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Come funziona il presidenzialismo "alla Berlusconi"? E, soprattutto, si può fare?

Modello presidenziale sul modello francese, quindi semipresidenzialismo

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Il "Caimano"…

Mentre Silvio Berlusconi tenta il “colpo di coda” proponendo una rivoluzione istituzionale…

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Berlusconi vuole…

Non è la prima volta che la sinistra e il Pd in…

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Satira: non spariamo “castate”

Pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Bernardo Provenzano tenta (o finge di tentare) il suicidio in carcere. Vespa sta già preparando il plastico della cella per una prossima puntata con psicologi, magistrati ed esperti in studio. In bocca al lupo, Bruno. Crepet il lupo

Forse anche “u zu Binnu” ha tentato di togliersi la vita per colpa di Equitalia? E’ esasperato, poverino, mandiamolo in vacanza a rilassarsi senza pensieri. Cosca Crociere

Tremonti, dopo averci fregato per anni, va da Santoro e con aria da guru continua a raccontare la crisi usando metafore sui videogames. Gli piacciono proprio ‘sti videogiochi. Pacman? No, Pacco-man

Intanto i grillini si preparano al clamoroso ballottaggio di Parma con il buon Pizzarotti. Un voto che potrebbe nascondere una catastrofe per i partiti tradizionali. Parmageddon

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Effetto crisi o effetto Grillo? Passera: "A rischio la tenuta sociale!"

Pubblicato da il passator cortese

L’effetto Grillo che (forse) apre la “primavera” della politica italiana scuote il governo Monti, quanto meno uno dei suoi ministri più autorevoli, Corrado Passera.

All’assemblea annuale di Rete Imprese Italia il ministro dello Sviluppo economico lancia l’allarme. Il disagio sociale è molto diffuso, con la metà del Paese che soffre per la mancanza di lavoro, e questo mette a rischio la tenuta sociale.

«C’è un disagio sociale diffuso - ha detto Passera - legato alla mancanza di lavoro, ed è molto più ampio di quello che dicono le statistiche». «Se mettiamo insieme - ha sottolineato il ministro - disoccupati, inoccupati, sottoccupati e lavoratori sospesi, abbiamo 5-6-7 milioni di persone. E se li moltiplichiamo per i loro familiari arriviamo a qualcosa che è metà della nostra società: è a rischio la tenuta sociale del Paese».

Dov’era Passera quando la mannaia del governo dei prof si abbatteva sugli italiani? E il premier Monti che dice?

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Trota e Lode, laureiamoci tutti a Tirana!

Pubblicato da V.

trota e lode laurea

Va bé, è in giro da qualche ora ma magari qualcuno se l’è perso: Trota & Lode! Colpo di genio che permette di creare infinite laurea all’università albanese dove il buon Renzo Bossi sarebbe riuscito a prendere il tanto agognato “pezzo di carta”.

Laureatevi anche voi.

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Da oggi sul blog si commenta su Facebook!

Pubblicato da Francesco

Cari lettori, Blogo ha deciso finalmente di passare al sistema di commenti gestito da Facebook.

Da oggi per commentare è necessario avere un account Facebook: quando commentate potrete deselezionare il flag che riporta il commento nel vostro flusso Facebook, in maniera da tenere la conversazione del blog separata da quella che avete con i vostri amici dentro Facebook. Oppure potete lasciare impostato il flag e divertirvi a far nascere una seconda conversazione limitata ai vostri amici Facebook.

Con questo passaggio dovrebbe anche migliorare il rapporto segnale/rumore nei commenti, dato che la discussione sarà legata ad identità più forti e meno facili da usare per disturbare la community. Potete in ogni caso parlare con il moderatore alla mail mod@blogo.it - buona lettura e buon commento a tutti!

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La TV è troppo vecchia per Grillo e il 5 Stelle?

Pubblicato da Andrea Signorelli


“Se il MoVimento 5 Stelle avesse scelto la televisione per affermarsi, oggi sarebbe allo zero qualcosa per cento”. Manca la controprova, ma l’affermazione di Beppe Grillo sul suo blog ha senso: il movimento che ruota attorno a Grillo ha la sua forza nell’essere cresciuto sulla rete e altri canali alternativi, distiguendosi totalmente da tutti i partiti e attraendo chi vede nella tv e nei politici che la popolano il male assoluto. Se Grillo e i suoi avessero sposato la tv avrebbero avuto meno forza e probabilmente se ne sarebbe parlato anche molto meno, visto che essere “il primo partito nato da un blog” è una delle ragioni che gli hanno garantito tutta questa visibilità. Venire meno a quella che è una delle ragioni d’essere del movimento stellato rischia di comprometterne la corsa e minarne la credibilità. Ma c’è dell’altro.

“Alla larga dalla tv! Anche perché giornalisti e politici sono scaltri e fanno fare figure meschine a chi non è abituato”, scrive un grillino sul blog. E anche questo è vero: i candidati del 5 Stelle e tutti gli altri politici non parlano né lo stesso linguaggio, né delle stesse cose. Dove gli esponenti di Pd, Pdl & compagnia discutono di legge elettorale, anti-politica e allenza, dall’altra parte c’è chi parla di human e urban lab, come ha fatto Putti a Ballarò. Ma nel piccolo schermo si rischia di venire risucchiati dai professionisti della partecipazione in tv, mettendo in difficoltà chi non è abituato allo scontro nell’arena televisiva.

E’ in rete che il Movimento 5 Stelle si sa esprimere meglio degli altri, quindi è lì che gli conviene rimanere. Come nota un altro simpatizzante: “Il M5S è nato in rete. Se interessa, sono loro che devono venire da noi“. Esatto: lo spazio dove i grillini discutono, si confrontano, attraggono i voti e crescono è in rete. Qui sono in netto vantaggio su tutti gli altri, che se vogliono possono solo rincorrerli, provando a parlare un linguaggio che conoscono poco e male. Se in tv sono tutti i grillini tranne Grillo a non fare figuroni, sul web le cose vanno al contrario.

Il problema è che internet e i blog hanno dato forza al 5 Stelle, ma rischiano di essere anche un limite, visto che la tv è ancora di gran lunga il mezzo preferito per informarsi dagli italiani e che la rete come spazio per la politica è limitato ai giovani (quasi sempre) istruiti. Una nicchia, insomma. Se il Movimento di Grillo vuole restare se stesso e “altro” deve rimanere in rete e accettarne le conseguenze. Se vuole continuare a crescere, anche a rischio di snaturarsi, deve andare in tv. Ma prima deve impararne il linguaggio.

Foto | ©TMNews

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Il ritorno di Veltroni sul Corriere della Sera

Pubblicato da V.

veltroni intervista corriere

È tornato! Ma non con una missiva - di Walter Veltroni ogni tanto arriva una lettera ai quotidiani: loro sono felici e ci riempiono una pagina - no oggi arriva una lunga intervista all’ex segretario PD sul Corriere della Sera. Lunghissima, ampollosissima, veltronissima. Cosa dice? Riformismo bello, elezioni bene e PD forte, occhio che finiamo come la Grecia: direi che questi tre punti riassumono le decine di migliaia di battute di dialogo sulle pagine. Nell’intervista leggo:

“la destra è esplosa e non tornerà più com’era prima. Ma in politica i vuoti si riempiono”

Ecco: certo quindi un ricompattamento della destra verso le prossime elezioni, ricompattamento che condurrà a un monocolore PdL destinato a durare decenni.

Chiudiamo: nell’agosto scorso Veltroni aveva scritto a Repubblica. Noi ne avevamo parlato, e un profetico Ice commentava:

cosa devono fare gli elettori del PD per liberarsi di sta gente?!?!?!?! ma perché i vari Fioroni, Veltroni & co non se ne vanno con l’amico Rutelli!?!?!?! BASTA fino a 8 mesi fa prendavate una batosta elettorale dopo l’altra, credete forse che i voti delle ultime amministrative siano vostri!?!?!? Il PD non ha ancora convinto nessuno, sono stati al 90% voti sulla fiducia/speranza. Ma se continuerete a presentare innobinabili pluritrombati al prossimo giro M5S passa al 20%!!!!! Già adesso in molte zone il SEL supera il PD e gli unici candidati che hanno battuto il PdL erano quelli di origine SEL o IdV ma cosa ci vuole per farla capire a sta gente!?!?!?!?

Foto | ©TMNews

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Ore 12 - Elezioni, Casini liquida il Terzo Polo. Pierferdy-Pierfurbo verso il Cav?

Pubblicato da Massimo Falcioni

altroPiù si avvicina il rischio di “fare la fine della Grecia” e più i partiti (non solo loro) rivendicano il merito di avere salvato l’Italia da quel rischio.

In questo senso, a gridare di più sono quelli dell’Udc, sempre pronti a sventolare la bandiera dei primi della classe (i saputelli …) e, dopo le urne, sempre a piagnucolare, nell’angolino degli eterni incompresi. A dire il vero, un merito ce l’ha Pier Ferdinando Casini: quello di non aver mai creduto nel bipolarismo Made in Italy e nella seconda Repubblica.

Su tutto il resto, terra bruciata: identità pari a zero, strategia sempre ancorata al piede su due staffe, personale politico (specie nel territorio) yes man dedito alle poltrone. Pdl e Lega hanno perduto alle ultime amministrative una montagna di elettori (moderati), ma non un voto è andato nel canestro predisposto da Casini. Gli elettori bocciano la coppia B&B ma non si fidano di Casini &C.

Ora, l’annuncio del leader Udc di andare oltre il Terzo Polo, senza precisare verso dove e con chi, pare anticipare l’ennesima giravolta strumentale, da consumato doppiogiochista.

Bersani, sempre indeciso, spinge Casini a una scelta per un nuovo centro-sinistra di governo incentrato sul Pd (Bersani a Palazzo Chigi, Casini sul Colle). Berlusconi, sempre solerte, lancia una nuova crociata di tutti i moderati, paventando la costruzione di una inedita “federazione-santa alleanza” per non dare l’Italia alla sinistra.

Un dato è certo: il Terzo Polo è stato liquidato perché i conti non tornano. Fini e Rutelli rischiano ora di rimanere come Don Falcuccio mentre Casini è già sul mercato. E’ così difficile capire dove alla fine approderà Pierferdy il Pierfurbo?

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Le pagelle del giovedì

Pubblicato da Massimo Falcioni

Pier Ferdinando Casini: trombetta. Voto 4- Il leader Udc liquida l’anemico Terzo Polo: “Ricompattare i moderati con un nuovo schema di gioco”. Di nuovo sotto l’ala del Cav?

Beppe Grillo: trombone. Voto 3- Il leader del Movimento 5 Stelle torna a fare il comico: “Noi ultima speranza, oppure c’è la dittatura”. Troppi brindisi dopo la vittoria?

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Satira: non spariamo “castate”

Pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il governo fa scaricabarile sul disagio e sui suicidi. Per Monti da quando ci sono i tecnici va tutto meglio. Il Paese si sta rialzando e presto saremo tutti felici, ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno. Intanto è meglio non pensare al peggio. Canta che ti Passera

Eppure si vede che i ministri sono sotto pressione e stressati. Qualcuno di loro straparla, altri fanno errori, altri ancora vorrebbero mandare tutti a quel paese e andarsi a riposare in una località amena. Il Lago di G(i)arda

Eppure con questo governo il destino dell’Italia è al sicuro. Lo abbiamo messo in cassaforte, anzi in banca. Monti…dei Paschi di Siena

E quelli del Terzo polo che lo seguono ciecamente hanno preso alle elezioni una batosta mica da ridere. Fare il gregge non paga. Mettiti a…pecora

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Grecia - Alexis Tsipras non trova accordi con gli altri partiti. Verso nuove elezioni il 17 giugno

Pubblicato da Alberto Puliafito

Grecia

Grecia - Con un giorno d’anticipo rispetto a quanto gli consentiva la legge, Alexis Tsipras, leader del partito di sinistra Syrzia, ha rinunciato all’incarico di formare un governo, essendo impossibile convincere il Pasok e Nuova Democrazia a rinunciare alle loro idee filo europeiste e a troncare il cordone ombelicale dell’UE. Per dirla senza mezzi termini, Tsipras ha inviato una lettera a Bruxelles in cui ha dichiarato, di fatto, che i 104 miliardi di euro di debito della Grecia sono da considerarsi nulli e che sono altrettanto nulli gli accordi presi precedentemente dai governanti greci. E’ facile immaginare che il leader di Syrzia sapesse bene che questo avrebbe segnato il definitivo distacco dal Pasok e da ND (numericamente necessari almeno per un sostegno esterno all’eventuale governo, dopo i risultati di domenica).

«Non possiamo realizzare il sogno di un vero governo di sinistra», ha detto Tsipras, rinunciando all’incarico vista l’impossibilità di trovare punti d’incontro con gli altri due schieramenti.

La mossa potrebbe portare Syrzia a fare ancora meglio nella prossima tornata elettorale. Sì, perché ora la legge prevede, dopo il primo fallimento di Antonis Samaras (ND) e dopo quello di Tsipras, che venga affidato l’incarico di formare un governo al leader del terzo partito, Evangelos Venizelos (Pasok). E’ facile immaginare che anche questo tentativo si concluderà con un fallimento.

A quel punto, Karlos Papoulias chiederà ai partiti di provare a trovare un accordo. Che appare del tutto impossibile. E quindi non si potrà che tornare al voto.

La data sarebbe già stata individuata: 17 giugno 2012.

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