continui “furbescamente” a puntare i piedi contro l’ election-day: il quorum sui referendum sarà comunque assicurato. Illusi?

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22 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di popart

    popart

    14 mar 2011 - 13:08 - #1
    -2 punti
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    sarebbe ora che si dicesse chiaramente che eolico e solare non basterebbero mai a fornire l’ energia necessaria, non abbiamo spazio sufficiente.
    il petrolio e’ destinato a finire, i detrattori del nucleare ci possono spiegare come intendono creare energia in futuro senza dire balle?

  • Profilo di tigre2010

    tigre2010

    14 mar 2011 - 13:10 - #2
    -1 punto
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    A dire balle bastate voi!
    Comunque basta fare una ricerca su google per autorisponderti!

  • Profilo di pigi

    pigi

    14 mar 2011 - 13:25 - #3
    0 punti
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    Chi dice che l’uranio “è disponibile solo per pochi decenni” dice una balla spaziale. L’uranio è diffuso in natura, anche nell’acqua di mare. Il problema casomai è nel costo di estrazione, che, se troppo basso, scoraggia l’estrazione da certi giacimenti.
    L’uranio, con i giacimenti esistenti, è sufficiente per alcuni secoli. Ma soprattutto l’uranio è una piccola parte del costo dell’energia elettrica. Il resto è il costo della centrale e del lavoro degli addetti.
    La catastrofe giapponese ha focalizzato l’attenzione sulla sicurezza. Giustamente Rubbia ha detto che la sicurezza assoluta non esiste, ma non esiste neanche per l’idroelettrico. Leggete questo link:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Diga_di_Banqiao
    171.000 morti per l’idroelettrico in Cina, solo una decina d’anni prima di Černobyl, che ha provocato 65 morti diretti più 4.000 stimati.
    Siamo sicuri che è meglio morire affogati piuttosto che contaminati dalle radiazioni?

  • Profilo di ieqi-tyrrell

    ieqi-tyrrell

    14 mar 2011 - 14:07 - #4
    0 punti
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    L’alternativa al nucleare può venire dal progetto “Desertec” cui ha aderito anche l’Italia ovvero energia elettrica prodotta dal sole con pannelli ubicati nel deserto del Sahara
    http://it.wikipedia.org/wiki/Desertec

  • Profilo di al3dp

    al3dp

    14 mar 2011 - 14:08 - #5
    -1 punto
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    “Siamo sicuri che è meglio morire affogati piuttosto che contaminati dalle radiazioni?”
    Sicuramente, senza dubbio alcuno, certamente SI
    Perchè se dovessi morire affogato, bruciato, defenestrato, ecc muoio punto e basta. Chi rimane contaminato rischi che i figli abbiano problemi e questo può perdurare finchè l’area contaminata non venga “sanata” senza contare che questa roba può entrare nel ciclo dell’acqua.

    Problema dei costi: ad oggi non è assolutamente stabilire il costo dell’energia nucleare perchè non si conosce il costo dello smaltimento delle scorie che quindi andrebbe a gravare sui nostri figli e nipoti, che si troverebbero a pagarlo per noi.

  • Profilo di josif

    josif

    14 mar 2011 - 14:49 - #6
    0 punti
    Up Down

    Ma chi l’ha mai detto che bisogna continuare a crescere ed avere sempre più bisogno di energia per produrre. Non sarebbe meglio fermarsi e riflettere? certo non si aumenta il PIL e mancherebbero gli affari per le lobby, ma chi se ne frega?

    Oltretutto leggevo che il Giappone ha decine di centrali nucleari ma è anche il III° importatore al mondo per il petrolio. Che senso hanno, quindi, le centrali atomiche se non sperperare ancora di più energia?

  • Profilo di sergione1941

    sergione1941

    14 mar 2011 - 15:03 - #7
    0 punti
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    Nei costi nel Wattora nucleare vengono sempre omessi, ipocritamente, i costi delle dismissioni degli impianti che sono ingentissimi e durano quattro o cinque decenni. Inoltre viene trascurato l’enorme consumo di acqua.
    Le stime delle scorte di uranio sono molto divergenti, vanno dai settant’anni ai centocinquanta.

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    14 mar 2011 - 15:59 - #8
    0 punti
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    Mi fa ridere chi pur ammettendo i rischi, problematiche e costi del nucleare se ne esce con “ma tanto conviene dire SI” perchè confiniamo con nazioni che hanno centrali atomiche.
    Come dire che siccome ho un anziano vicino di casa che lascia spesso aperto il gas, tanto vale che comincio a farlo anche io.

  • Profilo di popart

    popart

    14 mar 2011 - 17:33 - #9
    0 punti
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    8 ti ricordo che lo compriamo, il gas dell’ anziano…

  • rosolo

    14 mar 2011 - 18:29 - #10
    0 punti
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    preferisco pagare una bolletta più salata ora piuttosto che trovarmi a 80 anni a scappare perchè il nocciolo è in fusione

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    14 mar 2011 - 18:46 - #11
    0 punti
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    9-
    Il magna magna esiste su tutto, il problema è che nel nucleare i risultati delle creste sui costi possono essere molto più “deleteri” non solo per le nostre tasche.

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    14 mar 2011 - 18:52 - #12
    0 punti
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    MA COSA ASPETTANO ANCHE I LORO ELETTORI A CACCIARE A PEDATE
    QUESTA COMBRICCOLA DI “INTERESSATI” (SOLO AGLI AFFARI LORO) INCOMPETENTI CIALTRONI?

    La linea italiana sul nucleare “non cambia”. Lo ha detto il ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo, nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles, a margine del Consiglio dei ministri che ha affrontato anche la catastrofe avvenuta in Giappone. “Nessuna sottovalutazione”, ha aggiunto il ministro secondo la quale non va comunque creato “neppure un allarmismo rispetto a una situazione eccezionale, una calamità che è stata definita un’apocalisse in un Paese ad altissimo rischio sismico”. Prestigiacomo ha quindi di nuovo criticato lo “sciacallaggio politico a fini domestici” e la “macabra speculazione” messa in atto in Italia dagli anti-nuclearisti.

  • Profilo di caligola

    caligola

    14 mar 2011 - 20:15 - #13
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    Il problema del nucleare non sta nella sicurezza o nelle scorie, sta nel fatto che UNA CENTRALE NUCLEARE non risolverebbe i problemi energetici DI UN BEL NIENTE. Serve solo a dare in pasto miliardi alle lobby e a fare tutto TRANNE RENDERCI INDIPENDENTI ENERGETICAMENTE.
    Davvero pensate che basti una centrale a renderci indipendenti???
    Cominciassero a NON TAGLIARE I FONDI sull’energia solare!! Hanno messo sul lastrico migliaia di neonate imprese del settore e dato uno stop totale allo sviluppo delle energie alternative, tagliando gli incentivi inizialmente previsti fino al 2013.
    PERCHE’??? Siete così ciechi e ignoranti da non vedere che NON CI VOGLIONO indipendenti? E che il nucleare è fumo negli occhi?

    L’unica consolazione è che i nostri governi sono talmente una barzelletta che appena arriverà il successivo annullerà questa stronz/ata e si sarà risolto tutto buttando qualche miliardo.

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    14 mar 2011 - 20:45 - #14
    0 punti
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    13-
    Il Giappone con più di 50 grandi centrali nucleari arriva a stento a coprire il 25% del suo fabbisogno energetico.
    In Italia ne mettiamo 2 per regione? e nemmeno basterebbero (data la minor resa prevista dalle nostre in programma) per arrivare al 30/40% del nostro fabbisogno come ci raccontano vogliono raggiungere quelli del PDL.

  • Profilo di sergione1941

    sergione1941

    14 mar 2011 - 22:51 - #15
    0 punti
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    EMMA BONINO:
    Ha senso spendere 20 miliardi nei prossimi vent’anni per avere il 4% di energia nucleare?
    La Bonino non è ,notoriamente, una “pallonara”.

  • Profilo di sirio60

    sirio60

    14 mar 2011 - 23:28 - #16
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    x nchomsky ( semplice domanda )
    Non credo che in Giappone ci siano 50 centrali nucleari.
    Se il Giappone con 50 centrali nucleari copre il 25% del suo fabbisogno, ma quante centrali ha la Francia se ( a detta dei media ) copre l’80% del suo fabbisogno?

  • Profilo di sirio60

    sirio60

    15 mar 2011 - 01:04 - #17
    0 punti
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    # 16
    Mi sono documentato. Non è mai troppo tardi.
    Le centrali in Giappone sono 18 con 55 reattori nucleari.

  • bl4ckbenny

    15 mar 2011 - 01:59 - #18
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    Sono sempre stato possibilista, ma alla luce di questi eventi temo che abbiano ragione gli antinuclearisti.

    Nel senso che fra la conta di pro e contro, sono di più i contro.

    Ha ragione chi dice che non possiamo sacrificare l’ambiente, la sicurezza, ecc sull’altare del PIL, della crescita.

    E comunque il PIL non indica la ricchezza del cittadino medio, indica appunto il prodotto interno lordo, ma i guadagni di quel prodotto vanno a chi quel prodotto produce. Non a me. A me non arrivano dividendi, non ho azioni, non capitali.

    Che mi frega del PIL? il solo PIL che mi interessa è quello pubico!
    Cchiù PILu pi tutti.

    A parte gli scherzi, più che il PIL mi interessa misurare la FIC felicità interna concreta.

    Probabilmente Tremonti ha ragione quando dice che il centro-nord ha il PIL fra i più alti, anzi sicuramente ha ragione.

    Questo però non significa una conseguente maggior ricchezza degli italiani. Non necessariamente comunque.

    Il benessere mi piace, a chi non piace? ma preferisco mantenere un più basso standard di benessere e conservare l’ambiente, la mia salute e la salute di chi mi é caro.

    Punto.

    Se si smettesse di essere collerosi ed ostinati si potrebbe dire: bè, d’accordo cambiamo rotta e usiamo tutti i nostri mezzi economici e scentifici per trovare valide alternative alla soluzione nucleare.

    Il nucleare non é sempre esistito, la luce non é sempre esistita, ecc.

    Magari se ci sforziamo troviamo il modo di inventarlo questo metodo alternativo, ma se ci ostiniamo nel dire non ci potrà mai essere altro modo che il nucleare allora di fatto sarà così.

    Anche al tempo delle carrozze quando la gente si lamentava degli escrementi equini qualcuno deve aver detto: “Non c’è alternativa alla cacca di cavallo, stupidi!”

    ma poi i “veri” stupidi hanno mangiato la propria cacca di fronte all’invenzione dell’automobile.

  • bl4ckbenny

    15 mar 2011 - 02:09 - #19
    0 punti
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    Morale della favola, la mer*a puzza di più, la benzina inquina di più, tutt’e due rompono le ball. Ma almeno la mer*a se la pesti porta fortuna, o almeno così dicono.

    E poi la mer*a é riciclabile, ci fai il concime, la tiri a chi ti sta antipatico, é biodegradabile.

    Insomma rivaluterei in positivo la cacca, chissà che un giorno non si riesca a convertirla in energia!!!

    Chissà quanto costerà cara allora la mer*a, un tanto al chilo.

    E tutti a sforzarsi di produrne di più, ma poi ci vengono gli occhi a mandorla come ai cinesi…uhnnnn! uhnnnn! plof! swosh! aahhhh!

  • Giovanni Bravin

    15 mar 2011 - 12:06 - #20
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    In Italia non si VUOLE dare spazio alle fonti energetiche alternative: geotermia, fotovoltaico, eolico, solare termico. Per cui gli edfici pubblici non hanno queste “innovazioni” ed i privati non vengono incentivati adeguatamente. Anzi vengono ulteriormente scoraggiati. Per esempio chi sostituiva la caldaia, poteva beneficiare di uno sgravio Irpef del 55% distribuito so 5 anni, mentre ora la stessa percentuale viene spalmata su 10 anni….

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    15 mar 2011 - 15:24 - #21
    0 punti
    Up Down

    17-
    -Hai ragione anche se la sostanza è la stessa -Intendevo reattori ma ho scritto centrali (quelle che vorrebbero costruire in Italia sono ad unico reattore), mettiamo una centrale a tre reattori per ogni regione?

    Il giappone con 18 centrali da 55 rettori in totale copre appunto il 25% del fabbisogno totale, mettiamo che abbiamo bisogno di metà energia (il Giappone ha 120 milioni di abitanti) per arrivare a coprire il 40% del nostro fabbisogno totale siamo comunque su tali cifre, cioè una cinquantina di reattori.

  • Profilo di caligola

    caligola

    15 mar 2011 - 17:35 - #22
    0 punti
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    @nchomsky: Non devi considerare il numero di abitanti ma il PIL, poiché conta il numero di imprese e non di abitazioni. Il PIL giapponese è sui 6mila miliardi, circa quello di Germania e Italia messo assieme.
    Ciò non toglie che l’idea di costruire UNA centrale nucleare (per ora si parla di una) non risolverebbe il problema. Sarebbe molto più semplice e meno dispendioso (nonché rischioso) incentivare le energie alternative, che stavano andando a gonfie vele finché gli incentivi sono stati presenti.
    Chi non vede il gigantesto interesse dietro alla questione del nucleare è puramente un coglio/ne. Perché non sto parlando di (discutibilissimi) questioni ecologiche o di sicurezza, ma di pura LOGICA.