martedì 16 marzo 2010

Roma: aggredito il figlio di Gianni Alemanno da un gruppo di immigrati

pubblicato da giovanni molaschi – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Gianni Alemanno


Mai come in queste ore è importante non concentrarsi sul colore politico di Gianni Alemanno, sindaco di Roma in quota PdL. Nella capitale sono in constate aumento le aggressioni razziste, per lo più ai danni degli immigrati residenti in Italia con regolare permesso di soggiorno.

Il Corriere della Sera ha raccolto la protesta della comunità locale bengalese che al quotidiano ha denunciato il numero di aggressioni avvenute negli ultimi due anni. Secondo i dati forniti dai diretti interessati contro di loro si verificano episodi di razzismo ogni 40 giorni.

Malgrado gli allarmanti dati le istituzioni locali non si sono ancora attivate per migliorare la convivenza tra i diversi gruppi di persone. Per capirlo è sufficiente riflettere sull’aggressione subita da Manfredi Alemanno. Il figlio del primo cittadino della capitale sarebbe stato aggredito da un gruppo di immigrati.

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: La pagella del giorno

Pier Luigi Bersani: antinebbia. Voto + 8. Il leader del Pd protesta: “E’ da pazzi spegnere la luce della tv prima del voto. Il centrodestra non vuole che si parli della situazione reale del Paese”. Orwell o Huxley?

Pierferdinando Casini: cerchiobottista. Voto – 8. Il leader dell’Udc è convinto che “Le intercettazioni, i conflitti di potere, l’eterna lotta tra Berlusconi e i magistrati non interessano gli italiani”. Convinto lui.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Satira

Manifestazione della sinistra di sabato scorso: alla fine del suo intervento a Piazza del Popolo, il leader dei Verdi Bonelli lancia fiori alla folla. Berlusconi ai suoi: “Ecco la differenza tra noi e loro. Questi pensano ai fiori, io preferisco le…patate”. 47, orto che parla

I fiori di Bonelli, in realtà, volevano avere un significato di rinascita, di “rivoluzione gentile” del e nel centrosinistra. Una ribellione di petali e pollini contro la plutocrazia del SuperCav. Petunia non olet

Fini lancia la ‘Generazione Italia’ e i berluscones entrano in allarme. Il buon Cicchitto ora sta pensando a una risposta politica che vada aldilà dei ‘Promotori’ del ministro autoreggente Brambilla. De-generazione Italia

Ahi, ahi, ahi…questi membri AgCom che deferenti parlano al telefono con il premier. E poi però si lamentano con i vertici Rai delle pressioni ricevute. In certi casi, sarebbe meglio tacere. Il silenzio degli Innocenzi

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Antonio Di Pietro cita in giudizio Silvio Berlusconi per diffamazione

pubblicato da giovanni molaschi – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Antonio di Pietro


Qualcuno si è forse dimenticato che alla base di una democrazia c’è sempre il voto. Se Silvio Berlusconi oggi Presidente del Consiglio lo deve a quella parte di italiani che l’hanno scelto preferendolo ad altri candidati.

La sua amministrazione, come sottolineato spesso non solo su polisblog.it, pur non distinguendosi per qualità è quello che gli italiani, la maggior parte, ha scelto per il proprio paese. L’imbarbarimento del dibattito che attorno a lui si sta verificando oltre a non essere eticamente corretto non serve.

Se davvero si vuole che quello in corso sia il suo ultimo Governo che lo si dimostri con i fatti. Nella cabina elettorale. Fuori si può, e si deve, documentare l’operato di Silvio Berlusconi e dei suoi collaboratori.

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Trani: Berlusconi, Minzolini e Innocenzi indagati, le accuse e i capi di imputazione

pubblicato da V. – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Silvio Berlusconi

berlu indagato trani

Affonda, Italia: Silvio Berlusconi è indagato a Trani, esattamente come Augusto Minzolini e Giancarlo Innocenzi di Agcom. Il tutto malgrado le smentite provenienti da ambienti giudiziari di sabato. Di che si tratta in concreto? Per SB, le accuse sono due: partiamo dalla concussione, ovvero l’art. 317 del codice penale. Si applica quando? Oh, molto semplice: quando un

pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe o induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro od altra utilità, e’ punito con la reclusione da quattro a dodici anni

Le “altre utilità” sono le pressioni per chiudere programmi come Annozero, o addirittura il filo-rivoluzionario Parla Con Me di Serena Dandini (con i pericolosi sovversivi: Dario Vergassola e la Banda Osiris!), vi rientrerebbero in pieno. L’altro capo che pende sul presdelcons è violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, per le gentilezze telefoniche offerte a Innocenzi…

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lunedì 15 marzo 2010

L’inchiesta di Trani sul triangolo Berlusconi-Minzolini-Innocenzi è un bluff

pubblicato da giovanni molaschi – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Il punto politico



L’inchiesta aperta a Trani su Silvio Berlusconi, e le persone che con lui progettavano la chiusura di Anno Zero, non dovrebbe stupirci. Negli ultimi mesi l’asticella del limite si è spinta sempre un po’ più avanti fino ad annullarsi. Per capirlo è sufficiente ragionare su quanto è successo a partire dal 9 febbraio 2009.

Nella stessa notte in cui Eluana Englaro morì, dopo una battaglia legale estenuante portata avanti dal padre Beppino, Enrico Mentana lasciava Mediaset dicendo a voce alta quello che in molti da tempo sussurravano all’orecchio a vicino.

L’azienda di Silvio Berlusconi non permette ai giornalisti di fare il proprio lavoro. Altro che caimano (così si intitolava un film di Nanni Moretti realizzato ispirandosi al Premier). Il vero vincitore è sempre, come sostenuto da George Orwell, il Grande Fratello (il format televisivo è stato estrapolato dal romanzo 1984 dello stesso Orwell).

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Bossi lancia i "tre squilli" di tromba contro Berlusconi

pubblicato da il passator cortese – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Alle 5 della sera

La Francia è vicina e l’effetto del boom dell’astensione agita i vertici dei partiti Made in Italy. I più preoccupati, quelli del Pdl, temono una ripercussione in Italia, proprio a danno del partito del Premier.

Il venti per cento e passa di elettori che hanno già dichiarato di disertare le urne il 28 e 29 marzo è “niente” se paragonato al 53,6% di estensioni in Francia, ieri. L’onda lunga negativa dei cugini transalpini potrebbe valicare le Alpi e … allagare le Regionali di fine marzo.

Lo staff del Cavaliere è sguinzagliato per mettere alla frusta i (recalcitranti) gruppi dirigenti territoriali. Non tira aria buona per il Pdl, “gelato” da un vento di insoddisfazione crescente che terrà molti suoi elettori (specie i giovani) lontani dalle urne.

Oramai Berlusconi, politicizzando il voto, non può più tirarsi indietro: ha anzi l’”obbligo” di battere la piazza per rinserrare i ranghi e riaccendere un elettorato deluso, sfiduciato e … incazzato.

Sabato prossimo in piazza ci sarà il primo responso sull’attuale stato di salute del partito del “predellino”. Berlusconi lancia il suo (ultimo?) “O con me o contro di me”.

Fini è in altre faccende affaccendato, con il lancio di “Generazione Italia”, cavallo di Troia nella maggioranza. Bossi invia in piazza una … delegazione e spara bordate bellicose con Calderoli: “Dopo il voto, nella maggioranza faremo i conti”.

Bossi lancia i tre squilli di tromba. E se la Lega fa il pieno di voti, Berlusconi e Fini si diranno addio.

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Sabato 20 marzo PdL in piazza: e la manifestazione del PD di sabato scorso?

pubblicato da V. – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Il fatto della settimana

Manifestazione Pd: Milano 13 marzo 2010

Sabato 13 marzo, c’è stata la manifestazione del PD: una prova di piazza doverosa, a fronte di un periodo abbastanza buio, per il nostro Paese. Periodo buio che però, come giustamente fa notare Daniele Sensi, non impressiona neanche più i corrispondenti stranieri. Abituati al peggio: voi vi stupite se, che so, in Russia ammazzano un giornalista? No, dite. Fa schifo, è una cosa orribile, ma è normale: è la Russia, che ti aspetti?

Fate le dovute proporzioni, e avrete la stessa sensazione che hanno molti corrispondenti esteri in Italia: decine di leggi ad personam, una coalizione di governo che violenta la costituzione per potersi presentare alle Regionali, e gli italiani? Tutto normale, alla fine, si sono abituati: non hanno fatto nulla. Sabato 20 marzo, invece, ce ne sarà un’altra di manifestazione, quella del PdL. Ma perché manifestano? Per quale motivo?

Sono il partito che governa con una maggioranza enorme, hanno il consenso assicurato da un presidente del consiglio che gestisce come proprietà personale la Rai, e l’informazione che conta, quella televisiva, in mano - i giornali, contano zero - di cosa hanno paura, dei loro sbagli? Leggete cosa scrive il saggio Vittorio Zucconi

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Elezioni regionali 2010: in Italia, come in Francia, aumenterà l'astensione?

pubblicato da m.paganini – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Regole del gioco Regionali 2010


L’incitamento al non voto, all’astensione, arriva puntuale prima di ogni tornata elettorale, soprattutto da chi crede che nessuno dei candidati e dei partiti sia degno di governare una Regione, un Comune o uno Stato. L’invito all’astensione presuppone una reazione forte da parte dei politici che, scossi da percentuali di astensione molto elevate, dovrebbero mettersi a lavorare, smettendo di brigare, arraffare e cucirsi leggi ad personam.

In Francia il 53% degli aventi diritto ha scelto di non partecipare alle elezioni regionali. In Italia il dibattito intorno al non voto è stato aperto dall’Associazione Italiafutura di Montezemolo che, supportata da un sondaggio Swg, sottolinea… se si chiede di prendere in considerazione il caos che caratterizza la vita politica italiana e il particolare momento che accompagna le elezioni regionali … il 35% dei cittadini ritiene che la scelta di non andare a votare o di votare scheda bianca sia una scelta legittima. Dato che sale ulteriormente, fino ad arrivare al 51%, se si prende in esame la classe di età tra i 18 e i 34 anni. I giovani sono dunque più propensi a usare l’astensione come strumento di pressione politica. Insomma la scelta dell’astensione, in un contesto politico tanto deprimente, sarebbe una prospettiva da non biasimare.

Per altri le elezioni regionali si presentano come l’ennesimo cinepanettone della politica italiana, con tutti gli elementi del caso: politici pasticcioni, equivoci, donnine e mandrilli, l’odore dei soldi. E non votare è legittima opzione. Però…. l’Italia può permettersi l’Aventino, la diserzione del voto? Siamo sicuri che il silenzio serva? Nel bene e nel male questo è il nostro paese e gli «antitaliani», alla lunga, sono i veri alleati, pur con nobili motivi, dell’Italia peggiore. Voi come la vedete? Vale ancora la pena di andare al seggio?

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Ore 12 - E (non) va l'Italia del "menga"

pubblicato da Massimo Falcioni – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Il punto politico

altroSul Corriere della Sera Angelo Panebianco scrive delle “inutili nostalgie della Prima Repubblica”, restando però prigioniero della nostalgia del “nulla”. Perché la Seconda repubblica italiana è un guscio vuoto.

La storia di ieri e i fatti di oggi non si possono stravolgere. Panebianco accomuna la rivalutazione dei “vecchi” partiti (il 45% degli italiani giudica oggi positivamente la Dc, il 35% il Pci, il 32% il Psi) alla nostalgia dei russi per il Pcus e il regime sovietico.

La prima Repubblica italiana (pur con tutti i limiti ed errori) garantì e sviluppò libertà, democrazia, sviluppo economico, portando l’Italia ai vertici mondiali. Il comunismo russo (e non solo quello) distrusse ogni libertà, instaurando un regime dittatoriale e di miseria.

La Prima Repubblica produsse un benessere diffuso grazie al sostegno della libera iniziativa (artigianato e piccola e media impresa intrecciata a grandi e vere industrie in settori strategici), mentre l’economia italiana (non solo per la crisi mondiale) da anni è in caduta libera e il Paese, senza la rete protettiva dell’Euro, sarebbe già alla bancarotta. I partiti.

E’ vero, ieri come oggi occupavano e occupano le Istituzioni. Ma la differenza c’è. Le poltrone erano occupate da esponenti di partito, frutto di una vera e dura selezione, uomini preparati e capaci. E in Parlamento sedevano deputati scelti e votati dagli elettori e non imposti dal padrone del vapore. Le assemblee elettive decidevano in modo collettivo (giunte e consigli) e le gare d’appalto avvenivano con procedure articolate e controlli serrati.

Ancora. Ieri i partiti non erano proprietà “privata”, erano formati dagli iscritti, militanti dall’impegno gratuito, duri ideologicamente contro l’avversario, ma capaci di lavorare sui progetti per il proprio quartiere e capaci di indignarsi per gli errori e le malefatte dei propri capi. Chi sbagliava, pagava. Chi perdeva le elezioni, fuori.

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