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Aumento Iva su Sky. I nuovi guru della sinistra sono Ilaria D'Amico e Massimo Mauro

pubblicato da Luca Landoni

Abbiamo dato ieri la notizia del probabile aumento dell’Iva su Sky e sugli altri canali a pagamento, ma sarà bene tornare sull’argomento anche per approfondire i contenuti dell’intero decreto, denominato pacchetto anticrisi. Non prima però di aver rilevato le ragioni a favore e contro il provvedimento più discusso, dando spazio alle ragioni pro e contro. Di fatto il governo ha abolito un privilegio concesso ad alcuni settori, e in via provvisoria anche alle tv a pagamento, che prevedeva l’Iva ridotta al 10%, contro il 20% della norma. Privilegio concesso dal governo Prodi.

Le ragioni del centro-destra stanno tutte qui, vale a dire nel varo di un pacchetto complessivo di norme atte a combattere la crisi economica, nel quale non si vede perché un bene voluttuario come quello descritto debba godere di privilegi. In questo senso riesce difficile comprendere certe argomentazioni del centro-sinistra afferenti eventuali dispetti fatti alla concorrenza di Mediaset e affini, perché Sky non è di fatto un concorrente della tv generalista.

Ancora più ridicola appare la tesi scandalizzata di chi sottolinea che anche il canone Rai non sarebbe stato adeguato all’inflazione penalizzando ulteriormente questi canali. Oltre al fatto che non si vede il nesso, il canone rappresenta una gabella medievale che andrebbe abolita, invece di discutere su suoi eventuali adeguamenti. Ma di questo ridiscuteremo in un prossimo futuro, quando i paganti della “tassa sul possesso dell’apparecchio radiotelevisivo” scenderanno sotto il 30% della popolazione.

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Stangata su Sky: il governo vuole aumentare l'Iva dal 10 al 20%, ma Sacconi frena

pubblicato da Luca Landoni

Brivido per gli abbonati Sky e delle Tv a pagamento in generale, visto che il governo sta per varare l’aumento dal 10 al 20% dell’Iva per tutti i canali pay per view. Se il provvedimento passasse, infatti, sarebbe più che probabile la rivalsa sui clienti, che peraltro hanno già visto il recente rincaro di tutti i pacchetti di abbonamento.

Inutile dire che le reazioni sono state veementi. L’opposizione a voce Pd ha parlato di regalo a Mediaset, in quanto verrebbe colpito il principale concorrente privato, mentre Tom Mockridge, amministratore delegato di Sky Italia, ha usato parole di fuoco:

“Deve essere chiaro che questo provvedimento è un aumento delle tasse per le oltre 4.6 Milioni di famiglie italiane che hanno liberamente scelto i programmi di Sky. Informeremo immediatamente i nostri oltre 4,6 milioni di abbonati di questa decisione del governo di aumentare le loro tasse, affinché in questi tempi difficili abbiano chiaro che cosa sta accadendo alla loro capacità di spesa”.

Questa la posizione della Tv di Murdoch, che pare già giustificarsi per i prossimi rincari, mentre Gentiloni (Pd) ha inteso rilevare che è vero che il provvedimento andrebbe a colpire anche Mediaset Premium, ma in misura minore in quanto il canale si finanzia più con le carte pre-pagate per il calcio che con gli abbonamenti in senso stretto, come hanno rilevato anche i colleghi di TvBlog. Donadi (Idv) gli fa eco, parlando non senza qualche buona ragione di ennesima sottolineatura del conflitto di interesse vigente nel nostro paese, mentre l’Udc si mantiene cauta, sperando in un “errore”.

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