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Tutti gli articoli con tag Cuffaro

Intervista - polisblog incontra Giuseppe Lo Bianco autore di “Profondo Nero”

pubblicato da Giovanni Molaschi

Nelle stesse settimane in cui il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, condivideva con i cittadini il proprio impegno a riaprire le indagini sulla morte di Pier Paolo Pasolini si scopriva che Marcello Dell’Utri è in possesso di uno dei capitolo di “Petrolio”, il libro incompiuto dell’intellettuale italiano.

Per capire se ci sono tra i due avvenimenti delle coincidenze abbiamo intervistato Giuseppe Lo Bianco che insieme a Sandra Rizza ha scritto “Profondo Nero”. Il libro, pubblicato lo scorso anno da ChiareLettere, prova a fare luce su un periodo scuro della storia italiana. La morte di Pier Paolo Pasolini, secondo gli autori, è infatti riconducibile a quelle di Enrico Mattei (presidente dell’Eni) e Mauro De Mauro (giornalista).

Nelle scorse settimane il Ministro della Giustizia Angelino Alfano ha proposto di riaprire le indagini riguardanti la morte di Pier Paolo Pasolini. Crede che la decisione dell´esponente politico sia giusta? Perché?

Penso che la decisione di Alfano di sollecitare la procura di Roma a riaprire il caso Pasolini sia giusta e anche un po’ tardiva. Da almeno tre anni centinaia di intellettuali hanno sottoscritto un appello in questa direzione.

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I senatori Cuffaro, Cintola, Romano (Udc) e Vizzini (Pdl) inquisiti per concorso in corruzione aggravata

pubblicato da paganini


Le elezioni sono passate, i comizi sono finiti ed è ora di togliersi dalle orecchie tutte le promesse che abbiamo sentito sull’impegno di certi politici per un mondo migliore, più libero, etc etc. La procura di Palermo ci riporta con i piedi per terra mettendo sotto inchiesta i senatori Carlo Vizzini (Popolo della Libertà, presidente della commissione Affari costituzionali), Salvatore Cintola, Saverio Romano e Salvatore Cuffaro (Udc).

Secondo quanto raccontato da Massimo Ciancimino, che gli inquirenti ritengono riscontrato da altri elementi di prova, tra gli «ingenti quantitativi di denaro» elargiti da Lapis per conto di Ciancimino una buona fetta sarebbe finita a Vizzini, ex leader socialdemocratico poi entrato in Forza Italia. Secondo i calcoli degli inquirenti, nel corso del tempo, avrebbe ricevuto almeno un milione di euro. Tramite la mediazione di Cintola (ex assessore regionale, già inquisito per concorso in associazione mafiosa in indagine archiviata nel settembre 2007, senatore dal 2008), altri soldi sarebbero finiti a Saverio Romano e Salvatore Cuffaro; il primo è stato appena eletto al Parlamento europeo, l’altro è l’ex presidente della Regione, dimessosi dopo una condanna in primo grado per favoreggiamento, approdato lo scorso anno a palazzo Madama.

Per i senatori coinvolti, come sempre innocenti fino a condanna definitiva, si tratta di vicende senza fondamento. Ovviamente…

Politica & Tribunali. Sicilia: la Corte dei Conti chiede 4 milioni di euro a Cuffaro e Lombardo

pubblicato da paganini

Vi ricordate la storiella di Silvio Berlusconi sul magico Federalismo fiscale che, trasferendo la responsabilità agli enti locali, farebbe migliorare l’amministrazione e diminuire le tasse per i cittadini? Ecco un’altra piccola dimostrazione di quanto questa bufala sia clamorosa.

La Regione Sicilia, per l’esattezza il suo Presidente Totò Cuffaro, ha creato un Ufficio stampa composto da 23 giornalisti, tutti inquadrati come caporedattore. Come molti osservatori (tra cui Le Iene) hanno fatto notare, il numero di addetti di quell’ufficio è un poco sovradimensionato e soprattutto il suo costo complessivo appare enorme.

Ora la Corte dei Conti ha avanzato una richiesta di 4 milioni di euro a Cuffaro e Lombardo, per risarcire i danni che avrebbero (non c’è stata ancora una sentenza) causato alle casse pubbliche assumendo, senza concorso né selezioni, tutti questi giornalisti.

L’Espresso ricostruisce che si tratta di

Un danno erariale da quattro milioni di euro. È la cifra indicata dalla Corte dei conti per le «assunzioni ingiustificate e il mantenimento in servizio sine titulo» di venti giornalisti dell’ufficio stampa. La magistratura contabile, alla fine di un’indagine durata più di un anno, ha inviato tre inviti a dedurre, atti che equivalgono agli avvisi di garanzia della giustizia ordinaria.

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