
Il terremoto che ha colpito il Giappone, questa disgrazia enorme con tanto di crisi nucleare abbinata ha riacceso il dibattito sull’atomo anche in Italia. Tra molte paure e pressapochismi, uno dei pochi che hanno acceso il cervello prima di mettersi a scrivere è stato l’ottimo Amedeo Balbi, astrofisico e ricercatore a Tor Vergata che ne ha scritto dettagliatamente sul suo blog.
Oggi invece due dei maggiori quotidiani italiani mettono in home page confronti, dibattiti, dichiarazioni più umorali, che sembrano chiudere la porta alle centrali nel nostro paese. Se il Corriere mette a confronto Celentano e Boncinelli sul referendum per il nucleare che si terrà a breve, Repubblica va sul pratico, e ci spiega che nessun governatore PdL vuole le centrali sul suo territorio.
Contrari per qualcosa di ben più importante della salute pubblica, la loro salute politica: i voti. Se c’è qualcosa che toglie voti, è essere a favore di una centrale nucleare. In Italia è così, c’è poco da fare. Ma il 12 e 13 giugno ci sarà da andare a votare per il referendum sulle nuove centrali - e non solo: fatevi un’idea su wikipedia dei referendum abrogativi 2011…
Non è ancora chiaro come andranno le cose a Fukushima, in Giappone, quella che non è una nuova Chernobyl, ma lo è già diventata giornalisticamente e di riflesso per il senso comune. Il nucleare continua a fare paura, continua a essere qualcosa che in Italia evoca paure in buona parte irrazionali.
Basta vedere - e non è solo una questione di “compostezza” editoriale - come aprono le home page dei maggiori quotidiani esteri e quelli italiani. Il Guardian, che certo non è una fonte paludata e noiosa, mentre scrivo ha questa home page

Titolo principale: “Evacuata la centrale nucleare di Fukushima”. Semplice, lineare, dice tutto. niente emozioni, il mero dato. I fatti.
Ecco invece l’home page del maggiore quotidiano cartaceo italiano.

Tutta un’altra cosa, ampio spazio al lato emozionale della tragedia (i “cinquanta eroi” il “sacrificio”), gif animata in alto a far scorrere le immagini a loop della tragedia.
Pulitissima anche la home page di Le Monde

Certo, queste saranno solo coincidenze, la sobrietà contro la passione, ma a me sembra che indichino una tendenza molto chiara: nel nostro Paese parlare di nucleare usando solo il cervello è impossibile. Ci vuole il cuore: e quando ci si mette il cuore a volte si sbaglia, si esagera, si eccede. Oppure ci si prende in pieno.
Per questo vi chiedo: quali sono le vostre intenzioni di voto per il referendum abrogativo sul nucleare di giugno? Le volete o no le centrali?
Ps: domanda non poi così tanto oziosa e ovvia, perché proverò a richiedervelo tra un paio di settimane o tra un mesetto, quando la tempesta emotiva sarà calata.
gunny35
16 mar 2011 - 12:07 - #1Io sono favorevole al nucleare che può essere una fonte energetica da inserire in un mix di alternative ai combustibili fossili. Il problema è il nucleare all’italiana. Tra mazzette, furbetti, amici degli amici con 30 miliardi sul piatto verrebbe fuori una ruberia spaventosa. Ci troveremmo con centrali in cartongesso e sabbia che costano come il CERN di Ginevra e che appena piove per tre giorni di seguito esplodono. Senza contare le scorie radioattive buttate alla meno peggio nelle fondamenta di scuole e ospedali. Lasciamole fare alle persone serie queste cose.
midnighter
16 mar 2011 - 12:13 - #2Sinceramente, al di là del Giappone sono convinto che l’Italia sia un paese che non ha abbastanza responsabilità civile per gestire qualcosa di potenzialmente pericoloso come il nucleare. Dovremmo fidarci di chi costruisce le centrali, di chi dovrebbe smaltire le scorie, di chi dovrebbe formare il personale… Sarebbe tutto regolare in Italia?
Elhessar
16 mar 2011 - 12:13 - #3Stesso pensiero. Sono favorevole a sfruttare il nucleare, ma il risultato che verrebbe fuori in Italia mi spaventa.
ice
16 mar 2011 - 12:15 - #4@ #1
straquoto
.
indipendetnetemente dalla posizione sul nucleare quello che dovrebbe vedere d’accordo tutti , alla luce dei fatti di cronaca (navi ciriche di scorie radioattive affondate dalla camorra a 3-400km dalle loro stesse coste calbresi, edifici certificati antisismici crollati come castelli d carta durante il terremoto dell’aquila, etc, etc)
è il fatto che imprenditori e politici italiani hanno dimostrato di avere senso civico e lungimiranza = zero
di preferire speculare sull’immediato che fare porgetti validi a lunga scadenza
noi che non ce la facciamo più
16 mar 2011 - 12:16 - #5Su V., stai facendo il furbetto. Basta guardare come hai tagliato la pagina di Le Monde escludendo la striscia delle foto del disastro stile Corriere.
Date un occhio http://www.lemonde.fr/
E anche il Guardian altro che distaccato!
Japan’s nuclear plant evacuated
Live • Smoke seen rising from the No 3 reactor
• Emerging humanitarian crisis as temperatures plummet
• Quake will cause global financial aftershock
* Japan battles to contain nuclear crisis
* Petrol and food shortages but bodies to bury
* Fukushima 50: the team taking huge radiation risk
* Video: Shocked visitors flee Japan after earthquake
* See the latest pictures from tsunami aftermath
* Radiation exposure: what each level means
* Full coverage of the earthquake and tsunami
Il problema è che hai ragione a dire che dovrebbe essere la ragione a vincere, ma non sull’emozione. Dovrebbe vincere sui calcoli e le convenienze di parte. Ed è questa la ragione che ci mostra come assurda la scelta di tornare al nucleare in un paese “in decadenza”, in cui persino essere assunti come spazzini (vedi parentopoli a Roma) diventa una questione non di “merito” ma di raccomandazioni.
Non c’è un settore della nostra società in cui non sia in atto questo saccheggio da parte della politica. Nomine solo politiche e non di merito, la cultura distrutta, i ricercatori in fuga, sempre meno soldi per scuole e università (e quindi meno preparazione). E con questo scenario noi vorremmo metter su centrali nucleari?
barail
16 mar 2011 - 12:29 - #6Raziocinio.
Globalmente parlando:
-le centrali sono diverse in tutto il mondo, forse percentualmente parlando è normale, e sicuramente inferiore ad altro genere, che se ne guasti una ogni tanto.
-fanno rumore i guasti molto gravi, non si sà nulla su quelli “ordinari”…
-elevata pericolosità ad ampio raggio
-non esiste una soluzione definitiva e sicura per le scorie
in Italia:
-politica inaffidabile
-tempi e costi maggiori di altri paesi europei
-alta possibilità di infiltrazioni mafiose, malavitose & c.
Personalmente ritengo i rischi troppo altri.
williamson
16 mar 2011 - 12:31 - #7solo un idiota può essere contrario al nucleare in Italia per via di un terremoto in Giappone, punto primo in Giappone potrebbe anche non succedere niente, punto secondo le centrali nucleari che stanno avendo problemi in Giappone sono di 40 anni fa e quelle che si costruirebbero in Italia sono molto più sicure, punto terzo basta non costruirle in zone sismiche, punto quarto in Francia e Svizzera le centrali nucleari ci sono già e se esplodono quelle il danno arriva comunque da noi, punto quinto e più importante di tutti specie per i comunisti nostrani finora l’unica centrale nucleare è esplosa guarda caso in URSS, dove non c’era stato nessun terremoto, e questo perchè l’URSS invece di spendere per la sicurezza delle sue centrali spendeva per i missili da puntare contro l’Europa occidentale, Italia in primis
balmax
16 mar 2011 - 12:33 - #8Sono contrario a installare centrali nucleari in Italia!. Sole, Vento, Acqua, Mare, Legno, siamo perfettamente in grado di poter generare una quantità tale di energia che non ci rendiamo nemmeno conto!. Ma dobbiamo proprio ammazzare le prossime generazioni per il nostro benessere attuale!?. Riflettiamo ma non permettiamo che per interessi di pochi ci rimettano la vita in molti!.
noi che non ce la facciamo più
16 mar 2011 - 12:45 - #9Solo un idiota!?
Vediamo di dare una risposta razionale, prima di smadonnare contro il sostenitore di queste sciocchezze.
Lasciamo perdere i deliri sui comunisti (Tree Mile Island era infatti in URSS). Esiste una cosa che si chiama esperienza di cui far tesoro. Se una centrale giapponese definita super sicura (non è che prima dicessero che era a rischio) collassa forse il problema esiste.
In Giappone “è già successo” qualcosa, con fuoriuscite radiottive dannose (secondo le autorità) a 30 km e a rischio fino a Tokio, a 100 km, con livelli trenta volte più del normale. In parole semplici quei livelli significheranno nei prossimi anni qualche centinaio di miliaia di persone che si ammaleranno di cancro. Qualcuno è disposto a pagarne il prezzo?
Non costruirle in zone sismiche? E quali sono in Italia? Ah, una centrale va anche costruita dove serve, perché l’elettricità tende a decadere (lo si studia a scuola). Quindi, quali sono quelle zone non sismiche con anche una discreta densità abitativa e industrie che potrebbero aver bisogno di quell’elettricità? Aspetto una risposta.
boh1
16 mar 2011 - 12:51 - #10@9
bisogna pure aggiungere a parte il “già successo” in giappone nonostante le grandi tecnologie e capacità..
è “già successo” a quanto pare che pure in giappone paese dalla moralità intransigente le stesse imprese coinvolte avessero furbamente nascosto certi guasti e malfunzionamenti !!
…in giappone…
non oso manco immaginare in italia!!
floop
16 mar 2011 - 12:59 - #11Quotissimo numero 1
topolinozzo
16 mar 2011 - 13:00 - #12niente emozione, è giusto guardare ai fatti
parliamo di centrali, sicurezza, terremoti alla luce di quanto ci ha evidenziato il giappone
niente emozioni, niente teorie, niente parole a vanvera e grandi spiegazioni, chi ha le centrali dove come perchè
dunque applichiamo razionalmente i FATTI più recenti su questo tema, sicurezza costruzioni cemento e terremoti, per quanto riguarda l’italia, senza teorie ma con esempi REALI
ecco, se penso alle nuove costruzioni che c’erano all’aquila, con un terremoto che non è neanche paragonabile a quello giapponese… diciamo che i FATTI effettivi, storici, toccati con mano e nel mondo reale, sono quasi peggio delle emozioni
se mi devo basare su quanto realmente successo in italia ai palazzi in cemento con la scossa del 6 e qualcosa…
ecco diciamo che non mi sento comunque a mio agio. torno all’onda emotiva, se non è un problema per voi
barail
16 mar 2011 - 13:02 - #13….punto quarto in Francia e Svizzera le centrali nucleari ci sono già e se esplodono quelle il danno arriva comunque da noi….
Se sbagliano, e sottolineo “se”, non giustificano il nostro errore.
noi che non ce la facciamo più
16 mar 2011 - 13:05 - #14….punto quarto in Francia e Svizzera le centrali nucleari ci sono già e se esplodono quelle il danno arriva comunque da noi….
Se quello che abita sopra di me si mette a fabbricare bombe in casa non è che lo imito “per stare più sicuro”
topolinozzo
16 mar 2011 - 13:07 - #15appunto barail, visto che già il rischio lo corriamo, e a quanto pare concordi che corriamo un rischio anche avendo centrali a centinaia di km da noi…
… allora per fare meglio AGGIUNGO nuovi punti di rischio, maggiori rischi per via di esempi concreti che abbiamo visto dal vivo, e anche PIU VICINI
non so, mi pare un ragionamento un po’ strano
il babbuino
16 mar 2011 - 13:08 - #16Io SEMPRE stato contrario. Ve le butterei tutte nel cul0 quelle barre di uranio.
;-)Ma sempre con simpatia!
Paolo Z
16 mar 2011 - 13:11 - #17In tutto questo discorso si parte sempre dal presupposto che il consumo è destinato ad aumentare.
Ma dove sta scritto?
Il risparmio energetico (quel bel 20% del 20:20:20) sembra non fare più parte del discorso.
Oh, well
topolinozzo
16 mar 2011 - 13:11 - #18“quelle che si costruirebbero in Italia sono molto più sicure”
certo
mai stato in giappone?
giusto per vedere la differenza di effetto di un terremoto sui LORO palazzi e sui NOSTRI
“punto terzo basta non costruirle in zone sismiche”
fantastico
evitiamo l’italia allora, essendo un paese molto sismico
vedi che concordiamo
“punto quarto in Francia e Svizzera le centrali nucleari ci sono già e se esplodono quelle il danno arriva comunque da noi, ”
ma come, non erano sicure?
allora guarda meglio così che stiano lontane
anzi, insistiamo per far chiudere anche quelle vicine ai confini
in ogni caso piuttosto che una centrale a 10 chilometri meglio una a 100, abbastanza evidente. in giappone infatti fanno allontanare la gente dalla centrale, mica AVVICINARLA :D
più lontano vai meglio è, se ci sono anche le alpi in mezzo meglio ancora…
rosolo
16 mar 2011 - 13:20 - #19williamson
solo un idiota potrebbe essere pro al nucleare in italia,
il giappone è in ginocchio e ancora c’è gente s t u p 1 d a che sostiene che non sia successo niente, la centrale aveva 40 anni? e allora? pensi che una centrale in italia la facciano durare meno? ma perfavore! significa che tra 40anni quando ne avrò 70 mi toccherà scappare perchè il nocciolo è in fusione! Preferisco pagare un po di più la bolletta.
Poi in italia è prevista la costruzione di una centrale che produrrà il 4% dell’energia che serve, carlo rubbia(che comunque è contro il nucleare in italia) ha detto che per il fabbisogno energetico ne servirebbe una per regione, quindi costruirne una significa aggravare la pericolosità di una regione facendo perdere al luogo turismo e facendo dimezzare il valore del suolo e degli immobili.
Inoltre il tipo di centrale che si vuole costruire in italia è stata definita da francia, inghilterra e altri paesi già nucleari, assolutamente insicura, perchè per l’italia è sicura?
Il tutto senza parlare della mafia!
al3dp
16 mar 2011 - 13:24 - #20secondo voi perchè per prima la germania poi l’europa tutta e la russia sottoporranno parte dei loro impianti ad indagini? Perchè non lo hanno fatto prima? Se sono sicuri che necessità c’è di sottoprli a test.
Vogliamo parlare del nucleare finlandese (costi enormi per costruire una centrale con un sistema passivo di raffredamento che non vede ancora la fine dopo anni di rinvii)
Vogliamo parlare che delle scorie scandinave e di quelle della germania del massiccio centrale che nonpossono portale via perchè costerebbe troppo ma non possono neppure lasciarle li perchè potrebbero inquinare a breve le acque di falda a causa di errori di pianificazione.
Noi in italia riusciremo a fare di meglio? Non credo proprio
variomatic
16 mar 2011 - 13:25 - #21le fonti alternative sono una bufala mediatica, non basterebbe ricoprire il paese di pale e pannelli per avere risultati degni di apprezzamento, siamo schiavi per petrolio e gas di paesi come la libia, IL NUCLEARE E’ L’ UNICA ALTERNATIVA, poi lo compriamo all’ estero a caro prezzo, prodotto dietro i nostri confini, non credete a chi rema contro in malafede.
pigi
16 mar 2011 - 13:41 - #22Vediamo di confutare alcuni argomenti:
1) l’Italia non è in grado di costruire centrali perché troppo disorganizzata. Però ne avevamo qualcuna, quindi non eravamo poi tanto disorganizzati.
Forse abbiamo confuso disorganizzazione con presenza di casinisti. E’ vero, una volta non c’erano i No-tav, No-ponte e infatti le centrali nucleari le abbiamo costruite e non hanno dato problemi.
Quindi il principale problema è disattivare i comitati dei No-a-qualche cosa, e naturalmente i tribunali e i politici che potrebbero dargli ascolto.
2) L’Italia è tutta sismica quindi non c’è posto dove costruirle.
Questa è la mappa simica dell’Italia
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/9/91/Classificazione_sismica_Italia_2006.jpg
Come si può vedere, le zone con il rischio basso sono tante.
al3dp
16 mar 2011 - 13:42 - #23x variomatic
su che basi dici questo?
secondo te enel per quale motivo investe denaro per costruire un impianto solare nell’africa settentrionale che servirà tutta l’europa. Per queste ricerche rubbia è stato costretto a fuggire dall’italia intanto il settore è stato sviluppato
Qui si parla di dinamiche mondiali e di GWatt di potenza non di pannelli per le calcolatrici
noi che non ce la facciamo più
16 mar 2011 - 13:48 - #24infatti le centrali nucleari le abbiamo costruite e non hanno dato problemi.
Che memoria corta! Guardati come Grillo ci scherzava su prendendo dati reali.
http://www.youtube.com/watch?v=pUOpZM2RCfE
1- Autunno 1978: Una parte del tetto della sala macchine vola via durante un temporale, la centrale si blocca.
2- 29 Gennaio 1979: fuoriuscita di acqua contaminata dal camino di scarico dei gas, pioggia radioattiva sulla centrale (si sono fatti la nuvoletta come Fantozzi e si sono fatti piovere addosso) sembra impossibile ma è tutto vero.
3- 10 Ottobre 1979: L’impianto di demineralizzazione dell’acqua non funziona, si va a prelevare l’acqua da una centrale vicina.
4- 18 Ottobre 1979: Un tronco d’albero, portato dalla piena del Po, ostruisce il canale che manda l’acqua al condensatore, la centrale si blocca.
5- 21 Dicembre 1979: Fuga di vapore radioattivo (Avranno detto “è natale e facciamo un regalino a quelli di Piacenza).
6- 17 Giugno 1980: Allagamento del centro di emergenza.
7- 12 Novembre 1980 ore 21.30: Prova di emergenza. Il direttore di turno non sa interpretare il segnale di allarme (avrà pensato fosse la sveglia).
8- 28 Gennaio 1981: Mega conferenza stampa dell’ENEL che dichiara “è tutto sotto controllo”. La sera dello stesso giorno ci fu un guasto e la centrale si bloccò.
9- 10 Gennaio: blocco di gruppi elettrogeni di emergenza per mancanza di antigelo nei radiatori, sono andati a prenderlo da un distributore (L’Italia è stata salvata da un benzinaio).
al3dp
16 mar 2011 - 13:53 - #25x pigi
meglio questa: http://zonesismiche.mi.ingv.it/mappa_ps_apr04/italia.html che è l’ente di riferimento in italia cmq non è questo il problema perchè in giappone sono messi peggio di noi da questo punto di vista. Il problema principale, al di là di quelli della salute che pur esistono come si vede, è che a ragione, non c’è fiducia nel paese.
noi che non ce la facciamo più
16 mar 2011 - 13:56 - #26La mappa sismica, secondo quella mappa si potrebbero costruire centrali in Sardegna (impossibile perché non è possibile collegarle in rete col resto d’Italia e perché non ci sono industrie che necessitano di tanta energia), nella pianura padana (chiediamo ai milanesi se sono d’accordo), nel Salento (e che ci alimentano, i trulli?), all’isola d’Elba e nelle vicinanze (un aiuto per il turismo)
In più, quella mappa sismica devi incrociarla anche con quella dei corsi d’acqua a portata costante, non si può mettere una centrale nucleare su un torrente. Allora, che rimane?
al3dp
16 mar 2011 - 14:03 - #27è ovvio che i parametri sismici non possono essere l’unico parametro per determinare un sito nucleare ma ricordiamoci che stiamo scrivendo commenti su di un blog e non trattati scientifici o relazioni tecnico geologico ingegneristiche ecc.
La semplificazione la fa da padrona. cmq daccordo con te
Pozzecco!!!!
16 mar 2011 - 14:20 - #28il bello è che siamo circondati da centrali nucleari…francia slovenia germania svizzera…se scoppia una siamo nel baratro comunque… di certo non ci si salva se in Italia non ci sono centrali…. solo con le rinnovabili NESSUN stato europeo sopravvive… importiamo 8% dalla svizzera, 2% dalla slovenia, 4% dalla francia, 1% dall’austria…e la maggior parte è energia nucleare…
rospino
16 mar 2011 - 14:29 - #29io porterei un bel bicchiere d’acqua direttamente da fukushima per tutti i pro nuke, preferisco vedere un’ora in meno la televisione del berluska e risparmiare energia piuttosto che ritrovarmi contaminato
rospino
16 mar 2011 - 14:32 - #30ci mancava pozzecco servo del padrone
ice
16 mar 2011 - 14:34 - #31@ #7
cito
l’unica centrale nucleare è esplosa guarda caso in URSS, [..]perchè l’URSS invece di spendere per la sicurezza delle sue centrali spendeva per i missili da puntare contro l’Europa occidentale, Italia in primis
e noi invece di spendere per fare edilizia anti-sismica che lo sia realmente e non solo sulla carta per cosa spendiamo?
emergenza rifiuti
emergenza esondazioni veneto
emergenza terremoto
emergenza
emergenza
emergenza
.
in un paese dove anche un semplice acquazzone diventa un emergenza imprevedibile che spazza via capannoni e crea danni per miliardi
perchè gestire il territorio in maniera oculata è un “costo”
.
e tu a chi non è in grado di pianaficare il territorio x resistere ad un acquazzone di 3-4 giorni chiedi di gestire la sicurezza di una centrale nucleare!?!?!?!?!
.
ma sei masochista?
_marco_
16 mar 2011 - 14:35 - #32se importiamo il 16% solo di nucleare, costruendo (a caro prezzo) il 4%, che abbiamo risolto?
ice
16 mar 2011 - 14:36 - #33@ #28
vero
ma ti risulta che in Svizzera, Austrie e Sloveni ogni terrmoto o stagione delle pioggi si trasformi in un emergenza?
ti risulta che abbiano emergenze rifiuti?
Qui non si critica il nucleare o le centrali nucleari
qui si criticano i nostri politic e imprenditori che per il proprio interesse speculativo non sono in grado di amiministrare la normale amministrazione…figuriamoci i potenziali rischi dell’atomo
ice
16 mar 2011 - 14:42 - #34@ Pozzecco
dimenticavo:
chi ricorda l’emergenza per la fuga di idrocarburi nel fiume Labro che risale solo a inizio 2010?!?!?!?!
http://www.libero-news.it/news/356403/Inquinamento_nel_Lambro__il_liquame_si_sta_riversando_nel_mare.html
.
questa è la garanzia che i controlli di una regione come la Lombardia danno ai cittadini
Figuramoci al sub
.
Figuramoci le i liquami fossero state scorie radioattive!!!!!
p.s. da notare come Libero minimizzi titolando “liquami”, quando si tratta di idrocarburi
magari fosse stato letame!!!!
ruby?no batto....
16 mar 2011 - 14:45 - #35pozzecco,continua a giocare a basket che è meglio.
enel nucleare? no grazie
16 mar 2011 - 14:54 - #36Dopo le dichiarazioni di Fulvio Conti, dimostriamo come la pensiamo in materia di nucleare cambiando gestore elettrico (se abbiamo ENEL). Ogni euro che gli togliamo è un voto!
http://www.facebook.com/pages/Enel-Nucleare-No-Grazie/202405569788908
sergione1941
16 mar 2011 - 14:55 - #37X Pozzecco!!!!
16 mar 2011 - 13:20 - #28
Siamo alle solite. Commenti senza leggere i precedenti e in grassetto per dare sfogo alla tua aggressività repressa.
Quand’è che imparerai che non è il modo di scrivere che dà valore al concetto che si esprime?
andre giro
16 mar 2011 - 14:57 - #38a chi e’ favorevole al nucleare dico: vorreste la centrale davanti l’asilo di vostro figlio??
oppure facciamola in una villa ad arcore..
nchomsky
16 mar 2011 - 15:01 - #39“quella che non è una nuova Chernobyl”
Caro Articolista pare proprio (a detta degli esperti) che lo sia diventata.
Gufite anche tu? Il tuo modello è Oscar Giannino?
tigre2010
16 mar 2011 - 15:02 - #40Mettere le centrali nucleari in mano ai nostri politici è come mettere la “fess in mano a criature”… non lo fate sapere al lurido…
Comunque il rischio sismico non lo vedi dalle cartine, sono state fatte sulla base di terremoti già avvenuti. L’Italia è (geologicamente parlando) una bambina (per questo piacerà tanto al lurido?) ed è scontato che se si muove, si muove tutta. Avete mai visto una cartina delle faglie? Bè vi dico solo che non basterebbe un bagno per accogliervi tutti dopo averla vista.
Poi passiamo al concetto che intorno a noi tutti hanno il nucleare… che se succede anche noi ci andiamo di mezzo. Ebbene, ci andiamo di mezzo anche noi, ma non come se scoppia qui da noi, l’impatto è molto minore! Mi fanno ridere quelli come il vespone della porta a porta accanto fa vedere le cartine con le bandierine delle centrali, che quello porta pure sfi.ga! Faccio un esempio, mettiamo una centrale in Abruzzo (mia bella regione) e la facciamo esplodere…. distruggiamo il paesaggio di cui vive la regione (che ricordo essere il polmone verde d’Europa)… e poi?
Altro concetto che a molti sfugge, si contamina il terreno che non si sa quando tornerà normale e se tornerà normale, l’acqua contaminata (qui ci son falde da tutte le parti) chi se la beve? Che dite faremo un brindisi tutti insieme?
Ancora, la generazione che verrà, i nostri figli dopo che abbiamo bevuto e brindato con quell’acqua avranno due o tre occhi? Cinque o sei dita? Dai che dopo facciamo gli X-MAN…
Lascio da parte il discorso sui politici, i mafiosi e camorristi (non a caso li ho messi insieme) che è come sparare sulla croce rossa…
Orbene dove la mettiamo la centrale nucleare, nel giardino di pozzeco, da popart o altri individui similari?
barail
16 mar 2011 - 15:02 - #41Come ha spiegato un economista, l’energia che produrremmo con centrali nostre costerebbe molto di più di quella che attualmente acquistiamo dalla francia.
tigre2010
16 mar 2011 - 15:07 - #42Vi do un consiglio, andate su google, digitate “chernobyl danni biologici” e vedetevi le immagini… poi decidiamo dove mettere ste cacchio di centrali….
nchomsky
16 mar 2011 - 15:07 - #43Allarme atomico evacuato Giannino
Prima vittima italiana del disastro nucleare giapponese: da cinque giorni non si hanno più notizie di Oscar Giannino, editorialista di Panora ma , M e s s a g ge ro , G a z ze t t i n o , Mattino, Radio 24. Precisamente da sabato, quando sulla prima pagina del quotidiano romano del costruttore Caltagirone è apparso un suo commento dal titolo definitivo: “Nucleare sicuro, è la prova del nove”. Sdegnato contro chi osava “diffondere e amplificare notizie sull’allarme nucleare”, il variopinto esperto sentenziava: “Orbene, se allo stato degli atti una prima cosa si può dire, è che proprio la terribile intensità del fenomeno abbattutosi sul Giappone ci consegna una nuova conferma del fatto che, in materia di sicurezza di impianti nucleari, i passi in avanti compiuti negli ultimi decenni sono stati notevolissimi, tali da reggere nella realtà dei fatti, senza creare pericoli per ambienti e popolazioni” ecc. Insomma “le procedure automatiche d’ar resto dei reattori si sono subitaneamente attivate” e “le centrali hanno tenuto”. Ergo “tentare di dimostrare che il nucleare non possiamo permettercelo è dimostrazione di crassa ignoranza tecnologica”. Purtroppo quel crasso ignorante tecnologico del premier Naoto Kan non legge il M e s s a g ge ro : infatti ha intimato ai residenti nel raggio di 30 km da Fukushima di evacuare di corsa o di barricarsi in casa. Nel frattempo il Giannino ha fatto perdere le sue tracce: fonti non confermate lo segnalano tutto fosforescente col costumino fucsia nel reattore 2, mentre fa l’aerosol e i tuffi nella vasca di raffreddamento. Il Messaggero lo rimpiazza prontamente con Alberto Clò (“Dal nucleare non si può prescindere”) ed Ennio Di Nolfo (guai a “trarre conclusioni frettolose e improvvisate. Sarebbe un esercizio futile”). Questi giganti del pensiero andrebbero spediti immantinente in Giappone come motivatori delle popolazioni in fuga. Uno abita sotto una centrale, la sente esplodere tre volte a notte, vede uscirne simpatici funghi atomici e sarebbe quasi tentato di turarsi il naso e darsela a gambe. Ma ecco sull’uscio il professor Di Nolfo, giunto appositamente dall’Italia per ammonirlo: “Alt! Niente frettolose o improvvisate conclusioni, sarebbe esercizio futile. Faccia un bel respiro e si rilassi col M e s s a g ge ro ”. Dove si segnalano altri titoli memorabili: “Le emozioni influenzano le scelte dell’Occidente”, “Un incidente che frena il Rinascimento Nucleare”. Già, perché al confronto la Firenze di Lorenzo il Magnifico era Neanderthal. Del resto, rassicurano gli esperti del M e s s a g ge ro , le centrali italiane prossime venture avranno “un sistema ridondante di s i c u re z z a ”, con ben “quattro sistemi di raf freddamento” (più Oscar Giannino che succhia la mentina e soffia aria fresca); “il rischio che la nube giapponese arrivi in Italia è davvero remoto, vista la distanza molto elevata” (ma va?); e comunque anche in Giappone è tutto sotto controllo, anche se il governo giapponese non lo sa: “Nessuna fuoriuscita dal nocciolo, solo fughe radioattive di lieve entità”, per giunta “indotte dai tecnici degli impianti per far uscire il vapore in eccesso”. Due score.ggine, non di più. Intanto il Pompiere della Sera, che ha tra i suoi azionisti i costruttori Ligresti e Toti, ci regala un ardito calcolo di Massimo Nava: “È scientifico che il rischio zero non esista. Ma in Francia nessun grave incidente è avvenuto in 1450 anni (dato ottenuto moltiplicando 58 reattori per 25 anni di funzionamento medio ciascuno)”. Moltiplicando poi per Pi greco, si può desumere che nessun grave incidente nucleare s’è verificato in 4553 anni, a partire dal 2542 a.C., quando i fenici s’i n s e d i a ro n o nel Mediterraneo. Sono soddisfazioni. Del resto – ricorda Il Tempo del costruttore Bonifaci – “non possiamo chiudere tutte le centrali francesi” che stanno a due passi da noi: dunque tanto vale farcene qualcuna in casa. È logica pura: siccome ho un vicino piromane che potrebbe incendiare la casa, la incendio prima io. Così lo fre.go. (di Marco Travaglio su Il Fatto di oggi)
genoeffo
16 mar 2011 - 15:08 - #44quale ragione?
quella dei padroni italiani con la loro disonestà e i loro intrallazzi?
paradossalmente questa catastrofe avrà un effetto positivo , almeno in Italia, quello di affossare il progetto nucleare italiano…..
tra poco ci sarà il referendum , gli italiani potranno decidere;
temo per i delinquenti al potere una grossa delusione;
per il resto ci sono i soliti “utili idioti” che,senza conoscere gli aspetti tecnici, economici e quelli legati alla sicurezza, si fanno abbindolare dai leccobardi di regime;
ecco , fate uso della ragione , la vostra, e comprenderete quali sono gli scopi di questi signori
nchomsky
16 mar 2011 - 15:09 - #4541-
Ovvio la Francia dovrebbe comunque dare via il suo surplus energetico prodotto durante i cali di rischiesta.
nchomsky
16 mar 2011 - 15:19 - #46BERLUSCONI E LE CENTRALI “FISSIONE” CELLULARE:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/16/a-lezione-di-fisica-termonucleare-da-silvio-b/97954/
A lezione di fisica termonucleare da Silvio B.
Silvio Berlusconi pare avere qualche problema sul descrivere i processi che portano alla produzione di energia attraverso le particelle elementari della materia. Eccolo in un video, segnalato su Facebook dagli amici di Cattiva Scienza in Tv, a spiegare sinteticamente la produzione dell’energia nucleare dalle cellule!
“Pur essendo noi la patria di Enrico Fermi, creatore della possibilità di creare dalla scomposizione delle cellule l’energia nucleare…”
genoeffo
16 mar 2011 - 15:20 - #47esatto barail, qualche giorno fa avevo citato alcuni dati ma la gente fa finta di non capire; il costo dell’energia per l’utente è solo in minima parte legato al costo di produzione; la maggior parte sono imposte e tasse varie…tanto per interderci, le aziende produttrici vendono l’energia a circa 8 centesimi ( a fronte di un costo di produzione complessivo di circa 5-6 centesimi), il costo reale per l’utente ( in funzione di potenza fascia orari e imposte) parte da 20 centesimi….
solo un illuso , o un imbecille, potrebbe…pensare che lo stato rinunci a questi soldini; anche supponendo che il costo dell’energia di origine nucleare fosse inferiore del 20% si tratterebbe di circa 1 centesimo; ma ovviamente non tutta l’energia è di origine nucleare per cui questo centesimo andrebbe “diluito” sui costi e sulla quantità delle altre fonti( ovvero “pesato”);
per cui nel complesso sarebbe del tutto trascurabile;
questo ammesso e non concesso, perchè tutti quelli che operano nel settore( ovviamente non quelli pagati per mentire) sanno che il costo di produzione reale sarebbe ben superiore a quello sbandierato;
per cui zero vantaggi per i cittadini, i vantaggi sarebbero per i costruttori i quali agirebbero secondo la “tradizione italica”
nchomsky
16 mar 2011 - 15:27 - #4847-
E’ stato calcolato che con la sola ristrutturazione della nostra vetusta rete elettrica, con una buona nuova progettazione, guadagneremmo oltre il 30% di energia che ora si disperde in rete.
Praticamente (ad un costo minore e nessun rischio) avremmo la produzione di 10 centrali EPR a tutto regime, perchè non partiamo da qui?
al3dp
16 mar 2011 - 15:30 - #49“Comunque il rischio sismico non lo vedi dalle cartine, sono state fatte sulla base di terremoti già avvenuti”
non per fare polemica ma le cose non stanno così. Le carte che sono state linkate sono state fatte sulla base dei dati storici (strumentali e non) incrociandoli con le sorgenti sismogeniche conosciute (faglie) che come dici tu sono molte. Inoltre in fase di progettazione oltre a quei dati devono essere considerati anche gli effetti locali
remolo
16 mar 2011 - 15:33 - #50” Referendum nucleare 2011: Fukushima e l’emozione che vince sulla ragione”
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Ma anche no. Io direi “referendum nucleare 2011: Fukushima e IL BUON SENSO che vince sulla bramosia dei nostri politici”!!
L’Italia, e lo ripeto per l’ennesima volta, non è in grado di gestire un semplice inceneritore per smaltire i rifiuti, figuriamoci una centrale nucleare!