
Il 150° è passato, viva il 150°. Sì, è vero che dovremo continuare a sorbirci l’insopportabile retorica delle bandiere tricolori e dell’inno nazionale fino alal fine dell’anno, ma perlomeno il giorno principale delle celebrazioni - quello che ha generato l’altra terrificante polemica sul giorno di ferie (obbligatorie) - è andato.
E allora vogliamo guardare una volta tanto il re nudo? Di questa storia dell’anniversario non gliene importa niente a nessuno. Quanti italiani amano il nostro inno nazionale, forse il più brutto del mondo? E quanti sono veramente patriottici o peggio ancora nazionalisti? Fortunatamente una minimissima parte di un paese che se ha un pregio è quello di guardare la realtà in modo disincantato, dopo averlo preso troppe volte in un posto di cui è meglio non far menzione.
Ci si sente italiani il giorno in cui gioca la nazionale (mica tutti) e quando si è all’estero, talvolta; magari in contrapposizione a certi comportamenti di inglesi, francesi o tedeschi ai quali in fondo in fondo ci sentiamo (a torto, ma è umano) superiori. In tutte le altre occasioni ci si sente a malapena cittadini del paese in cui si è nati, se non semplicemente se stessi. Che è meglio, come diceva uno dei puffi di infantil memoria.
Ma guardiamo i nostri tristi politici e il loro finto scandalizzarsi. Bersani che stigmatizza i caffè al bar dei leghisti; la destra larussiana che fa sfoggio del suo amor patrio e si porta la bandiera anche a letto. Ma dove, ma quando? La sinistra fino all’avvento della Lega le bandiere le bruciava in piazza, e anche nella sua componente moderata era la forza più antinazionale/ista che esistesse.
L’amor di patria era visto come un rimasuglio fascista, in quel momento ben rappresentato e impersonificato dallo stato democristiano. E d’altronde l’unico partito schierato in difesa di quei valori era l’Msi, quindi tanto torto non aveva.
Poi arrivò il Carroccio, con tutto il suo armamentario nord/secessionista, e cominciò a far comodo parlare di unità nazionale e compagnia bella. Infine la terrificante retorica di Forza Italia, il partito con la bandiera inside e il nome che pare un coro da stadio.
E basta, lasciatemi urlare. Ba-sta. Io non canto l’inno nazionale, non mi commuovo quando sventola il tricolore e detesto le parate militari e le revisioni storiche in cui tutti i buoni stavano da una parte e i cattivi dall’altra (leggi, quello che ci insegnano a scuola sul “Risorgimento”). Però mi piace sentirmi italiano in poche, selezionate occasioni. Per esempio quando osservo un certo fastidioso sciovinismo dei francesi e penso: “Noi italiani non siamo così”. O quando vedo la capacità di arrangiarsi in tutte le occasioni in cui i miei connazionali sono primi al mondo, proprio perché vi sono stati costretti da altri miei connazionali che vivono per fregarli.
Ecco quando mi sento orgoglioso. E non cito Gaber, ormai in bocca a troppi che di lui non hanno capito nulla (vedi spot Rai su Annozero, sic…), ma la penso proprio come lui.
stef500f
18 mar 2011 - 14:35 - #51l’unità d’italia continua a far emigrare il sud verso il nord. come subito dopo l’unità di italia.non è normale questo.i governi e i politicanti non fanno apposta nulla per il sud.ne investimenti ne nient’altro. (attualmente pd toscoemilia pdl lombardoventeto + il resto del nord) questa è la nostra politica.
stef500f
18 mar 2011 - 14:36 - #52l’unità d’italia voluta dai piemontisi per togliersi il debito e dagli inglesi e fracesi perchè il regno duosiciliano stava crescendo a dismisura (3° potenza economica)
stef500f
18 mar 2011 - 14:49 - #53stef500f
18 mar 2011 - 14:50 - #54la maf.ia è nata con l’unità pagata dallo stato per unificare le ricchezze (e basta) e pagando questi piccoli crimi.nali poi diventati grandi e potenti per sostenere il risorgimento (che bru.tta parola associata a questa san..guinaria colonizzazione)
cosa che va avanti tutt’ora. lo stato è ma.fia e la mafi.a è stato. è palese. non come la favoletta del sio.nista saviano sull’organizazzione atta a dividere stato e maf.ia. vi basterebbe leggere terr.oni di Aprile (per citare il più famoso) per aprire gli occhi.
ma naturalmente al nord (da roma in su) non converrebbe tanto…
steffa
18 mar 2011 - 14:53 - #55stef500: lascia perdere certi testi revisionisti, sono totalmente incoerenti, falsi e tendenziosi. Ad esempio, è vero che il RdS aveva l’acciaieria più grande d’Italia, ma… era l’unica! Le leggi non erano affatto moderne, l’economia era essenzialmente agricola a differenza di quella settentrionale, non ci prendiamo in giro. Ho addirittura sentito dire avesse una flotta imponente, ti posso assicurare che all’epoca la flotta più imponente era di gran lunga quella britannica, che per politica inglese doveva essere sempre maggiore di quella delle altre 2 maggiori potenze, a seguire Giappone, Stati Uniti, Germania, Francia, Ottomani eccetera. Posso consigliare, se interessa l’argomento di leggere testi non di parte, di autori non schierati, anche stranieri, e non testi di stronz1 senza arte ne parte che scrivon testi semplicisti e divulgativi per fare i soldi alle spalle della gente che cerca un riscatto storico
stef500f
18 mar 2011 - 14:53 - #56e cmq ribadisco.
La cosa che mi fa più ridere è assolutamente questa tua frase caro aldebaran.
“”"”"il regno delle due sicilie era si ricco MA la ricchezza era in mano a pochissimi mentre la maggior parte delle persone (i contadini) vivevano nella miseria”"”"”"
Già dopo l’unità tutti benestanti, come adesso d’altronde aaaaah..beata ignoranza.
stef500f
18 mar 2011 - 15:01 - #57Qui non si cerca un riscatto storico
Cavour disse che le leggi borboniche erano di gran lunga le più innovative del mondo dell’economia.
CAVOUR.
e poi non si tratta di revisionismo.
MA di verità scomparsa.
poi mi potresti in particolare cosa significa che è vero che era la più grande acciaieria quella presente nel regno delle due sicilie ma era l’unica?!!?!?
No perchè non significa nulla, anzi visto che dopo l’unità è stata chiusa e spostata al nord ti dovrebbe far aprire gli occhi!!!
la flotta del regno era infatti una grande flotta a differenza del nord d’italia diviso e nel regno le ferrovie si usavano poco a causa della prevalenza d trasporto merci marittimo(cosa molto intelligente)
steffa
18 mar 2011 - 15:09 - #58stef renditi conto che stai parlando di una monarchia assoluta priva di costituzione con un’istruzione pressoché inesistente e un’economia fondata esclusivamente sull’agricoltura e il latifondo, ripeto, consiglio la lettura di libri di storia di un certo spessore per non farsi imbambolare da fatui nazionalismi e revisionismi
Il trasporto marittimo piuttosto che ferroviario non è di per sè intelligente, si tratta di capire quando conviene l’uno e quando l’altro. Le esigenze del Piemonte rispetto a quelle di Napoli erano assai differenti. Aprioristicamente non possiamo dire quale fosse la scelta miglirore
stef500f
18 mar 2011 - 15:43 - #59monarchia contro democrazia. non cambia nulla in realtà qualcuno ti comanda sempre.
i savoia non eran di certo volontari.
cavour ammetteva che il nord decadente si è ripreso grazie alle ricchezze del sud e che il regno in crescita fino a prima dell’unità ha solo trovato miseria con l’unità. lo stesso megamercenario garibaldi parlava in questi termini, di che stiamo parlando? di storia nascosta, semplicemente. e purtroppo è una brutta storia.
e a proposito di navi..il regno è circondato da acqua quindi i trasposti marittimi erano di certo i più intelligenti. è ancora palesemente visibile agli occhi di chi ha un senso geografico.
alc0r
18 mar 2011 - 17:10 - #60Trovo indecente il post (e non dedico ulteriore parola a questo scempio) ed indecenti certi commenti (che sono privi di qualsivoglia logica)…
aldebaran85
18 mar 2011 - 20:40 - #61#58 stef ridi ridi che la mamma fa gli gnocchi
ho scritto in qualche post che la situazione è migliorata? … ho scritto l’opposto che servono MODERNIZZAZIONI!!!
i savoia sono stati i più furbi e hanno usato l’aria di rivoluzione italiana (che si respirava da milano a roma ma anche a napoli) di allora per mettere a posto i propri conti
potevano diventare re d’italia i borbone, i savoia, i medici anche il papa … i savoia sono stati furbi ma anche fortunati
ti consiglio di guardare AVANTI e non di recriminare ogni singolo fatto … il SUD HA BISOGNO DI UN PIANO DI MODERNIZZAZIONE e soprattutto di ISOLARE strambi personaggi … lo dico perchè avento madre pugliese il contesto economico ma anche storico del sud lo conosco ;-)
stef500f
19 mar 2011 - 04:28 - #62sti saccentelli della domenica non credono mai di avere torto, ed è da questi personaggi come questo qua sopra al mio post che ti devi guardare..
il sud ha bisogno dei suoi cittadini. e basta. chi la scrive la storia!?…infatti, si è visto chi l’ha scritta. leggi un po’ di più bimbo e sbraita meno con le parole.
cookies
19 mar 2011 - 10:03 - #63Ce ne sarebbe da scrivere su un articolo di tal pochezza. Tuttavia, commenterò sulla cosa che maggiormente mi ha colpito: l’arte di arrangiarsi. In questo sei perfettamente in linea con la maggioranza degli italiani, che la ritiene una grande qualità della nostra nazione. Viceversa, è in realtà uno dei nostri difetti più beceri, in nome del quale è possibile fregare il prossimo e sentirsi più furbi degli altri. Proprio un bell’esempio, hai citato. Complimenti vivissimi!
aldebaran85
19 mar 2011 - 11:18 - #64ma se sei il primo saccentello che crede di aver ragione … il SUD HA BISOGNO DI PERSONE COMPETENTI NON DI PSEUDO-FANATICI DELLA DOMENICA!!!
Dareios90
19 mar 2011 - 13:34 - #65Mamma mia che articolo…
Quindi chi è nazionalista deve per forza di cose essere un fa.sci.sta convinto?
stef500f
19 mar 2011 - 13:34 - #66“”"”il SUD HA BISOGNO DI PERSONE COMPETENTI NON DI PSEUDO-FANATICI DELLA DOMENICA!!!”"”"
bene bene…andiamo avanti..
Spiegami cosa significa questa frase…cosa vuol dire che il sud ha bisogno di persone competenti!?
aldebaran85
19 mar 2011 - 15:02 - #67come cosa significa?
ti sembra logico che la campania non ha ancora risolto il problema rifiuti?
una città splendida come napoli con una Grandissimo teatro (il san carlo) lasciata marcire per incompetenza politica senza parlare dell’università dove miei amici stanno scappando per colpa dell’amministrazione
l’altro giorno ho visto un documentario inglese su palermo dove spiegava i luoghi da visitare … la prima frase che ha detto è stata: state attenti al borsello.
sono questi i problemi da risolvere non la lite savoia-borbone
stef500f
19 mar 2011 - 16:03 - #68cavolo oh. sei duro di comprendonio.
i politici campani sono mafiosi. la grande industria nordica è mafia. loro hanno il potere, quindi chi vuoi che ti risolva i problemi campani!?!? l’unico rimasto è l’onnipotente.
le politica capitalista italiana ha sempre creato ad hoc questo squilibrio nord sud. se non ti è chiaro questo concetto è perchè dall’alto della tua saccenza (che si ferma al benignesco) non conosci la storia. questo limite è tuo, non di certo mio. il revisionismo storico quando è fatto dai vinti ha sempre ragion d’essere.
aldebaran85
19 mar 2011 - 18:36 - #69è perchè dall’alto della tua saccenza (che si ferma al benignesco) non conosci la storia.
AHAHAHAHAHAHAHAHA e io sarei il saccente? AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHA
complimenti non mi conosci personalmente e me ne hai dette di tutti i colori
sai che ti dico: rimaniamo così e mi raccomando ripensa al passato e a tutti i fatti del passato … mentre gli altri stati europei crescono noi italiani pensiamo al passato …
aldebaran85
19 mar 2011 - 18:40 - #70e lo ripeto 1000 volte
la cina è la potenza più forte del mondo dal momento che
DENG ha VOLUTO: e sottolineo VOLUTO le famose modernizzazioni:
- AGRICOLTURA
- INDUSTRIA
- RICERCA E UNIVERSITA’
- HA APERTO LA CINA AL CAPITALE STRANIERO
- RUOLO IMPORTANTE DEL DIRITTO
ha sempre creato ad hoc questo squilibrio nord sud
C-A-V-O-L-A-T-E
VOLERE E’ POTERE!!!
ci sono i fondi europei
c’erano i fondi statali
e a chi sono andati questi soldi? non certo ai cittadini pugliesi, campani, calabri o siciliani
continua a pensare al regno delle due sicilie …
stef500f
19 mar 2011 - 20:38 - #71Qui sotto una lista di famosi revisionisti nulla facenti.
cmq sei il classico rappresentante dell’attuale pseudosinistra cioè il nulla.
e lascia stare i discorsi capitalistici.non è quello il punto
se non sai quello che il paese era non puoi analizzare proprio un bel nulla. continua a pensare a fini d’alema berlusconi e compagni bella.
RESSA Giuseppe e altri - La Storia Proibita – Controcorrente, 2001
APRILE Pino - Terr.oni. Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero «meridionali»
DI FIORE Gigi - I vinti del Risorgimento. Storia e storie di chi combatté per i Borbone di Napoli
IZZO Fulvio - I lager dei Savoia. Storia infame del Risorgimento nei campi di concentramento per meridionali
FASANELLA Giovanni - 1861. La storia del Risorgimento che non c’è sui libri di storia
DI FIORE Gigi - Gli ultimi giorni di Gaeta. L’assedio che condannò l’Italia all’Unità
GUERRI Giordano Bruno - Il sangue del Sud. Antistoria del Risorgimento e del brigantaggio
DI FIORE Gigi - Controstoria dell’Unità d’Italia. Fatti e misfatti del Risorgimento
PELLICCIARI Angela - Risorgimento da riscrivere. Liberali e massoni contro la Chiesa
LENTINI Gerlando - La bugia risorgimentale. Il Risorgimento italiano dalla parte degli sconfitti
Giuseppe Ressa
il Sud e l’Unità d’Italia (scaricabile gratuitamente da
http://www.ilportaledelsud.org/rec-ressa.htm )
PAGANO Antonio – Due Sicilie, 1830 – 1880 – Capone, 2002
ALIANIELLO Carlo - La conquista del Sud - Rusconi ed. 1972
BARONE - CIANO - PAGANO - ROMANO - Briganti e Partigiani - Campania Bella ed., 1997
CIANO Antonio - I Savoja e il massacro del Sud - Grandmelò, 1996
CIANO Antonio - Le stragi e gli eccidi dei Savoja - Formia, 2006
PELLICCIARI Angela - L’altro Risorgimento - Piemme, 2000
ZITARA Nicola - L’Unità d’Italia, nascita di una colonia - J. Book, 1971
DE SIVO Giacinto - Storia delle Due Sicilie - Berisio ed. 1964
DI FIORE Gigi – 1861 Pontelandolfo e Casalduni. Un massacro dimenticato – Grimaldi & C. ed. 1998
stef500f
19 mar 2011 - 20:46 - #72“”"C-A-V-O-L-A-T-E
VOLERE E’ POTERE!!!
ci sono i fondi europei
c’erano i fondi statali”"”
gia…cavolo i fondi…come mai non c’ho pensato prima…sei superficiale. non capisci il senso della storia
“”"”"”e a chi sono andati questi soldi? non certo ai cittadini pugliesi, campani, calabri o siciliani”"”"
infatti,no di certo.
“”"continua a pensare al regno delle due sicilie …”"”
vedi, appunto..non riesci proprio ad arrivare al concetto storico dei fatti accaduti.pensi che non abbiano importanza. perchè dopo la colonizzazione del meridione il nord più povero del sud si è arricchito e il sud più
industrializzato del nord ha perso tutto!?!? se me lo spieghi ne sarò davvero contento…
stef500f
19 mar 2011 - 20:56 - #73Debito pubblico italiano 2010: 1.867 MILIARDI di euro, solo una piccola parte è delle amministrazioni locali, enti locali, regioni, provincie e comuni. Il centro-nord ha un indebitamento pubblico locale di ca. 71 MILIARDI di euro, il Sud esclusivo isole ha un indebbitamento pubblico locale di 25 MILIARDI di euro. Inoltre tendenzialmente il Sud e le isole hanno un ribasso consistente del debito pubblico, mentre il centro-nord il debito autemta. Chi ha contratto il debito pubblico italiano e chi ne è il beneficiario???
stef500f
19 mar 2011 - 21:26 - #74piccolo esempio di squilibrio creato ad hoc.
La produzione italiana di petrolio rappresenta circa il 7% del consumo totale di petrolio in Italia, il rimanente 93% viene importato. Di questo 7% la maggior parte viene estratto nel Sud Italia, portando rischi e conseguenze ambientali, ma anche scarse opportunita’ di lavoro e ridicoli guadagni sulle royalities, che tra altro sono le piu’ basse del mondo e nessun rientro agli enti locali o alle comunita’ dove si estrae il petrolio.
Nel Mezzogiorno il consumo reale di petrolio si agira in grosso modo intorno al 16-17% del consumo totale di petrolio in Italia, se ora facciamo due conti si scopre che se ipoteticamente si consumano 100x di petrolio in Italia, il Sud ha la sua parte di consumo intorno ai 17x di petrolio, se ora al Sud ne produciamo 7x, quale è il bisogno reale di importazione di petrolio per il Sud? Facile 7x/17x=41,2% è quello che produciamo del consumo totale di petrolio per il Sud, 100%-41,2%=58,8%, il Sud se fosse nazione indipendente dovrebbe importare il 58,8% del suo fabbisogno di petrolio a confronto a l’Italia Unita che ne deve importare il 93%. A questo c’è da chierersi in maniera indignata chi C.@.ZZO è il PARA.SSITA???
Questo discorso l’hanno fatto i leghisti ma al contrario sulla produzione di energia elettrica, infatti oggi siamo al federalismo energetico, almeno quella parte che riguarda i consumi ed i costi energetici e nessuno sembra averlo notato. L’art. 3 del Dl 185/08 2009, anche chiamato “Decreto anticrisi” imposto con voto di fiducia alla fine di gennaio 2009, al comma 12 dice: “Entro 24 mesi dall’entrata in vigore del presente decreto-legge, l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas, su proposta del gestore della rete di trasmissione nazionale, suddivide la rete rilevante in tre macro-zone.”
In parole povere il governo ha deciso di dividere in tre parti l’Italia anche dal punto di vista energetico, cosa che porta alla differenziazione del sistema delle tariffe, attualmente determinato dall’Authority nazionale dell’energia elettrica, la quale stabilisce il prezzo unico in bolletta
stef500f
19 mar 2011 - 21:27 - #75e questi fattaci non hanno differenze di colore politico.
stef500f
19 mar 2011 - 21:36 - #76Onestà intellettuale e ricerca rigorosa nello sterminato archivio dei veri studiosi della questione meridionale spiegano molto facilmente le cause delle attuali condizioni del mezzogiorno. Occorre tornare al secolo scorso all’epoca dell’unificazione. 443 milioni di oro dei 664 di tutta l’Italia (S. Nitti) furono sottratti alle regioni meridionali in favore dei Savoia.
In valore attuale, comprendendovi la moneta circolante garantita dall’oro delle riserve, 1.500 miliardi di euro (Il saccheggio del Sud F.Gulì).
Una cifra superiore all’intero PIL del paese, cento anni di manovre finanziarie! Con l’Unità d’Italia la ricchezza del paese si sposta in massa da Sud a Nord. Ricordava nel 1899 Giustino Fortunato, pur convinto sostenitore, che l’unificazione è stata la nostra rovina economica. Noi eravamo, nel 1860, in floridissime condizioni per un risveglio economico, sano e profittevole. L’Unità ci ha perduti. Gigi Di Fiore sottolinea come quando nacque la Banca d ‘Italia al Mezzogiorno furono concesse 20.000 azioni contro le 280.000 del Centro Nord. Pino Aprile nel suo rigoroso Terr.oni scrive che nel 1876 e nel 1886 si vararono norme per aiutare i comuni piccoli e poi quelli poveri : il Sud, dove prevalgono i centri popolosi (nel 1861 erano il doppio che al Nord) ma poveri, è fuori da entrambe le leggi: la Lombardia riceve 79,44 lire ogni diecimila abitanti, il Piemonte 68,81, la Calabria 12,79; e per finanziare l’istruzione inferiore, alla Liguria si danno 15,625 lire ogni diecimila abitanti, alla Calabria 80.
stef500f
19 mar 2011 - 21:38 - #77Analizzando la serie storica della spesa pubblica emerge che dall’Unità al 1998, in 140 anni, lo stato ha speso in Campania duecento volte meno che in Lombardia, trecento volte meno che in Emilia, quattrocento volte meno che in Veneto (La storia proibita N. Zitara ). Nei primi tre decenni successivi all’unificazione nazionale la classe politica che governò il paese fu in larghissima prevalenza di origine settentrionale (Breve storia dell’Italia settentrionale M.Meriggi). Nello stesso periodo le tasse per le province dell’ex regno meridionale quasi triplicarono entro la fine del secolo. Alla Liguria si restituivano però 135 lire ogni 100 di prelievo, alla Puglia 43,5. La revisione del catasto comportò che le case di Lombardia e Veneto venivano tassate dell’8,8 per cento, Calabria e Sicilia, del doppio e più (Mezzogiorno e Settentrione d’Italia,E.Ciccotti).
Quello che accadde dopo, nel XX secolo, è sintetizzabile, per tutti, con le parole di Don Luigi Sturzo e Francesco Saverio Nitti. Il sudato risparmio meridionale fu pompato dallo stato a mezzo di tasse o di rendita pubblica o buoni del Tesoro, per beneficiare il Nord e quando i capitali si sono raggruppati al Nord, è stato possibile tentare la trasformazione industriale. Il movimento protezionista ha fatto il resto. (…) Ora l’industria si è formata, e la Lombardia, la Liguria e il Piemonte potranno anche, fra breve, non ricordare le ragioni prime della loro presente prosperità. (…) Ed è accaduto che le origini della prosperità di alcune regioni si sono volute vedere non dove erano, nelle dogane, nella finanza, nella politica, ma in una superiorità etnica che non è mai esistita
stef500f
19 mar 2011 - 21:40 - #78tu non leggere, mi raccomando, pensa al vittimismo del sud,pensa solo che la colpa sia del sud..pensa alla politica che, ancora non hai capito, non è affatto una cosa buona.
rimani nella tua assoluta ignoranza.
stef500f
20 mar 2011 - 00:18 - #79è arrivato il paladino del nulla..chi potrà mai essere il tutore della verità mascherato sopra di me!?!?!?chi???non tiro neanche ad indovinare…quando non si hanno argomenti si risponde un po’ arrampicandosi sugli specchi…un po’ come il grande italiano qua su…e per favore saccentello II evita di confondere la lega con il meridione.è tutto molto diverso lo vedrebbe ancheun leghista se solo il leghista tipo avesse un po’ di cervello. e cmq si.l’italia di oggi è colpa dell’italia di ieri e soprattutto di come si è unità,non puioi smentire un fatto tanto palese semplicemente con una frase da quinta elementare..
govinda
21 mar 2011 - 12:43 - #80Più brutto del mondo? HAHHA
Ma avete mai tradotto gli altri che parlano di squartamenti (francese), lodi a unutili monarchi (inglese), dominatori stranieri , quello olandese inneggia al re di Spagna! ecc?
Il Nostro, credo ci rappresenti decisamente meglio (almeno nello spirito).