
Più di un osservatore maligno, in passato, ha evidenziato che in Italia vige un perenne stato di campagna elettorale, in cui, passando da una elezioni all’altra, si fa soltanto propaganda, rinviando la soluzione dei problemi reali ad un tempo indefinito in cui non ci siano scadenze elettorali in vista.
Una osservazione che sembra piuttosto realistica. Non è trascorsa una settimana dal voto che D’Alema già si preoccupa delle elezioni comunali del 2011 che, dice la Volpe del Tavoliere, saranno il vero banco di prova del Pd (su questa affermazione ci sarebbe molto da dire…. ma lo lascio ai vostri commenti).
Ma non basta. Nel frattempo di sarebbero già aperti i giochi per organizzare e vincere le Primarie che, nel 2012, dovrebbero designare lo sfidante di Berlusconi alla guida del nuovo Governo. In questo caso sarebbe Nichi Vendola lo sfidante più accreditato per affrontare eventuali big che il Partito democratico riuscisse a mettere in campo per l’occasione. Questa cosa è davvero grandiosa: già si inizia a pensare a chi sfiderà Berlusconi nel 2013 e ancora non si è capito quale sarebbe l’alternativa di governo che il centrosinistra contrappone (con o senza l’Udc? boh) alla coalizione Pdl - Lega. Intanto troviamo il candidato: vedremo poi per fare cosa….

L’apertura del canale youtube del Quirinale ha un che di paradossale. Nello stesso anno, l’ennesimo, in cui il Governo decurta i finanziamenti per lo sviluppo della banda larga il Presidente della Repubblica decide di utilizzare internet per il suo consueto discorso.
Ragionamento che si apre alla rete per necessità più che per investimento. Se le stesse parole fossero state caricate su youtube qualche anno fa (il sito di video sharing compirà il prossimo febbraio cinque anni) avremmo potuto sostenere senza essere smentiti che il Capo dello Stato utilizza il web per avvicinarci al futuro.
Esserci oggi oltre che paradossale è quindi ridondante. Sottolinea l’arretratezza di un paese a cui fa comodo essere la Cenerentola d’Europa. È notizia di questi giorni, infatti, la decisione del Governo francese di stanziare 20 milioni di euro per la crescita dell’editoria on-line.
Continua a leggere: Giorgio Napolitano, il discorso di fine anno su youtube

Come sostiene, giustamente, Carlo Antonelli (direttore di Rolling Stone) nel suo ultimo libro (Gli Anni Zero) il decennio che ci stiamo lasciando alle spalle sarà ricordato anche per la densità di accadimenti.
Ogni giorno, o quasi, succede qualcosa che andrebbe documentata. Che sia il tentativo di aggressione al Papa o l’ennesimo delitto passionale. Ogni giorno, o quasi, veniamo investiti da una serie di notizie che invecchiando troppo velocemente non ci danno modo di partorire un adeguato ragionamento attorno.
Dalla morte di Stefano Cucchi sono passati poco più di due mesi. Da allora, di quella storia, nessuno parla più. Tutti, addetti ai lavori e no, sembrano essersi dimenticati che di carcere si muore.
Continua a leggere: Italia: ogni cinque giorni un detenuto muore in carcere come Stefano Cucchi

È un vero peccato che Nicola Zingaretti abbia rifiutato la candidatura alla Regione Lazio, governata fino a poche settimane fa dall’ex presentatore televisivo Piero Marrazzo. Avrebbe potuto dimostrare in un ambito più grande della provincia le sue capacità.
Le doti che sono proprie di esponenti politici di indubbio talento e che a causa della burocrazia all’interno dei partiti sono destinati a dare il meglio di sé solo in piccole realtà dove si continua, fortunatamente, a fare passi avanti.
Nella provincia di Roma, come promesso dal Governatore Zingaretti, sono stati installati hotspot grazie ai quali sarà possibile fruire di internet gratuitamente tramite la rete wi-fi.
Continua a leggere: Rete wi-fi libera nella Provincia di Roma governata da Nicola Zingaretti
Che brutto tiro hanno giocato i burloni di An a tutte le anime belle d’Italia. Dopo ore e ore di lotte e discussioni sul decreto in materia economica, all’improvviso spunta, apparentemente dal nulla, un emendamento che prevede l’obbligo di esibire le impronte digitali su tutte le carte d’identità a partire dal 2010. L’emendamento passa a larga maggioranza, grazie anche all’appoggio del Pd e nonostante l’opposizione della sola, solita Italia dei Valori. Apriti cielo…
Ora che tutti saranno costretti a farsi prendere le impronte come si farà ad accusare di razzismo Maroni che le vuole prendere ai Rom? E i raccapriccianti manifestini col bambino che mostra il dito medio, una delle più squallide trovate propagandistiche degli ultimi anni, che fine faranno? Forse li correggeranno con lo slogan Noi sì, ma i Rom no oppure li affiggeranno al Vigorelli in occasione del Ramadan, che lì un po’ di proseliti li trovano di sicuro.
Eh certo le anime pie che campano sulle accuse di razzismo hanno perduto il loro giocattolo nuovo. E’ stato loro sottratto dalle mani dai cattivissimi Alì Bobo e i Quaranta Maroni, ed ora toccherà trovare un’altra battaglia da combattere. Di scelta ce n’è eh, dal diritto delle donne islamiche di portare il velo a quello per gli zingari di lavare i vetri ai semafori; passando per le moschee gratis e il diritto di occupare il suolo pubblico per pregare.
D’altronde si sa, è così: tutto il resto è razzismo.