
Il 150° è passato, viva il 150°. Sì, è vero che dovremo continuare a sorbirci l’insopportabile retorica delle bandiere tricolori e dell’inno nazionale fino alal fine dell’anno, ma perlomeno il giorno principale delle celebrazioni - quello che ha generato l’altra terrificante polemica sul giorno di ferie (obbligatorie) - è andato.
E allora vogliamo guardare una volta tanto il re nudo? Di questa storia dell’anniversario non gliene importa niente a nessuno. Quanti italiani amano il nostro inno nazionale, forse il più brutto del mondo? E quanti sono veramente patriottici o peggio ancora nazionalisti? Fortunatamente una minimissima parte di un paese che se ha un pregio è quello di guardare la realtà in modo disincantato, dopo averlo preso troppe volte in un posto di cui è meglio non far menzione.
Ci si sente italiani il giorno in cui gioca la nazionale (mica tutti) e quando si è all’estero, talvolta; magari in contrapposizione a certi comportamenti di inglesi, francesi o tedeschi ai quali in fondo in fondo ci sentiamo (a torto, ma è umano) superiori. In tutte le altre occasioni ci si sente a malapena cittadini del paese in cui si è nati, se non semplicemente se stessi. Che è meglio, come diceva uno dei puffi di infantil memoria.
Ma guardiamo i nostri tristi politici e il loro finto scandalizzarsi. Bersani che stigmatizza i caffè al bar dei leghisti; la destra larussiana che fa sfoggio del suo amor patrio e si porta la bandiera anche a letto. Ma dove, ma quando? La sinistra fino all’avvento della Lega le bandiere le bruciava in piazza, e anche nella sua componente moderata era la forza più antinazionale/ista che esistesse.
L’amor di patria era visto come un rimasuglio fascista, in quel momento ben rappresentato e impersonificato dallo stato democristiano. E d’altronde l’unico partito schierato in difesa di quei valori era l’Msi, quindi tanto torto non aveva.
Poi arrivò il Carroccio, con tutto il suo armamentario nord/secessionista, e cominciò a far comodo parlare di unità nazionale e compagnia bella. Infine la terrificante retorica di Forza Italia, il partito con la bandiera inside e il nome che pare un coro da stadio.
E basta, lasciatemi urlare. Ba-sta. Io non canto l’inno nazionale, non mi commuovo quando sventola il tricolore e detesto le parate militari e le revisioni storiche in cui tutti i buoni stavano da una parte e i cattivi dall’altra (leggi, quello che ci insegnano a scuola sul “Risorgimento”). Però mi piace sentirmi italiano in poche, selezionate occasioni. Per esempio quando osservo un certo fastidioso sciovinismo dei francesi e penso: “Noi italiani non siamo così”. O quando vedo la capacità di arrangiarsi in tutte le occasioni in cui i miei connazionali sono primi al mondo, proprio perché vi sono stati costretti da altri miei connazionali che vivono per fregarli.
Ecco quando mi sento orgoglioso. E non cito Gaber, ormai in bocca a troppi che di lui non hanno capito nulla (vedi spot Rai su Annozero, sic…), ma la penso proprio come lui.
aldebaran85
18 mar 2011 - 11:49 - #1Fratelli d’Italia,
l’Italia s’è desta,
dell’elmo di Scipio
s’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
che schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l’Italia chiamò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l’Italia chiamò, sì!
Noi fummo da secoli
calpesti, derisi,
perché non siam popoli,
perché siam divisi.
Raccolgaci un’unica
bandiera, una speme:
di fonderci insieme
già l’ora suonò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l’Italia chiamò, sì!
Uniamoci, uniamoci,
l’unione e l’amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti, per Dio,
chi vincer ci può?
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l’Italia chiamò, sì!
Dall’Alpe a Sicilia,
Dovunque è Legnano;
Ogn’uom di Ferruccio
Ha il core e la mano;
I bimbi d’Italia
Si chiaman Balilla;
Il suon d’ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l’Italia chiamò, sì!
Son giunchi che piegano
Le spade vendute;
Già l’Aquila d’Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d’Italia
E il sangue Polacco
Bevé col Cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l’Italia chiamò, sì!
aldebaran85
18 mar 2011 - 11:50 - #2l’elmo di Scipio: L’Italia ha di nuovo sulla testa l’elmo di Scipio (Scipione l’Africano), il generale romano che nel 202 avanti Cristo sconfisse a Zama (attuale Algeria) il cartaginese Annibale. L’Italia è tornata a combattere
Le porga la chioma: La Vittoria sarà di Roma, cioè dell’Italia. Nell’antica Roma alle schiave venivano tagliati i capelli. Così la Vittoria dovrà porgere la sua chioma perché sia tagliata, perché la Vittoria è schiava di Roma che sarà appunto vincitrice.
coorte: nell’esercito romano le legioni (cioè l’esercito), era diviso in molte coorti. Stringiamoci a coorte significa quindi restiamo uniti fra noi combattenti che siamo pronti a morire per il nostro ideale.
aldebaran85
18 mar 2011 - 11:50 - #3Raccolgaci: la lingua di Mameli è la lingua poetica dell’Ottocento. Questo raccolgaci in italiano moderno sarebbe ci raccolga, un congiuntivo esortativo che assimila il pronome diretto. Il significato è: ci deve raccogliere, tenere insieme.
una speme: altra parola letteraria e arcaica. Significa speranza. Non c’è però da stupirsi troppo se Mameli usa queste parole. Nella lingua delle canzonette di musica leggera intorno al 1950, queste parole si trovano ancora.
fonderci insieme: negli anni di Goffredo Mameli l’Italia è ancora divisa in molti staterelli. Il testo dice che è l’ora di fondersi, di raggiungere l’unità nazionale.
aldebaran85
18 mar 2011 - 11:51 - #4per Dio: doppia interpretazione possibile. Per Dio è un francesismo e quindi significa “da Dio”: se siamo uniti da Dio, per volere di Dio, nessuno potrà mai vincerci.
Certo è però che in italiano “per Dio” può essere anche una imprecazione, una esclamazione piuttosto forte. Che avrà mai voluto intendere Goffredo Mameli? Siccome aveva Vent’anni ci piace pensare che abbia voluto lui stesso giocare sul doppio senso (in fondo i suoi rapporti con il Vaticano non erano buonissimi, tant’è vero che è morto proprio a Roma dove combatteva per la Repubblica)
Dovunque è Legnano: ogni città italiana è Legnano, il luogo dove nel 1176 i comuni lombardi sconfissero l’Imperatore tedesco Federico Barbarossa
Ferruccio: ogni uomo è come Francesco Ferrucci, l’uomo che nel 1530 difese Firenze dall’imperatore Carlo V.
Balilla: è il soprannome del bambino che con il lancio di una pietra nel 1746 diede inizio alla rivolta di Genova contro gli Austro-piemontesi
aldebaran85
18 mar 2011 - 11:51 - #5I Vespri: Nel 1282 i siciliani si ribellano ai francesi invasori una sera, all’ora del vespro. La rivolta si è poi chiamata la rivolta dei Vespri siciliani
Le spade vendute: i soldati mercenari si piegano come giunchi e l’aquila, simbolo dell’Austria, perde le penne.
Il sangue polacco: L’Austria, alleata con la Russia (il cosacco), ha bevuto il sangue Polacco, ha diviso e smembrato la Polonia. Ma quel sangue bevuto avvelena il cuore degli oppressori
caaritto73
18 mar 2011 - 11:53 - #6@landoni
O_O
MA COSA CAZZO DICI?
Cos’è,ti gira ‘oglioni perché hanno contestato il nanodimerda?
Vergognati.
Amare il proprio paese ci autorizza a criticarla,non insultarla.
caaritto73
18 mar 2011 - 11:55 - #7… Io non canto l’inno nazionale, non mi commuovo quando sventola il tricolore….
Allora cambia paese…..e mi fermo qui.
Ma senti che puttanate mi tocca leggere.
Sp4rr0W
18 mar 2011 - 11:58 - #8ebbravo Landoni!!!x aldebaran85: guarda che è inutile che fai copia incolla delle spiegazioni di benigni al festival di san remo.
aldebaran85
18 mar 2011 - 11:58 - #9loro cantano per (s)fortuna che silvio c’è
che schifo che schifo che schifo
giorno di ferie obbligatorie … però le domeniche, ferragosto, il primo dell’anno di piace stare a casa? VERGOGNA!!!
però per pagare il trota o le province quello ti sta bene!!!
oppure pagare longo, verdini, cosentino, dell’utri, romani e via dicendo!!! di quello non ti lamenti!!!
aldebaran85
18 mar 2011 - 11:59 - #10#10 perchè è inutile? così puoi continuare a sguazzare nella tua lurida ignoranza???
SmoQ
18 mar 2011 - 12:01 - #11È un articolo di critica sulla retorica o uno sfoggio di retorica mascherato da critica alla retorica?
bl4ckbenny
18 mar 2011 - 12:02 - #12Te lo dico amichevolmente… ma vaffancu1o te e la retorica!
Un sano patriottismo é patrimonio di tutti gli italiani. E smettiamola con sta storia che il patriottismo é di destra. Str0nzate! casomai il nazionalismo, c’è un monte di differenza.
Poi io, nato negli anni 80, non posso certo essere mai stato contro il tricolore, eppure sono di sinistra. Embé? siamo nel duemila gente oh.
Io non ce l’ho con la lega per queste polemiche, anzi grazie alla lega si é riscoperto il sentimento nazionale.
Come tutte le cose, ci si accorge di quando valgono nel momento che si rischia di perderle.
Quindi dico grazie al patriottismo involontario leghista, anche se auspico che questa forza scompaia dal parlamento ah ah ah.
Runaway_
18 mar 2011 - 12:06 - #13Che articolo penoso…..letteralmente…ti spinge a provar pena per l’autore.
nchomsky
18 mar 2011 - 12:10 - #14CARO LL:
Ma brutto ci sarai te, con quel naso a patata che ti ritrovi…
ORA DOPO DOPO GIà ESSERTI VANTATO ESPERTO: COSTITUZIONALISTA, FISICO NUCLEARE, NEUROLOGO, VUOI ANCHE PASSARE DA ESPERTO MUSICISTA?
comincia a volare più basso va, che è meglio.
screech87
18 mar 2011 - 12:16 - #15Landoni e gli omini verdi nella loro infinita ignoranza pensano che dall’unità d’Italia loro ci sono andati a perdere…quello che non si legge nei libri di storia però è questo: http://www.youtube.com/watch?v=c1h5Lmu7nRg
Ora non dico che sia la verità assoluta ma che se pure fosse sono passati ben 150 anni da allora e che proprio per amore del mio paese e della realtà odierna sarebbe meglio lasciare certi fanatismi e certe idee seccessioniste alle spalle(se il nord dovesse restituire al sud quello che ha depredato 150 anni fa si troverebbe con l’acqua alla gola…e l’ho detto in modo elegante).
Ieri tale celebrazione era l’occasione per sentirsi parte di una grande nazione che per tutti i difetti che può avere e le tristi storie centenarie rimane grande per la gente che ci vive, ci lavora e che si sacrifica per questo stupendo paese(vedi tutti i militari mandati a morire al fronte)! In barba ai leghisti (ma anche ai sudisti più sfegatati): W l’Italia!
dare--
18 mar 2011 - 12:16 - #16ma vergognati buffone!
vatti ad ascoltare gli altri di inni e poi vediamo
articolo indecente, non ho mai commentato su questo blog ma dopo aver letto queste cose non potevo tacere. patetico.
vivalacostituzione
18 mar 2011 - 12:16 - #17Non è vero che del 150.mo anniversario non glie ne importa niente a nessuno.
Ero a Torino la sera del 16 marzo e c’erano più di duecentomila persone nelle piazze della città nonostante piovesse (altrimenti ce ne sarebbero state almeno il doppio)!!!!
Ieri nel pomeriggio, sempre a Torino, c’era una folla immensa per le vie e le piazze ed era pieno di tricolori dappertutto !!!!!
Minonno
18 mar 2011 - 12:16 - #18Articolo pessimo.
nchomsky
18 mar 2011 - 12:22 - #19CARO LL,
FATTI UN RIPASSINO SULL’INNO, CHE TANTO DISPREZZI, POI NE RIPARLIAMO:
http://www.youtube.com/watch?v=tJTOX_Uputw&feature=player_embedded
barail
18 mar 2011 - 12:28 - #20Un po di sano patriottismo in un paese fatto a pezzi dalla pessima politica, ed altrettanti giornalisti, che ci ritroviamo, non può che far bene e rinfrancare il cuore.
Up ORIGINALE
18 mar 2011 - 12:34 - #21ARTICOLO ORRENDO SCRITTO DA UN NOSTALGICO DEL FASCISMO!!!!!!!!CARO LANDONI IO GHO FESTEGGIATO QUESTA RICORENZA PERCHE’ SONO ITALIANO E SONO EUROPEO E DIFENDO LA COSTITUZIONE!!!!!COSA CAVOLO CENTRA QUELLO CHE HAI SCRITTO?????SEI RIDICOLO COME QUELLO CHE TI PAGA SEMBRA UN EDITORIALE DEL TG1!!!!L’ITALIA SONO I PARTIGIANI CHE CI HANNO LIBERATO DAL NAZI-FASCISMO, L’ITALIA E’ LA LOTTA ALLA MAGIA,L’ITALIA SONO PERSONAGGI DI GRANDE SPESSORE COME FALCONE E BERSELLINO,MORO,PERTINI,IMPASTATO,BERLINGUER & ALMIRANTE QUANDO TRA SINISTRA E DESTRA C’ERA RISPETTO!!!!!L’ITALIA SONO LE OPERE D’ARTE,I MONUMENTI, LA CULTURA,L’ITALIA SONO LE NOSTRE TERRE CHE L’UOMO LE DISTRUGGE,I NOSTRI PARCHI NATURALI, LE NOSTRE MONTAGNE, L’ITALIA SONO QUELLI CHE VANNO IN PIAZZA PER DIFENDERE I DIRITTI DEL NOSTRO PAESE!!!QUESTA PER ME E’ L’ITALIA!!!!!!!VERGOGNATI!!!!!!!!!!!TANTO IL 6 APRILE FAI LE VALIGE ANCHE TU COME IL TUO SOCIO DI TVBLOG MICHELE BIONDI!!!!A CASA!!!!!!!!!!!CENSURALO ADESSO!!!!
Up ORIGINALE
18 mar 2011 - 12:35 - #22Scusatemi degli errori ma mi sono infervolato volevo scrivero Borsellino!!!!
steffa
18 mar 2011 - 12:36 - #23per quanto mi risulti difficile farlo sottoscrivo l’articolo di Landoni, anche se non siamo più tanto disincantati, il patriottismo e il nazionalismo crescono, tipico dei momenti di crisi aggiungerei
ventoacqua
18 mar 2011 - 12:38 - #24“Fortunatamente una minimissima parte di un paese che se ha un pregio è quello di guardare la realtà in modo disincantato”
Se questi sono i nostri vanti, siamo proprio a posto…….
-_-’
steffa
18 mar 2011 - 12:39 - #25I vari, tristi e tetri regimi che hanno costituito l’essenza e la spina dorsale di ITA dal 1861 ad oggi – con l’intermezzo di due guerre devastanti, una dittatura durata 23 anni, un’invasione tedesca e una alleata, cui si aggiungono sciagurate ed atroci imprese coloniali e la deportazione di 27 milioni di “italiani” oltreoceano o anche solo aldilà delle Alpi, e di qualche migliaio di ebrei ad Auschwitz, tutto all’ombra del trick-olore – hanno cercato di confondere le acque, con l’aiuto di un manipolo di intellettuali prezzolati a pane raffermo, e ogni tanto graziati con qualche caramella.
Ovvero, hanno creato un sistema di identificazione, a livello di propaganda e quindi di coscienza individuale, tra l’Italia quale universo geografico e culturale, linguistico e storico, con ITA, ovvero un governo sabaudo trasformato in regime romano, una mera sovrastruttura rispetto alla geografia (milioni di anni) e alla storia umana (migliaia di anni) che ha riguardato e riguarda il suolo italico, questa “Penisola” con diverse isole vagamente separata dal resto d’Europa dalla cornice alpina e dal mare mediterraneo.
Infelici interpreti di Hegel, che leggevano magari in traduzione, ma di cui intuivano il potenziale ideologico (nella misura in cui riguarda l’asservimento dei popoli ai loro governanti) hanno visto in ITA, in uno Stato non nazionale (“fatta l’Italia bisogna fare gli Italiani” diceva forse il D’Azeglio: il contrario si può dire per veneti, sardi, liguri etc., sono stati “fatti” da millenni), il compimento, l’”inveramento”, la “terza fase della dialettica”, la sintesi, insomma, dell’Italia millenaria per popolazioni e milionaria, in termini di anni, per geografia. Si leggano le pagine turpi di storici “patrioti” zelantissimi come Salvatorelli, che in un libro del 1963 (ahimè funesta il mio anno natale!) si fa portavoce arrogante di tale idea.
Per cui molti cittadini veneti, liguri, sardi, si dicono fieri di “essere italiani”, ma in questa fierezza confondono il miglio (la bellezza dei paesaggi, la ricchezza d’arte, la splendida lingua “dove il sì suona”, le tradizioni agricole unite a quelle mercantili, lo splendore della civiltà comunale e quello ancor più corrusco di quella rinascimentale), con il loglio, la malerba di ITA, che è solo uno Stato e un apparato coercitivo, qualcosa di fortunatamente transeunte. Dunque, per parafrasare Sergio Salvi, forse l’Italia esiste, ma è ITA che non esiste, che è una formazione tumorale pronta ad asservire ai propri scopi la bellezza dei luoghi, la varietà delle genti, lo splendore di una lingua. Creando un “loop”, un corto circuito concettuale e coscienziale che per fortuna dei delinquenti ha funzionato per un secolo e mezzo (abbastanza) bene. Italia è espressione geografica come, poniamo, Scandinavia, o Penisola Iberica. Dell’Italia, poi, ITA si è servita, usurpandone il passato, e facendone al contempo scempio. Hanno scempiato, i tenutari del bordello ITA, l’unico al mondo da cui si esca senza aver goduto affatto, ma avendo speso un patrimonio, i monumenti e i documenti, il passato e il presente, e la lingua stessa, poi, proprio ciò di cui si sentono e si dicono più fieri.
E’ forse italiano il burocratese dei ministeri, delle circolari, delle leggi, degli storici e dei letterati e dei politologi e dei giornalisti “patrioti”, dei cronisti del calcio, delle veline e dei ciarlatani RAI, degli amministratori locali, degli zelantissimi alfieri di ITA sparsi per il mondo universo? O questo è solo la sua immonda caricatura? Quando qualche giornalista RAI da mamma Roma ci racconta le vicende del potere, compiacendosi del fatto che ne è parte, e che lì siede per essersi “seduta” spesso altrove, dalle sue gonfie labbra esce forse una sola frase della lingua di Dante?
No, l’italiano è la mia lingua, non madre, ché tale è il genovese, né compagna, ché tale è il veneto, neppure nonna, che tale è l’ebraico, ma diciamo amante di lunga data, vezzeggiata anche fin troppo, e ora troppo spesso tradita con lingue altre, soprattutto l’inglese.
Scrivo in versi e in prosa, in questa lingua, che è la MIA, non la LORO. ITA ha reso un pessimo servizio all’Italia. Ha sfruttato un marchio e una storia non protetti da alcun copyright, per permettere a qualche centinaio di privilegiati di vivere alle spalle, ignominiosamente, di decine di milioni di cittadini coatti.
Mi dispiace, ma l’Italiano è il mio, non il vostro. Il senso del passato e del presente di questa terra è il mio, e non il vostro, padroni di ITA. Mia è la Liguria e lo sguardo che l’abbraccia e il cuore che la ama come la mia terra; mia è una tradizione di scrittura quasi millenaria, mia la comprensione degli autori e dei tempi che ad essa diedero vita e forma.
NON VOSTRA; SERVI DI ITA!
Quando la Venetia sarà libera, e saranno libere tutte le terre aggiogate da un’associazione a delinquere di sfruttatori, tutto questo apparirà molto più chiaro. E allora accanto al veneto e al sardo e al genovese, rifiorirà anche e proprio l’italiano, proprio perché i fedeli servitori di ITA che lo hanno storpiato fino a renderlo irriconoscibile, saranno scomparsi.
L’Italia delle opere d’arte e di sapere rinascerà, risorgerà davvero proprio quando ITA sarà scomparsa. Questo scrivo per le coscienze lacerate di molti: si può essere orgogliosi, legittimamente, di essere italiani, solo nel momento in cui ITA, che l’Italia non è, sarà scomparsa. L’italiano era visto come koinè, come lingua comune di scambio, da Pietro Bembo, un grande veneziano, nel fiorire del Rinascimento. Ma non era certo la premessa per la nascita di ITA, era se mai la premessa per la nascita di un mondo globale libero, in cui, per mera praticità, ma anche per la sua estrinseca eleganza, l’italiano venisse usato da tutti.
Una lingua dolce che non avrebbe avuto, di per sé, alcun desiderio di farsi carnefice delle lingue locali, di pari dignità e di storia talora più diuturna, e che non a questo fine era stata concepita. Da chi la creò, donando alla toscana favella il tocco del genio.
ITA è uno Stato marcio; l’Italia e l’italiano, rispettivamente, una terra magnifica e la lingua che forse sola porta su di sé, come voleva Vittore Branca, l’eredità del greco e del latino. Una eredità immensa, che proietterà i popoli liberi di Venetia, Sardegna, Sicilia, Liguria, Lazio, e tutti gli altri, in un futuro luminoso.
Paolo L. Bernardini
rospino
18 mar 2011 - 12:40 - #26landoni ma non si vergogna?
steffa
18 mar 2011 - 12:42 - #27ma cos’è quest’odio per una posizione che non è la vostra? Ricordate che ogni unione presuppone una divisione, come diceva Carl Schmitt
sergione1941
18 mar 2011 - 12:43 - #28XSteffa
Vai a farti una passeggiata. Fai prendere aria alla testa e poi ricommenta.
Può darsi che migliori.
fabiopbannato
18 mar 2011 - 12:44 - #29Landoni quanto fai pena…
Up ORIGINALE
18 mar 2011 - 12:44 - #30Il patriotismo è una cosa e amartre questo paese nel bene e nel male, diffenderlo con la propria vita, il Nazionalismo è far diventare il proprio paese una potenza nascondere il male e parlarne sono bene.I Partigiani sono patriotici, I Fascisti erano Nazionalisti come lo erano i Comunisti di Stalin!!!!
stef500f
18 mar 2011 - 12:44 - #31Landoni..in generale d’accordo, però l’inno non è brutto..è massone.questo mi da fastidio..cmq..
La cosa su cui mi trovi più d’accordo è l’ultima frase..
quella su Gaber..Niente in tv ne è degno, come d’altronde non è degno fazio (nel suo ripetitivo abuso)di De Andrè
Up ORIGINALE
18 mar 2011 - 12:45 - #32#23 Mafia al posto di Magia
Il Saccente
18 mar 2011 - 12:46 - #33Io adoro l’inno Inglese,quello Tedesco,quello Russo…mi piaciucchia anche quello americano.
Ma di grazie, in base A QUALE CRITERIO definisci il nostro inno nazionale il più brutto di tutti?
In base a NESSUNO.
Perchè la muasica è emozione,ed è assolutamente SOGGETTIVO stabilire se è bello o è brutto.
Per me è l’inno PIU’ BELLO del mondo, specchio riflesso.
Il Saccente
18 mar 2011 - 12:48 - #34#9: ti straquoto.
Sti criticoni mi hanno davvero scocciato;ma se ci stai tanto male in Italia VATTENE!!!
E basta! Non ti piace ? SCIO’! VATTENE !
Up ORIGINALE
18 mar 2011 - 12:49 - #35Ah su Gaber mi sa che non l’hai sentita bene la sua canzone che non è per niente contro L’Italia!!!!!Quindi pulisciti la bocca quando parli di Gaber!!!!!
steffa
18 mar 2011 - 12:49 - #36Up Originale: i partigiani han combattuto per la libertà, è ben diverso, pensa ai partigiani che combatterono contro Franco in Spagna, c’erano moltissimi stranieri, intellettuali da tutta Europa e anche dagli Stati Uniti, che c’entra il nazionalismo, quella era una guerra per la libertà contro il fascismo
stef500f
18 mar 2011 - 12:51 - #37Adelbaran..
Studiala tu la storia,
lasciando perdere gli stati pre unitari del nord (e quindi non pensando alle attuali politiche economiche toscoemiliane-lombardo-venete) il grande Sud dello stivale era unito e forte.
Gli inglesi impauriti dal potere economico crescente e dalla posizione geografica avanzata hanno finanziato i colonizzatori Savoia (idebitati fino al collo) per la conquista del regno delle due sicilie.questa è l’italia.
aldebaran85
18 mar 2011 - 13:00 - #38#39 non ti preoccupare: io studio, leggo e mi informo perchè sono una persona curiosa
il regno delle due sicilie era si ricco MA la ricchezza era in mano a pochissimi mentre la maggior parte delle persone (i contadini) vivevano nella miseria
ventoacqua
18 mar 2011 - 13:06 - #39#40 Ecco, utile ricordare questi “piccoli dettagli”
steffa
18 mar 2011 - 13:06 - #40su questo ha ragione aldebaran, nel Regno delle due Sicilie la regola era il latifondo, la ricchezza era nelle mani della famiglia regnante e dei proprietari terrieri, per questo la popolazione (in parte!) vide con favore l’arrivo dei piemontesi che prometterono una riforma agraria, che però non arrivò, arrivarono altre cose, tipo la tassa sul macinato, la leva obbligatoria e una buona dose di razzismo, (è vero anche l’istruzione e un ammodernamento dello stato), ad ogni modo i meridionali son stati così contenti che hanno “inventato” la mafia
al3dp
18 mar 2011 - 13:09 - #41articolo veramente brutto ma che ha raggiunto il suo scopo… contenti voi
caligola
18 mar 2011 - 13:35 - #42“Quanti italiani amano il nostro inno nazionale, forse il più brutto del mondo?”
AHAHAHAHAHAHAHAH
Mi fermo qui a leggere questo articolo ridicolo di un qualunquismo SPAZIALE. Come se poi l’inno (peraltro la cui bellezza è SOGGETTIVA) c’entrasse qualcosa con la situazione sociale, economica o politica. Con la tua stessa serietà e logica di argomentazione, Landoni, ti dico: MAV/VAFFAN/CULO
aldebaran85
18 mar 2011 - 13:42 - #43addirittura il latifondo esiste ancora oggi in molte zone del sud
il regno delle due sicilie era molto influenzato dagli inglesi (i siciliani erano obbligati a svendere lo zolfo agli inglesi)
i savoia erano tra 2 potenze importantissime economicamente, politicamente e militarmente come la francia e l’austria
il nord-est era in mano agli austriaci
il centro in mano al papa e influenzato dalle potenze estere
adesso l’italia è/ è stata:
- vincitrice I guerra mondiale: grazie al fronte italo-austriaco la germania non ha vinto la prima guerra mondiale dopo aver vinto il fronte russo (grazie alla rivoluzione d’ottobre) ANCHE se nella pace di versailles è stata trattata malissimo
- ha fondato il consiglio d’europa
- è un paese del G7
- è un paese della NATO
- è un paese dell’UE
è tutto rose e fiori in italia? certo che no
- le prime 2 imprese sono la mafia e la corruzione
- politica incapace di tutti i colori
- debito pubblico altissimo
- mancano le modernizzazioni (di cui URLO ai 4 venti ma nessuno mi ascolta - vi sembra possibile che nel 2011 ci siano ancora le inondazioni in veneto, in campania ci sia il problema rifiuti?)
Up ORIGINALE
18 mar 2011 - 13:47 - #44Landoni che mi dici della Marsigliese? L’inno più orientato a Sinistra del Mondo?
maquandomai
18 mar 2011 - 14:21 - #45Landoni. Una scommessa/provocazione. Qui o su soundblog fate un elenco di tutti gli inni nazionali del mondo. Vediamo veramente chi arriverà fra gli ultimi.
Definirlo il più brutto dimostra di non voler capire né la musica né il testo di questo canto che fa commuovere. Non solo perché è l’Inno Nazionale, ma per quello che rappresenta. Purtroppo la cocciuta miopia non permette di capire certe cose.
stef500f
18 mar 2011 - 14:27 - #46@ aldebaran…ahahah
perchè ora la ricchezza è in mano a molti non a pochi!?!?
stef500f
18 mar 2011 - 14:28 - #472/3 della moneta circolante in italia era del regno delle due sicilie
stef500f
18 mar 2011 - 14:29 - #48industrie siderurgiche enormi per l’epoca, le più importanti d’europa chiuse al sud e riaperte al nord cosi come i cantieri navali più all’avangguardia..
stef500f
18 mar 2011 - 14:30 - #49i piemontesi impossesatisi delle ricchezze borboniche per risanare il loro enorme indebitamento. altro che grandi savoia.erano gli speculatori truffatori più grandi d’europa
stef500f
18 mar 2011 - 14:32 - #50chiedi un po’ al Caro estinto Cavour come erano all’avanguardia le leggi e le riforme borboniche.altro che le attuali di stampo napoleonico. (sto parlando di quelle che diceva lui non io attenzione)