Non è una questione di “offese” . E’ una questione politica.
Con la cena separata dei “carbonari” a Palazzo Grazioli (dove un segretario generale della Cisl corre dalle cucine di un albergo per non farsi vedere … ) il capo del governo è passato dalla (eventuale) ragione al torto.
Escludere dall’invito di un vertice il capo di una organizzazione di oltre 5 milioni di iscritti significa per il premier due cose: o non avere capito niente e presto pagare lo scotto politico di questa esclusione, o avere capito tutto ed essere certi di poter stravolgere le relazioni sindacali e sociali a proprio uso e consumo pensando che gli “esclusi” dicano grazie e tolgano il disturbo.
A suo tempo, D’Alema e i Ds e tutta la sinistra commisero l’errore fatale di non “riconoscere” Berlusconi e la sua forza elettorale.
Gli avversari non si scelgono. Oggi è Berlusconi a seguire la stessa strada contro la Cgil, accusata, questo è il punto vero, di fare da apripista nell’alimentare lo scontro sociale contro il governo.
La Cgil è indubbiamente in mezzo al guado. Epifani si è impantanato senza sapere o potere elaborare una linea autonoma riformista. Per anni il sindacato di Corso d’Italia non ha disturbato il manovratore (i governi di centro sinistra): trasformato in una grande e capillare società di servizi per lavoratori, pensionati, disoccupati, precari ed extracomunitari.
Poi, con il ritorno di Berlusconi a Palazzo Chigi, la svolta.
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Come sempre la domenica televisiva offre interessanti spunti di politica. A parte i vari resoconti del Pd Day del 25 ottobre, già alle 14.30 su Rai3 avremo occasione di rivedere il “prezzemolino” Antonio Di Pietro, ospite di In 1/2 h. Il leader dell’Italia dei Valori avrà così occasione di recuperare l’assenza dell’ultimo momento a Ballarò, rispondendo alle incalzanti domande della conduttrice Lucia Annunziata. Berlusconi e Veltroni saranno i temi principali, potete scommetterci.
L’appuntamento principale è comunque come sempre quello di Report, alle 21,30 sempre su Rai3. Questa volta al centro dell’inchiesta presentata da Milena Gabanelli ci saranno i sindacati e la loro palpabile crisi nonostante i balletti di cifre di tesserati veri o presunti comunicati dalle varie sigle.
I sindacati si autocertificano gli iscritti: la UGL ne dichiara 2.145.995, scavalcando così la UIL che ne dichiara 2.060.000.
Ma chi controlla se effettivamente questi numeri sono veri, visto che soprattutto in base agli iscritti, un sindacato ha più o meno peso nelle trattative?
Per cercare di capire qual è oggi il ruolo del sindacato in Italia, REPORT, in onda domenica 26 ottobre alle 21.30 su Raitre, ha provato a fare i conti nelle loro tasche e, siccome le bugie hanno le gambe corte, risulta che qualcuno bara. Si e’ poi cercato di capire come funziona, come si finanzia e quali servizi offre ai propri tesserati.
Si parte dagli iscritti nelle fabbriche e nel pubblico impiego; si ricostruisce il ruolo del delegato, del funzionario territoriale, di quello provinciale, regionale e nazionale.
Alla fine sono stati individuati 700 mila rappresentanti: un esercito! Di questi 3.300 sono ex dipendenti pubblici, distaccati, che continuano a percepire lo stipendio dalle varie amministrazioni.
Stasera a Ballarò il tema di fondo non poteva che essere la crisi finanziaria mondiale. Di qui il titolo della puntata: “Le banche tremano, le borse crollano e gli italiani temono per i loro redditi. Come risponde la politica?”
Sotto la conduzione di Giovanni Floris in studio si confrontano il segretario del Pd Walter Veltroni, il presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato Mario Baldassarri, il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei e il presidente dell’Ipsos Nando Pagnoncelli. La puntata sarà come sempre aperta dalla copertina satirica di Maurizio Crozza.
Come d’abitudine questo spazio sarà a disposizione per i commenti alla trasmissione. Appuntamento su Rai3 alle 21.05