Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag CGIL

Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Susanna Camusso: contropiede. Voto 7+ La segretaria della Cgil attacca Monti: “Vogliono fare i liberisti colpendo il lavoro. Troppo entusiasmo sulle liberalizzazioni, rischi di smobilitazione dei servizi pubblici”. Rullano i tamburi. Ultimo avviso?

Corrado Passera: gambatesa. Voto 4- Il ministro dello Sviluppo Corrado Passera annuncia il suo piano su crescita e lavoro e non nega la possibilità di essere candidato premier per il 2013. Meno annunci e più fatti. Pensare al Paese, no a se stessi.

Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Matteo Renzi: rottamatore. Voto 6- Il sindaco di Firenze gongola felice e va in copertina su Max quale “uomo dell’anno”. La rivista lo riempie di elogi e si chiede il perché della sua “indiscutibile popolarità”. Già. Forse perché “spara” solo sui “suoi” compagni del Pd?

Maurizio Landini: rottamato. Voto 5- Il segretario della Fiom-Cgil dice che negli anni ’50: “La situazione sociale era meno drammatica di oggi”. E gli eccidi dei lavoratori? E i reparti confino? E la totale mancanza di ammortizzatori sociali? E la “cappa” del clero?

....
condividi 2 Commenti

Ore 12 - Monti, in Europa "a testa alta". Che ci guadagnano gli italiani?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroAnche in politica, ognuno fa il suo mestiere. I sindacati, Cgil in testa, criticano e attaccano la manovra “Salva Italia” e hanno le loro buone ragioni. I partiti, avvitati in una crisi oramai cronica, lasciano a Monti il lavoro “sporco”, curando l’orticello particolare del consenso.

Si può dire che mai come oggi ai partiti manca, oltre al “senso generale” dello Stato e della Nazione, la capacità di ridisegnare un “progetto” capace di chiamare gli italiani a tornare a credere in se stessi.

E’ in questo quadro che l’amara medicina propinata da Mario Monti è “obbligatoria”. I limiti sull’equità sono evidenti, come quelli sulle mancate riforme per la ripresa. Ma il capo del Governo fa bene a ricordare che oggi l’Italia, avendo (quasi) messo a posto i conti, può guardare al confronto europeo “a testa alta”.

Non è un fatto, già di per se stesso importante, di pari dignità. Si tratta di sostanza politica fra Stati chiamati adesso a dare una risposta “europea” che, dopo una strategia da lacrima e sangue per appianare i debiti, produca il salto di qualità, con una fase due orientata alla ripresa. Sarà possibile con la Germania tutt’ora chiusa a difesa della propria vocazione alla …“rigidità” finanziaria, arroccamento che rischia di trasformare l’attuale recessione in prossima depressione?

Questo è il nodo che va sciolto senza tentennamenti e rinvii. Con tutti i limiti della manovra, l’Italia può finalmente giocare “alla pari” nello scacchiere europeo. Non è un fatto di protocollo, ma di fondamentale importanza politica ed economica, per l’Italia e per l’Europa. Perché da questa crisi o si esce tutti insieme o si va tutti a picco. Tertium non datur.

....
condividi 6 Commenti

Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Susanna Camusso: lottadura. Voto 7+ La segretaria della Cgil spinta dalla base dice “no” alla manovra “Salva Italia”: “E’ squilibrata”. E insiste per il prelievo sulle grandi ricchezze: “Serve la patrimoniale”. Inverno caldo.

Umberto Bossi: celodurismo. Voto 3- I demagoghi leghisti offrono al Senato uno show indecente e vergognoso. La deriva populista e razzista del Carroccio è senza più limiti. Il Senatur torna al cappio e sputacchia su tutto e tutti.

....
condividi 0 Commenti

Ore 12 - Articolo 18, nodo cruciale o falso problema?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroMario Monti aveva promesso che i ministri del suo governo avrebbero lavorato a testa bassa e, soprattutto, a bocca chiusa. Sull’impegno, risultati a parte, non si può dubitare. In quanto al tacere, parlano e come! Anzi, come la ministra Elsa Fornero, esternano a briglia sciolta.

Ultimo esempio, la sortita del ministro del Welfare sull’articolo 18. Già i sindacati sono in forte fibrillazione (con proteste e scioperi di ogni tipo) sulla manovra e la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso definisce: “folle” l’intervento sulle pensioni e “supponente” il governo. Quindi, perché tanta urgenza su un punto incandescente come l’art. 18?

I sindacati sbagliano nel chiudersi a riccio, rischiando alla fine di rimanere a difesa di un bidone di benzina vuoto. Ma le priorità “politiche” del governo sembrano orientate a colpire i “soliti noti”, rinviando sine die la svolta sul fisco, sulle liberalizzazioni, sulle riforme capaci davvero di produrre una manovra equa e utile al rilancio dell’economia. Da una parte si fa calare sic et simpliciter la scure del rigore, dall’altra si annuncia eguale rigore, rinviandone però la realizzazione pratica.

Pare la riedizione classica della politica dei “due tempi”, prima i sacrifici poi le riforme. I primi sono già sul piatto, i secondi solo nel menù. In definitiva, quando si parla di metter mano ai privilegi delle caste (non solo quella politica) si rinvia perché le “situazioni sono complesse e serve tempo per gli approfondimenti”. Quando si tratta di sforbiciare sulle pensioni e sui diritti dei lavoratori, l’emergenza non ammette confronti e approfondimenti e le decisioni sono obbligate.

Dice Franco Marini del Pd: “Non so se il governo ha capito che l’articolo 18 non ha alcuna influenza sull’occupazione e l’arrivo di investimenti esteri qui in Italia. Forse quando aprirà il tavolo di confronto con le forze sociali se ne renderà conto. La trovo una discussione assurda. Si parla di questo per non parlare del problema vero: un grande piano per le politiche del lavoro, questo è il problema”.

La crisi c’è e la manovra serve. Ma senza segnali “politici” di discontinuità rispetto ai governi Berlusconi, prima o poi i nodi verranno al pettine. E non basterà l’aplomb per salvarsi.

....
condividi 4 Commenti

Monti "delegittimato" dalla Cgil. Pd in tilt. Gode il Cav

pubblicato da il passator cortese

Oggi è stato il giorno dello sciopero generale contro la manovra del governo, con Cgil, Cisl. Uil di nuovo insieme, dopo sei anni di divisioni e insulti reciproci. Poi i presidi nel pomeriggio davanti alla Camera e al Senato.

Di fronte a Montecitorio, durissimo l’intervento della leader Cgil Susanna Camusso:”Questo è un governo che è nato per salvare il paese” e “non può finire poi per ammazzarlo”. Poi: “Il paese chiede soluzioni eque e che i sacrifici non ricadano sui soliti noti”. Camusso rileva che sulle rendite dei patrimoni “non c’è uguale attenzione” rispetto al carico sui lavoratori e pensionati.

“È una manovra fortemente depressiva che aggrava la situazione del Paese e non la risolve”. Parole pesanti anche sulla riforma strutturale della previdenza: “Con la riforma delle pensioni decisa dal Governo si fa cassa, non si mettono risorse per garantire una pensione più equa, ma si fa semplicemente un’operazione di risparmio. Per riformarla serve ampio mandato e consenso elettorale”. E chiude con un attacco-minaccia: “Non siamo di fronte a una richiesta di rigore sui conti ma di un cambiamento strutturale del sistema pensionistico, cosa che un governo tecnico non può permettersi”.

Il più grande sindacato italiano delegittima il governo Monti. Eh sì, la luna di miele di Monti è davvero finita. Crescono le tensioni in seno al Pd, sempre più diviso sul da farsi.

Intanto Berlusconi osserva e … gode. Attenti al doppio gioco del kaimano! Il Paese rischia di infilarsi in un vicolo senza più uscita.

....
condividi 7 Commenti

Ore 12 - Monti, ed è subito "lotta dura senza paura". Cui prodest?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroNon è, quello dello sciopero unitario di lunedì prossimo, il ritorno in campo della “triplice” degli anni ’70, allora ben più autorevole sul piano politico e più forte su quello organizzativo. La protesta è di fatto un atto dovuto.

Uil, Cisl e Cgil, di nuovo insieme, battono un colpo per se stessi, per cercare una legittimazione e un ruolo “politico”. E’ alto il rischio di agire solo per salvaguardare interessi corporativi, anche se riguardano lavoratori e pensionati i più colpiti nel morso della crisi.

Il premier Mario Monti non si è tirato indietro dicendo ieri sera a “Porta a porta”: “Capisco le reazioni, ma invito tutti a considerare che cosa sarebbe successo anche al mondo del lavoro dipendente e al mondo dei pensionati senza questa azione”. Invitando i sindacati a “considerare che, per quello che è stato possibile, abbiamo fatto più redistribuzione ed equità di quanto fosse mai stato fatto”. Ma non è proprio così. Perché il decreto anti crisi continua a “fare cassa” con le pensioni e dell’equità non c’è molta traccia. Non solo. Come sostiene l’economista Nouriel Roubini: “Che cosa stimolerà la crescita in Italia, visto che l’ulteriore austerità fiscale e le tasse più alte renderanno più dura la recessione?”.

Già. Va anche detto che il sindacato deve saper cogliere la protesta dei lavoratori, alquanto scossi, ma deve soprattutto aprire il confronto, in questo caso con il governo, trattare e portare a casa qualcosa, cioè qualche modifica: soprattutto quella che riguarda i lavoratori pensionati a cui non viene riadeguata la pensione, nemmeno parzialmente, all’inflazione subita.

Serve un tavolo di trattative, anche in vista delle annunciate innovazioni su temi come il mercato del lavoro e la contrattazione. Il precedente governo aveva l’obiettivo politico di assestare un colpo decisivo al sindacato, cioè alla Cgil e Cisl e Uil si sono irresponsabilmente prestati al gioco. Monti non è Berlusconi. E la domanda s’impone: è proprio “utile” lo sciopero di lunedì?

La verità è che le divisioni sindacali pesano, con Cgil, Cisl e Uil nell’altalena dello scavalcamento reciproco, giocando una volta al “ribasso” (vedi Fiat- Marchionne) e una volta al “rialzo” (vedi Monti-decreto).

Dice bene oggi sul Riformista Emanuele Macaluso: “L’autonomia del sindacato va certamente difesa e garantita, come momento essenziale di un conflitto sociale, che può essere moderato e regolato, in ragione della grave situazione in cui versa il paese, ma senza il quale non c’è né sviluppo né democrazia.
 L’autonomia sindacale non contraddice l’esigenza di guardare con realismo la situazione in cui opera questo governo, per evitare il disastro che abbiamo visto in Grecia, dove i sindacati hanno subito pesanti sconfitte proprio perché hanno giuocato di rimessa volendo difendere tutto e tutti. I caratteri della crisi ci dicono che nulla, e per nessuno, sarà come prima”. Appunto.

....
condividi 1 Commenti

Lunedì 12 sciopero congiunto Cgil, Cisl e Uil

pubblicato da Alberto Puliafito

Sciopero 12 dicembre 2011

I tre sindacati hanno raggiunto un accordo e, lunedì 12 dicembre, invece delle iniziative separate, sciopereranno insieme. Susanna Camusso (Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil) hanno stabilito, questa mattina, nel corso di un incontro che si è tenuto nella sede della Uil, di decretare tre ore di sciopero congiunto per la giornata in cui il decreto salva-Italia inizierà il suo iter (che si preannuncia rapidissimo) alla Camera.

Camusso, Bonanni e Angeletti hanno anche diffuso una nota congiunta, in cui esprimono preoccupazione essenzialmente per la stretta sul sistema pensionistico, sull’annunciato aumento dell’IVA e, più in generale, sull’assenza di uno dei tre pilastri cardinali del Governo monti: l’equità. I tre segretari dei sindacati rilevano infatti come la manovra colpisca duramente chi ha già dato.

E non si limiteranno alla giornata di sciopero né ai presidi - già annunciati e confermati - di fronte alle Prefetture: oltre ad aver richiesto una serie di incontri con l’esecutivo e con i partiti, per concertare modifiche al decreto, proporranno fin da oggi emendamenti comuni, nel corso delle audizioni alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Insomma, il primo effetto della manovra Monti è stato quello di ricompattare i sindacati.

Ma ieri sera, ospite di Bruno Vespa (guarda il Video su TvBlog), il premier ha già lasciato intendere che non ci sarà grande spazio per modifiche: «Il Parlamento è sovrano», ha ricordato «ma i tempi sono stretti».

[Foto | Flickr]

....
condividi 6 Commenti

Decreto salva-Italia: i sindacati in sciopero il 12 dicembre

pubblicato da Alberto Puliafito

Susanna Camusso, leader della CGIl

I sindacati vanno all’attacco della manovra del Governo Monti: lunedì 12 si avvierà il percorso alla Camera del cosiddetto decreto salva-Italia. La Cgil - che si era già espressa duramente contro i contenuti delle misure proposte dal nuovo esecutivo attraverso le parole del segretario generale, Susanna Camusso ha proclamato quattro ore di sciopero per la giornata di lunedì. Il sindacato ha ribadito che

la manovra proposta dal Governo contiene poche novità positive (sulla crescita e sulle infrastrutture) e molte parti gravi che non la configurano come una manovra equa, ma che grava su lavoratori e pensionati.

In preparazione allo sciopero, da domani organizza una serie di presidi davanti alle Prefetture, con il coinvolgimento di Comuni, Province e Regioni. Al momento sono previsti sit-in in Basilicata, Liguria, Lombardia, Sardegna e Toscana. Ma l’elenco è in continuo aggiornamento.

La CGIL fa sapere di aver effettuato una concertazione anche con CISL e UIL:

Abbiamo proposto a CISL e UIL di decidere insieme proposte ed iniziative per cambiare la manovra, la risposta ci è arrivata tramite conferenza stampa con relative autonome decisioni.

E la risposta degli altri due sindacati non si è fatta attendere: Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, in conferenza stampa, hanno fatto sapere che promuoveranno uno sciopero di due ore sempre per lunedì 12.

Continua a leggere: Decreto salva-Italia: i sindacati in sciopero il 12 dicembre

....
condividi 1 Commenti

Ore 12 - Monti, obbligato dai partiti al lavoro "sporco". E poi?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroE’ fin troppo ovvio che se stai per andare a fondo in mezzo ai flutti ti aggrappi a qualsiasi appiglio pur di rimanere a galla. Così è per il nostro Paese oggi, con l’acqua alla gola, alle prese con indispensabili e gravose misure anti crisi.

Il rischio è sempre lo stesso: mettere pezze che di fatto non risanano mai niente, fare tirare ancora di più la cinta a chi già non arriva a fine mese, non intervenire con riforme strutturali per rimuovere almeno alcune cause che producono gli antichi mali del Belpaese.

Un esempio? La corruzione. Quanto costa? Almeno 60 miliardi (stima della Corte dei conti), con il fenomeno aumentato nel 2010 del 30% rispetto al 2009. 150 miliardi, con 70 miliardi di utili al netto degli investimenti, è il fatturato delle Mafie italiane (fonte Commissione parlamentare antimafia). Domani a Roma l’assemblea dei delegati Cgil discute le sue 9 proposte “per fare ripartire l’Italia”. Uno dei nodi centrali del Paese è proprio quello della criminalità organizzata.









































Circa 180 mila posti di lavoro all’anno persi nel Mezzogiorno - rileva il sindacato - a causa di questa attività criminale, mentre 500 mila commercianti sono oggetto della malavita organizzata, per un giro di affari criminale stimato in 98 miliardi di euro, di cui 37 per mano mafiosa. La Guardia di finanza afferma che nel nostro paese i redditi evasi ammontano a 270 miliardi di euro e che il mancato gettito sia di 120 miliardi di euro, di cui 60 miliardi di Iva evasa. Sommati questi dati emerge che ogni anno l’illegalità (mafie, corruzione, evasione fiscale, economia sommersa) sottrae agli italiani e alle imprese oneste 330 miliardi di euro.

Ecco dove sta il bubbone su cui incidere. Non è solo una questione che attiene alla giustizia, alla polizia, ai tribunali. Il nodo è essenzialmente politico e come tale va affrontato. Certo, è più facile e si fa prima, fare cassa tartassando i pensionati e i lavoratori dipendenti, i piccoli e medi imprenditori. L’Italia è oggi dentro l’emergenza. Come andare oltre l’emergenza? Il rischio è che, passata la bufera, spennati i soliti polli, tutto resti come prima, con i nodi veri tutti da sciogliere.

Monti deve “stanare” i partiti che gli vogliono far fare il lavoro sporco negandogli la leadership politica.

....
condividi 4 Commenti