mercoledì 03 febbraio 2010

Michela Vittoria Brambilla "salva" il turismo con... il gioco d'azzardo

pubblicato da il passator cortese – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Alle 5 della sera

E chi l’ha detto che il Governo non fa niente? L’ultima “perla” dell’esecutivo berlusconiano porta la firma di Michela Vittoria Brambilla.

La “rossa”, dimenticati i “circoli” e salutata la base dei Berlusconi boys, (a proposito che fine ha fatto la grande televisione indebitata fino al collo? …) si è gettata … ventre a terra per … risollevare il turismo malandato del Belpaese.

Chi pensa a un piano strategico di ridefinizione della nostra proposta turistica rimarrà deluso.

L’ avvenente Ministra, come fosse un novello Batista cubano, punta le sue carte su iniziative a presa rapida: la roulette. Sì, in Italia il gioco d’azzardo non sarà più un reato, quanto meno nei 40 nuovi casinò che saranno insediati in ogni regione, all’interno di alberghi a cinque stelle.

Ma la Michelona pensa a tutti e va oltre, permettendo la riapertura di case da gioco già operanti nel territorio nazionale.

Quando si dice una nazione in bilico fra “sultanato” e Repubblica delle banane

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Elezioni Regionali Lombardia 2010: Maurizio Baruffi, PD, lancia la campagna per il Wi-Fi a Milano

pubblicato da davide f. – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Regionali 2010

flickr

Maurizio Baruffi, consigliere comunale e candidato nelle liste del Pd, lo avevamo conosciuto in un’intervista di qualche tempo fa, lancia un appello molto interessante, che per una volta guarda al futuro di quella città politicamente caotica e sofferente chiamata Milano.

Il consigliere PD, arrivato dai verdi nel 2009, è conosciuto per le battaglie a favore dell’ambiente coniugata alla difesa dei diritti civili. Direttore di Fuoriluogo, il Baruffi prova a lanciarsi nell’ardua impresa di portare a Milano un po’ di futuro, inserendo il wireless tra i servizi essenziali per il cittadino, pratica avviata da Zingaretti a Roma, come abbiamo sottolineato.

Abbiamo promosso una petizione on line a sostegno dell’inserimento nel Piano di Governo del Territorio di Milano (il vecchio piano regolatore) lo sviluppo della rete wireless tra i servizi essenziali delle nuove urbanizzazioni, al pari delle fognature, dell’acqua, della luce e del gas.

Immagine|Flickr

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Guido Bertolaso studia da Ministro alla Maddalena

pubblicato da gmolaschi – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Interni



Il discorso fatto da Guido Bertolaso alla Maddalena spiega meglio di quanto possa fare Silvio Berlusconi perché il capo della Protezione Civile sia pronto per un Ministero. Confezionato, probabilmente, per l’occasione.

Facendo il passo più lungo della gamba, tanto quanto il Presidente del Consiglio, Guido Bertolaso ha garantito a chi risiede nelle zone destinate al G8 (che poi venne spostato a L’Aquila) la bonifica organizzata in vista appunto del summit politico.

“Prima dell’estate – ha dichiarato Guido Bertolaso - qui ci sarà una grande realtà industriale, che farà funzionare questa meraviglia. Stiamo lavorando al bando di assegnazione. Certo, ci sono cose da sistemare e lavori in corso, ma non vi sono segni di serio abbandono”.

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Il ministro Zaia sponsorizza i panini di McDonald's: polemica col Guardian

pubblicato da m.paganini – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Mediaticamente Lega Nord


Sono decisamente passati i tempi in cui la Lega osteggiava i kebab in quanto prodotto non tipicamente italico e culturalmente alieno. Ora il ministro Luca Zaia, responsabile dell’agricoltura finché non diverrà presidente della Regione Veneto, si lancia in campagne spot in favore di MacDonald’s, che in tutta evidenza rappresenta un approccio al cibo culturalmente più vicino alle tradizioni nostrane.

La scelta del ministro (già evidenziata da Ecoblog), motivata dal lancio di un nuovo panino realizzato con prodotti tutti italiani, ha scatenato una contesa col Guardian, il cui critico gastronomico ha assaggiato il nuovo McItaly e lo ha trovato orrendo (un giudizio che, dopo averlo assaggiato, mi sento di confermare). Lo Zaia nazionale non ha accettato di buon grado le critiche e mettendo in mostra l’eloquio leghista ha dato al giornalista dello stalinista, categoria un tantino desueta e forse esagerata per un semplice panino con hamburger, asiago e crema di carciofi.

Oltre alle valutazioni sul sapore e la validità del panino incriminato, rimane effettivamente il dubbio sull’opportunità che un ministro della Repubblica si metta il grembiule di McDonald’s (di Spizzico o di Autogrill) per una pubblicità un tantino spudorata ad una catena che, oltre ad essere una multinazionale abbastanza discussa, propone una cultura alimentare che gli stessi Stati Uniti iniziano a mettere in discussione a causa delle sue conseguenze negative sulla salute.

Che la scelta debba essere per forza tra stalinisti e obesi?

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La vignetta del giorno

pubblicato da frenkoconnor – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Satira


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Recensioni: "Tremonti, istruzioni per il disuso" il collettivo NoiseFromAmerika smonta Voltremont

pubblicato da V. – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Giulio Tremonti Libri

tremonti istruzioni per il disuso

Che bello: qualcuno che a suon di numeri, dati, statistiche, e soprattutto due merci rare in Italia - logica e buonsenso - smonta pezzo per pezzo uno dei miti più perniciosi per il sistema Italia: quello del Giulio Tremonti illuminata Cassandra, economista fuori dal sistema degli economisti. Parliamo di “Tremonti: istruzioni per il disuso“, opera di Alberto Bisin, Michele Boldrin, Sandro Brusco, Andrea Moro, Giulio Zanella.

Sono nomi che forse vi diranno poco: perché, prima cosa - fatta eccezione Zanella - non lavorano in Italia, ma insegnano in varie università statunitensi: sono tutti economisti, di un certo peso. Tutti cervelli in fuga, che hanno preferito - Boldrin, già nel 1983 - andarsene da un paese fossilizzato, clientelare, im-meritocratico fino al midollo. E han fatto bene, a quanto pare, visto che le cose non sono molto migliorate.

Gestiscono un sito che vi consiglio, noiseFromAmeriKa: e soprattutto, grazie a una piccola e coraggiosa casa editrice napoletana, l’Ancora del Mediterraneo, hanno dato alle stampe il libro di cui vi stiamo parlando ora. Potete leggerne il primo capitolo (in pdf) sul loro sito, io non vi anticiperò altro, pur restando sul tema Voltremont, l’Oscuro Signore delle italiche finanze…

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In poche parola un'altra Italia: la nuova campagna del Pd

pubblicato da m.paganini – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Propaganda Mediaticamente Partito Democratico PD


Come forse avrete già notato dalle affissioni nelle vostre città, il Partito democratico (dopo mesi sprecati in faide non ancora del tutto risolte) ha pensato bene di iniziare la campagna elettorale per le elezioni regionali del marzo prossimo.

Ecco dunque il Pd proporci In poche parole, un’altra Italia, con manifestoni 6 x 3 dedicati alla scuola, alle imprese e al lavoro. Assegni per i precari, fondi e qualità per la scuola pubblica, facilitazioni per il credito sono gli slogan scelti per tentare una (purtroppo) improbabile rimonta contro le orde del Popolo della libertà che, appena terminata la costruzione della piramide per Silvio III, rischiano pure di vincere molte delle Regioni in palio.

Che giudizio date voi di questa campagna del Pd? A me sembra un poco debole….

Ps: leggo sul sito del Pd che “i manifesti con la campagna ideata dalla Proforma di Bari, sarà visibile su 4500 poster 6×3 e 4×3, 2500 autobus, nelle metropolitane di Roma, Milano, Napoli e Torino, in 100 Stazioni ferroviarie, in 20.000 impianti speciali e di pubblica utilità: fermate bus, pensiline, fioriere, gonfaloni, cabine telefoniche e in 30 maxi impianti a Roma e Milano”. Bari… Puglia…Ci sarà mica lo zampino della volpe del Tavoliere?

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Gli scheletri nell'armadio e i buchi neri di Antonio Di Pietro

pubblicato da Massimo Falcioni – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Il punto politico

di pietro servizi segreti

Non è ancora fra l’incudine e il martello, Antonio Di Pietro, ma non si può negare che nuvoloni densi di guai si stanno addensando sopra il suo capo. Il leader dell’Idv ha troppi buchi neri che riguardano il passato (l’escalation in polizia, in magistratura e in politica) e il presente (“Un sistema di potere costruito con ex arnesi di altri partiti, gente di mano messa nelle liste, un figlio aduso alla clientela, un patrimonio immobiliare senza precedenti” Peppino Caldarola sul Riformista).

La goccia che fa traboccare il vaso è la “famosa” foto che ritrae l’ex pm nel convivio con Bruno Contrada e il capo della Kroll, il controspionaggio privato americano nel giro della finanza USA. Non sta a noi rifare qui la cronaca. Comunque, Tonino pare aver avuto e pare avere vuoti di memoria degni di un imputato sotto interrogatorio: non ricordo, non sapevo, non so.

Perché il capo dell’Idv minimizza e finge di non ricordare? Forse perché troppi scheletri ingombranti restano chiusi nell’armadio dell’ex pm. Molti sono gli interrogativi senza risposta, ma quello politicamente più inquietante riguarda il sospetto di un Di Pietro “strumento” e “terminale” di servizi segreti e americani interessati a destabilizzare la Dc e il Psi e far saltare la Prima Repubblica. Da lì la “copertura” a Di Pietro per innestare la bomba di Tangentopoli.

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Elezioni Regionali 2010: storia di Filippo Penati, perdente di lusso con un futuro a Roma

pubblicato da giulio – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Impresentabili Ma non aveva detto che? Partito Democratico PD


Qualche mese fa, proprio qui su polisblog, criticai i manifesti elettorali di Filippo Penati per le elezioni provinciali di Milano, che invitavano a “scegliere la persona” (e sottintendevano “non il così poco attraente PD”).

Oggi, dopo la mancata riconferma in Provincia, il centrosinistra ripresenta Penati come sfidante di Roberto Formigoni per la poltrona di Presidente della Regione Lombardia - utilizzando tra l’altro, nei nuovi manifesti, proprio la stessa foto di qualche mese fa.

Una scelta che potrebbe apparire paradossale ma che - se analizzata tenendo conto dei retroscena - rivela molte caratteristiche importanti del modo di fare politica di buona parte degli esponenti del Partito Democratico.

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Rosarno: gli immigrati vivono per strada a Roma. Non realizzate le promesse di Roberto Maroni

pubblicato da gmolaschi – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Roberto Maroni Echi dalla Blogosfera



Per dimenticare quanto successo a Rosarno non è servito neanche un mese. A poco più di tre settimane dagli scontri, e dai conseguenti proclami secondo i quali gli immigrati coinvolti negli scontri avrebbero avuto una sistemazione adeguata, l’Unità pubblica delle immagini che dovrebbero far riflettere.

Queste fotografie meglio di altre rappresentano l’inadeguatezza dell’attuale classe politica italiana che ai lavoratori calabresi, in nero, non è riuscita ad assicurare quanto proposto tanto da costringerli a vivere per strada. Di nuovo. A Roma però.

Nella capitale dove si sono costituiti nell’Assemblea dei lavoratori africani di Rosarno. Secondo quanto scoperto da Emilia Zazza, che firma il servizio, queste persone erano costrette a lavorare 14 ore al giorno. Per 25 euro. Meno di due euro all’ora.

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