Grillo e De Magistris, scambio di accuse e amicizia finita


C'era una volta l'unica opposizione targata Italia dei Valori, compatta e tenace pronta ad azzannare Berlusconi ogni qual volta il presidentissimo gliene avesse dato occasione. Idv che ha avuto un grande sponsor i primi anni, il comico genovese Beppe Grillo. Sembrava un grande amore, è finito a schiaffoni. Prima i diverbi con Di Pietro, ora il litigio anche piuttosto violento con Luigi De Magistris, vero e proprio paladino di Grillo all'epoca delle europee.

Dice il comico sul suo sito nel post "Comprereste un voto usato da quest’uomo?", introdotto dall'immagine che vedete sopra:


Sulla sua attività europarlamentare tantissimi contavano, io per primo, per contrastare i fondi europei destinati alle mafie. In questi mesi è stato forse più presente sui giornali e in televisione che nei banchi di Bruxelles. Ah, la visibilità. Ah, la coerenza. L'obiettivo era di avere un eurodeputato a Bruxelles e non in televisione. Fare luce sui capitali mafiosi in Europa e sui finanziamenti europei in Italia. Un lavoro che fatto a tempo pieno non consentirebbe neppure di vedere la famiglia.

Continua Grillo, dopo aver ricordato un'intervista a Il fatto Quotidiano in cui De Magistris annunciava che non avrebbe lasciato il posto da europarlamentare, ora a rischio invece vista la candidatura a sindaco di Napoli, attaccandolo anche per non essersi sospeso dal partito dopo il rinvio a giudizio da parte del tribunale di Salerno per omissione di atti d’ufficio (autosospensione prevista dal codice etico del partito):


(..) all'altezza di Berlusconi, ma anche di Mastella da Ceppaloni che vorrebbe candidarsi pure lui a Napoli. Mastellone ha presentato al Tribunale di Benevento un atto di citazione contro de Magistris per diffamazione. Per chiunque sarebbe una medaglia al valore una denuncia da parte del ceppalonico con la possibilità di inchiodarlo in tribunale, ma non per de Magistris che ha richiesto alla presidenza dell’assemblea UE di far valere la sua immunità parlamentare. Amen.

Non si è fatta attendere la risposta furente di De Magistris, che ha addirittura paragonato Grillo a Il Giornale e Libero:

Grillo usa lo stesso linguaggio del Giornale e di Libero, non ha interesse che la politica cambi. È evidente a tutti che la sua attività è in qualche modo guidata da ben noti gruppi imprenditoriali e della comunicazione che lavorano con lui. Vuole mantenere il suo marchio, ma non gli importa nulla che la politica funzioni.

Invito Grillo a scendere dalle vacanze a cinque stelle e dalle sue abitazioni di lusso e a venire in piazza con noi. Non me ne sono mai avvalso (dell'immunità, ndr) in nessun processo penale, e continuo a difendermi nei processi civili, amministrativi e penali. Mi difendo come Berlusconi? E’ Grillo che usa il linguaggio del Giornale.

Insomma vere e proprie cannonate sparate sul vicino, e meno male che era il Pd il partito litigioso anche all'opposizione. Chiaro che tra i grillini e l'Idv inizia a non correre buon sangue, e il sospetto è anche che si tratti di convenienza politica, ma l'unico commento che viene spontaneo, nella situazione drammatica in cui si trova l'Italia oggi, è in prima pagina su Il Fatto quotidiano di oggi:

Grillo contro De Magistris, De Magistris contro Grillo: una rissa di cui non si sentiva proprio il bisogno

E' inaccettabile continuare con questi litigi da pollaio mentre il premier trascina l'Italia nel baratro. Non è più rimandabile la costruzione di un'alternativa seria e credibile da parte di Pd, Nichi Vendola e Italia dei Valori. Questione di emergenza e di priorità.

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