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Ore 12 - Lusi (senatore Pd), ex tesoriere Margherita, accusato di aver sottratto 13 milioni di euro. Rutelli non sapeva niente ...

Pubblicato da Massimo Falcioni

altroLa storia, una commedia (o farsa?) all’italiana, è semplicemente questa: il senatore del Pd Luigi Lusi è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma per il reato di appropriazione indebita, per aver sottratto circa 13 milioni di euro (tredici milioni di euro!) per conto della Margherita, partito del quale era tesoriere.

L’ex tesoriere dell’allora partito di Rutelli (che poi si fuse con i Ds diventando nel 2007 l’attuale Partito Democratico), in pratica, si sarebbe appropriato di somme relative a rimborsi elettorali. Incalzato dai magistrati l’attuale senatore del Pd avrebbe anche ammesso in parte le proprie responsabilità.

L’ex segretario della Margherita, e attuale leader dell’Api (Terzo Polo) Francesco Rutelli ieri in Procura ha dato la propria versione dei fatti costituendosi … parte offesa.

In una nota Francesco Rutelli, Enzo Bianco e Giampiero Bocci, scrivono: “Abbiamo appreso con sconcerto, alcuni giorni fa, che il senatore Lusi aveva confessato innanzi all’autorità giudiziaria di essersi appropriato di ingenti somme di denaro della Margherita-DL. La notizia è incredibile per la personalità di Lusi, che ha goduto della massima fiducia degli organi del partito, anche concorrendo a fare della Margherita un raro caso di partito con bilanci sani e in attivo. Ciò ci ha indotto a dare corso a tutte le azioni giudiziarie come parte offesa”. “ Lusi ha quindi dato le sue dimissioni da tesoriere della Margherita - aggiungono i tre ex dirigenti Margherita - ed ai magistrati ha manifestato la sua intenzione di restituire le somme di cui si è appropriato”.

La chiudiamo qui, rispettando l’iter della Giustizia. Una domanda s’impone: possibile che se dalle casse di un piccolo partito come l’allora Margherita (che tutt’ora incassa soldi pubblici …) vengono a mancare 13 milioni di euro (una montagna di soldi!) nessuno, a cominciare dal segretario politico nazionale, se ne accorge?

Torna d’attualità quanto diceva Rino Formica sullo stato dell’allora PSI di Bettino Craxi: “Il convento è povero ma i frati sono ricchi”. Prima e seconda Repubblica pari sono. O peggio.

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Le pagelle del martedì

Pubblicato da Massimo Falcioni

Mario Monti: schiena dritta. Voto 6+ Era radioso ieri sera il presidente del Consiglio italiano al termine del Consiglio europeo. Non ne ha fatto mistero: “siamo molto contenti”, ha detto per la “fortissima traccia italiana” imposta all’intesa sulla crescita e l’occupazione. Eviteremo all’Italia di sbattere contro il muro”. Ok. Verso l’uscita dal tunnel?

Angelino Alfano: schiena piegata. Voto 5- Il segretario del Pdl fa autocritica: “Finora abbiamo sostenuto il governo con dei ’se’ e dei ‘ma’, è il momento di assumere una posizione più chiara e fare le nostre proposte”. Ma si prepara una manifestazione: “Vogliamo dimostrare che la gente è con Berlusconi e che molti vorrebbero il voto”. Double face.

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Satira: non spariamo “castate”

Pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Emilio Fede si prepara alla pensione. Al Cav mancherà la dedizione televisiva del suo comico agit-prop. Eccesso di Zelig

La Guardia di finanza mette a soqquadro la movida notturna milanese. Il Fisco si dà da fare, giudica e punisce, ora viene temuto come una specie di dio vendicatore. Uno e (scon)trino

Surreale ‘Porta a porta’ ieri sera dedicato alla Rai, pieno di sbrodolamenti autoreferenziali e castronerie clamorose vendute per verità incontestabili. Una parata di presunte star della tv di Stato ha raccontato quanto è bello il cavallo di Viale Mazzini, dimenticando il conflitto di interessi e il rapporto perverso con Mediaset. Mills Carlucci

Lui, occhialetto ammiccante e carriera fulminea, ha parlato di studenti ritardatari “sfigati”. Poi è stato massacrato ed è andato in tv a fare un furbo passo indietro. Michel Marpione

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USA 2012 - Primarie in Florida, Romney attacca, Gingrich pensa al futuro. Come Paul e Santorum

Pubblicato da Alberto Puliafito

Newt Gingrich e Mitt Romney

Usa 2012 - Mitt Romney può contare su un +11% di vantaggio, secondo i sondaggi, alle primarie in Florida, che si terranno domani, 31 gennaio 2012, e che sono da sempre una tappa fondamentale per la nomination repubblicana. Ciò non significa che Romney abbia mollato la presa. Anzi, è andato all’attacco - piuttosto duramente, a dire il vero - dell’avversario più diretto, quel Newt Gingrich che lo ha sconfitto in South Carolina. Oggetto dell’attacco, le voci che vorrebbero Gingrich legato a una delle aziende coinvolte nella crisi dei mutui subprime:

«Penso che il vero motivo per cui [Gingrich] non è riuscito a entrare in connessione con gli abitanti della Florida risieda nel fatto che le persone lo vedono nei dibattiti (Gingrich fa molto bene, nei dibattiti, ndr) ma poi apprendono quali siano le sue esperienze e il suo background. Per esempio, sanno che è stato pagato 1,6 milioni di dollari per essere un lobbista di Freddie Mac, e non vogliono nulla del genere, alla Casa Bianca».

ha dichiarato, senza mezzi termini, Romney, deciso a capitalizzare al massimo il suo vantaggio, sancito anche dall’osservatorio sui sondaggi di Usa Today.

Sondaggi USA Florida 2012

Gingrich non ha ribattuto perché «in quel contesto, non c’era modo di dimostrare al pubblico con che razza di uomo disonesto ho a che fare», ha detto a Bloomberg.

E poi, dopo questa parata un po’ maldestra, ha affondato, accusando a sua volta Romney di avere a che fare con quel mondo dell’alta finanza che i Repubblicani, improvvisamente - e per opportunità politica e di immagine - dicono di odiare:

»Romney ha la possibilità di raccogliere fondi a Wall Street, da Goldman Sachs a tutte le più grandi banche ed ha l’abitudine di bombardare a tappeto i suoi rivali».

Foto | ©TMNews

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Monti premiato con un bel 9, uno striminzito 6 alla politica. I voti del ... "Prof" Pierferdy Casini

Pubblicato da il passator cortese

Ci sta bene Pier Ferdinando Casini sulla scia di Mario Monti. Il leader dell’Udc si è dimenticato del “suo” strombazzato Partito della Nazione e forse anche del Terzo Polo e si appresta a giocare una nuova partita su campi più aperti, dal Pd al Pdl. Trasformismo da due soldi o lungimiranza politica?

Comunque il “succhiaruote” del premier professore si mette in cattedra e dà i voti (o i numeri?): “un sei di incoraggiamento” alla politica e “un nove al governo” che ha fatto “in due mesi quello che Prodi e Berlusconi non erano riusciti a fare”.

Poi precisa: ”Il governo Monti l’ha voluto la politica, lo vota, lo sostiene. Anche quei miei colleghi che hanno i maldipancia”. Quindi la tirata d’orecchie ai partiti che devono “metterci la faccia, assumere la paternita’ di questo governo, imprimerci le impronte digitali e soprattutto promuovere una seria autoriforma della politica, senza demagogie”.

Così in una intervista al Quotidiano Nazionale, il leader dell’Udc spinge per un cambio della legge elettorale “che dia la possibilità ai cittadini di scegliere il proprio parlamentare e che non costringa ad ammucchiate innaturali che poi paralizzano ogni governo, e ben venga una intesa su questo tema tra Pd e Pdl”. L’importante “è non partire dalla coda ma dalla testa: è un nuovo bicameralismo che deve precedere le ipotesi di riforma della legge elettorale, non il contrario”.

Casini non vede il pericolo di andare a votare con il Porcellum, perche’ sarebbe “una prova di impotenza della politica. Almeno le preferenze vanno inserite”. Campagna elettorale aperta.

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Perché Berlusconi resta dietro le quinte

Pubblicato da Andrea Signorelli

berlusconi dov'è finito?

Il Pdl rivuole indietro un Silvio Berlusconi disposto a spendersi in prima linea per salvare le sorti del partito. A rompere il silenzio è stato il falco pidiellino Daniela Santanché: “Silvio torna a bordo perché nel Pdl c’è bisogno di Berlusconi, e di un Berlusconi che decida se questo bluff deve finire per tornare alla democrazia, oppure se dare la fiducia senza che nel partito si mugugni”. L’ex sottosegretario non è però isolata, il crollo del Pdl nei sondaggi dimostra, secondo i berlusconiani di ferro, che la scelta del Cavaliere di mantenere un basso profilo e di consegnare le chiavi del partito in mano al segretario Angelino Alfano non sta pagando.

Senza la figura del Cavaliere a fare da collante tra le diverse anime, nel partito continua a salire la tensione tra gli ex An e gli ex di Forza Italia, come dimostrato dalla lite tra La Russa e Cicchitto. Solo Berlusconi è in grado di tenere unito un partito che, a quanto pare, non è ancora cresciuto abbastanza da poter fare a meno del suo fondatore. Ed ecco che inizia a circolare la voce di una lista civica a nome Berlusconi che si affianchi, e faccia da stampella, al Pdl.

A richiedere a gran voce il ritorno da protagonista dell’ex premier sono soprattutto i deputati che vorrebbero staccare la spina immediatamente al governo Monti per andare alle elezioni. Una scelta drastica che Berlusconi, come ha ribadito più volte, non ha al momento intenzione di fare. Troppe le incognite ancora in ballo: il processo Mills e il “beauty contest” sulle frequenze tv, questione decisiva per Mediaset. Berlusconi ha bisogno di tenere unito il partito per poter fare sentire la sua voce al Governo. L’unico modo, secondo il Cavaliere, di salvare la sua azienda ed evitare una condanna. Far cadere Monti vorrebbe dire invece correre il rischio di perdere le elezioni e non avere più nessuna voce in capitolo.

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Amministrative 2012: i risultati delle Primarie di Parma e Frosinone

Pubblicato da paganini


Ieri gli elettori di Parma e Frosinone si sono concessi un anticipo di Amministrative andando a votare nei seggi allestiti per le Primarie indette dal centrosinistra nella prima città e dal Pdl nella seconda. Iniziamo dai dati sull’affluenza: a Parma hanno votato 8336, mentre gli organizzatori se ne aspettavano almeno 11 mila. A Frosinone si sono registrati 2.700 elettori, un 9% degli aventi diritto al voto che ha più che soddisfatto il centrodestra.

A Parma ha prevalso Vincenzo Bernazzoli: il candidato del Partito democratico si è piazzato al primo posto con il 48,4%, seguito da Dall’Olio (36%) e Rossi (8,75%). Frosinone ha visto primeggiare Nicola Ottaviani: il già consigliere comunale ha superato di una enormità di voti Giovanni Palazzi (Futuro e libertà) e Ombretta Ceccarelli.

Ora il gioco si fa duro e le prossime elezioni saranno quelle vere, fissate per il 6 maggio 2012.

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Rassegna stampa estera: l'Italia e le riforme di Monti

Pubblicato da Giulio Mattioli


“Salva-Italia”, lotta all’evasione, liberalizzazioni: le riforme del Governo Monti non sono certo passate inosservate in Italia. Altrettanto si può dire dell’estero, dove vari giornali hanno cercato di raccontare le azioni del nuovo esecutivo per fare fronte alla crisi.

Particolarmente favorevole il ritratto che El Pais dedica al nuovo premier:

Balla molto bene per non avere mai ballato. Con i suoi 69 anni, Mario Monti preme l’acceleratore su tutti i fronti della politica nazionale e internazionale. Sino quasi al punto di diventare – se non lo è già – un riferimento politico per l’Unione Europea al pari di Nicolas Sarkozy e Angela Merkel. Dopo appena due mesi dall’essere salito al potere con l’etichetta di tecnocrata, una specie di revisore dei conti mandato a sistemare gli sconquassi di Silvio Berlusconi Mario Monti(..) ha previsto di mettere sul piatto, nelle prossime ore, un pacchetto di misure economiche talmente drastiche che nessuno dei suoi predecessori – indipendentemente dal colore politico – aveva osato proporre.

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Ore 12 - Scalfari cita Lama, Camusso replica. E Giuseppe Di Vittorio ...

Pubblicato da Massimo Falcioni

altroCorsi e ricorsi storici, si potrebbe dire leggendo ieri l’editoriale di Eugenio Scalfari su Repubblica (in cui si cita l’intervista del 1978 di Luciano Lama sulla “Linea dell’Eur”: sacrifici dei lavoratori in cambio di occupazione) e la risposta di oggi di Susanna Camusso che sottolinea i passaggi non ricordati di quella intervista e le differenze tra il 1978 e oggi.

“La Cgil oggi, come Lama ieri – scrive il segretario generale della Cgil – mette al centro occupazione e lavoro, ma mentre allora i salari crescevano, anche se molto erosi dall´inflazione, oggi siamo alla perdita sistematica del loro potere d´acquisto”. E ancora: “La distribuzione del reddito tra profitti e retribuzioni non aveva lo squilibrio di oggi. Tutti, ormai, leggono in questa diseguaglianza la ragione profonda della crisi che attraversiamo”. Poi la Camusso si lamenta; “ “Quanta disattenzione alle proposte vere della Cgil, quando indichiamo come priorità un Piano per il Lavoro: l´urgenza è la riduzione della precarietà che viene prima, molto prima, di altri temi”.

Come non accostare questo obiettivo della Cgil di oggi (lotta alla precarietà , lavoro, diritti) alla parola d’ordine unitaria della svolta dell’Eur del 1978 (Sacrifici per il pieno impiego) e alla attualità del Piano del Lavoro (1949-50) della Cgil di Giuseppe Di Vittorio? Quel Piano, avversato anche da Cisl e Uil, indicava il nemico principale nella disoccupazione e cercava una larga unità di forze sociali e politiche per un programma di investimenti in settori strategici quali edilizia, agricoltura, energia, scuola.

E Di Vittorio, con resistenze interne alla stessa Cgil e allo stesso Pci di Togliatti, dichiarò che per una tale politica i lavoratori – pur in condizioni di vita misere – erano disposti a fare seri sacrifici. L’ex bracciante di Cerignola puntava a sradicare la disoccupazione dilagante, strategia ostacolata anche dai sindacati e partiti “riformisti” che volevano un sindacato impegnato solo sugli occupati, addirittura un sindacato che doveva organizzare soltanto chi aveva lavoro.

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Le pagelle del lunedì

Pubblicato da Massimo Falcioni

Roberto Maroni: bobi. Voto 4 L’ex ministro leghista degli Interni attacca Monti: “Governo ipercentralista. Noi Padani abbiamo ricevuto solo due dita negli occhi”. Il Senatur gli detta la “scaletta”. Corretta (alla grappa) dal Trota.

Roberto Calderoli: bobbi. Voto 3 L’ex ministro leghista ce l’ha con il capo dello Stato che bocciò i decreti di Berlusconi e ha firmato senza battere ciglio quelli di Monti: “Due pesi e due misure”. Ideologia del “Porcellum”.

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