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Tutti gli articoli con tag 2009

1994 – 2009: Silvio Berlusconi come Vanna Marchi

pubblicato da Giovanni Molaschi



Enrico Mentana ha drammaticamente ragione quando sostiene, per Vanity Fair, che tutto ciò che sta succedendo attorno a Silvio Berlusconi è figlio di una più generale anomalia italiana che negli ultimi 15 anni non ha prodotto una valida alternativa al Cavaliere.

Non c’è schieramento politico contrario, giustamente, a quanto fatto dal Presidente del Consiglio che abbia proposto all’elettorato un leader nuovo. Innovativo. Rivoluzionario nelle idee e non solo nella comunicazione.

Pierluigi Bersani era già a fianco di Romano Prodi subito dopo il primo Governo Berlusconi. Coalizione di Governo alla quale non prese parte Antonio Di Pietro a cui il Cavaliere propose il Ministero degli Interni.

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Elezioni europee: i risultati del 2004. Comparazione con i sondaggi 2009

pubblicato da Luca Landoni


A due giorni dalla chiusura delle urne elettorali vi ripresentiamo il risultato del 2004, per farci un’idea su come potranno cambiare gli equilibri all’interno della rappresentanza italiana in sede di Parlamento europeo.

Forza Italia e An 5 anni fa si presentarono separatamente ottenendo rispetticvamente il 21,0 e l’11,5%, per un totale del 32,5%. È assai probabile che questa quota cresca almeno di 7-8 punti attestando il Pdl sopra il 40%. A ciò si aggiunga la Lega Nord, che nel 2004 riportò un modesto 5%, ma che dai sondaggi è data intorno al 10. Il dato complessivo del governo potrebbe dunque crescere dal 37,5 al 50% circa.

Il centrosinistra presentava la lista Uniti nell’Ulivo, che raccoglieva Margherita e Ds, riportando un buon 31,1% che ne faceva la prima forza politica del paese. Per ammissione dello stesso Franceschini per l’attuale Pd si potrebbe invece parlare di discreto successo a partire dal 25%. L’Idv si confronta invece con il dato della lista Di Pietro-Occhetto (2,1%). Qui si prevede un boom di consensi che potrebbe realisticamente arrivare almeno a quadruplicare quel risultato. Complessivamente azzardiamo un 33/35% per le due principali forze di opposizione.

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Il sondaggio di PolisBlog: cosa voterai alle prossime elezioni?

pubblicato da Luca Landoni


A meno di un mese dall’appuntamento elettorale, che vedrà alcuni votare anche per il rinnovo dei consigli comunali/provinciali/regionali, ci pare giunto il momento di cogliere gli umori dei lettori. Ricordiamo che due mesi fa provammo a lanciare un indice di gradimento dei partiti italiani, che vide un plebiscito per il centro-sinistra, con Idv, Pd e Rifondazione ai primi tre posti. Si trattava però di un format diverso, che costringeva a scegliere di volta in volta la migliore (o la meno peggio) tra due forze politiche.

Ora invece vi proponiamo il tradizionale sondaggio con le intenzioni di voto. Il sondaggio durerà una settimana e ne pubblicheremo i risultati martedì prossimo. Dopo il salto tutti gli aggiornamenti parziali.

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L'accorpamento del referendum Segni-Guzzetta con le elezioni europee non s'ha da fare. Le ragioni del no

pubblicato da Luca Landoni

È di ieri la notizia che la Lega sarebbe disposta a mettere in gioco l’esistenza stessa dell’alleanza di governo nel caso il Pdl si pronunciasse a favore dell’accorpamento del referendum al primo turno. L’intenzione è di evitare l’accorpamento tout court, quindi anche al meno trafficato secondo turno amministrativo, ma non è improbabile che si raggiunga un compromesso, come ha ipotizzato La Russa qualche tempo fa.

La realtà però è che questo referendum contiene degli elementi fortemente antipluralisti, per non dire antidemocratici, e perciò la battaglia che lo avversa appare per molti aspetti sacrosanta. Abbiamo già cercato di spiegare come lo scopo della consultazione sia favorire un sistema bipartitico andando a penalizzare tutte le forze “terze”, motivo per il quale non è visto di cattivo occhio dal Pdl e riscuote l’adesione entusiastica del Pd, che non vede l’ora di recuperare consenso ai danni di Di Pietro, vedendo nel contempo aprirsi un incrinatura nella maggioranza.

Una spaccatura Lega/Pdl cambierebbe infatti lo scenario in molte circoscrizioni del nord, permettendo al centrosinistra di infilarsi nei pertugi lasciati liberi. Ecco perché Franceschini ha ipocritamente dichiarato di volere l’accorpamento per risparmiare soldi, ed ecco perché non ha esitato a usare le vittime del terremoto per suffragare questa tesi, destinando il risparmio all’emergenza. Ma come detto è una posizione ipocrita, perché la sinistra stessa non ha esitato in passato a sostenere l’astensionismo e ad avversare l’accorpamento quando le faceva comodo. Così come il centrodestra, s’intende.

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